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15-12-2014
SCIOPERO GENERALE DEL 12 DICEMBRE: LA FLC CGIL MOLISE IN PIAZZA PER RIVENDICARE INVESTIMENTI NEI SETTORI DELLA CONOSCENZA
Anche la FLC CGIL Molise ha scioperato e portato in piazza le proprie bandiere a Termoli. Si è trattato di una manifestazione colorata, plurale e determinata, nella quale il mondo della conoscenza, insieme agli studenti, accorsi numerosi alla protesta, hanno ribadito che senza il radicale cambiamento delle politiche economiche e sociali del Governo non ci potrà essere una crescita per la nostra regione. 
La cancellazione di fatto del contratto nazionale, la forte limitazione della contrattazione nei luoghi di lavoro, insieme al blocco degli scatti di anzianità nella scuola, nella formazione professionale, nell’Università, nella Ricerca e nell’AFAM, sono gli strumenti con i quali IL Governo intende programmare nei settori pubblici il taglio dei salari nei prossimi anni.
La FLC CGIL Molise ha ribadito durante la manifestazione, con i propri slogan, il giudizio fortemente critico sul piano de “La buona scuola” perché esso intende piegare l’istruzione agli interessi del mercato e dell’imprese, cancella gli scatti di anzianità, sostituisce la cooperazione e l’idea di comunità delle scuole con la competizione individuale e risponde solo parzialmente alla necessità di stabilizzare il precariato. La prima condizione per una proposta di innovazione nella scuola pubblica è tornare a investire mentre con la legge di stabilità 2015 si continuano a tagliare risorse.
Per migliorare la qualità del sistema dell’istruzione e della ricerca occorre prima di tutto stabilizzare tutti i precari che da anni lavorano nei settori della conoscenza. La riuscita dello sciopero generale, con la chiusura di molte scuole in regione, ed una partecipazione complessiva superiore alle attese, ha messo in evidenza che  non si può prescindere dal riconoscimento della funzione di rappresentanza dei corpi intermedi e dal valore del lavoro dei docenti e degli ATA delle scuole molisane.
Con questo sciopero generale si è unito il mondo del lavoro pubblico  e quello privato,  i disoccupati e gli occupati,  i precari e lavoratori stabili, i giovani e gli anziani. Questi erano gli obiettivi della CGIL e sono stati pienamente raggiunti.
In una situazione  di forte disagio sociale il Governo cerca di far passare nell’opinione pubblica l’idea che i lavoratori pubblici siano dei privilegiati per giustificare il mancato rinnovo del contratto. Unire in uno sciopero generale tutti i lavoratori è stato il modo concreto di rivendicare politiche di giustizia sociale senza mediazioni al ribasso.
La FLC Molise proseguirà con maggiore determinazione nella richiesta nei confronti del governo regionale di interventi strutturali, a partire da una legge regionale sull’istruzione, che mettano al centro  politiche riguardanti la crescita e lo sviluppo,  con un progetto che investa nei settori della conoscenza, unico in grado di far uscire dalla marginalità e dal declino il nostro sistema produttivo regionale.
 
 
3-12-2014
La scuola sciopera il 12 dicembre 2014, insieme a tutto il mondo del lavoro, perché questo è uno sciopero che unisce.
Nelle assemblee indette  nelle scuole della regione dalla FLC CGIL Molise è emersa in maniera significativa la determinazione nel proseguire la mobilitazione. È inevitabile quando di fronte hai un Governo autoritario e arrogante, un Governo che, oltre a  rappresentare il Paese, ne è anche il più importante datore di lavoro, quello che dovrebbe dare il buon esempio di relazioni corrette tra i propri dipendenti e le loro rappresentanze. Un Governo che, invece, mortifica il lavoro, lo spoglia di diritti riducendolo a un puro fattore di costo, piegato al potere unilaterale delle imprese o della dirigenza nei settori pubblici. E che si mostra incredibilmente sprezzante quando si tratta di confrontarsi con i sindacati che pure rappresentano milioni di persone. E le ragioni dei lavoratori sono tante e le abbiamo presentate in varie forme, insieme a molte proposte concrete.
Sarà sciopero generale, e il Governo se ne farà certo una ragione. L'autunno è iniziato all'insegna del conflitto per tutto il mondo del lavoro e per i settori pubblici in particolare e non poteva essere diversamente. L'ultima provocazione è l'ennesimo blocco dei contratti pubblici.
Nei settori della conoscenza, in cui i contratti sono scaduti il 31 dicembre 2009, c'è un'emergenza salariale, determinata anche dal blocco delle retribuzioni e dell'anzianità, che non è stata compensata dai famosi 80 euro. Ma non si tratta solo di retribuzioni. Il rinnovo del contratto è una priorità perché è lo strumento migliore per leggere il lavoro che cambia e per dare gambe alle necessarie riforme di cui, soprattutto nella scuola, c'è bisogno. Ma il contratto è anche lo strumento per ridiscutere i carichi di lavoro, per garantire parità di diritti e salari tra precari e "stabili", per contrattare i regimi degli orari, le modalità di valorizzazione professionale, le forme e le finalità della valutazione. Ed è lo strumento più flessibile e più condiviso per farlo.
Una riforma della scuola ambiziosa come quella descritta nel piano del Governo non si fa a costo zero. I tre miliardi promessi sono una goccia nel mare, quando si auspica una scuola piena di computer e laboratori, dove la multimedialità innova la didattica, inserimento di nuove discipline, potenziamento delle lingue straniere. Tutto questo comporta investimenti. Lo sanno Renzi eGiannini che molte scuole sopravvivono solo per la generosità delle famiglie? Che loro finanziano la scuola dell'obbligo, quella che lo Stato dovrebbe garantire gratuitamente? E siamo radicalmente contrari alla sostituzione delle risorse pubbliche con quelle private. Vogliamo difendere fino in fondo la laicità e la libertà di insegnamento sancite nella Costituzione.
Non siamo in una fiction, servono meno chiacchiere e meno hashtag e più disponibilità all'ascolto e al confronto. Questo ci aspettiamo da un Governo che vuole davvero cambiare il Paese.
MANIFESTAZIONE REGIONALE A TERMOLI
LUOGHI E ORARI DI PARTENZA PULLMAN PER TERMOLI
- Venafro, incrocio semaforico, ore 6:45
- Isernia, Hotel Europa, ore 7:15
- Campobasso, Vecchio Stadio Romagnoli, ore 8:00
 
 
20-11-2014
DA LUNEDI’ 24 NOVEMBRE ASSEMBLEE IN TUTTE LE  55 SCUOLE DEL MOLISE
 Prosegue la mobilitazione della FLC CGIL Molise per informare i lavoratori della scuola sulle politiche governative che continuano a tagliare risorse all’istruzione pubblica. Da lunedì 24 novembre ’14  e fino all’ 11 dicembre, la FLC CGIL Molise terrà un’assemblea in ognuna delle 55 scuole della regione.
Nel momento in cui  si fanno incontri di vertice pilotati e si lanciano consultazioni on line che sono risultate un flop clamoroso, la FLC CGIL Molise decide, invece, di incontrare direttamente il personale coinvolto nei processi di cambiamento del sistema pubblico d’istruzione, per ascoltarne le loro ragioni, il punto di vista, le proposte.
Sarà questa anche l’occasione per illustrare la campagna nazionale della FLC CGIL per la riforma dell’istruzione pubblica “fai la  scuola giusta”, per discutere le proposte fatte  per rilanciare la richiesta di investire in un settore strategico qual è quello dell’istruzione. E’ importante conoscere l’opinione di chi la scuola la vive quotidianamente: insegnanti, dirigenti, collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici, precari, che spesso, pure senza soldi per la carta igienica o i pennarelli, il laboratorio chiuso o, peggio, il tetto pericolante, mandano avanti le nostre scuole.
Tra l’altro, il 26 novembre 2014 la Corte di Giustizia europea, darà lettura della sentenza riguardante il precariato scolastico. L’auspicio è che la Corte possa confermare le conclusioni già espresse dall’avvocato generale, secondo il quale il sistema scolastico italiano risulta illegittimo nella parte in cui ha reiterato per diversi anni con contratti a termine le assunzioni del personale docente ed ATA su posti disponibili e vacanti. Si concretizzerebbe, in questo modo, una richiesta portata avanti da anni dalla FLC CGIL che, in questi giorni è impegnata, su web, sui social e sul territorio, per rivendicare:
·         più risorse e meno chiacchiere: servono soldi per far funzionare a dovere le scuole italiane: didattica, edilizia, personale;
lo sblocco dei contratti dei lavoratori della scuola, fermi dal 2007;
l’obbligo scolastico a 18 anni: la scuola comincia dall’infanzia;
la valorizzazione del lavoro ATA: amministrativi, tecnici, ausiliari. Sono i lavoratori che tengono le scuole aperte e in ordine, le fanno funzionare. Eppure nella Buona Scuola non compaiono.
Per il Molise prosegue la campagna di denuncia su: emergenza risorse per garantire il funzionamento (es.  riscaldamento  nelle scuole superiori, mancanza di manutenzione, personale ATA, ecc.); riorganizzazione della rete dei trasporti e dei plessi  in cui assicurare l’offerta formativa agli studenti; legge regionale sul diritto allo studio; organizzazione dei percorsi d’istruzione e di formazione con un’idea complessiva di sistema formativo integrato.
Nelle assemblee si discuterà anche della piattaforma rivendicativa unitaria  che ha portato alla proclamazione dello sciopero generale del 12 dicembre 2014
 
 
 
16-11-2014
Fondi Europei 2014-2020: adottato l’Accordo di partenariato, COSA SI STA FACENDO IN MOLISE?
Il 29 ottobre 2014 la Commissione Europea con la Decisione di Esecuzione C(2014) 8021 final, ha approvato alcune parti dell’Accordo di partenariato relativo ai Fondi Strutturali e di Investimento Europei (Fondi SIE) per il periodo 2014-2020. Ai sensi dell’art. 2 del Regolamento 1303/13 del Parlamento Europeo e del Consiglio, per Accordo di partenariato si intende  “un documento preparato da uno Stato membro con il coinvolgimento dei partner in linea con l'approccio della governance a più livelli, che definisce la strategia e le priorità di tale Stato membro nonché le modalità di impiego efficace ed efficiente dei fondi SIE al fine di perseguire la strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e approvato dalla Commissione in seguito a valutazione e dialogo con lo Stato membro interessato”.
L’Accordo riguarda quattro Fondi:
    Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR),
    Fondo sociale europeo (FSE),
    Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)
    Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP).
Ogni fondo SIE al fine di realizzare la strategia dell'Unione Europea (Strategia Europa 2020) per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, sostiene  11  obiettivi tematici (OT) due dei quali riguardano il sistema d’istruzione, il 9 e il 10:
·         promuovere l'inclusione sociale e combattere la povertà e ogni discriminazione;
·         investire nell'istruzione, nella formazione e nella formazione professionale per le competenze e l'apprendimento permanente.
Le risorse europee complessivamente disponibili per questi due obiettivi sono  di  oltre  8.000.000,00 di €. L’Accordo di partenariato per la politica di coesione verrà attuata mediante vari programmi operativi nazionali (PON) e regionali (POR).
I programmi nazionali cofinanziati dal FESR e/o dall’FSE sono 11:
 
    PO «Ricerca e innovazione»,
    PO «Politiche attive per l’occupazione»,
    PO «Inclusione»,
    PO «Istruzione»,
    PO «Imprese e competitività»,
    PO «Reti e mobilità»,
    PO «Iniziativa a favore dell’occupazione giovanile»,
    PO «Città metropolitane»,
    PO «Cultura»,
    PO «Legalità»
    PO «Governance».
Solo l’allocazione delle risorse per il PON della scuola vale complessivamente  € 1.180.741.376,00, ma il sistema d’istruzione potrebbe accedere anche a quello riguardante l’inclusione, la cultura e la legalità.
I programmi regionali per le 21 regioni e province autonome, generalmente distinti per i due fondi FESR e FSE, con l’eccezione delle regioni Calabria, Molise e Puglia, che disporranno ciascuna di programmi plurifondo, sono 39.
Com’è noto alle risorse europee occorre aggiungere il cofinanziamento statale e quello regionale e delle province autonome. La percentuale di cofinanziamento nazionale ai sensi dell’art. 120 del Regolamento 1303/03, varia per asse prioritario e, se del caso, per categoria di regioni e fondo.
La legge finanziaria 2014 (Legge 147/13) al comma 240 prevede che il cofinanziamento sia ripartito per il 70% a carico dello Stato e per il 30% a carico delle Regioni e delle Province Autonome.
La medesima legge al comma 242 prevede la possibilità di attivare i cosiddetti programmi complementari al FESR e FSE. Si tratta di programmi finanziati attraverso eventuali riduzioni del tasso di cofinanziamento nazionale inizialmente programmato. In altre parole la riduzione della quota di cofinanziamento nazionale  viene trasferita al di fuori dei programmi operativi stessi, a favore di specifici interventi definiti, appunto, complementari. Tale modalità è stata già sperimentata durante la Programmazione 2007-2013 con il Piano d’Azione e Coesione (PAC).  Il comma 243 della Legge finanziaria 2014 stabilisce inoltre la possibilità di concedere anticipazioni delle quote comunitarie e di cofinanziamento nazionale dei programmi a titolarità delle Amministrazioni centrali dello Stato nel limite di 500 milioni di euro annui.
Il DDL di stabilità 2015 all’art. 44 prevede una serie di disposizioni riguardo al cofinanziamento nazionale dei Fondi europei relativi al periodo 2014-2020.
Com’è evidente si tratta di risorse ingenti, quasi le uniche in un contesto di gravi tagli e di drastiche riduzioni. Il sistema pubblico d’istruzione  molisano è attrezzato per fare la sua parte. Occorre però che la Regione Molise investa in questa nuova funzione riconosciuta nella nuova programmazione dei Fondi europei. Purtroppo non abbiamo notizie di un coinvolgimento diretto  in tale direzione.
La FLC CGIL Molise, nel dichiararsi disponibile a dare il proprio contributo affinchè  tali risorse possano essere utilizzate dalle scuole, chiede che si costituisca una cabina di regia per sostenere ed orientare  le istituzioni scolastiche in questo delicato passaggio, per favorire l’accesso a risorse significative che potrebbero rappresentare una boccata d’ossigeno per le scuole e consentirebbero di rilanciare il ruolo  decisivo che il sistema  pubblico d’istruzione e di formazione potrebbe avere  per la crescita complessiva della regione.
 
 
11-11-2014
VERTENZA FORMAZIONE PROFESSIONALE: BASTA ANNUNCI, I LAVORATORI SONO ALLO STREMO!
La vertenza degli operatori della Formazione Professionale del Molise, per molti versi, sembra sintomatica del modo di affrontare le problematiche del mondo del lavoro nel nostro paese. Dichiarazioni di intenti, annunci su annunci, tanto fumo e poco arrosto.
Da giorni assistiamo a enunciazioni trionfalistiche da parte degli esponenti della politica molisana, che da più parti rivendicano a sé il ruolo decisivo nella soluzione della vertenza.
La FLC CGIL Molise, pur nella consapevolezza che se ci troviamo in questa situazione la colpa non è certo dei lavoratori, sarà lieta di riconoscere a tutti gli eventuali meriti, qualora ai proclami facciano seguito i fatti. Un piccolo particolare, però, forse sfugge alla classe politica molisana: i lavoratori, purtroppo, non si cibano di promesse, ma di fatti.
I 90 lavoratori in questione da ottobre sono senza lavoro, avanzano ancora, nella maggior parte dei casi due mensilità arretrate e non hanno certezze sul se e quando verrà liquidata loro la cassa integrazione in deroga.
Ad oggi, l’unica certezza sono i mutui da pagare e i preavvisi di licenziamento che molti di loro hanno ricevuto: dal 01 gennaio 2015, se non si interviene immediatamente, resteranno definitivamente disoccupati.
Siamo più volti intervenuti nel merito della vicenda, abbiamo presentato proposte e chiesto di finanziare il “progetto ponte”, atto a sperimentare l’“Orientamento Permanente regionale”, in un arco temporale che permetta di mettere a sistema i servizi per l’orientamento, per l’Istruzione e la Formazione professionale, da riformare completamente stante l’atavico ritardo che sconta la nostra Regione al riguardo.
Oggi però non è più il tempo dei progetti e delle promesse, ma delle azioni!
Occorre dare risposte immediate ai lavoratori e alle loro famiglie, e pertanto chiediamo all’ Amministrazione Regionale di adoperarsi da subito, per quanto di competenza, per consentire ai lavoratori di percepire le spettanze arretrate e accelerare il percorso per il riconoscimento della CIG in deroga, visto il grave stato di disagio economico esistente.
Circa poi la possibilità di cofinanziamento del Progetto, con risorse a carico di Governo e Regione, aspettiamo ancora una convocazione del tavolo permanente, in modo da ottenere comunicazioni ufficiali sulle modalità di attuazione nell’immediato di quanto annunciato. Il fatto che siamo costretti ad apprendere a mezzo stampa informazioni di sicura rilevanza sindacale, ci lascia molto perplessi sul metodo adottato da quanti, a parole, professano attenzione per le parti sociali, ma nei fatti sembrano più interessati al risalto mediatico che alla risoluzione effettiva dei problemi.
 
 
7-11-2014
VERTENZA FORMAZIONE PROFESSIONALE: BENE LE RISORSE AGGIUNTIVE, ORA E’ NECESSARIO CREARE IL SISTEMA
Come è noto, lo scorso 29 ottobre, presso il Ministero del Lavoro, convocato dal Sottosegretario al Lavoro, Massimo Cassano su richiesta delle OO.SS, si è tenuto il tavolo  per cercare di dare una soluzione alla vertenza che riguarda 90 lavoratori della Formazione Professionale molisana.
In quella occasione, abbiamo rilevato la presenza delle massime cariche istituzionali regionali: sono intervenuti all’incontro i due Senatori molisani,  l’Assessore all’istruzione ed al Lavoro, Il Presidente del Consiglio ed  Presidente della Giunta Regionale. Uno sforzo apprezzabile, se allo stesso facesse seguito la risoluzione delle problematiche in oggetto. Lo svolgimento dell’incontro, in realtà, ci aveva da subito lasciato più dubbi che certezze.
In sostanza, la delegazione molisana ha chiesto risorse, per compensare il taglio di oltre il 50% intervenuto sui fondi europei destinati al Molise per il piano operativo 2014/2020. Una situazione che determina un’ulteriore elemento di difficoltà in un contesto di crisi generalizzata che grava sui lavoratori e sulle famiglie molisane.
Risorse si, ma per fare cosa? La richiesta dell’Assessore, in questo caso, finalmente ricalca quanto le OO.SS. chiedono da tempo: finanziare un “progetto ponte”, che permetta di sperimentare il sistema di “Orientamento Permanente regionale” in un tempo limitato, che consenta di agganciarsi ai fondi POR 2014 – 2010 e di mettere a sistema i servizi per l’orientamento, per l’Istruzione e la Formazione professionale, da riformare completamente stante l’atavico ritardo che sconta la nostra regione.
Non ci ha convinto  l’approccio l’evasivo del Sottosegretario,  incalzato dalla FLC CGIL Molise, circa la possibilità ed i tempi di reperimento di risorse aggiuntive. In sostanza si è rinviato ad altri approfondimenti tecnici, che sarebbero arrivati nell’immediato, ma che ad oggi non risultano ancora pervenuti. Appare strano che  nei talk show televisivi i diversi ministri del governo Renzi promettono 800.000 posti di lavoro (non si sa bene come, quando e per chi) e nelle riunioni ufficiali non si riescono ad avere risposte concrete su richieste precise che provengono dai rappresentanti dei lavoratori e dalle strutture politiche e amministrative periferiche.
La FLC CGIL Molise, in attesa della proposta di Legge Regionale che metta a sistema l’intera filiera della conoscenza,  ribadisce  la necessità di avviare da subito  un Progetto Pilota Ponte  al fine di attivare  un sistema di “Orientamento Permanente Lungo l’Arco della vita” (che possa essere di incentivo alle regioni come il Molise che accusano in merito un ritardo decennale, ma che possa anche dar vita anche  ad un modello nazionale.
Gli operatori del settore e l’intero sistema della conoscenza regionale, non hanno bisogno di ulteriori annunci, riferiti a risorse aggiuntive reperite dal governo nazionale per tamponare delle emergenze, hanno la necessità di poter lavorare in sicurezza per realizzare gli obiettivi prefissasti dalle linee guida entro le quali deve muoversi il sistema di Istruzione e Formazione Professionale in Molise.
 
 
29-10-2014
Istituti Tecnici Superiori, il MIUR pubblica le risorse assegnate per il 2013 ma  il molise non le ha  impiegate
Nei giorni scorsi  il MIUR ha pubblicato i decreti direttoriali con i quali sono state assegnate le risorse alle Regioni relative ai percorsi degli Istituti tecnici Superiori per l’anno finanziario 2013, nonché quelle finalizzate alle azioni di sistema previste dall’art. 12 comma 5 del DPCM 25 gennaio 2008. Nel 2013 la cifra complessivamente disponibile è stata pari € 13.377.552,00.  Lo stanziamento di € 14.000.000,00 previsto  dall’articolo 7, comma 37-ter della legge n. 135, del 7 agosto 2012, è stato ridotto nel 2013 di oltre € 600.000,00.
Le risorse destinate a finanziare i percorsi di studio attivati dagli ITS sono state assegnate in base ai criteri generali definiti dall’Intesa in Conferenza unificata Stato - Regioni  del 23 settembre 2010. In particolare la nota dipartimentale 537/13 aveva previsto una cifra uguale per ciascun percorso ITS attivato, pari a € 50.000,00 e una cifra correlata alla percentuale della popolazione tra i 20 e i 34 anni. Quest’ultima cifra ha anche valore premiale e viene erogata in presenza del cofinanziamento della singola Regione (minimo il 30%), così come previsto dal DPCM 25/01/2008.
Dall’analisi dei decreti del MIUR risultano attualmente non assegnati € 443.476,16 riferiti  ad alcune regioni, tra le quali c’è il Molise. In base alla nota dipartimentale 537/13 le risorse destinate al Molise attualmente non assegnate, sono di €  79.703,04.
La FLC  CGIL Molise già dall’aprile del 2013, in occasione della pubblicazione del decreto interministeriale riguardante le specializzazioni tecniche superiori relative ai percorsi post secondari di istruzione e formazione tecnica superiore di durata annuale (IFTS),  aveva chiesto alla regione Molise di fare la sua parte su questo importante versante.
Per il Molise, infatti,  era stato approvato un solo percorso formativo: l’Istruzione Tecnica Superiore per le nuove tecnologie per il Made in  Italy. I Soci Fondatori dell'ITS sono : IIS "Sandro Pertini" - Campobasso  (Ente di riferimento); Camera di commercio agricoltura artigianato e industria (CB); Centro Servizi Formazione e Occupazione (CB); Genus Consulting Group s.n.c. (CB);Provincia di Campobasso (CB); Unione dei comuni del Tappino (CB);Università degli Studi del Molise (CB).  Molti interrogativi erano stati sollevati su alcuni  partner. La regione Molise  avrebbe dovuto farsi promotrice, nei confronti degli altri soci fondatori dell’ITS, per delineare il percorso formativo approvato, nell’ambito della programmazione dell’offerta formativa riguardante le competenze esclusive ad essa attribuite dal Titolo V della Costituzione.
Oggi il MIUR ha certificato che le risorse assegnate al Molise (€  79.703,04) per l’ITS, non sono state utilizzate. Si conferma, anche in questa occasione, quello che la FLC CGIL Molise sta dicendo da tempo: manca una cabina di regia che abbia idee chiare sui percorsi di istruzione superiore, sull’obbligo formativo, sugli IFTS e sulla formazione professionale. Aspettiamo una legge regionale sull’istruzione che intervenga in maniera organica in un ambito ritenuto da tutti strategico, qual è quello dell’istruzione e della formazione, ma per il quale, per ora, si fanno solo annunci e proclami.
 
 
27-10-2014
Alternanza Scuola Lavoro: LA  propaganda E LE CIFRE.IN MOLISE in pochi anni LE RISORSE ridotte DEL 30%
 In questi giorni il MIUR ha reso noto la ripartizione  a livello regionale delle risorse destinate alle attività di alternanza scuola lavoro, nonché le caratteristiche dei progetti finanziabili.  Ai sensi dell'art. 6 comma 2 del DM 351 del 21 maggio 2014 le somme complessivamente disponibili per l'alternanza sono pari a euro 11.000.000,00 sensibilmente inferiori rispetto allo scorso anno.
In Molise  per i progetti innovativi si tratta di briciole. Solo  € 63.267 così ripartiti: €  19.722 agli Istituti Professionali; € 37.378 agli Istituti Tecnici e € 6.167 ai Licei. Tre anni fa tali disponibilità erano € 88.422. Un taglio di oltre il 30% in poco tempo.
Per ciascun ordine di scuola la ripartizione è in proporzione al numero degli alunni iscritti nelle classi seconde, terze e quarte, come risulta dall'anagrafe degli studenti. I progetti innovativi di alternanza devono: offrire a tutti gli studenti dai 15 ai 18 anni l'opportunità di apprendere mediante esperienze didattiche in ambienti lavorativi privati, pubblici e del terzo settore; valorizzare una formazione congiunta tra scuola  e mondo del lavoro; assicurare ai giovani oltre alle conoscenze di base, anche l’acquisizione di maggiori competenze per l’occupabilità, l’auto-imprenditorialità.
Il Decreto sottolinea l'importanza del rapporto con il territorio ed in particolare con i poli tecnico-professionali, gli istituti tecnici superiori e le reti di impresa. In questo senso in Molise manca qualsiasi intervento programmatore da parte della regione. Si accentua l'idea che l'alternanza debba essere sostanzialmente finalizzata a dare risposte alle “richieste del mercato del lavoro” e che i percorsi debbano essere progettati insieme alle imprese, e questo nonostante che le norme in vigore prevedano percorsi progettati, attuati, verificati e valutati sotto la responsabilità dell'istituzione scolastica.
Mancano nei documenti ministeriali precisi riferimenti ai concetti di stage, tirocinio, alternanza così come definiti dalle Linee guida del triennio degli istituti tecnici e professionali. Non vi è un solo accenno alla necessità che i percorsi siano coerenti con il profilo educativo, culturale e professionale (nei tecnici e professionali) e  con il profilo degli studenti nel sistema liceale. C’è il rischio concreto di sfruttamento degli studenti da parte delle aziende per dotarsi di manodopera a costo zero. Manca la connessione tra la valutazione dei percorsi in alternanza e la valutazione al termine di ciascun periodo scolastico.
Si tratta, com’è evidente, di un’azione debole, sia da un punto di vista delle risorse disponibili che continuano a ridursi (nonostante le promesse assunte  nel documento “La buona scuola”), sia perché non è in grado di difendere l'orizzonte culturale e formativo definito, ad esempio, dalle Linee guida del triennio degli istituti tecnici e professionali. Si allarga, così, ulteriormente la forbice tra annunci roboanti e risorse disponibili. Un progetto di alternanza che rischia di trasformarsi soltanto in lavoro gratuito prestato dagli studenti delle scuole con dubbi concreti sulla ricaduta formativa e professionale.
 
 
 
8-10-2014
La FLC CGIL Molise il 10 ottobre in piazza con gli studenti
In questi giorni, presso le scuole di tutta la Regione, la FLC CGIL Molise sta svolgendo assemblee sindacali nelle quali, oltre a chiedere a tutti di sottoscrivere un documento unitario con il quale si rivendica il diritto al contratto ed ad una giusta retribuzione, si discute sulle numerose criticità del piano del governo denominato “la buona scuola”.
Le centinaia di lavoratori interpellati considerano inaccettabile l’assenza nel piano di qualunque riferimento al rinnovo del contratto, così come ritengono sbagliata la proposta di cancellare completamente l’anzianità nella valorizzazione professionale, sostituendola con un nuovo meccanismo farraginoso, che premia solo alcuni a discapito di altri, e prevede perdite secche di salario, andando in vigore solo nel 2019. Tra l’altro, appare evidente come si tratta di un piano che perde credibilità ogni giorno che passa, che determinerà ulteriori tagli sul personale ATA e per l’Università, confermandosi pertanto in continuità con le fallimentari politiche dei Governi precedenti.
In sintesi, più che di una riforma si tratta di uno slogan, fatto da un manualetto divulgativo e da un video pubblicato su you tube. Non si può pensare di continuare con il gioco delle tre carte, rifinanziando le scuole tramite altri tagli, che colpiscono in particolar modo il personale ATA, l’università e la ricerca.
La FLC CGIL ha discusso le proposte del Governo, ha condiviso nei suoi organismi dirigenti il giudizio, lo ha reso pubblico e ha predisposto una campagna per condividere l’analisi e per organizzare la protesta.
Questi sono i punti fermi della nostra federazione: analisi, proposta, protesta e mobilitazione.
In Molise stiamo raccogliendo alcune migliaia di firme alla petizione #sbloccacontratto e sicuramente non lasceremo che la consultazione sia un’operazione demagogica e di facciata, anche perché siamo forti di proposte di merito valide ed utili al sistema d’istruzione ed ai lavoratori.
Occorre reagire subito contro questo disegno, anche tramite una lunga fase di mobilitazione che unifichi giovani, sindacato, movimenti e associazioni, perché solo con larghe coalizioni sociali si può affermare un vero cambiamento.
In tal senso, la FLC CGIL Molise sostiene l’iniziativa degli studenti, che il 10 ottobre saranno nelle piazze di Campobasso, Termoli ed Isernia, insieme ad associazioni e movimenti. Si tratta di iniziative condivisibili,  perché  si oppongono alla privatizzazione della conoscenza, rivendicano scuole ed edifici sicuri e chiedono ai decisori politici di fare subito scelte lungimiranti, in campo nazionale e regionale,  in materia di diritto allo studio. Affermare, al contrario si fa nel piano di riforma governativa, che le risorse pubbliche non saranno mai sufficienti per far fronte alle esigenze delle scuole, vuol dire che lo stato alza bandiera bianca e si arrende alla sfida di garantire il diritto all’istruzione dei cittadini, previsto dalla Costituzione.
Siamo convinti, invece,  che proprio dal diritto allo studio  occorre ripartire, per garantire a tutti il diritto universale al sapere.
Le iniziative degli studenti, la manifestazione promossa dalla CGIL per il 25 ottobre e quella unitaria dei lavoratori pubblici dell'8 novembre indicano un percorso di mobilitazione che ha l’ambizione di ricomporre il lavoro e di riscrivere un nuovo patto generazionale.
Facciamo appello agli studenti, alle lavoratrici e ai lavoratori della scuola perché sostengano questo percorso di mobilitazione, per dare una risposta forte e corale all’altezza della situazione.
 
 
15-9-2014
Rinnovo del contratto e mantenimento degli scatti, parte la petizione dei sindacati scuola.
Ancora promesse disattese, ancora un colpo alla dignità del lavoro e delle professioni della conoscenza.
Puntualmente sono arrivate rassicurazioni che sarebbe stato l’ultimo rinvio e con altrettanta puntualità sono arrivati ulteriori blocchi della contrattazione.
Anche il decisionismo di #matteo ha dato continuità alle decisioni dei governi di destra e di centro destra. Significativa la modalità scelta per la sua comunicazione: un tweet per le promesse, l’annuncio affidato alla giovane ministra per le retromarce.
Del resto, non è la prima volta. Poche settimane fa ci fu detto che avrebbero ripresentato un provvedimento per i "quota 96" insieme ad uno complessivo e specifico per la scuola, ma sono arrivate solo 136 slide e di questo provvedimento non v’è traccia. Ora, con un annuncio laconico, ci viene detto che non ci sono soldi per i contratti. E ancora una volta a pagare saranno i dipendenti pubblici.
I lavoratori della scuola pagheranno due volte, senza contratto e adeguamenti della retribuzione da 5 anni, e per altri 4 ancora, e senza neanche più l’unica forma di adeguamento, gli scatti di anzianità.
Facendo un po’ di conti, è come se #matteo abbia infilato la mano nelle tasche dei lavoratori pubblici e abbia sottratto loro i famosi 80 euro, spesso ricordati come la grande redistribuzione dei redditi. Certo redistribuiti come un Robin Hood alla rovescia, anzi come lo Sceriffo di Nottingham.
Ora basta, mobilitiamoci!
È partita la campagna dei lavoratori della scuola per chiedere il rinnovo del contratto, continuità per gli scatti di anzianità, investimenti in istruzione.
Come prima forma di pressione raccoglieremo migliaia di firme che consegneremo alla Presidenza del Consiglio
 
IN ALLEGATO I MODULI PER LA RACCOLTA DELLE FIRME
 
Per inviare le firme raccolte: via mail a molise@flcgil.it o via fax al n. 0874 692604.
La nostra consultazione non sarà online ma con centinaia di assemblee nei luoghi di lavoro e iniziative con associazioni, movimenti, istituzioni. Seguiranno altre forme di mobilitazione, sia unitarie sia congiunte con le altre categorie del pubblico impiego. Saremo in piazza con una grande manifestazione e sarà sciopero.
Facciamo appello alle lavoratrici e ai lavoratori della scuola perché ci sostengano in questo percorso di mobilitazione, per dare una risposta forte e corale all’altezza della situazione.
 
 
10-9-2014
INIZIA UN NUOVO ANNO SCOLASTICO TRA PROMESSE,SPERANZE E PROBLEMI IRRISOLTI
L’inizio di un nuovo anno scolastico rappresenta l’occasione per fare il punto della situazione su criticità, problematiche e prospettive del sistema scolastico molisano.
Ci piacerebbe lanciare messaggi di ottimismo e di speranza nel futuro, ma la realtà che abbiamo di fronte, purtroppo, è tutt’altro che rosea.
 
a) ALUNNI E ORGANICI
 
I numeri del “sistema scuola” sono allarmanti, e ci consegnano un progressivo impoverimento della scuola pubblica molisana. Avremo meno alunni, meno organici e meno scuole rispetto al passato. Dal 2006 abbiamo perso 6500 alunni, 1600 posti di lavoro e 30 scuole (ora abbiamo 41800 alunni, un organico di circa 5100 unità e 54 scuole autonome, rette da 50 Dirigenti Scolastici). Sono numeri impietosi, ma è da questi che bisogna partire.
 
b) DIMENSIONAMENTO
 
Il nuovo piano di dimensionamento scolastico, approvato dalla Regione a dicembre scorso, presenta un carattere emergenziale e provvisorio, non si è affrontato il tema con un approccio prospettico. Come abbiamo più volte sostenuto, entra in vigore a partire da settembre ma “nasce vecchio”. In esso, per mantenere i “soliti equilibri”, e non scontentare il sindaco di turno, si sono conservate Istituzioni scolastiche che non hanno “i numeri” per sopravvivere a lungo, e ciò comporterà necessariamente nuove modifiche. Si è continuato, inoltre, ad avvalorare l’assurda pratica degli Omnicomprensivi (ben 9 sui 81 esistenti in tutta Italia), non si è dato luogo ai poli Scolastici, che rappresenterebbero l’unica ancora di salvezza delle aree interne a bassa densità demografica. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: le pluriclassi dei piccoli paesi convivono con le classi pollaio dei centri più grandi. Occorre mettersi subito al lavoro per varare al più presto una legge sul diritto allo studio (l’ultima è del 1975, la più vecchia d’Italia!), alla luce della quale rivedere e modificare le storture del piano di dimensionamento.
 
c) EDILIZIA SCOLASTICA
 
Gli studenti ed i lavoratori della conoscenza vogliono risposte concerete, non proclami. Occorre passare rapidamente dagli annunci a interventi concreti per avviare progetti di costruzione di nuovi edifici, rimozione dell'amianto, messa in sicurezza e manutenzione straordinaria degli edifici scolastici. Deve essere chiarito quali sono le effettive risorse a disposizione, con quali tempi e con quali procedure di intende operare. Non si può attendere ancora ed assistere impotenti a ritardi nella realizzazione degli interventi. Quello che è certo è che ancora oggi, Il 5% degli edifici scolastici della regione è costituito da strutture prefabbricate e provvisorie, Il 7% delle scuole è ospitato in edifici ad uso promiscuo (condomini, supermercati, ecc.) il 6% delle scuole è in affitto e molte mancano della palestra.
Il documento la buona scuola. Preliminarmente, dobbiamo notare che nel documento il sindacato non viene mai menzionato come interlocutore privilegiato nelle questioni del lavoro. È una colpevole “dimenticanza”, sintomatica del modo di intendere i cd corpi intermedi, come semplice intralcio verso l’interlocuzione diretta con il “cittadino elettore”.
Eppure, risulta incontrovertibile, Il documento “recepisce molte proposte che la FLC CGIL ha presentato in diversi dossier. In modo particolare su: superamento del lavoro precario, concorso per diventare docente, istituzione dell’organico funzionale, eliminazione delle “molestie burocratiche”, restituzione del tempo pieno, riforma degli organi collegiali.
Manca, però,  qualunque riferimento al rinnovo del contratto di lavoro, nonostante si parli di profili professionali, carriere, orari e retribuzioni, funzione docente, trattamento economico, valutazione, mobilità, fondo per il miglioramento dell’offerta formativa. Si tratta di materie contrattuali e in sede contrattuale vanno affrontate e definite. Nel documento il sindacato non viene mai menzionato come interlocutore sulle questioni riguardanti l’organizzazione del lavoro.
Nel Piano Renzi, manca, inoltre, qualsiasi riferimento alle assunzioni del personale ATA; anzi si prevede la riduzione degli assistenti amministrativi a seguito della digitalizzazione. Ciò è inaccettabile. Le scuole per poter funzionare hanno bisogno di personale di segreteria adeguato ai compiti sempre più complessi dell’autonomia e di collaboratori scolastici che garantiscano l’apertura, l’accoglienza e la vigilanza in ogni plesso.
Le circa 150.000 assunzioni, previste sulla scuola, corrispondono ai numeri che la FLC CGIL ha sempre indicato come necessità prioritaria per un progetto di buona scuola, tanto da aver avviato numerose vertenze sull’uso reiterato del tempo determinato che sono arrivate all’attenzione della Corte europea. In Molise la FLC CGIL ha  presentato oltre 250 ricorsi. Il piano di stabilizzazioni che a partire dal 2015 dovrebbe coprire tutti i posti vacanti (50.000 docenti), introdurre nella scuola l’organico dell’autonomia (circa 80.000 docenti per tutti gli ordini), è essenziale per  rispondere alle esigenze della progettazione educativa fatta dalle scuole.
In Molise ciò potrebbe determinare 1300 immissioni in ruolo di docenti precari e vincitori del concorso che consentirebbero alle scuole di  evitare il continuo ricorso  allo stillicidio delle supplenze temporanee, garantendo, finalmente, un organico stabile in grado di assicurare la continuità del processo  educativo e dare agli studenti molisani il tempo scuola di cui hanno bisogno.
La FLC CGIL Molise, come al solito, è disponibile al confronto per fare in modo che la scuola pubblica assuma il ruolo che le spetta.
Dentro e accanto alla discussione lanciata dal Governo (positivo che venga fatta con le persone reali e nelle scuole, e non solo on line, come abbiamo sempre chiesto) la FLC CGIL Molise avvierà un profondo e capillare confronto di massa, con assemblee in tutti i luoghi di lavoro, a partire dalle prossime settimane.
Intanto, all’inizio del nuovo anno scolastico, formula gli auguri di buon lavoro ai dirigenti, al personale docente ed ATA,  ed agli studenti delle scuole molisane. Gli alunni hanno diritto di  trovare ambienti favorevoli al loro sviluppo ed alla loro crescita culturale e professionale, affinchè diventino cittadini consapevoli e responsabili, con un solido bagaglio in grado di orientarli nella complessità della società contemporanea.
 
 
6-9-2014
CONFERENZA STAMPA
La FLC CGIL Molise  convoca una conferenza stampa per martedì 9 settembre ’14, alle ore 11,00, a Campobasso in Via T. Mosca,11,presso il saloncino “A. Giovannitti” della CGIL Molise.
Si affronteranno  i seguenti temi:
1.    Apertura della scuola in Molise, i problemi e le criticità;
2.    Organici e risorse per le scuole molisane;
3.    Il progetto “La buona scuola”, il nostro punto di vista;
4.    La contrattazione, le RSU ed il rinnovo del contratto nazionale. Iniziative di mobilitazione.
 
 
4-9-2014
LA BUONA SCUOLA SI FA CON UN PROGETTO EDUCATIVO, CON LE RISORSE, GLI ORGANICI ED IL TEMPO SCUOLA ADEGUATI
Finalmente si conoscono le linee guida del  Governo sui problemi della scuola. Il documento “La buona scuola”  recepisce molte proposte che la FLC CGIL ha presentato in diversi dossier. In modo particolare su: superamento del lavoro precario, concorso per diventare docente, istituzione dell’organico funzionale, eliminazione delle “molestie burocratiche”, restituzione del tempo pieno, riforma degli organi collegiali.
Manca, però,  qualunque riferimento al rinnovo del contratto di lavoro, nonostante si parli di profili professionali, carriere, orari e retribuzioni, funzione docente, trattamento economico, valutazione, mobilità, fondo per il miglioramento dell’offerta formativa. Si tratta di materie contrattuali e in sede contrattuale vanno affrontate e definite. Nel documento il sindacato non viene mai menzionato come interlocutore sulle questioni riguardanti l’organizzazione del lavoro.
Nel Piano Renzi, manca, inoltre, qualsiasi riferimento alle assunzioni del personale ATA; anzi si prevede la riduzione degli assistenti amministrativi a seguito della digitalizzazione. Ciò è inaccettabile. Le scuole per poter funzionare hanno bisogno di personale di segreteria adeguato ai compiti sempre più complessi dell’autonomia e di collaboratori scolastici che garantiscano l’apertura, l’accoglienza e la vigilanza in ogni plesso.
Il testo contiene argomenti affrontati in maniera discutibile, quali  la banca delle ore dei docenti, il rapporto tra scuole e mondo del lavoro, il reclutamento ispettivo e la possibilità per i dirigenti di chiamare i docenti che riterranno più adatti per l’attuazione del POF di istituto. La valorizzazione delle professionalità è una cosa troppo importante per essere affrontata solo con qualche slogan. Manca un obiettivo fondamentale per allinearci all’Europa: l’obbligo scolastico a 18 anni. Emerge, invece, una visione del sapere influenzata più dai bisogni delle imprese che da un progetto  educativo e pedagogico.
Le circa 150.000 assunzioni, previste sulla scuola, corrispondono ai numeri che la FLC CGIL ha sempre indicato come necessità prioritaria per un progetto di buona scuola, tanto da aver avviato numerose vertenze sull’uso reiterato del tempo determinato che sono arrivate all’attenzione della Corte europea. In Molise la FLC CGIL ha  presentato oltre 250 ricorsi. Il piano di stabilizzazioni che a partire dal 2015 dovrebbe coprire tutti i posti vacanti (50.000 docenti), introdurre nella scuola l’organico dell’autonomia (circa 80.000 docenti per tutti gli ordini), è essenziale per  rispondere alle esigenze della progettazione educativa fatta dalle scuole.
In Molise ciò potrebbe determinare almeno 700  immissioni in ruolo di docenti precari e vincitori del concorso che consentirebbero alle scuole di  evitare il continuo ricorso  allo stillicidio delle supplenze temporanee, garantendo, finalmente, un organico stabile in grado di assicurare la continuità del processo  educativo e dare agli studenti molisani il tempo scuola di cui hanno bisogno.
La FLC CGIL Molise, come al solito, è disponibile al confronto per fare in modo che la scuola pubblica assuma il ruolo che le spett
 
 
1-9-2014
FLC - INIZIA L’ANNO SCOLASTICO TRA INCERTEZZE ED APPRENSIONI: OCCORRE MIGLIORARE IL SISTEMA PUBBLICO D’ISTRUZIONE
Anche in Molise in questi giorni si stanno concludendo le operazioni riguardanti l’inizio dell’anno scolastico. Sono state fatte le immissioni in ruolo  per 205  tra docenti ed ATA. La settimana prossima, presumibilmente, ci saranno le nomine annuali per i docenti (si prevedono circa 600 nomine), mentre per gli ATA le operazioni sono concluse. Nonostante tutti questi posti, una precisa volontà governativa continua a  centellinare le immissioni in ruolo limitandole al solo turn over, anziché estenderle a tutti i posti disponibili e/o vacanti.
La scuola molisana per i prossimi due anni avrà  54 istituzioni scolastiche, rette da 50 dirigenti (compresi gli 11 appena nominati), cinque dei quali avranno la reggenza di un’altra scuola; saranno 5500  i docenti e gli ATA che dovranno garantire il servizio scolastico ai 41.800 alunni molisani.  Si tratta, come denunciato in più occasioni, di una realtà fortemente impoverita. Solo  nel 2006 vi erano oltre 48.400 studenti e 7.500 addetti. Si continuano a sottrarre risorse umane e finanziarie alla scuola pubblica molisana.
Tale situazione indebolisce la tenuta dell’intero sistema di istruzione regionale. Dopo averla impoverita si alimenta la leggenda metropolitana nella quale  la scuola è definita inadeguata ai tempi. È assente un disegno strategico capace di ridare valore sociale all’investimento in istruzione e formazione innalzando l’obbligo scolastico a 18 anni. Ma nonostante tutto esiste tanta buona scuola che funziona grazie all’impegno e alla professionalità dei lavoratori. Bisognerebbe ripartire da queste esperienze positive per migliorare il sistema, invece di imputarne le disfunzioni a chi, docente, dirigente scolastico, ATA, pur fra mille difficoltà e talvolta sotto una pioggia di giudizi ingiusti e inaccettabili, con dedizione e competenza lavora all’educazione e istruzione dei nostri ragazzi.
I docenti devono essere messi in condizione di esprimere le loro capacità educative e didattiche. Ampliando il tempo scuola, restituendo le risorse che hanno impoverito i curricoli e non hanno più permesso lo sviluppo di una didattica laboratoriale, riconoscendo l’impegno e valorizzando la professionalità dimostrata sul campo, ricostruendo un clima di cooperazione e non di competizione nelle scuole. I dirigenti scolastici hanno visto negli anni aumentare costantemente il loro carico di lavoro e di responsabilità: scuole sempre più grandi, incremento delle “molestie” burocratiche, personale demotivato dalla sottrazione di risorse, un fondo dell’istituzione scolastica  dimezzato nel giro di due anni a scapito della qualità dell’offerta formativa, un lavoro da prestare in una situazione di continua emergenza e in scuole talora insicure e fatiscenti. Gli Enti locali devono fare scelte coerenti sul versante dell’offerta formativa da garantire agli studenti molisani.
La situazione che stiamo vivendo non è certo incoraggiante, ma ci auguriamo, ed il nostro impegno andrà in quella direzione, che l’anno scolastico 2014/2015 rappresenti il primo elemento di discontinuità rispetto al passato e sia, finalmente, positivo per la nostra scuola molisana.
Buon anno scolastico e buon lavoro a tutti.
 
 
21-4-2012
FLC - VERTENZA CONTRIBUTI TERREMOTO: IL GIUDICE RICONOSCE LE NOSTRE RAGIONI
La FLC CGIL Molise già nel novembre del 2011 aveva denunciato l'illegittimità della  circolare dell’INPDAP,  la quale ha stabilito che la restituzione dei contributi sospesi nella provincia di Campobasso per il terremoto del 2002, doveva avvenire a tappe forzate entro il 2015 e non più con la rateizzazione  disciplinata in precedenza da atti governativi.
Ciò ha determinato una  decurtazione nella busta paga di 150 - 200 euro mensili per ogni lavoratore del pubblico impiego, a seconda della propria posizione stipendiale: un atto illegittimo ed inaccettabile collocato in un periodo  di crisi profonda  e di drastica  riduzione del potere d’acquisto delle retribuzioni.
Non si può decidere d’imperio di modificare  una modalità di restituzione già determinata in precedenza. Ciò ha comportato gravi disagi in chi, facendo affidamento nelle leggi dello stato, ha contratto dei mutui e programmato spese in ragione delle risorse  presumibilmente disponibili nel medio periodo.
La FLC CGIL Molise aveva chiesto ai politici regionali ed al governo nazionale di intervenire per evitare questi soprusi, ma, purtroppo, ad oggi, nulla è successo, se non la riproposizione di infruttuose petizioni e  promesse non mantenute.
Prevedendo ciò, la FLC CGIL Molise  aveva,  comunque, attivato il proprio Ufficio legale e, proprio in questi giorni, il giudice del lavoro di Campobasso ha depositato le prime ordinanze sui ricorsi presentati.
In esse, riconoscendo la validità delle argomentazioni proposte, il giudice ha disposto che il recupero dei contributi previdenziali dovesse avvenire sulla base della precedente rateizzazione. In particolare, laddove si sono ravvisate comprovabili situazioni urgenti (mutui e obbligazioni contratte per beni primari), si è riconosciuta la legittimità della tutela  prevista ex art. 700. In tutti gli altri casi, stante la validità del principio riconosciuto, si rende necessario il rito ordinario.
Per tali ragioni, tutti i lavoratori della scuola che non l'abbiano ancora fatto, potranno rivolgersi presso le nostre sedi per presentare ricorso ed ottenere il giusto riconoscimento dei loro diritti.
 
 
 
9-3-2012
TRIONFO DELLE LISTE RSU DELLA FLC CGIL MOLISE
La coerenza paga. In questi anni la FLC CGIL Molise è stata in prima linea per contrastare le politiche devastanti del governo precedente. Siamo intervenuti nel merito delle questioni chiedendo di investire nei settori dell’istruzione e della formazione per uscire dalla crisi.
Abbiamo tutelato le fasce più deboli ed i precari, chiedendo alla regione di intervenire con risorse aggiuntive affinché agli studenti molisani fosse garantita una buona scuola pubblica di qualità.
Abbiamo contrastato le politiche di coloro che vogliono marginalizzare il sistema pubblico d’istruzione,  che vogliono mortificare il personale docente ed ATA, bloccando  il contratto nazionale, gli scatti d’anzianità, le risorse per il funzionamento, riducendo il tempo scuola e gli organici.
Siamo stati i fautori di un’idea di scuola pubblica inclusiva che valorizzasse le risorse e le professionalità.  Abbiamo difeso il ruolo della contrattazione integrativa e ci siamo opposti,con forza, alle derive  di un ministro che considerava i pubblici dipendenti  fannulloni.
Tutto ciò è stato percepito come importante da parte delle categorie rappresentate dalla FLC CGIL. Nel momento in cui si sono rinnovate le rappresentanze sindacali unitarie nelle singole istituzioni scolastiche, all’Università, al Conservatorio e negli Enti di Ricerca,  la FLC CGIL è stata premiata dai lavoratori con un voto quasi plebiscitario.
Oltre l’83% dei docenti e degli ATA delle scuole molisane si è recato a votare per  eleggere il proprio rappresentante sindacale  nel posto di lavoro. E’ stata una prova di  grande democrazia che lancia un forte segnale a coloro che vorrebbero il ritorno dell’autoritarismo e della gerarchia nelle scuole.
In tutte le 82  istituzioni scolastiche regionali, la FLC CGIL ha presentato liste per un totale di 304 candidati. Abbiamo eletto 110 RSU ottenendo un consenso di grande rilievo.   La FLC CGIL è passata da un 36,9%  di consenso avuto nel 2006 a circa il 48% ( 50% nella provincia di Campobasso e 43% in quella di Isernia).
 
 
 
23-2-2012
RIPARTIRE DALLA CONOSCENZA PER RICOSTRUIRE L’ITALIA: LE PROPOSTE DELLA FLC CGIL
Giovedì 23 febbraio 2012 si è tenuta a Campobasso un’affollata assemblea delle candidate e dei candidati  RSU della  FLC  CGIL nei settori della scuola, dell’Università, del Conservatorio, dell’Istat a e dell’ANSAN.
Preliminarmente l’assemblea ha votato un ordine del giorno nel quale ha espresso solidarietà ai lavoratori della DR di Macchia d’Isernia che da molti mesi sono senza salario e retribuzioni. Il diritto alla retribuzione dei lavoratori non può essere messo in discussione dalle operazioni finanziarie dell’azienda. La FLC CGIL si unisce a quanti chiedono a viva voce una soluzione positiva della vicenda  che consenta ai lavoratori di  percepire le retribuzioni spettanti e di  partecipare ad un’attività produttiva  capace di porre fine a discriminazioni e ricatti.
In seguito, gli interventi dei docenti e degli ATA candidati nelle liste della FLC CGIL Molise, hanno rilevato l’esigenza di rilanciare l’iniziativa per chiedere al governo risorse certe che possano consentire ai settori della conoscenza di poter  progettare la propria offerta formativa.  Occorre investire in questi settori con un organico funzionale, ponendo la parola  fine ai tagli ed alle riduzioni.
Battersi per un sistema formativo pubblico e di qualità, significa consentire alla contrattazione integrativa di poter stabilire le regole riguardanti l’organizzazione del lavoro e la distribuzione delle risorse. Nell’incontro si è discusso anche della necessità di avere un contratto nazionale che stabilisca diritti e doveri in maniera chiara capace di rigettare l’autoritarismo insito nel decreto Brunetta. Oggi, se non si pone rimedio all’impoverimento notevole delle retribuzioni, dovuto al blocco del contratto e degli scatti d’anzianità, avanza una vera e propria emergenza salariale. Il ruolo delle RSU in questo contesto diventa fondamentale.
Le conclusioni sono state affidate ad Annamaria Santoro, segretaria nazionale della FLC CGIL,  la quale ha evidenziato il bisogno di rilanciare l’iniziativa per la stabilità del lavoro, per dare risposte ai precari, per garantire diritti ai lavoratori. Con le elezioni RSU, ha detto la segretaria nazionale,  abbiamo la possibilità di far affermare le nostre proposte andando con fiducia a chiedere il voto ai lavoratori.  In questi anni  siamo stati gli unici a contrastare i disegni liberisti del governo che ha ridotto drasticamente  gli organici e le risorse nei settori della conoscenza. Il contratto e l’autonomia delle istituzioni scolastiche  rappresentano  i punti basilari per un’azione che ponga al primo posto la necessità di avere una scuola pubblica di qualità in grado di  formare dei buoni cittadini.
Su questi temi, ha terminato la Santoro, chiediamo il consenso alle liste della FLC CGIL che in questi anni si è battuta con coerenza e determinazione contro le devastazioni  nei settori della conoscenza.
 
 
<A NAME="flc18212">18-2-2012</A>
PENSIONI  E  CONTRATTO: PORRE RIMEDIO AD UN’EVIDENTE INIQUITA’
Le stesse forze politiche, Pdl e Lega, che hanno sostenuto la Gelmini nel massacro della scuola pubblica, hanno bocciato nella commissione Bilancio e Affari costituzionale un emendamento al decreto milleproroghe che prevedeva per il comparto scuola lo slittamento al 31 agosto 2012 del termine per la maturazione del pensionamento con le norme vigenti prima della ingiusta e dannosa riforma Fornero.
Si trattava di un atto di equità nei confronti del personale della scuola che ha una sola finestra di uscita nei pensionamenti con riferimento all'anno scolastico (il 1° settembre) e non a quello solare. Se non si cambia questa situazione i nati nel 1952  potranno andare in pensione  dopo ben 5 anni rispetto a quelli del 1951! Una palese ingiustizia!
L’emendamento, se approvato,  avrebbe  potuto dare una risposta ai precari liberando altri 3.500 posti da utilizzare per le stabilizzazioni. La FLC CGIL chiede al Governo e al Parlamento d'intervenire sanando questa palese ingiustizia della riforma pensionistica.
A questa iniquità se ne aggiunge  ancora un’altra, dovuta al fatto che  per le retribuzioni dei lavoratori della conoscenza,  pur essendo erose drasticamente, non sono previste forme di recupero:gli scatti d’anzianità sono stati bloccati, il contratto è stato congelato fino al 2015. Il contratto è un diritto, non un privilegio. Le retribuzioni non possono impoverirsi drasticamente. In questo modi si scoraggia chi sta cercando di fare il proprio dovere in  un contesto  decisamente difficile visti i tagli e le riduzioni di organici.
La scuola, l’istruzione e  l’educazione delle nuove generazioni sono il futuro  del nostro paese. Il lavoro nella scuola non deve più essere umiliato.  E’ ora di rinnovare il contratto collettivo e ripristinare gli scatti di anzianità.  Occorre rimuovere il taglio della retribuzione agli immessi in ruolo dal 1°  settembre  2011, aumentare le retribuzioni mensili, riconoscere l’anzianità pregressa ai DSGA e al personale Ata proveniente dagli Enti locali, cancellare la riduzione di stipendio  per i primi 10 giorni di malattia.
Anche così si ricostruisce l’Italia: investendo nella conoscenza e riconoscendo l’importanza del lavoro  in questi settori.
 
 
 
 
<A NAME="flc26112">26-1-2012</A>
ATA e ITP ex Enti locali: prosegue il nostro impegno per sanare un'ingiustizia
La FLC CGIL garantisce l'assistenza legale per i lavoratori transitati dagli Enti locali allo Stato che vogliono continuare il contenzioso. Al nuovo Governo, al Parlamento e a tutte le forze politiche abbiamo chiesto un intervento urgente sul piano legislativo al fine di ripristinare una situazione di legalità e legittimità così come la Corte europea chiede al Governo italiano. Occorre trovare una soluzione politica non più rinviabile per sanare la macroscopica ingiustizia che ha colpito migliaia di lavoratori per evitare la ripresa del contenzioso.
Ricordiamo al Governo che già la legge finanziaria 2008 (legge 244/07) suggeriva un percorso contrattuale che oggi si potrebbe riprendere al fine del riconoscimento delle anzianità pregresse.
I fatti: con la legge 124/99, a partire dal 1 gennaio 2000, il personale ATA dipendente degli Enti locali è passato alle dipendenze dello Stato. Per ottenere l'intero riconoscimento dell'anzianità maturata presso l'ente di provenienza, questo personale ha dovuto avviare un procedimento giudiziario che l'ha visto vincente fino alla emanazione della legge finanziaria 266/05.
Infatti, il comma 218 della legge 266/05, con un'interpretazione autentica retroattiva della legge 124/99 (legge che regola il passaggio dagli Enti locali allo Stato), nega il riconoscimento per intero delle anzianità maturate nell'ente di provenienza. Nella stessa legge viene fatta salva l'esecuzione dei giudicati (cioè sentenze di Cassazione o, comunque sentenze anche di grado inferiore non appellate e quindi divenute definitive) alla data di entrata i vigore della legge. La legittimità della legge 266/05 viene confermata nel 2007 dalla Corte Costituzionale. In conseguenza della legge 266/05, la Cassazione, smentendo se stessa, nei successivi pronunciamenti sui ricorsi pendenti ha dato torto ai lavoratori.
Adesso, la questione sta tornando di grande attualità a seguito delle recenti decisioni giurisprudenziali riportate di seguito:
· il 7 giugno 2011 la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo ha emesso una sentenza con la quale riconosce che a seguito della legge 266/05 (applicazione retroattiva della legge di interpretazione autentica) i lavoratori ATA della scuola transitati dagli Enti locali si sono visti negare il diritto a un giusto processo (nella sentenza si condanna l'Italia per violazione dell'art.6 della Convenzione Europea e dell'art.1 del protocollo n. 1 della stessa Convenzione).
· Il 6 settembre 2011 la Corte di Giustizia Europea emette una sentenza con la quale censura i provvedimenti di inquadramento emanati dal Ministero senza riconoscere l'effettiva anzianità maturata nell'ente di provenienza (come invece inizialmente avevano riconosciuto i Tribunali nelle sentenze di 1, 2 e 3 grado prima della modifica apportata con la legge 266/05). Le sentenze della Corte di Giustizia Europea sono vincolanti per gli Stati membri.
· La Corte di Cassazione nazionale, sezione lavoro, con le sentenze n. 20980 del 12 ottobre 2011 e n. 23344 del 9 novembre 2011 recepisce i principi stabiliti dalle corti europee e dà indicazioni ai tribunali di 1 e 2 grado di tenere conto di questi principi nel formulare le sentenze riguardanti i ricorsi degli ATA ed ITP ex dipendenti degli Enti locali, transitati per legge nei ruoli dei dipendenti statali, senza che fosse loro riconosciuta per intero l'anzianità di servizio pregressa. In sostanza, la Corte di Cassazione dà indicazione ai giudici che devono emettere sentenze di 1o 2 grado, di tenere conto di quanto stabilito dalle Corti europe.
Come FLC CGIL  abbiamo chiesto al Parlamento di intervenire ed abbiamo attivato dei ricorsi pilota. Il personale transitato dagli Enti locali è invitato a contattare le sedi  della FLC CGIL per concordare azioni tese ad evitare ulteriori e dispendiose vie legali che non hanno  solidi riferimenti giuridici.
 
 
<A NAME="flc23112">23-1-2011</A>
Pensioni: emendamenti al Milleproroghe, l’impegno della CGIL e DELLA  FLC
La FLC CGIL da subito ha denunciato l'iniquità della riforma del sistema pubblico delle pensioni da parte del Governo Monti che interviene pesantemente sul destino delle lavoratrici e dei lavoratori: per le odierne generazioni una rivoluzione strutturale dei requisiti di accesso al diritto alla pensione, per i giovani, spesso disoccupati o precari quindi con scarsa potenzialità contributiva, un futuro privo di una pensione adeguata.
La CGIL, insieme a CISL e UIL, ha presentato proposte di emendamenti da inserire nel decreto milleproroghe in relazione all'art. 24 del Decreto Legge 201 del 6 dicembre 2011, convertito con modificazioni, nella Legge 214 del 22 dicembre 2011.
Nel merito degli emendamenti si sottolinea la necessità:
·   di non eliminare seccamente l'accesso alla pensione con le quote, ma di introdurre una maggiore gradualità
·   di eliminare i 42 anni e 1 mese di contribuzione per gli uomini e equipararli al requisito previsto per le donne
·   di eliminare per uomini e donne le penalizzazioni legate all'età anagrafica
·   di estendere il 15 bis dell’articolo 24 anche per i lavoratori del pubblico impiego
·   di rivedere la norma che prevede per i lavoratori assunti dal 1 gennaio 1996 e che sono in  contributivo, la possibilità di andare in pensione di vecchiaia con 20 anni di contribuzione, solo se l'assegno pensionistico corrisponde  ad una somma di denaro non inferiore ad una volta e mezzo l'assegno sociale rivalutato con il pil quinquennale
·   di consentire la quiescenza anche a coloro che matureranno il diritto alla quota 96 nel 2012.
Questa ultima norma sarebbe di gran vantaggio per chi entra tardi al lavoro, soprattutto per le donne, spesso meno pagate meno degli uomini, con percorsi lavorativi interrotti anche dal ruolo che svolgono per  la cura familiare,  perché garantirebbe loro una pensione dignitosa.
Rimaniamo in attesa dell'esito positivo degli emendamenti per ridare fiato a quanti in prossimità della pensione si sono visti sfumare l'obiettivo sotto il naso, per dare una speranza a coloro che oggi vedono la pensione come un miraggio nel deserto secondo le tabelle di proiezione della riforma. Auspichiamo che la discussione nella Commissione e nell'Aula corregga tali storture che rappresenterebbe un segnale positivo anche per tanti docenti ed ATA delle scuole molisane.
 
<A NAME="flc4112">4-1-2012</A>
SCUOLE ABBANDONATE IN ATTESA DELLA SPECULAZIONE EDILIZIA?
Il caso della scuola Media di Venafro in Via Maiella rimanda ai problemi del dimensionamento delle istituzioni scolastiche e alla programmazione dell'offerta formativa da garantire nel territorio.
Nella giornata di martedì 3 gennaio '12, mentre nella sede della Provincia di Isernia si discuteva di  dimensionamento scolastico e le amministrazioni non contestavano la  politica governativa dei tagli e delle riduzioni, alcuni  ragazzi minorenni entravano nella scuola  Media di Via Maiella  di Venafro  e davano fuoco all'archivio.
Si tratta di uno stabile al centro dell'abitato di Venafro, in condizioni di abbandono e di disinteresse. Sembra che l'Amministrazione comunale voglia concedere l'immobile a dei privati che vi realizzerebbero  delle abitazioni civili; l'intesa  assicurerebbe la  permuta dell'immobile con  la costruzione di una scuola alla periferia della città. Se così fosse, si tratterebbe della classica speculazione edilizia.
Le scuole molisane hanno bisogno di interventi programmati che tengano conto dell'offerta formativa da  garantire agli studenti, con un piano di dimensionamento    credibile e serio, con edifici scolastici che rispettino le norme di sicurezza.
A Venafro, come in molte realtà regionali, si continua ad agire con approssimazione; disinteressandosi delle esigenze degli studenti ad avere una scuola buona, pubblica, sicura e di qualità.
La FLC CGIL Molise ha chiesto in tutte le sedi, istituzionali e non, di fermare il dimensionamento scolastico, perché comporterebbe un ulteriore impoverimento formativo,  la chiesto di  bloccare i tagli e le riduzioni agli organici ed alle risorse,  proponendo un  tavolo concertativi che affronti tutte  queste tematiche senza l'assillo  dell'imminente scadenza del 31 gennaio 2012.
Il futuro della scuola molisana non può essere affrontato in maniera frettolosa e ragionieristica. Il primo dato da analizzare riguarda le sedi scolastiche presso le quali garantire la scuola pubblica. Le sedi devono essere sicure, confortevoli ed adatte alle esigenze formative degli studenti. Il secondo punto dovrà essere quello di discutere l'offerta formativa da garantire ai territori, evitando duplicazioni e valorizzando le loro specificità. Il terzo punto dovrà tener conto dell'andamento del flusso delle nascite.  Solo dopo questi momenti, si potrà procedere a progettare una rete scolastica adeguata, con trasporti, risorse ed organici degli di un paese civile.
La discussione sul dimensionamento nella provincia di Isernia come in quella di Campobasso, ha bisogno di queste pre condizioni. Il caso dell'incendio alla scuola media di Venafro, obbliga tutti ad una riflessione su quali dovrebbero essere i punti di erogazione del servizio scolastico e sulla necessità che  si evitino speculazioni e scelte avventate che non rispettino i diritti degli studenti.
 
 
<A NAME="flc3112">3-1-2012</A>
SALVAPRECARI: LA REGIONE  DEVE CONSENTIRE ALLE SCUOLE DI REALIZZARE QUANTO PROGETTATO
Anche grazie alla mobilitazione promossa dalla FLC CGIL, la giunta regionale ha approvato il 31 agosto 2011, la proroga dell’intesa con il MIUR per potenziare i servizi d’istruzione.
Avevamo chiesto all’assessore di attivarsi affinché non vi fossero ulteriori tagli, vista anche la sentenza nella quale il Consiglio di Stato, ha stabilito che il MIUR è obbligato ad acquisire il parere della Conferenza Unificata Stato-Regioni espressamente previsto dall'art. 2 del DPR 81/2009  in materia di organici dei docenti ed ATA. Avevamo chiesto un intervento del presidente Iorio, considerato anche il suo ruolo di  vice presidente della Conferenza Unificata. Su questo versante non c’è stata risposta.
Avevamo chiesto che si restituisse il tempo scuola sottratto, che si  potenziasse il tempo prolungato, che si sdoppiassero le classi numerose, che fossero ridotte  all’essenziale le pluriclassi. Avevamo chiesto che  le scuole fossero  nelle condizioni di garantire l’apertura dei plessi e l’ordinario funzionamento, con un personale ATA adeguato.
La delibera ha  stanziato 1.400.000,00 € per i progetti ed  i primi giorni di ottobre  si è firmato il patto territoriale di concertazione interistituzionale, per definire le modalità dell’intervento. Le scuole hanno presentato i progetti ed in questi giorni  stanno ricevendo  dalla regione  la determina per iniziare a chiamare i precari e realizzare quanto programmato.
Con sorpresa abbiamo appreso che la regione Molise ha decretato che i contratti stipulati con i precari non possono superare i tre mesi. Mentre nel patto territoriale sottoscritto è espressamente previsto che i progetti, ed i relativi contratti, devono durare fino al termine delle lezioni. Una durata inferiore comporterebbe la riduzione delle attività progettate dalle scuole con evidenti ripercussioni sulla qualità dell’offerta formativa.  Si assisterebbe al paradosso che le risorse messe a disposizione dalla regione, per dare una boccata d’ossigeno alle scuole, sarebbero utilizzate solo parzialmente, senza conseguire gli obiettivi prefissati.
Inoltre, contratti di così breve  durata,  determinerebbero per i precari un evidente pregiudizio, in quanto sarebbero nell’impossibilità di concludere l’attività didattica e, contestualmente, perderebbero la possibilità di poter  accedere ad altre supplenze.
E’ opportuno che l’assessorato all’istruzione della regione Molise riveda, in tempi rapidi,  la propria determina inviata alle scuole  e consenta ad esse di realizzare quanto progettato, senza interruzioni in corso d’opera,  e dia ai precari, docenti ed ATA, la possibilità di poter lavorare fino al termine delle lezioni.
 
 
 
<A NAME="flc311211">30-12-2011</A>
TRE ANNI CHE HANNO MESSO IN GINOCCHIO I SETTORI DELLA CONOSCENZA
L’accanimento nei confronti della scuola e degli altri settori della conoscenza non ha avuto limiti. In tre anni 8 miliardi tolti alla scuola pubblica e 2 miliardi ridotti all’università ed alla ricerca. Tutto ciò ha determinato un evidente impoverimento di questi settori con la conseguente impossibilità di garantire livelli adeguati di formazione per gli studenti.
In Molise il taglio agli organici è stato drammatico: 1200 posti di lavoro persi in tre anni! La riduzione del tempo scuola è stata notevole. Qualche esempio. Quest’anno scolastico poco più del 2%  degli alunni frequenta classi a tempo pieno nella scuola primaria ( siamo fanalino di coda in Italia) a fronte di un dato nazionale che supera il 15%.  E’ stato soppresso il tempo prolungato nella scuola secondaria di primo grado e c’è stata una notevole contrazione degli insegnamenti disciplinari delle scuole superiori.  A ciò si aggiungano i tagli al personale ATA ed alle spese di funzionamento: il quadro è desolante. Sono prossime alla chiusura le poche scuole serali rimaste in regione. L’educazione degli adulti, prevista dalle normative comunitarie, resta un altro obiettivo non realizzabile. E’ esplosa la polemica sulle classi pollaio e sul mancato riconoscimento delle ore di sostegno agli studenti disabili: solo i ricorsi amministrativi hanno imposto all’Amministrazione di non realizzare ulteriori tagli.
Ed ancora. La riforma delle pensioni non procura rimedi per i giovani, spesso precari o disoccupati; anzi rischia di rendere più difficile il conseguimento di una pensione dignitosa. L’aumento dell'età di uscita dal lavoro e l’adeguamento della misura della pensione all'aspettativa di vita, vanno nella direzione opposta a quella equità annunciata dal Governo. La manovra introduce elementi di disparità tra lavoratori del pubblico e del privato e tra lavoratori di classi di età diverse che pur a parità di percorsi lavorativi avranno trattamenti diversificati.
Intanto si continua a parlare della riforma del lavoro. Un tema ricorrente da anni e tutti gli interventi sul lavoro hanno peggiorato le condizioni dei lavoratori e reso il lavoro più brutto e meno efficace. Il caso dei settori pubblici è esemplare. I contratti bloccati fino al 2014 e con essi qualunque adeguamento delle retribuzioni al galoppante costo della vita, con una normativa farraginosa ( decreto Brunetta). Il lavoro si dipana quotidianamente tra mille difficoltà, problemi da risolvere, scelte da compiere. La gran parte dei problemi organizzativi dovrebbe essere affidata alla contrattazione integrativa che è stata ridimensionata; essa è, invece, indispensabile per stabilire regole condivise -per far funzionare meglio i settori pubblici- sull’organizzazione del lavoro e sulla distribuzione delle risorse.
E’ ora che si inverta questa tendenza al ribasso: solo una ripresa  degli investimenti nei settori della conoscenza potrà garantire modalità nuove per affrontare positivamente la crisi. Per questo continuerà a battersi la FLC CGIL anche nel 2012.
 
 
 
<A NAME="flc241111">24-11-2011</A>
PROSEGUIRE L’INIZIATIVA POLITICA PER CONTRASTARE LA DERIVA NEI SETTORI DELLA CONOSCENZA
Numerosa ed affollata assemblea ad Indirete organizzata dalla FLC CGIL Molise. Il segretario generale Sergio Sorella ha illustrato i temi che riguardano l’azione politica.  Al  nuovo governo, in particolare, chiediamo di:
- Tornare a investire. La spesa per istruzione e formazione sul Pil deve aumentare nei prossimi anni e non diminuire sulla base delle indicazioni contenute in Europa 2020.
- Ripristinare le regole che sono completamente saltate a partire dalle relazioni sindacali.  Anche in  base alle nuove  competenze delle Regioni e alle autonomie locali per effetto di quanto previsto dl titolo V in modo da favorire una maggiore cooperazione interistituzionale con il sistema delle autonomie scolastiche, universitarie e degli istituti di ricerca.
- Riconquistare il contratto nazionale, condizione per una più precisa programmazione delle risorse disponibili, definendo con precisione i tempi per la presentazione delle piattaforme e l’avvio delle trattative.
- Rimettere in discussione i regolamenti della Gelmini in particolare per primaria e secondaria superiore.
- Proseguire nel lavoro di elaborazione e ricerca sui temi sulla valutazione dopo il documento approvato dal direttivo.
- Rivendicare piani di stabilizzazione dei precari e allo stesso tempo continuare a ragionare su come intervenire su un mercato del lavoro che, anche nei nostri comparti, presenta una forte frantumazione.
Su questi temi c’è stata una ricca ed articolata discussione che ha posto al centro dell’impegno  sindacale. Impegnarsi perché si vada al rinnovo  delle Rappresentanze sindacali unitarie.
Questa scadenza è importante, è un momento di verifica dopo tre anni di dura resistenza alle politiche di questo governo. Gli interventi nei settori della conoscenza, la rilegificazione del rapporto di lavoro pubblico avviata da Brunetta, il tentativo di Sacconi di ridimensionare il ruolo del sindacato e precarizzare il lavoro. Tutto questo ora può essere valutato dai lavoratori attraverso il voto  di marzo per le RSU.
Sulla fase politica si è soffermata Erminia Mignelli, segretario generale della CGIL Molise, che ha insistito sul fatto che il nuovo governo  deve incentrare le prossime manovre economiche su criteri di equità, con interventi che guardino alla crescita ed allo sviluppo nei quali i settori della conoscenza hanno un’importanza strategica.
Infine, è intervenuto Americo Campanari che ha insistito sull’importanza di regole  sulle materie che riguardano l’organizzazione del lavoro e la distribuzione delle risorse. Negare la contrattazione di scuola, come ha fatto il governo precedente, significa minare l’autonomia scolastica rivedere, in senso peggiorativo, il profilo dei dirigenti scolastici. Scrivere le regole  sulla contrattazione significa valorizzare le professionalità, consentire all’istituzioni di stabilire regole condivise, per evitare il conflitto.
 
 
<A NAME="flc211111">21-11-2011</A>
STATUTO DELL’ATENEO MOLISANO: I RILIEVI DEL MIUR POSSONO ESSERE RISPEDITI AL MITTENTE
Consultando il sito dell’ateneo Molisano, si apprende che in data 24 ottobre u.s. la Commissione Statuto dell’Università del Molise, peraltro con l’assenza (giustificata) di 6 membri su 15 ha operato, su proposta del Magnifico Rettore, una revisione dello Statuto recependo, in maniera forse troppo repentina, le osservazioni del Ministero trasmesse con nota 4263 del 20.10.2011.
Leggendo il testo dello Statuto approvato definitivamente dagli organi accademici dell’Università del Molise in data 27 ottobre, si nota immediatamente che sono stati eliminati alcuni elementi innovativi di partecipazione democratica che, seppur con qualche difficoltà di comunicazione, erano stati inseriti in origine dalla Commissione Statuto ed erano stati apprezzati, in sedi diverse, anche da questa Organizzazione Sindacale.
Ad oggi, la stesura proposta appare svuotata e sminuita soprattutto la parte di Statuto relativa alla composizione del  Consiglio di Amministrazione che, abbandonando l’iter elettivo garante della rappresentanza delle diverse componenti accademiche, sembra assumere il ruolo di un organo “rettorecentrico” con tutti i rischi che ne derivano.
La FLC CGIL ha sempre invitato gli organi decisionali dell’ateneo molisano ad allargare quanto più possibile la discussione su provvedimenti importanti che riguardano la vita dell’Università e degli studenti e dei lavoratori che la frequentano.
Alla luce della nota interpretativa della FLC CGIL nazionale, allegata alla presente comunicazione, rileviamo che, forse, ancora una volta si è persa l’occasione per un confronto ampio e partecipato che avrebbe portato risultati maggiormente condivisi.
La FLC CGIL invita i vertici dell’ateneo molisano a riaprire la discussione su un argomento importante come quello dello Statuto universitario anche alla luce del mutato quadro politico nazionale.   
 
 
<A NAME="flc161111">16-11-2011</A>
DEMOCRAZIA NEI LUOGHI DI LAVORO: ELEGGERE LE RAPPRESENTANZE SINDACALI UNITARIE della conoscenza
In questi giorni si stanno svolgendo le contrattazioni nelle singole istituzioni scolastiche, nel  Conservatorio e negli enti di ricerca,  tra la parte pubblica e le RSU. Si sottoscrivono contratti nei quali si stabiliscono regole condivise sull’organizzazione del lavoro e sulla distribuzione delle risorse per il personale impegnato nelle attività.
Si tratta di uno strumento di democrazia e di partecipazione che Brunetta, in più occasioni, ha cercato di minare in maniera irreversibile. Il tentativo non è riuscito.
Tuttavia, all’Università, come in alcuni enti di ricerca, si stanno attuando politiche verticistiche senza tener conto delle prerogative contrattuali riservate ai rappresentanti dei lavoratori.
Per rilanciare sul ruolo e sull’importanza della contrattazione integrativa nei settori della conoscenza, la FLC CGIL Molise ha organizzato una giornata di  formazione con delegati, RSU ed iscritti,  sui seguenti temi:
1.      La contrattazione d'istituto, di ente e di ateneo alla luce del d.lgs. 150/09 e del d. lgs. 141/11;
2.      Effetti della manovra finanziaria sui settori della conoscenza e sulle pensioni;
3.      Prepararsi alle elezioni  RSU nel pubblico impiego previste per marzo 2012.
L’incontro si terrà giovedì 24 novembre ‘11, a partire dalle ore 10,00, presso il  “Salone delle feste” in località Indiprete (IS) e parteciperà
AMERICO CAMPANARI Responsabile nazionale della struttura di comparto della FLC CGIL.
 
 
<A NAME="flc101111">10-11-2011</A>
AL DANNO SI AGGIUNGE LA BEFFA! PROSEGUE L’ACCANIMENTO CONTRO I  LAVORATORI DELLA SCUOLA
Dal 2008 questo governo si sta accanendo in maniera particolare contro i lavoratori della scuola e più in generale con tutto il pubblico impiego.  In tre anni sono stati ridotti gli organici di 150.000 unità. Per il Molise questo ha comportato la perdita di  oltre 1200 posti di lavoro tra docenti ed ATA. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: riduzione del tempo scuola, delle risorse e dell’offerta formativa. Avanza un modello di scuola badante.
A questo si sono aggiunti i numerosi provvedimenti che vogliono far pagare la crisi  soprattutto ai lavoratori pubblici. Ed allora si è deciso di bloccare le retribuzioni, non rinnovare i contratti scaduti, togliere le progressioni di carriera, ridurre drasticamente il loro potere d’acquisto delle retribuzioni, accorpare le scuole, aumentare il numero di alunni per classe, ridurre le ore di sostegno per i disabili, ecc.
Non paghi di tutto ciò, con lo stipendio di novembre i lavoratori della scuola molisana avranno la triste sorpresa di vedersi decurtato ulteriormente  lo stipendio. Una circolare dell’INPDAP ha stabilito che la restituzione dei contributi sospesi nella provincia di Campobasso  decisa  dal governo in occasione del terremoto del 2002, dovrà avvenire a tappe forzate entro il 2015 e non più con la rateizzazione  stabilita in precedenza da atti governativi. Ciò determinerà una  decurtazione nella busta paga di 150- 300 euro mensili per ogni lavoratore, a seconda della propria posizione stipendiale.
Si tratta di un atto illegittimo ed inaccettabile. Illegittimo, perché una circolare dell’INPDAP non può modificare un provvedimento governativo; viene meno il presupposto sul quale si regge il nostro sistema giuridico di gerarchia delle fonti. Inaccettabile perché, in un periodo  di crisi profonda  e di riduzioni del potere d’acquisto delle retribuzioni, non si può decidere d’imperio di modificare  una modalità di restituzione già determinata in precedenza. Ciò comporterà problemi serissimi a tanti lavoratori che, in virtù di tali norme, avevano contratto dei mutui, avevano attivato la cessione del quinto dello stipendio, avevano  programmato le loro spese in ragione delle risorse disponibili.
Chiediamo agli organi preposti di attivarsi per fermare questo salasso. Intanto la FLC CGIL Molise ha  predisposto, con il proprio ufficio legale,  tutti gli strumenti per  proporre ricorso davanti alle autorità giudiziarie per far valere le giuste ragioni del personale scolastico. Gli interessati possono rivolgersi presso le nostre sedi.
E’ ora che coloro i quali hanno determinato  tutti questi problemi  siano mandati a casa.
 
 
 
 
<A NAME="flc71111">7-11-2011</A>
SCUOLE SICURE: SIAMO ANCORA ALLA POLITICA DEGLI ANNUNCI,LA REALTA’ E’ DIVERSA
Stamattina i collaboratori scolastici gli addetti alla segreteria e i docenti dell'Istituto comprensivo "Leopoldo Pilla" di Venafro si sono trovati davanti ad un'immagine agghiacciante. Nei due giorni precedenti, compresi tra sabato pomeriggio e domenica notte,  la controsoffittatura dell'atrio del secondo padiglione che ospita gli studenti della scuola secondaria di secondo grado è caduto sul pavimento in un'unica soluzione. Solo per un caso, dunque, si è evitata una tragedia.
L'edificio era stato inaugurato in pompa magna solamente il 12 Settembre scorso, alla presenza di tutte le autorità politiche locali, provinciali e regionali. E’ crollata pari pari tutta la controsoffittatura del piano terra (atrio circa 100 mq) del 2° padiglione.Pannelli in carton gesso pesanti sono caduti a terra tutti insieme. Presumibilmente a causa del loro stesso peso. Fortunatamente tutto è accaduto nella notte fra domenica e lunedì.
All’inaugurazione tanti palloncini ma, forse, pochi tasselli per reggere la controsoffittatura.
L'edificio di via Colonia Giulia  ospitava le scuole elementari del "Primo Circolo" ed era stato chiuso per inagibilità a causa del terremoto del 2002. Solo quest'anno, dopo tanti lavori di ristrutturazioni era stato restituito agli studenti di Venafro. davvero un bel regalo!
L’Edificio Scolastico era considerato il fiore all’occhiello dall’Amministrazione comunale e regionale
Gli accertamenti delle responsabilità sono di competenza della  magistratura e degli organi preposti, tuttavia non può essere taciuta la  leggerezza con la quale si  sono affrontati  temi  così delicati,  quali quelli relativi alla sicurezza degli edifici scolastici.
Sono sotto gli occhi di tutti le drammatiche immagini di S. Giuliano di Puglia. Si era detto che si sarebbe fatto di tutto per evitare ulteriori  tragedie. Purtroppo  siamo ancora agli annunci e manca un piano  concreto per mettere in sicurezza le scuole molisane.
Quello che si è fatto, spesso è stato estemporaneo e non frutto di una seria programmazione dell’offerta formativa  regionale. Non si è proceduto all’attivazione di interventi  strutturali sugli istituti scolastici  nei quali garantire  una scuola pubblica sicura e di qualità agli studenti molisani.
 
 
 
 
<A NAME="flc71111">7-11-2011</A>
TIROCINI FORMATIVI ATTIVI, LA MONTAGNA PARTORIRA’ IL TOPOLINO
Sono grandi e legittime le aspettative dei giovani laureati molisani intenzionati ad intraprendere la carriera docente nelle scuole della regione. Il passaggio obbligato dovrà essere quello dei Tirocini formativi attivi organizzati dalle università, che consentiranno di prendere un’abilitazione all’insegnamento. Resta ancora senza risposta la modalità del reclutamento per coloro che si abiliteranno.
Nei giorni scorsi l'Amministrazione ha illustrato la situazione dell'offerta formativa delle Università per i percorsi abilitanti. Dai primi dati risulta una proposta molto elevata rispetto al fabbisogno individuato dal MIUR.
L’ateneo molisano, infatti, ha richiesto di attivare i nuovi percorsi di formazione per 400 docenti. Alla richiesta dell’Università del Molise dovrà rispondere il MIUR. Secondo le ultime indiscrezioni, rispetto alle stime fornite meno di due mesi fa, sarebbero pari ad un terzo i posti che il MIUR metterà a concorso, con le prove che si terranno a fine gennaio, per far conseguire l’abilitazione all’insegnamento tramite i Tirocini formativi attivi.
A fronte degli oltre 26.000 posti avallati dai vari atenei che organizzeranno, i tirocini sarebbero solo 12.772 quelli realmente approvati dal ministero. Si tratta di una suddivisione che comporterebbe 2.487 posti da assegnare alla primaria (le università avevano ne avevano chiesto 6.046 posti); 4.626 saranno gli aspiranti docenti che verranno formati per la secondaria di primo grado (contro i 7.239 indicati dagli atenei). Alle superiori il divario risulterebbe ancora più sensibile: per la secondaria di secondo grado il MIUR avrebbe dato il consenso solo per 5.659 posti: una cifra pari a meno il 30 per cento di quella inizialmente indicata (19.125 candidati ammessi alla formazione)..
Per i molisani aspiranti ad un’abilitazione, tutto ciò si tradurrà in poche decine di posti  che  l’ateneo attiverebbe. Il rischio concreto potrebbe essere quello che, non essendoci convenienza economica da parte dell’ateneo di attivare i corsi, per molte classi di concorso non sarà previsto alcun TFA.
Del resto, tutta l’operazione è prevalentemente propagandistica, assunto che, ad esempio, in Molise  ci sono graduatorie ad esaurimento con 1.477  abilitati aspiranti  nella provincia di Campobasso e 575 nella provincia di Isernia,  per un totale di 2.052 docenti abilitati. A questi vanno aggiunti almeno un centinaio di docenti non abilitati che insegnano da anni in discipline le cui graduatorie sono esaurite.
In questa situazione quali prospettive potranno avere i giovani che hanno intenzione di conseguire un’abilitazione per insegnare? Occorre battersi contro la politica governativa di tagli di riduzioni  di risorse, di organici e di tempo scuola. Solo rilanciando sul ruolo che la scuola pubblica potrà avere per la crescita e lo sviluppo regionale, si potrà invertire questa tendenza al declino del sistema formativo, riaprendo anche prospettive occupazionali.
 
 
 
 
29-10-2011
LA FLC CGIL MOLISE  AL  CONVEGNO NAZIONALE SULL’INTEGRAZIONE DEGLI STUDENTI STRANIERI
Il Convegno nazionale "Migranti, Osservatorio Sud"  che si è tenuto ad Ostuni  il 27 e 28 ottobre è la continuazione di un percorso che intende
·       far conoscere il lavoro svolto dalla CGIL sui temi dell'immigrazione e dell'intercultura e discuterne
·       promuovere un rigoroso confronto non limitato al mondo della scuola
·       proporre delle soluzioni alle questioni più rilevanti relative ai diritti di cittadinanza dei migranti.
Maria Citro, per la FLC CGIL Molise è intervenuta  al Convegno  sostenendo che dal 2008 la FLC. è impegnata sui temi dell’intercultura ed è continuamente attiva in un’indagine conoscitiva sulla presenza degli alunni con cittadinanza non italiana nelle scuole della Regione. È noto che i dati statistici segnalano sul piano nazionale un continuo incremento di alunni con cittadinanza non italiana. Considerando l’andamento degli ultimi anni si stima l’8,5% dell’intera popolazione scolastica nell’anno scolastico 2011/2012, vale a dire 750.000 alunni, una cifra che potrebbe avvicinarsi a un milione nell’arco di cinque anni.
Nel Molise, invece, in base a ultimi dati forniti dall’USR  e dalle scuole, l’incidenza degli alunni stranieri è quasi del 3%, cioè 1.226 alunni su un totale di 43.412 nell’anno scolastico 2010/2011, presenti prevalentemente nella scuola primaria (462 alunni) e a seguire nella secondaria di II grado (285 alunni), nella secondaria di I grado (275 alunni) e nella scuola dell’infanzia (204). Di questi 109 appartengono alla seconda generazione, sempre in maggioranza nella scuola primaria (76 alunni) e solo 99 sono considerati di recente immigrazione, ancora una volta presenti in particolare nella scuola primaria (65 alunni).
Nella regione Molise, a lungo terra di emigrazione, il fenomeno dell’immigrazione - soprattutto da Romania, Albania, Marocco, Ucraina e Polonia - ha avuto luogo in tempi più recenti rispetto ad altre regioni, ma si è intensificato negli ultimi anni. Gli immigrati residenti superano gli 8.000 nel 2010 per arrivare a 8929 nel 2011 (dati Istat), con una variazione percentuale che cresce del 10%.
Il progressivo aumento del numero di alunni stranieri nelle scuole della Regione ha portato molte istituzioni scolastiche a chiedere finanziamenti per progetti relativi alle aree a rischio e a forte processo immigratorio (art. 9 CCNL). I progetti non hanno più come obiettivo principale l’insegnamento della lingua italiana.  Alunni con scarse competenze linguistiche ci sono e i corsi di L2 sono senza dubbio importanti, ma molto importanti sono le ore trascorse nel gruppo classe, all’interno del quale accogliere la diversità ed insegnare che se l’identità viene scritta in un passaporto, non si può considerare un peccato l’essere stati registrati in un certo modo. Tuttavia è difficile mantenere l’offerta formativa a livelli dignitosi e garantire accoglienza a seguito di una politica di devastazione della scuola pubblica della quale conosciamo bene le conseguenze.
Alle quotidiane difficoltà che incontra il personale della scuola si affiancano quelle di chi è impegnato ad assicurare la sopravvivenza e a garantire, pur temporaneamente, una vita dignitosa nei centri di accoglienza della Regione..
Grazie quindi all’impegno di molti, da più parti si cerca di abbattere le illusioni che il governo sta costruendo così che la democrazia, insieme alla tutela dei diritti, non si trasformi in un semplice spettacolo. E l’integrazione sia una risorsa  anche per la scuola pubblica molisana.
 
 
21-10-2011
COLANGELO: CONTINUARE LE VERTENZE PER LA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI DELLA SCUOLA 
In questi mesi è proseguita l’iniziativa della FLC CGIL per i diritti del personale precario che da anni garantisce il funzionamento del servizio scolastico.  Il MIUR, dopo essere stato condannato da molti tribunali a riconoscere tali diritti, con condanne esemplari, ha dato seguito alle immissioni in ruolo.
La legge 183/2010 ("Collegato lavoro") prevedeva l'impugnazione dei contratti a tempo determinato già scaduti, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge stessa e l'eventuale impugnazione dei contratti in corso entro 60 giorni dalla loro scadenza.  La direttiva comunitaria 1999/70/CE sul lavoro a tempo determinato, di impugnare i contratti a termine del personale precario che lavora nei settori pubblici della conoscenza con almeno tre anni di servizio, al fine di ottenere la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato. La FLC CGIL  ha depositato presso  i tribunali del Molise oltre 200 ricorsi di docenti ed ATA i quali, oltre a chiedere  la stabilizzazione del rapporto di lavoro, hanno chiesto che venissero riconosciuti  i diritti alla progressione della carriera maturata,  con conseguente risarcimento del danno.
Di queste cose si è discusso nell’affollata assemblea dei precari della scuola tenutasi il 19 ottobre u.s. presso l’Istituto Tecnico Commerciale “ L. Pilla” di Campobasso alla quale è intervenuto Corrado Colangelo, responsabile nazionale  della FLC CGIL per i problemi del precariato.
In essa si sono affrontati i temi riguardanti le immissioni in ruolo che si sono avute per il corrente anno scolastico anche grazie all’iniziativa della FLC CGIL. Per il prossimo biennio restano solo le promesse. Sono stati analizzati i problemi riguardanti le graduatorie ad esaurimento e le graduatorie di terza fascia d’istituto, con il caos seguito alla scomparsa dei codici delle scuole a seguito del dimensionamento.
Inoltre, sulle questioni riguardanti il reclutamento del personale, si è ribadito che, ad oggi, tutto è ancora aleatorio. La partenza dei Tirocini formativi attivi è ancora al palo. Si aspetta che il MIUR si pronunci sulle proposte dell’Università; quella del Molise ha presentato una richiesta che riguarda sostanzialmente tutti gli insegnamenti attivati con le ex SISS.
L’assemblea si è conclusa con la richiesta della stabilizzazione del personale precario su tutti i posti disponibili e vacanti. Nonostante i tagli e le riduzioni, i precari sono circa il 20% del personale. Appare chiaro il tentativo del governo di far saltare il sistema nazionale di formazione e di reclutamento per arrivare alla chiamata diretta del personale direttamente da parte delle scuole, senza alcuna graduatoria. Contro questa ulteriore deriva autoritaria proseguirà  l’iniziativa della FLC CGIL, per rivendicare un sistema di reclutamento  trasparente che valorizzi le competenze e le professionalità.
 
 
 
<A NAME="81011-FLC>8-10-2011</A>
IL TAR MOLISE ACCOGLIE IL RICORSO PATROCINATO DALLA FLC CGIL: AUMENTATE LE ORE DI SOSTEGNO AD OTTO ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI!!
La lotta contro il taglio delle ore di sostegno continua a vedere impegnata la FLC Cgil Molise, che già da tempo si è posta al fianco dei genitori degli alunni diversamente abili.
Abbiamo messo a disposizione  delle famiglie le nostre strutture e i nostri legali, e i risultati ci hanno dato ragione: il TAR Molise, con Ordinanza di sospensiva n°192 del 05/10/2011 ha accolto le  ragioni dei genitori,   attribuendo ad otto alunni diversamente abili, frequentanti diverse scuole della provincia di Campobasso,  il diritto al numero di ore sostegno scolastico così come richiesto dall’apposito Gruppo H.
Si tratta di una pronuncia avutasi nell’ambito di uno dei primi casi di “ricorso collettivo” in materia. In tal modo, il nostro Ufficio Legale, guidato dall’avv. Mario Mariano, è riuscito a portare a segno un duplice risultato: ottenere l’aumento delle ore di sostegno e ridurre al minimo i costi delle spese di giustizia per le famiglie.
Ancora una volta, dunque, i giudici hanno smentito l’operato dell’Amministrazione scolastica, dettato più da logiche burocratiche ed aritmetiche -  tese a dare  un numero di ore  di sostegno decisamente insufficiente per l’integrazione degli alunni - piuttosto che da politiche sugli organici funzionali alla qualità  del servizio scolastico e dell’offerta formativa.
Ad ogni modo, come abbiamo sostenuto e continuiamo a ripetere, quella giudiziaria non può essere l’unica via per vedersi riconosciuto un diritto inviolabile. L’Amministrazione Scolastica, per quanto di propria competenza, ha la possibilità di garantire il sostegno agli alunni diversamente abili,  senza che le loro famiglie debbano necessariamente ricorrere al contenzioso, assicurando le dovute deroghe e gli aumenti di organico, previsti dalla normativa, qualora se ne ravvisi la necessità documentata.
Laddove ciò non avvenga, e si continuerà nella politica del risparmio volta a colpire soprattutto i più svantaggiati e bisognosi, la FLC CGIL continuerà a prestare il  supporto alle famiglie degli alunni diversamente abili, per affermare, anche tramite il ricorso ai tribunali, il diritto all’istruzione, costituzionalmente garantito.
 
 
 
<A NAME="23911-FLC>23-9-2011</A>
CLASSI NUMEROSE E SICUREZZA,I GIUDICI  DEL TAR INTERVENGONO
Sono anni che lo scriviamo agli organismi preposti: le classi delle scuole molisane non  possono contenere gli alunni che l’Ufficio scolastico regionale vorrebbe farci stare. Abbiamo scritto a tutti gli organismi preposti al controllo ed alla vigilanza: Dirigenti scolastici, Prefetti, ASREM, Ispettorati del lavoro ecc., senza risultati.
Oggi arrivano a darci ragione le sentenze dei giudici amministrativi. Continuano, infatti, i pronunciamenti del TAR Molise sui provvedimenti  dell'Ufficio scolastico regionale di accorpamento delle classi. Sono, ormai,  già quattro, se ne prevedono altre.
I limiti massimi sono determinati  dal D.P.R. n. 81/2009: scuola infanzia 26, primaria 26, secondaria di I grado 27, secondaria di II grado 30. Limiti  massimi che, per effetto dell’art. 4 del D.P.R., possono aumentare fino al 10%. In altri termini, i parametri citati possono arrivare ora al massimo di 29 bambini per sezione nella scuola dell’infanzia, a 29 alunni nelle classi di primaria, a 30 in quelle di I grado e a 33 nelle classi delle superiori.  Eppure il D.M. sulle norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica fissa l'indice di 26 persone/aula  come indice di massimo affollamento ipotizzabile.
Il dirigente scolastico dovrebbe garantire in ogni modo agli alunni e   all’utenza in generale, un ambiente    confortevole, igienico e sicuro secondo i   principi di qualità stabiliti per i servizi   pubblici quali sono gli istituti di istruzione ed    educazione di ogni ordine e grado;  nella formazione delle classi dovrà tenere  conto della cubatura.   Ovvero l’indice minimo di 1,80 o 1,96 mq    netti per alunno per 3 metri di altezza, riferito alle aule, conformemente al previsto indice minimo di 2 mq che ogni lavoratore deve avere.
L’ultima sentenza del TAR Molise è quella delle quarte dell'Istituto tecnico commerciale “L. Pilla” di Campobasso in due sole sezioni, con soppressione della sezione. Le classi avrebbero accolto, rispettivamente, 29 e 30 alunni: troppi, secondo il TAR Molise,  come quelli legati agli accorpamenti annullati al Liceo classico di Campobasso, al Liceo scientifico di Riccia e al Liceo scientifico di Larino. L’amministrazione scolastica, senza tener conto delle norme sulla sicurezza, continua a disattenderle applicando le regole sulle drastiche riduzioni volute dalla Gelmini.
Proseguiremo nell’azione di denuncia, ricordando che sono molte le scuole nella nostra regione che ospitano un numero di alunni non conforme alle norme (basta andare alla Scuola media “Brigida” o al Nautico di Termoli, alla “Colozza” di Campobasso, per non parlare dello scempio che c’è in molte scuole del cratere sismico).
Occorre battersi contro i tagli e  le riduzioni fatte da questo governo che stanno devastando la scuola pubblica molisana; è necessario continuare l’iniziativa per rimettere al centro la qualità e la sicurezza del sistema d’istruzione regionale.
 
 
 
<A NAME="15911-FLC>15-9-2011
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FINALMENTE LE CONVOCAZIONI PER I PRECARI DELLE SUPERIORI,  PORRE FINE AL PASTICCIO SULLE GRADUATORIE DI ISTITUTO
Le convocazioni per gli incarichi a tempo determinato nelle scuole secondarie di I e II grado si faranno venerdì 16 settembre ‘11 presso la scuola media “Colozza” di Campobasso”. Con ritardo, forse si riuscirà a far partire l’anno scolastico.  Lentezze e confusioni si sono determinati in un contesto nel quale l’ufficio dell’ambito territoriale di Campobasso, soprattutto per  la riduzione del personale in organico, non è stato in grado di garantire, in maniera ordinata, le diverse fasi  delle operazioni propedeutiche all’avvio dell’anno scolastico.
Inoltre, l’Ufficio dell’ambito territoriale della Provincia di Campobasso ha annunciato che  la pubblicazione delle graduatorie di Istituto di I fascia dovrà avvenire contestualmente in tutte le sedi scolastiche della Provincia in data 19 settembre 2011 (D.M. n.62 del 13 luglio 2011 – art.9).
La FLC CGIL del Molise, facendo seguito a comunicazioni già presentate in data 22 agosto 2011 avente come oggetto i problemi inerenti la compilazione del modello B on line, ha chiesto  ( il 13.09.2011) all’Ufficio Scolastico Regionale un intervento urgente.
Considerato che, a seguito della compilazione del modello B -  come previsto dal D.M. 62 del 13 luglio 2011, art. 4, comma 9, e art. 6 -  le scuole devono far riferimento esclusivamente alla modalità web, ma che alcune scuole oggetto di dimensionamento, annullato poi dalla sentenza del TAR Molise, sono, per questo, sprovviste di graduatoria di istituto, è stato chiesto all’Amministrazione di rivolgersi a quelle Istituzioni Scolastiche della Provincia di Campobasso, non presenti sul sistema istanze on-line al momento della compilazione del modello B perché formalmente dimensionate,  di provvedere  ad acquisire le graduatorie di Istituto  dalle scuole di riferimento interessate dal dimensionamento.
L’Ufficio si è riservato di comunicare alle scuole ripristinate a seguito dell’Ordinanza del T.A.R. Molise n.222/2011 (scuole che allo stato, non disponendo di un codice meccanografico non possono  formalizzare  graduatorie per supplenze) “i successivi adempimenti inerenti alle graduatorie di istituto”.
Nel prendere atto di tale volontà, la FLC CGIL vigilerà affinché non vi siano  esclusioni dalle graduatorie  o interpretazioni fantasiose che potrebbero compromettere le scelte effettuate dai docenti al momento della compilazione della domanda.
Si tratta di evitare un altro pasticcio che, insieme alla drastica politica di tagli e riduzioni, potrebbe compromettere irreversibilmente il funzionamento ordinario del sistema scolastico molisano.
 
 
<A NAME="11911-FLC>11-9-2011
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Aprono le scuole nel molise ed emergono tutti i problemi che abbiamo denunciato
Comincia un nuovo anno scolastico in Molise in uno sfondo decisamente cupo e preoccupante. La domanda ricorrente è: che scuola troveranno, nell'anno scolastico 2011/2012, i ragazzi e le ragazze? Nel Molise ci saranno 595 alunni in meno   nelle scuole dalla primaria alla secondaria di secondo grado. In totale, con la scuola dell’infanzia, ci saranno circa 43.000 alunni  che nelle scuole avranno 158 docenti e 123 ATA in meno rispetto allo scorso anno scolastico.
Sarà, dunque, una scuola più povera. In tre anni si sono persi  quasi 1200 posti di lavoro. Si è ridotto il tempo scuola, sono peggiorate le condizioni di lavoro, si è ridotta l’offerta formativa. Non tutti gli studenti  torneranno in una scuola. Infatti ci sono i quindicenni che completeranno l'obbligo lavorando come apprendisti; altri hanno smesso di andare a scuola, non hanno un lavoro, ne' lo cercano.
Ci saranno  bambini e  bambine parcheggiati nelle liste d'attesa delle scuole dell'infanzia. E ci sono gli adulti che avrebbero bisogno di una scuola dedicata a loro, dove riqualificarsi per rientrare nel mondo del lavoro ai quali è stata negata l’istruzione con la soppressione di molti corsi serali.
Chi a scuola ci andrà la troverà peggiorata, con meno insegnanti e meno personale ATA,  meno tempo scuola e meno attività. Una scuola più povera e meno sicura.
In questa scuola ci sono alcune migliaia di  persone che continueranno, nonostante tutto, a lavorare per garantire una formazione ed un’istruzione di qualità. Purtroppo non sarà un  obiettivo facile da raggiungere.
Per tutto questo continuiamo a chiedere un cambiamento radicale delle politiche governative;  per questo  saremo al fianco dei docenti, del personale ATA, dei dirigenti, degli studenti e di tutti coloro che si impegnano per difendere la qualità della scuola pubblica della nostra regione.
 
 
<A NAME="28811-FLC>28-8-2011
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NON BASTANO LE PROMESSE DELL’ASSESSORE, ASPETTIAMO RISPOSTE CONCRETE PER I PRECARI DELLA SCUOLA
Nell’incontro con l’assessore regionale all’istruzione sui problemi della scuola pubblica molisana  del 3 agosto u.s.,  la FLC ha ricordato che in  tre anni le politiche governative hanno determinato in Molise una riduzione di docenti ed ATA pari a 1200  posti di lavoro.
La FLC aveva chiesto all’Assessore  un impegno per evitare ulteriori tagli; risorse aggiuntive  da parte della regione per garantire il tempo scuola negato agli studenti, in grado di  consentire il tempo pieno  nella primaria,  il tempo prolungato nella secondaria di I° grado,  lo sdoppiamento delle  pluriclassi e delle classi  numerose.
In quella occasione l’Assessore si è impegnato a portare all’attenzione della giunta regionale le criticità evidenziate dalla FLC CGIL Molise ed  ha garantito che  avrebbe richiesto le  risorse per attivare  un intervento aggiuntivo per la scuola pubblica molisana.
Si era, infine, convenuto di rivedersi il 24 agosto per  verificare lo stato  di attuazione degli impegni assunti.  Nell’incontro del 24 agosto, pur non essendo stato prodotto nessun  provvedimento di merito da parte della giunta regionale, l’assessore ha assicurato che avrebbe portato all’attenzione dell’organo esecutivo regionale la problematica  lunedì 29 agosto.
La FLC CGIL considera indispensabile una presa di posizione da parte della giunta regionale, vista la drammaticità della situazione in cui versano le scuole.  Ci sono plessi scolastici senza collaboratori, segreterie con un solo assistente amministrativo.
Siamo di fronte ad una vera e propria devastazione della scuola pubblica molisana. A subirne le conseguenze saranno gli alunni che avranno un tempo scuola minimo e con pochi organici; a subirne  le conseguenze saranno i precari che non ritroveranno il posto di lavoro. Un solo esempio per tutti: tre anni fa c’erano state 300 nomine annuali per i collaboratori scolastici nella sola provincia di Campobasso, quest’anno saranno, dopo le immissioni in ruolo di un centinaio, appena 10. Mancano all’appello quasi 200 posti.
E’ importante che questi problemi  vengano assunti come determinanti per la formazione e l’istruzione degli studenti molisani. Occorre intervenire con tempestività su una situazione grave. Il tema di una buona scuola pubblica per tutti deve essere il punto di riferimento delle politiche per la crescita e lo sviluppo regionale.
Pertanto proseguiremo la mobilitazione e rappresenteremo le nostre ragioni  con un presidio davanti alla giunta regionale, in via Genova,  il 29 agosto alle ore 10,00.
 
 
<A NAME="3811-FLC>3-8-2011
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LA FLC INCANZA LA REGIONE SUL PROBLEMA DEI PRECARI DELLA SCUOLA
Si è svolto stamattina, 3 agosto, l’incontro programmato con l’Assessore regionale all’istruzione  sui problemi della scuola pubblica molisana.
La FLC ha ricordato che in  tre anni la mannaia della Gelmini  ha prodotto in Molise una riduzione di docenti ed ATA pari a 1200  posti di lavoro.  Si tratta di provvedimenti che oltre a determinare seri problemi  per l’organizzazione di un’offerta formativa adeguata, hanno degli evidenti profili di  illegittimità.
La FLC ha chiesto all’assessore di attivarsi affinché non vi siano ulteriori tagli, vista anche la sentenza il Consiglio di Stato, che venerdì scorso ha stabilito che il MIUR è obbligato ad acquisire il parere della Conferenza Unificata Stato-Regioni espressamente previsto dall'art. 2 del DPR 81/2009  in materia di organici dei docenti ed ATA.
È importante che la regione Molise, considerato  anche il ruolo  del presidente Iorio  che è anche vice presidente della Conferenza Unificata, chieda al Ministro di fermare questi tagli calati dall'alto senza nessun progetto di scuola formativa, domandando di rivedere i criteri di determinazione degli organici docenti e ATA.
La FLC  ha illustrato la sua posizione sui progetti regionali, chiedendo maggiori risorse, blocco dei tagli agli organici dei docenti e degli ATA, di     prevedere risorse per restituire il tempo scuola agli studenti; di      consentire lo sdoppiamento delle  pluriclassi e delle classi  numerose.
L’Assessore Filoteo Di Sandro si è impegnato a portare all’attenzione della giunta regionale, convocata per  il 4 agosto,  le questioni sollevate in merito ad un intervento riguardante la sentenza del Consiglio di Stato ed  ha garantito che  chiederà le risorse per attivare  un intervento aggiuntivo per la scuola pubblica molisana.
Le parti hanno convenuto di  rivedersi il 24 agosto per  verificare lo stato  di attuazione degli impegni assunti.
Alla fine dell’incontro la FLC  ha informato del suo esito i precari convenuti  sotto l’assessorato. Si è deciso, comunque,  di intensificare l’iniziativa per  continuare a rivendicare i diritti dei precari e l’esigenza di una buona scuola pubblica di qualità nel Molise.
 
 
 
2-8-2011
LA REGIONE DEVE FARE LA SUA PARTE PER GARANTIRE UN BUON SISTEMA D'ISTRUZIONE
In tre anni la mannaia della Gelmini  ha prodotto in Molise una riduzione di docenti ed ATA pari a 1200  posti di lavoro.  Si tratta di provvedimenti che oltre a determinare seri problemi  per l'organizzazione di un'offerta formativa adeguata, hanno degli evidenti profili di  illegittimità.
Infatti, il Consiglio di Stato, ha stabilito venerdì scorso che il MIUR è obbligato ad acquisire il parere della Conferenza Unificata Stato-Regioni espressamente previsto dall'art. 2 del DPR 81/2009  in materia di organici dei docenti ed ATA.
Queste ultime sentenze ci offrono l'opportunità di portare in fondo una battaglia comune a difesa del diritto all'istruzione e della scuola pubblica.
È importante che la regione Molise, visto che il presidente Iorio è anche vice presidente della Conferenza Unificata, chieda al Ministro di fermare questi tagli calati dall'alto senza nessun progetto di scuola formativa, domandando di rivedere i criteri di determinazione degli organici docenti e ATA.
Per queste ragioni  la FLC CGIL ha richiesto un incontro urgente all'Assessore all'istruzione della regione.
Saremo ricevuti  mercoledì 3 agosto '1,  alle 11,00 dall'Assessore. Per l'occasione chiederemo  che la regione si impegni per:
1.      bloccare i tagli agli organici dei docenti e degli ATA;
2.       prevedere risorse per restituire il tempo scuola agli studenti;
3.      consentire lo sdoppiamento delle  pluriclassi e delle classi numerose
Alle ore 12,00, davanti alla sede dell'Assessorato, in Via Mazzini, 126, a Campobasso,  riferiremo alla stampa  sull'esito dell'incontro.
 
 
<A NAME="1811-FLC>1-8-2011
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CI SONO I POSTI DISPONIBILI MA DI IMMISSIONI IN RUOLO  ANCORA NIENTE
Mentre il  Consiglio di Stato nell'udienza di venerdì scorso ha stabilito che i tagli operati nelle scuole sono illegittimi. Il tribunale si è pronunciato sull’appello del ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini contro le decisioni  del Tar Lazio che aveva, su richiesta della FLC CGIL,  dichiarato illegittimi i tagli agli organici della scuola per l'anno scolastico 2010-2011.
Il Consiglio di Stato ha decretato l'illegittimità dei decreti interministeriali con i quali sono stati determinati i tagli agli organici del personale della scuola (nel triennio oltre 87.000 posti di lavoro cancellati). Ora la Gelmini dovrà  ridare gli organici alle scuole e più posti per i precari sulla base di un vero piano triennale.
Mentre l'accordo sottoscritto presso l'Aran il 19 luglio 2011,  tra le OO.SS.  e il MIUR, senza la firma della CGIL, interviene modificando strutturalmente il CCNL con una riduzione delle retribuzioni per i neo immessi in ruolo e con la impossibilità di aver diritto alla ricostruzione della carriera.
Intanto, secondo le elaborazioni della FLC,  dopo i trasferimenti ci sono, su posti disponibili e vacanti,  173 docenti e 233  ATA  che potrebbero  essere immessi in ruolo nella nostra regione.
Continueremo a batterci perché non siano ridotti i diritti dei lavoratori della scuola,  perché si facciano le immissioni in ruolo e si investa nel sistema d’istruzione pubblico regionale.
 
 
 
<A NAME="28711-FLC>28-7-2011
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SCUOLA: LA CONFUSIONE REGNA SOVRANA
Il governo nazionale alla politica degli annunci ,che riguarda il miglioramento del sistema formativo, fa seguire provvedimenti  di demolizione della scuola pubblica.
In questi giorni i dirigenti scolastici si stanno confrontando con la dura realtà dei numeri: non ci sono  collaboratori scolastici  in grado  di garantire  l’apertura e la chiusura dei plessi distribuiti su tutto il territorio regionale. Non si dà seguito alla richiesta delle famiglie di un tempo scuola più disteso (tempo pieno alla primaria e tempo prolungato alla secondaria di primo grado); la risposta degli Uffici scolastici delle due province è sempre la stessa: “non abbiamo gli organici per soddisfare le vostre esigenze.  Non si rispettano i parametri previsti dalle norme per lo sdoppiamento delle classi, con la conseguenza che ci saranno pluriclassi al di sopra dei 19 alunni. Non ci sono stati provvedimenti conseguenti alla bocciatura del TAR Molise del piano di dimensionamento della rete scolastica, con inevitabili disagi per tutte le operazioni d’inizio anno: caos su trasferimenti, assegnazioni provvisorie, utilizzazioni, domande dei precari per inserirsi nelle graduatorie d’istituto, certezza dei finanziamenti e degli organici spettanti.
Il recente decreto approvato dal Parlamento determinerà, in Molise, che a partire dal prossimo anno scolastico 2011-12, ben 18 istituzioni scolastiche saranno date a reggenza.
Non ci sarà, in pratica, un dirigente scolastico titolare, né ora né in futuro. Con inevitabili ricadute negative sulla possibilità di garantire nel territorio una scuola con un organico ed una dirigenza in grado di affrontare le sfide formative imposte dalla società contemporanea.
A tutto ciò, come se non bastasse, ha fatto seguito una circolare del MIUR che nega l’istituzione di nuove classi e qualsiasi sdoppiamento di quelle numerose: i numeri vanno rispettati a dispetto di tutto!  Per cui avremo classi  affollate anche in presenza di alunni disabili, soppressione di classi terminali con pochi alunni. Aggregazioni di classi  al di fuori di qualsiasi logica. La nota ministeriale invita i  dirigenti scolastici a rifiutare ulteriori iscrizioni in presenza di classi numerose. Come dire: mandateli altrove, qui non c’è posto.
Siamo di fronte ad un vero e proprio arbitrio: nelle nostre realtà decentrate o ai ragazzi si garantisce il diritto all’istruzione oppure essi sono costretti ad abbandonare i percorsi formativi. In questo modo si vanifica, per esigenze di cassa, un diritto costituzionalmente garantito.
Contro questo declino la FLC CGIL ha chiesto alle istituzioni di fare la propria parte. Ad oggi c’è un silenzio assordante: la preoccupazione del ceto politico è legata alla propria collocazione in vista delle prossime elezioni. I problemi reali possono aspettare!
 
 
 
<A NAME="19711-FLC>19-7-2011
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NEL MOLISE SU 86 ISTITUZIONI SCOLASTICHE 49  SONO SOTTO DIMENSIONATE
La manovra finanziaria del governo aggrava la situazione in cui versano le scuole italiane dopo tre anni di riduzione continua delle risorse professionali ed economiche, per il blocco dei salari e del rinnovo dei contratti, e per il disinteresse mostrato per la funzionalità del sistema di istruzione.
Ai tagli si aggiungono le nuove norme per il dimensionamento delle istituzioni scolastiche che si pretendono applicabili dal 1 settembre 2011, con la mobilità di tanti dirigenti ai quali non verranno riconfermati gli incarichi nelle scuole con meno di 500 alunni e la cancellazione di un decine di esoneri e semiesoneri dei vicari nelle scuole di dimensioni maggiori.
Questo potrebbe significare per il Molise,  che bisognerà procedere rapidamente ad  un piano di dimensionamento  per ben 49 istituzioni scolastiche  (36 tra 300 e 499 alunni; 13 al di sotto dei 300 alunni). Dati del MIUR.
Si tratta di ulteriori misure di tagli indiscriminati al personale e ai servizi che invadono competenze delle regioni alle quali è affidato il compito di programmare l’offerta formativa territoriale e non considerano in alcun modo la funzionalità delle scuole.
La scuola ha bisogno di stabilità e di certezze, deve avere le risorse indispensabili per poter funzionare e per programmare le attività necessarie. Nelle scuole è esaurita la capacità di compensare gli effetti disastrosi di decisioni del governo che hanno ricadute pesanti sulla didattica e sugli assetti organizzativi, funzionali al servizio scolastico.
Accanto  a questi problemi, per il personale pubblico, nella manovra, c’è un ulteriore salasso. I docenti, i dirigenti e tutto il personale ausiliario, tecnico ed amministrativo della scuola  perderà migliaia di euro nei prossimi anni a causa dell'allungamento del blocco dei contratti fino al 2014 previsto dalla manovra economica.
Un docente di scuola,perderà in 4 anni (2010-2014) quasi 8.000 euro; un dirigente circa 16.000 euro; il personale ATA perderà in media 6.400 euro. Si tratta di stime in difetto, calcolate sugli stipendi medi rivalutati sull'indice IPCA indicato dal governo che è inferiore all'inflazione reale (2,6% a maggio). Le perdite, purtroppo, saranno molto più consistenti perché i rinnovi contrattuali rivalutano anche altre voci dello stipendio che restano ferme, come restano al palo gli scatti di anzianità. Preoccupante il blocco anche ai fini pensionistici.
Con feroce continuità il governo si accanisce con tagli insopportabili sui settori della conoscenza, avvilendoli e rendendo la vita difficile a chi vi lavora. Una politica miope, punitiva e ideologica.
 
 
 
<A NAME="9711-FLC>9-7-2011
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CHIUSE LE PROSPETTIVE PER I GIOVANI LAUREATI CHE VOGLIONO INSEGNARE, UNICA SOLUZIONE: L’EMIGRAZIONE
I giovani laureati  che  volessero insegnare nel  Molise, dovrebbero partecipare ai tirocini formativi attivi che saranno approntati a partire da settembre. Andando a leggere la disponibilità dei posti, si scopre che questi giovani  rimarranno senza prospettive almeno per una decina d’anni. Nei prossimi  anni, infatti, non ci sarà bisogno di nuovi laureati sia nelle discipline scientifiche sia discipline umanistiche. Il Ministero dell’istruzione ha elaborato il fabbisogno di insegnanti  per gli anni 2012-15, al netto dei pensionamenti,  ed emerge che, per il Molise,  i posti disponibili saranno:
34 posti per la scuola dell’infanzia:
30 posti per la scuola primaria;
8 posti per la scuola secondaria di I° grado;
6 posti per la scuola secondaria di II° grado.
15 posti  di sostegno per l’infanzia;
28 posti di sostegno per la primaria;
18 posti di sostegno per il I° grado;
63 posti di sostegno per il II° grado.
Da questi dati si evince chiaramente che chi volesse fare l'insegnante può scordarselo. Chi sta frequentando o vorrà iscriversi il prossimo anno a un corso di laurea in matematica, lingue, lettere, filosofia, scienze motorie, ecc., con l'intenzione di insegnare, sappia che non sarà possibile, perché i nuovi posti previsti dalle tabelle ministeriali per ottenere l'abilitazione all'insegnamento - anche nelle principali classi di concorso - ammontano sostanzialmente a zero fino al 2015. C’è solo qualche posto per gli insegnanti di sostegno.
Si tratta di un colpo durissimo alle attese di tanti giovani che si sono formati per diventare insegnati.  A questo si aggiunga quanto stabilito dalla manovra economica che prevede, per il Molise, la chiusura del 30% delle  scuole autonome, oltre agli organici bloccati, docenti inidonei all’insegnamento costretti a coprire posti già occupati dai precari che così verranno licenziati, riconferma del blocco del contratto e degli scatti di anzianità, stretta sull’integrazione degli alunni con disabilità. Su questo punto accadrà, se dovesse passare la manovra economica, che ci saranno tagli rilevantissimi  sui posti di sostegno ed i numeri sopra riportati si ridurrebbero  drasticamente.
Il Governo perseguita i lavoratori pubblici già dal 2008.  Con la prima manovra finanziaria  del 2008 ha dato il via alla riduzione degli investimenti pubblici all’offerta formativa, degli organici, del tempo scuola e dei diritti dei lavoratori. Continueremo a batterci contro questo scempio.
 
 
 
 
<A NAME="30611-FLC>30-6-2011
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Il giorno 1° luglio ’11 alle ore 12,00 è convocato, presso il ristorante “Prato gentile” di Capracotta,  il direttivo regionale della FLC CGIL Molise  per discutere della manovra economica del governo.
 
 
 
Ancora una volta i settori della conoscenza, i lavoratori pubblici e le donne pagano a caro prezzo gli sprechi e gli sperperi fatti dal governo. Di nuovo solo tagli senza sviluppo.
 
    * I salari dei pubblici dipendenti vengono bloccati fino al 2014. E cioè un anno in più rispetto al blocco triennale operato da Tremonti con la manovra del 2010.
    * L’età pensionabile delle donne, anche nel privato, si innalza progressivamente fino ad arrivare a  65 anni e si anticipa al 2014 la revisione dei parametri per i pensionamenti di anzianità.
    * Sterilizzate le dotazioni organiche del personale docente ed Ata per vanificare le numerose sentenze della magistratura che sempre più spesso accoglie i ricorsi presentati dalla FLC contro i tagli agli organici di docenti e Ata.
    * Si vuole abolire l’organico del personale docente di sostegno ed, in presenza di disabili, le classi non saranno più di 20 alunni ma arriveranno a 30 alunni.
    * Viene interrotto il comando del personale della scuola utilizzato presso l’Indire e l’Invalsi con perdita di un patrimonio enorme di professionalità.
    * Nella scuola del primo ciclo le attuali direzioni didattiche e scuole medie vengono aggregate tutte in istituti comprensivi che mantengono l’autonomia solo se hanno almeno 1000 alunni, ridotti a 500 nelle zone più disagiate. Nel caso in cui il numero di alunni dovesse essere inferiore a 500 la scuola anche se autonoma sarà affidata ad un reggente.
    * Riduzione degli esoneri e dei semi esoneri per i collaboratori del dirigente nelle scuole complesse.  Continua la scia delle riduzioni clamorose che si sono abbattute sui nostri settori  a partire dal 2008. E cioè con la prima manovra finanziaria di Tremonti (L. 133/2008): riduzione degli investimenti pubblici all’offerta formativa, riduzione dei diritti dei lavoratori, della contrattazione (vedi riduzioni del salario in caso di malattia, determinazione per legge di materie che prima erano riservate all’ambito contrattuale).
 
Proseguire nell’iniziativa per contrastare questi disegni, diventa un imperativo  per   evitare la devastazione dell’istruzione e della formazione  nel Molise.
 
 
<A NAME="27611-flc">27-6-2011
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NON SI RISPETTANO GLI IMPEGNI PRESI PER GLI ATA E PER I PRECARI
Contro l’irresponsabilità del Ministero dell’Istruzione, che rinvia continuamente il pagamento dell’una tantum spettante al personale ATA (ricordiamo: sono solo 180 euro) , la FLC CGIL ha  deciso di intraprendere un’azione legale proponendo dei  ricorsi per decreto ingiuntivo.
Il primo ricorso è stato accolto il 22 giugno 2011 ed il MIUR è stato quindi condannato oltre che al pagamento dell’una tantum anche al pagamento delle spese legali (150 euro) che quasi equivalgono al compenso stesso. Sulla base di tale risultato favorevole, anche la FLC CGIL del Molise ha inviato  una diffida al MIUR ed al Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale al fine di evitare un nuovo contenzioso che aggraverebbe in termini di costi,  per il pagamento delle spese legali, le casse dello Stato.
Si tratta dell’ennesima  prova della sciatteria  usata per affrontare le questioni della scuola.  In questi giorni abbiamo chiesto la copertura integrale delle spese per supplenze e ore eccedenti. Le scuole hanno bisogno di risorse certe e d’istruzioni chiare e precise. Tanti docenti  molisani hanno prestato il loro lavoro  aggiuntivo ma non vengono pagati. La nota diramata dal MIUR il 20 giugno 2011 avente a oggetto le spese per le supplenze da parte delle scuole,  sta generando ulteriore confusione e preoccupazione tra Dirigenti scolastici e Dsga: le scuole non sono responsabili dei problemi determinati dai tagli di risorse finanziarie, l’Amministrazione scolastica deve erogare rapidamente le risorse  spettanti alle scuole.
Inoltre l’approvazione nei giorni scorsi del Decreto sviluppo alla Camera con voto di fiducia, genera conseguenze sui precari della scuola quali:
· il piano triennale di assunzioni, è indefinito nei numeri;
· rispunta  un punteggio aggiuntivo per coloro che lavorano continuativamente in      pluriclassi in zone disagiate (i criteri saranno definiti dal MIUR);
· si limita la normativa europea, per i precari della scuola, in materia di stabilizzazione;
· le assunzioni a Tempo Indeterminato passeranno dal 31 luglio al 31 agosto;
· le Graduatorie ad Esaurimento dureranno tre anni, senza la possibilità di nuovi inserimenti;  stessa durata     per le Graduatorie di circolo e di istituto;
· si invadono le prerogative contrattuali, impedendo per 5 anni i trasferimenti e la mobilità interprovinciale,  anche temporanea, al personale assunto a tempo indeterminato a partire dall'a.s. 2011/2012;
· si conferma anche per il prossimo anno scolastico il ricorso alle Graduatorie prioritarie, con tutti i problemi che ha comportato, come dimostra l'esperienza degli ultimi due anni nella nostra regione.
Altre dovrebbero essere le politiche che riguardano l’istruzione, non quelle  fatte di tagli e negazione dei diritti portate avanti da questo governo.
 
 
 
<A NAME="16611-flc">16-6-2011
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EVITARE UN RUOLO MARGINALE DELL’UNIVERSITA’, APRIRSI ALLE ISTANZE DI PARTECIPAZIONE E DI CAMBIAMENTO
Si è tenuta il 15 giugno, presso la Biblioteca provinciale “Albino” di Campobasso,  l’incontro promosso dalla FLC e dalla CGIL  per discutere  delle proposte che  questa organizzazione sindacale sta portando avanti  sui temi dell’università, della formazione e della ricerca nel Molise.
Ha indotto i lavori Paolo De Socio il quale ha sostenuto la necessità di operare una discussione a tutto campo sui destini dell’Università del Molise, senza steccatati o veti, con l’intento di  valorizzare le professionalità  e di rilanciarne il ruolo.
Andrea Ceglie è intervenuto sui punti di forza e di debolezza del sistema universitario regionale, rilevando l’urgenza di rilanciare sul tema della valutazione e sulla collegialità delle decisioni, evitando rapporti preferenziali, in un momento in cui si sta approntando lo statuto dell’ateneo molisano.
Francesco Lopez ha portato il contributo del personale precario dell’Università del  Molise rilevando l’incongruenza tra  investimenti, a volte consistenti, che si fanno sul personale precario in termini di formazione, ed il paradosso del conseguente abbandono a se stessi di queste professionalità.
Francesco De Lucia, studente universitario, si è soffermato sull’aumento delle tasse universitarie, che stanno rappresentando una barriera all’ingresso per gli studenti, ed ha sollecitato ad una maggiore presenza degli studenti negli organismi decisionali.
Sergio Sorella si è intrattenuto sul tema della conoscenza in quanto diritto alla cittadinanza attiva e strumento per arrestare il declino nella nostra realtà produttiva; si tratta di  sfide che l’Università del Molise  dovrà raccogliere cambiando radicalmente la sua offerta formativa.
Infine Erminia Mignelli ha tracciato un quadro  riguardante  i rapporti che l’Università deve avere con il territorio, con uno scambio fruttuoso in grado  di costituire una filiera tra il mondo produttivo e quello della ricerca. Su questo terreno la CGIL Molise presenterà nelle prossime settimane una piattaforma articolata.
Dopo un interessante dibattito,  le conclusioni sono state affidate a Renato Comanducci
del Consiglio Universitario Nazionale che ha rilevato tutte  le criticità della legge Gelmini sul riordino del sistema universitario, in quanto provvedimento centralistico, che dà più potere ai rettori, nel quale il Senato accademico  è solo consultivo, il Consiglio accademico, non essendo elettivo, diventa promanazione del Rettore. Tuttavia i decreti non sono ancora usciti, pertanto occorre una battaglia di merito sui diversi aspetti, per ribadire il ruolo importante che l’Università ha nel sistema formativo nazionale. Su questi temi la FLC porterà il suo contributo e si confronterà con tutte le componenti.
 
 
 
 
<A NAME="1-6-11-flc">1-6-2011
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Esami di stato I ciclo: LA SECONDA PROVA DI LINGUA NON E’ OBBLIGATORIA
La Direzione generale degli ordinamenti del Ministero dell’istruzione ha pubblicato il 26 maggio la circolare n. 46 che impartisce disposizioni per l’effettuazione degli esami di stato al termine del primo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2010/11. Va ribadito che:
·  la circolare recita "si ravvisa l'opportunità che il collegio docenti preveda anche autonoma valutazione" per la seconda lingua straniera.  Le commissioni d’esame, nell’ambito della loro autonomia organizzativa, potranno stabilire se effettuare le due prove di lingua in giorni separati o nella medesima giornata. In ogni caso deve essere prevista un’autonoma valutazione per ciascuna delle due prove;
·  viene detto che il voto finale dell’esame di stato è costituto dalla media aritmetica tra voto di ammissione e voto di ciascuna prova d’esame;
·  per la certificazione delle competenze si deve fare riferimento alle Indicazioni nazionali per il primo ciclo che sono attualmente in fase di revisione.
 
. Si tratta di un modo di procedere poco rispettoso degli studenti in primo luogo e in secondo luogo di tutti coloro (personale ATA, docenti e dirigenti) che tutti i giorni operano in una situazione di crescente difficoltà nell’unico segmento del sistema di istruzione  massacrato per l’intero percorso scolastico dal riordino voluto da questo governo. Inaccettabile è, a poche settimane dall'avvio in tutte le scuole delle procedure d'esame, la comunicazione di effettuare due distinte prove scritte per le lingue straniere.
Si ribadisce  che l’arido meccanismo delle medie aritmetiche per la “costituzione” del voto finale dell’esame. Tale modalità fa si che ciascuna prova dell’esame, compresa quella INVALSI, abbia il medesimo peso del voto di ammissione che è determinato collegialmente dal consiglio di classe sulla base di un percorso educativo durato almeno 3 anni. Abbiamo chiesto all MIUR di integrare questa parte della circolare e al tempo stesso richiamiamo la Direzione Generale degli ordinamenti al rispetto delle Leggi in vigore, lo stesso rispetto che, ripetutamente, chiede alle istituzioni scolastiche.
Completamente eluse sono due questioni che la FLC aveva già posto lo scorso anno
· la partecipazione agli esami del docente dell’ora di approfondimento in materie letterarie (prevista dal DPR 89/09) allorquando tale insegnamento non sia svolto dal docente di Italiano e/o storia e/o geografia della classe
· le modalità di partecipazione dei docenti di strumento musicale alle sottocommissioni di esame in presenza di alunni non frequentanti il corso musicale.
 
 
<A NAME="23-5-11-flc">23-5-2011</A>
Appalti per le pulizie nelle scuole ed ex LSU, ritirata la Direttiva 103
Premiato l'impegno di FLC, FP e Filcams CGIL e di tutti i lavoratori privati e pubblici per difendere l'occupazione e per garantire la qualità dei servizi nelle scuole.
Nonostante la difficile situazione nella qualesi trovano  le scuole, il MIUR aveva previsto, con la Direttiva n. 103, di affidare l'onere della gestione delle procedure delle gare d'appalto direttamente alle singole istituzioni scolastiche, scaricando su quest’ultime ulteriori competenze e maggiori responsabilità.
Di fronte a queste scelte unilaterali dei ministri Gelmini e Tremonti, che stanno mettendo in ginocchio le scuole e che abbassano il livello di qualità del sistema scolastico, avevamo  chiesto:
 
    * il ritiro della Direttiva n. 103;
    * il ritiro del piano dei tagli degli organici degli appalti e del personale scolastico.
 
La Direttiva  n. 103 avrebbe messo in ulteriore difficoltà le scuole che senza certezze normative ed adeguate risorse economiche e professionali non sono in grado di garantire la normale ’attività di servizio.  Con essa si era programmata la diminuzione delle prestazioni  che avrebbe prodotto il licenziamento dei lavoratori delle ditte d'appalto e l'inevitabile aumento dei carichi di  lavoro del personale collaboratore scolastico, già falcidiato dai tagli e sul quale pende la terza tranche di riduzione dei posti anche per l'a.s. 2011/2012 (86 posti in meno nella nostra regione). Nel Molise sono oltre 100 i lavoratori coinvolti da questa Direttiva, tra ex LSU e di cooperative appaltanti.
Nelle nostre scuole di ogni ordine e grado le pulizie dei locali, la salvaguardia delle condizioni igieniche, l'assistenza agli alunni, il controllo degli edifici e la sorveglianza degli ingressi sono elementi indispensabili per garantire un servizio scolastico di qualità.
Finalmente  è stata ritirata la direttiva n. 103. Il  MIUR si è impegnato a presentare, in tempi brevi, una nuova Direttiva per dare continuità agli appalti in essere al fine di garantire il proseguimento dei rapporti di lavoro con il conseguente ritiro delle procedure di mobilità.
Registriamo con soddisfazione un primo importante risultato, che darà una piccola boccata d'ossigeno alle scuole molisane; continua comunque la nostra mobilitazione contro la politica dei tagli e dei licenziamenti per sostenere la qualità dei servizi della scuola dell'autonomia per difendere il sistema d'istruzione pubblico statale.
 
 
 
<A NAME="20-5-11-flc">20-5-2011</A>
ANCHE PER GLI ATA, TAGLI E RIDUZIONI. ALTRI 123 POSTI IN MENO.
Dopo gli organici dei docenti che hanno visto una riduzione di 158 posti, si annunciano i tagli agli organici del personale amministrativo, tecnico ed ausiliare della scuola. Nei prossimi giorni sarà diramata la circolare del MIUR sul contingente di personale ATA per il prossimo anno scolastico. Essa stabilisce una riduzione di ulteriori 14.166 posti nella dotazione organica delle scuole.
Per il Molise questo comporterà che l’organico ATA sarà complessivamente di 1414 unità. Solo nel 2006 superava abbondantemente le 1900 unità.
 
A questi numeri vanno  sommati altri 39 posti (9 per gli A.A. e 30 per i C. S.) che il MIUR intende  recuperare in organico di fatto.
Ulteriore conferma della impossibilità  per il sistema scolastico molisano di sopportare queste riduzioni.  Gli organici sono stati ridotti al punto da impedire la funzionalità delle scuole e l'erogazione anche dei servizi minimi essenziali quali la vigilanza e l’assistenza. Le segreterie delle scuole saranno sempre più oberate di adempimenti ed impegni, i servizi  saranno ridotti al lumicino. Tutto ciò è inaccettabile!
Ci stiamo battendo perché ad ogni scuola sia garantito quanto previsto dalle norme approvate da questo stesso Governo, visto che, nella fase dell’applicazione dei tagli, l’amministrazione cerca di forzare la mano per andare oltre la legislazione vigente, nonostante le censure di una recente sentenza del TAR Lazio.
Sergio Sorella Segretario Generale FLC
 
 
 
<A NAME="13-5-11-flc">13-5-2011</A>
Caos in molte scuole dopo la sentenza del tar molise
A più riprese la FLC CGIL ha sollecitato un dibattito serio sui destini della scuola  pubblica molisana. Anche il dimensionamento scolastico è stata l’occasione per discutere, seriamente, dell’offerta formativa da garantire nel territorio agli studenti molisani,  in un contesto decisamente compromesso, visti i tagli e le riduzioni di organici.
Nel Molise i nostri decisori politici hanno dato prova di disinteressarsi  di tutto questo ed  hanno approvato un piano di dimensionamento scolastico, palesemente pasticciato, che è stato bocciato dal TAR Molise. Le incongruenze di quel piano la FLC CGIL le denunciate in tutte le occasioni, sottolineando anche  che avrebbe lasciato irrisolti tutti i problemi riguardanti l’offerta formativa territoriale. Esso rappresentava un’evidente forzatura normativa del DPR n. 81 del 20 marzo 2009 concernente l’organizzazione della rete scolastica, in attuazione della legge  n. 133 del 6 agosto 2008:
Infatti in questi giorni molte scuole sono nel caos perché:
? hanno organizzato gli organici tenendo conto del piano del  dimensionamento approvato dal Consiglio regionale;
? hanno provveduto ad effettuare riorganizzazione degli organici,  dichiarando docenti  in esubero i quali sono stati costretti a presentare domanda di trasferimento in altre scuole;
? sono state obbligate a rivedere la pianta organica del personale ATA (riducendo i numeri di assistenti amministrativi e dei collaboratori scolastici);
? hanno predisposto tutti gli adempimenti con i nuovi codici che il ministero ha assegnato alle scuole dimensionate.
 
Il TAR ha sentenziato che è tutto da rifare! Al di fuori dai tempi previsti per questi adempimenti ed in un periodo dell’anno scolastico particolarmente delicato viste le operazioni di trasferimento. Infatti molti docenti che  avevano chiesto (teoricamente da qualsiasi parte d’Italia) di andare in una scuola dimensionata con il nuovo codice si vedranno nell’impossibilità di veder riconosciuto il loro diritto in quanto la scuola, con la sentenza del TAR Molise, praticamente non esiste più.
Abbiamo chiesto al Direttore generale dell’USR del Molise di convocare un incontro urgente con le OO.SS per affrontare questi problemi che, se dovessero essere lasciati irrisolti, comporteranno conseguenze pesantissime sugli organici dei docenti e degli ATA, sulle posizioni individuali di esubero e sul diritto  di ciascuno a chiedere il trasferimento  nelle sedi oggetto del dimensionamento.
La scuola pubblica molisana non merita di essere trattata in questo modo! Approssimazione e pressappochismo si ripercuoteranno sulla didattica e sulla qualità dell’offerta formativa.
Sergio Sorella Segretario generale FLC
 
 
<A NAME="9-5-11-flc">9-5-2011</A>
GRANDE ADESIONE ALLO SCIOPERO GENERALE, LA FLC  DEL MOLISE CHIEDE RISPOSTE CONCRETE  SUI TEMI DELLA SCUOLA PUBBLICA DI QUALITA'
La forte adesione dei lavoratori della conoscenza  del Molise allo sciopero generale e alla manifestazione  che si è tenuta a Campobasso  il 6 maggio confermano la condivisione delle battaglie fatte dalla FLC CGIL per la difesa della conoscenza pubblica ed a difesa dei precari.
Adesso il Governo ha il dovere di aprire un tavolo di confronto con tutte le organizzazioni sindacali per tornare ad investire in scuola, università e ricerca
.E' ora che il governo regionale esca dal torpore e faccia  scelte coraggiose sulle politiche pubbliche nei settori della conoscenza. Ci sono problemi urgentissimi da affrontare quali la drastica riduzione di organici, la mancata applicazione delle norme sulla sicurezza degli edifici scolastici ed il piano di dimensionamento che si è confermato il pasticcio annunciato che per primi avevamo denunciato.Con i tagli agli orgnaici annunciati non ci sarà la possibilità di garantire nè il tempo scuola nè, in molti casi, la semplice apertura di plessi scolastici.
Occorre definire il numero preciso delle immissioni in ruolo nei prossimi tre anni, i nuovi  i criteri con i quali predisporre gli organici e garantire certezze a chi quodidianamente, tra mille difficoltà, fa funzionare la scuola pubblica..
Pertanto non occorrono annunci  buoni solo come spot pubblicitari ma azioni concrete, immediate e verificabili.
Il 6 maggio in Molise  è stata una giornata di grande adesione allo sciopero generale. Da un riscontro  fatto  dalla FLC Molise  25 plessi sono rimasti chiusi. In molte scuole le attività sono state ridotte al lumicino. In altre addiritttura i dirigenti scolastici hanno accolto  gli studenti per mancanza di docenti.
Complessivamente la percentuale  del personale delle scuole molisane che ha scioperato si attesta sul 40-45 %. Si tratta di un dato riscontrabile e di grande significato. Rappresenta la determinazione del personale scolastico a non arrendersi ed a rilanciare l'iniziativa per garantire agli studenti una scuola pubblica di qualità.
La maniferstazione  che la CGIL ha organizzato a Campobasso ha visto la partecipazione di una nutrita delegazione della FLC che ha animato il corteo con slogan, cori e canti contro le politiche governative. Numerosa è stata anche la partecipazione dei precari della scuola molisana i quali hanno chiesto la stabilizzazione del posto di lavoro.
Sergio Sorella Segretario Generale FLC
 
 
 
 
<A NAME="30-4-11-flc">30-4-2011</A>
PANTALEO: NON RIUSCIRANNO A RIDURCI AL SILENZIO, PROSEGUIAMO LA MOBILITAZIONE PER I DIRITTI ED IL LAVORO
Venerdì 29 aprile presso l'Hotel Eden si è tenuto un incontro tra i delegati della FLC CGIL Molise ed il segretario generale  nazionale della categoria, Mimmo Pantaleo.
Sono stati sollevati  i temi che riguardano l'attacco che questo governo sta portando ai settori della conoscenza ed in particolare alla scuola ed all'università.
Nel Molise ciò sta comportando un drastico ridimensionamento dell'offerta formativa. I tagli insopportabili al sistema pubblico d'istruzione, mentre paradossalmente aumentano le risorse per quello privato, stanno  compromettendo il diritto costituzionale alla formazione. Meno tempo scuola  alla primaria, niente tempo prolungato alla secondaria di primo grado,  drastico ridimensionamento delle discipline professionali alla secondaria di secondo grado.
Con queste premesse l'istruzione è concepita solo come  un costo da tagliare.  Non sono bastati gli 8 miliardi di tagli  in tre anni, il DEF  ne prevede altri 6,5 nei prossimi. Nel Molise ci saranno altri 300 posti di lavoro in meno nelle scuole per il prossimo anno scolastico che uniti agli altri 800  posti che si sono persi negli ultimi due anni, fanno  numeri che dovrebbero indignare, ma che purtroppo passano sotto silenzio.
L'incontro di venerdì  ha rappresentato anche  l'occasione per  Mimmo Pantaleo di rilanciare sui temi che riguardano lo sciopero del  6 maggio 2011,  quando  le lavoratrici e i lavoratori della conoscenza sciopereranno per l'intera giornata insieme a tutto il mondo del lavoro.
Ad oltre due anni dall'inizio della crisi l'Italia è oggi più povera, più povere sono le famiglie, più alta è la disoccupazione a cominciare da quella dei giovani e delle donne. Si è aggravata la condizione dei pensionati ed è aumentata la percezione di insicurezza tra le giovani generazioni.
In questo quadro, i lavoratori della conoscenza sono fra quelli più bistrattati. Una categoria letteralmente saccheggiata che ha dovuto spesso rispondere ad offese e accuse infondate da parte dello stesso premier.
Ma noi non ci rassegniamo! Il Paese ha bisogno di una svolta, la conoscenza è futuro e il 6 maggio fermeremo il ritorno al passato voluto da questo Governo.Per questo la FLC CGIL chiama tutte le lavoratrici e i lavoratori a ribellarsi.
Per la prossima settimana la FLC ha organizzato altre 11 assemblee territoriali,  a partire da  lunedì a Campobasso, presso il II° Circolo -alle 8,15 ed allre 11,15 il Liceo Scientifico,  per spiegare le   nostre ragioni, mortificate da una politica che divide il movimento sindacale, che non punta sul lavoro e lo sviluppo, che ritiene la cultura un inutile costo.
Sergio Sorella Segretario Generale FLC Molise
 
 
 
 
<A NAME="21-4-11-flc">21-4-2011</A>
NEL MOLISE  PRONTI  300 RICORSI AL GIUDICE DEL LAVORO: REAGIRE CONTRO LA MACELLERIA SOCIALE
Continuano i tagli alle risorse che il governo intende destinare alla scuola pubblica. Il Documento di economia e finanza (DEF) contiene una previsione di spesa in calo (dall'attuale 4,2% del Pil, al 3,7% nel 2015, fino al 3,2 nel 2030). Mentre tutti gli altri paesi europei investono nell’istruzione, il nostro continua a penalizzarla. Meno risorse per il personale della scuola, che dopo la riduzione di 87 mila cattedre e 42 mila posti di personale ATA (amministrativo, tecnico e ausiliario), subirà ulteriori tagli.
Il DEF programma una vera e propria macelleria sociale, senza alcun contributo per la crescita del Paese. L’annunciata manovra da 40 miliardi produrrà tagli ancora più consistenti del passato alla spesa sociale e agli investimenti: quindi meno risorse per scuola, ricerca e università pubbliche e probabilmente nessun rinnovo dei contratti anche dopo il 2013.
Alle scuole servono risorse stabili, ovvero serve un organico funzionale (un organico attribuito con cadenza non annuale, ma triennale). La dotazione funzionale deve coprire le esigenze ordinarie dovute alla sostituzione dei colleghi assenti e per migliorare l'efficacia dell'azione didattica in relazione al Pof. Il ricorso alle supplenze brevi deve divenire residuale. Oggi il 20% del personale scolastico  ha contratti di lavoro a tempo determinato, pur essendoci le disponibilità per  essere stabilizzato.
La FLC CGIL chiede un piano straordinario di immissioni in ruolo e una programmazione quinquennale di stabilizzazioni in base al turn over. Ci sono i posti disponibili per farlo: su di essi vanno stabilizzati i lavoratori. La FLC ha dimostrato, dati alla mano, che è possibile coprire, con vere assunzioni, 100.000 posti nella scuola nei prossimi 3 anni a costo quasi zero.
Per sostener queste posizioni la FLC CGIL del Molise sta presentando 300 ricorsi al giudice del lavoro, nei quali si  chiede la trasformazione del contratto di lavoro da tempo  determinato a tempo indeterminato. Si tratta di richieste che riguardano il personale docente ed ATA che da anni (in molti casi da oltre 10 anni) garantisce il funzionamento della scuola molisana e che ha diritto, perché ne ricorrono tutte le condizioni, ad avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato. 
Prosegue anche in questo modo l’iniziativa politico – sindacale tesa a far riconoscere l’importanza di investire nel sistema d’istruzione e formazione pubblica garantendone una migliore qualità ma anche un futuro alle giovani generazioni espulse dal mercato del lavoro.
Lo sciopero del 6 maggio dovrà dare forza a queste proposte per opporci al massacro dell'istruzione, dell'università e della ricerca pubblica.
Sergio Sorella Segretario Generale FLC Molise
 
 
<A NAME="18-4-11-flc">18-4-2011</A>
L’ATTACCO ALLA SCUOLA PUBBLICA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO: VENGA A VEDERE COME FUNZIONA, NONOSTANTE TUTTO
“libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, (…) e sottrarli a quegli insegnamenti di sinistra che nella scuola pubblica inculcano ideologie e valori diversi da  quelli della famiglia"   S. Berlusconi 16/04/11 Padova
Si tratta di parole gravissime pronunciate da chi ha giurato fedeltà ai valori della Costituzione. Un presidente del Consiglio e un Governo moralmente impresentabili  non possono impunemente attaccare il diritto allo studio e alla dignità dei docenti.
La  scuola è  in difficoltà per i tagli alle risorse ed agli organici ( nel Molise 1100 posti di lavoro persi in tre anni e  spese per il funzionamento ridotte di 2/3) ma che continua con spirito di sacrificio, con abnegazione personale e con impegno diffuso, a cercare di dare il massimo possibile in termini di istruzione e formazione pur in un contesto nel quale ogni giorno che passa diventa più complicato fa bene il proprio lavoro.
Un’indagine serissima del CIDI (Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti), smentisce le affermazioni del premier: ci dice che solo il 30% degli insegnanti si definisce di sinistra. Non solo, sono proprio i docenti di sinistra che intendono la professione «come una funzione pubblica con gli obblighi e i diritti dei dipendenti dello Stato».  Le facili polemiche, senza alcun riscontro, servono a sviare le azioni di demolizione della scuola pubblica!
Oggi bisogna formare persone capaci di muoversi nell’intero spazio culturale tra saperi nuovi e nuove tecnologie, tra tradizione e modernità, tra norme e creatività. E’ necessario saper riconoscere la diversità dei caratteri, degli stili e dei tempi di apprendimento di ciascuno per valorizzarne potenzialità, per suscitare interessi e curiosità abituandoli a ragionare con la propria testa. In questo gli insegnati sono rimasti soli. Sono soli anche nell’affermare i valori della cultura, del rispetto, dell’onestà, del giusto e del bello in una società incapace di trovare una via d’uscita al degrado civile ed etico in cui si trova.
Chiediamo rispetto per il difficile lavoro quotidiano degli insegnanti ed invitiamo il presidente del Consiglio  a recarsi presso le scuole pubbliche per constatare direttamente le buone pratiche che ovunque si  mettono in atto.
Venga, ad esempio, in Molise il 29 aprile ’11 e potrà rendersi conto, in occasione della premiazione  dei lavori prodotti dalle scuole per il concorso sui 150 anni dell’unità d’Italia “Mille volti, mille luoghi, mille voci”, di cosa sono capaci gli studenti molisani, guidati dai loro insegnanti che “inculcano” il senso civico dell’essere cittadini italiani.
Sergio Sorella Segretario Generale FLC Molise
 
 
 
<A NAME="14-4-11-flc">14-4-2011</A>
DOPO I TAGLI DI 158 DOCENTI ECCO  LA RIDUZIONE DI 133 ATA.AVANZA IL MODELLO DI SCUOLA BADANTE.
In questi giorni sono stati definiti gli organici del personale ATA ed il MIUR prosegue nell’applicazione della legge 133/08 che ha ridotto  in tre anni di  ben 142.000 unità il personale della scuola. Per il prossimo anno scolastico si taglieranno i posti di 19.699 docenti e di 14.166 ATA. Oltre 1100 posti di lavoro persi nella nostra regione in tre anni! Il tutto nell’indifferenza e nel silenzio dei decisori politici.
Ai 158 docenti in meno  nelle scuole molisane occorrerà, per il prossimo anno scolastico,  sottrarre altri 133 posti tra direttori dei servizi, assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici.
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Non si rispettano le scelte delle famiglie sull’orario richiesto per i propri figli; si faranno classi numerose in barba alle norme sulla sicurezza; ci saranno pluriclassi oltre il limite previsto dalla stessa norma ( un esempio su tutti: a Monteroduni ci saranno pluriclassi con 19 alunni, mentre la norma ne prevede massimo 18); si azzererà sia il tempo prolungato nelle scuole secondarie di primo grado sia la compresenza nella scuola primaria; è stato negato il tempo pieno alle scuole che lo hanno richiesto; i docenti che hanno partecipato a brevi corsi di formazione saranno “costretti” ad insegnare l’inglese a causa della drastica riduzione dei docenti  specializzati. Gli studenti delle scuole superiori avranno una notevole riduzione degli insegnamenti disciplinari, in pratica delle materie dell’indirizzo di studio a cui si sono iscritti. Non ci saranno insegnanti per le supplenze, per le attività laboratoriali, per dare anche ai più deboli le adeguate opportunità.
La riduzione del personale ATA comporterà gravi conseguenze sulla funzionalità dei servizi. Ormai le segreterie sono al collasso; il ridimensionamento degli assistenti amministrativi sta compromettendo la possibilità di rispettare i compiti previsti. La diminuzione degli assistenti tecnici determina l’impossibilità di utilizzare i laboratori informatici.  La contrazione dei collaboratori scolastici genera problemi seri sulla vigilanza e sulla pulizia degli spazi. In molti plessi l’unico collaboratore scolastico dovrà tener aperta la struttura dalle 7,30 alle 16,30 con un’evidente violazione di tutte le norme contrattuali. Mentre il lavoro degli Ata  diventa sempre più complesso si è deciso di ridurre questo personale al lumicino.
E’  il modello di scuola pubblica  badante  voluto dal governo. Tagliare risorse, personale e tempo  alle scuole pubbliche sta compromettendo il diritto costituzionale all’istruzione. Anche per rilanciare l’iniziativa sindacale su questi temi, e battersi per una scuola pubblica  di qualità, la CGIL invita a scioperare  il 6 maggio.
Sergio Sorella Segretario Generale FLC Molise
 
 
 
<A NAME="27marflc">27-3-2011</A>
Corso di formazione per COLLABORATORI SCOLASTICI
Nell’ambito delle azioni tese a valorizzare la professionalità del personale della scuola, affinché esso sappia rispondere in maniera adeguata ai bisogni dell’utenza e sia in grado di garantire un servizio scolastico di qualità, pur in presenza di criticità rilevanti sul versante delle risorse economiche e degli organici,  l’associazione professionale Proteo Fare Sapere e la FLC CGIL del Molise organizzano a Termoli  il seguente corso di formazione.
 
 
Martedì 29 marzo ‘11  (ore 15.00 – 16.30) Presso la sede della CGIL di Termoli in Via Asia, 3/G
 
TITOLO
- “La professionalità ATA nella scuola dell' Autonomia
MODALITA' DI ATTUAZIONE
- Lezione frontale attività laboratoriale in aula informatica con esercitazioni.
DURATA
- Un modulo di 3 ore da svolgersi nel pomeriggio della prima giornata ed uno di 6 ore per la giornata successiva presso i laboratori multimediali delle scuole.
FINALITA'
- Fornire nozioni tecniche ed elementi avanzati per la navigazione in internet, la predisposizione lavagna LIM,  la modulistica on line.
DESTINATARI
- Collaboratori scolastici.
BISOGNO–PROBLEMA
- Approfondimento degli aspetti operativi  riguardanti le  procedure  per l’utilizzo dei mezzi informatici a sostegno del lavoro di segreteria da parte dei collaboratori scolastici.
OBIETTIVI
- Fornire ai collaboratori scolastici gli strumenti tecnici e operativi atti all’espletamento di compiti complessi all’interno della istituzione scolastica.
METODOLOGIA, ATTIVITA' E TEMPI
- Lezione frontale nel pomeriggio del primo giorno e attività laboratoriale nel mattino del secondo giorno.
SUPPORTI–MATERIALI
- Saranno forniti ai partecipanti materiali cartacei e multimediali relativi alle problematiche affrontate durante il corso.                                                                                                                                                                                     
VALUTAZIONE
– Ai corsisti verrà rilasciato attestato di partecipazione.
 
 
 
<A NAME="25marflc">27-3-2011</A>
PROSEGUE L’AZIONE DELLA FLC CGIL  PER  VEDER RICONOSCIUTI I DIRITTI DEI PRECARI
C'è un primato tutto italiano di cui non dobbiamo andare fieri: l'Italia è il primo esportatore di ricercatori in Europa. È un dato che parla chiaro: la professionalità e la competenza dei precari della didattica e della ricerca che lavorano nell’università vengono ogni giorno mortificate e si fa di tutto per respingerle. È un dato allarmante che dovrebbe preoccupare tutti. Nella scuola succede la stessa cosa.
I precari della conoscenza, nell’attesa del rinnovo del loro contratto o di un concorso, aspettano l’assunzione a tempo indeterminato che, ogni giorno si allontana sempre più.
Eppure sono soprattutto  loro che con impegno lavorano nelle scuole, nell’università,negli enti di ricerca, garantendone  il funzionamento per la crescita del paese, in nome del diritto pubblico  all'istruzione.
Il tema del precariato nella conoscenza è al centro delle iniziative della FLC CGIL. Chiediamo al governo di cambiare rotta e di investire in settori strategici quali quelli che rappresentiamo.
Accanto all’iniziativa politico – sindacale,  la FLC ha attivato anche quella legale per vedere riconosciuti i diritti dei precari che da anni lavorano.
Sono stati oltre  450 i  precari della scuola molisana che tra docenti ed ATA, si sono rivolti alle sedi della FLC CGIL per impugnare i contratti a tempo determinato stipulati negli anni scorsi su posti disponibili e vacanti. Un dato che fa emergere in tutta la sua drammaticità l'abuso che l'amministrazione pubblica ha fatto reiterando contratti a termine su posti liberi.
Mercoledì  30 marzo  ’11 alle ore 10,30 presso la sede della CGIL  Molise in Via Tommaso Mosca,11  si terrà una conferenza stampa per illustrare la vertenza precari portata avanti  dalla FLC CGIL.
 
 
 
<A NAME="20marflc">20-3-2011</A>
CHIEDIAMO ALLA REGIONE MOLISE DI INTERVENIRE CONTRO  LA DEVASTAZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA
Il Miur ha pubblicato il 14 marzo la Circolare Ministeriale n. 21 con la quale trasmette le tabelle dell'organico docenti per il 2011/2012 e anticipa il contenuto del relativo Decreto Interministeriale. Per il Molise sono confermati  i 158 posti di docenti in meno. Nei prossimi giorni uscirà anche  la circolare sugli organici del personale ATA che confermerà i 140 posti in meno  nella nostra regione.
Gli effetti di questi tagli saranno un colpo mortale per la qualità del servizio pubblico. Non verranno rispettate le richieste del tempo scuola fatte dalle famiglie,  saranno compressi gli orari per gli insegnamenti, si ridurrà in maniera drastica la possibilità  per le scuole di garantire l’offerta formativa programmata.
In questi giorni  si sono concluse le assemblee territoriali,  organizzate dalla FLC CGIL per il personale della scuola molisana, alle quali hanno partecipato oltre mille tra docenti ed ATA. Nel corso del dibattito è emersa  la volontà di contrastare  il disegno del governo che punta ad indebolire  drasticamente il sistema pubblico d’istruzione. Si sono rigettate le semplificazioni e le vere e proprie bugie dette dal ministro e dal presidente del consiglio. Quelle affermazioni, oltre ad offendere il personale della scuola  che, tra mille difficoltà, è impegnato a far bene il proprio lavoro, con dedizione e professionalità, pur in presenza di precarie condizioni oggettive, dimostrano un evidente disinteresse nei confronti della scuola pubblica.
Chiediamo alla regione Molise di farsi interprete del grido di allarme che proviene dalle scuole; di esercitare le dovute pressioni nei confronti del MIUR affinché si ponga fine a questa vera e propria mattanza. Chiediamo che si apra una stagione di confronto capace di affrontare i nodi  che riguardano l’offerta formativa da garantire agli studenti molisani. Non è possibile evitare di pronunciarsi su ciò che sta accadendo alla scuola pubblica molisana: quasi 1200 posti di lavoro persi in tre anni, risorse ridotte al lumicino,  impossibilità per le scuole di avere tempi distesi per garantire inclusione, recuperi, integrazione, valorizzazione delle eccellenze. Stanno venendo meno i principi di eguaglianza sostanziale previsti nella nostra Costituzione.
La Regione Molise deve fare la sua parte!
La FLC CGIL avvierà una vera e propria campagna/vertenza organici, coinvolgendo le scuole, le istituzioni locali e la regione, promuovendo una serie di iniziative di mobilitazione territoriali.
Lo sciopero generale del 6 maggio prossimo proclamato dalla CGIL sarà un momento fondamentale in questo percorso.
 
 
 
<A NAME="432011flc">4-3-2011</A>
LA FLC ADERISCE ALLO SCIOPERO GENERALE DEL 6 MAGGIO E REVOCA QUELLO DEL 25 MARZO.
La FLC CGIL nel condividere le ragioni dello sciopero generale proclamato dalla CGIL per il 6 maggio decide di scioperare, per tutti i comparti pubblici e privati della conoscenza, l'intera giornata. Pertanto revoca lo sciopero del 25 marzo per confluire in quello del 6 maggio.
Le iniziative e le assemblee, che sono già partite in maniera diffusa nel territorio molisano, devono coinvolgere i lavoratori pubblici e privati, gli studenti, i precari, le associazioni e i movimenti affinché si possa determinare un vasto consenso sulla piattaforma alla base dello sciopero generale.
Il 25 marzo sarà considerata giornata di mobilitazione per respingere l'attacco alla democrazia e ai diritti nei settori pubblici e per la difesa della conoscenza pubblica.
Inoltre la FLC CGIL parteciperà alla manifestazione del 12 marzo a difesa e a sostegno della Costituzione. Nella manifestazione del 12 marzo il valore e l’importanza della conoscenza e la difesa del ruolo della scuola pubblica, assieme al rinnovato riconoscimento del ruolo fondamentale svolto dagli insegnanti ancora di più in un momento contrassegnato da politiche gravemente restrittive, rappresenteranno temi centrali, contro lo strappo operato dalle recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio tese a ridurre gli spazi di coesione, uguaglianza, democrazia e partecipazione.
Al centro della mobilitazione, dunque, la difesa della Costituzione del ruolo pubblico e laico dell’istruzione. Tutta la nostra convivenza civile  non può essere a disposizione di una coalizione di governo, quale che essa sia. Per questo la CGIL si propone di dar vita, insieme con tutti coloro che ne condividono l’esigenza e la motivazione di fondo, ad una mobilitazione innanzitutto culturale e delle coscienze per allargare il peso, il ruolo e l’influenza dei soggetti della rappresentanza sociale, nel segno di una democrazia intesa come partecipazione, più forte e più consapevole.
Il 12 marzo tutte le strutture della FLC CGIL sono impegnate per una massiccia partecipazione alla manifestazione in programmazione anche in Molise per la difesa della Costituzione e della istruzione pubblica.
 
 
 
 
<A NAME="2822011flc">28-2-2011</A>
<A HREF="comunicati-2.html#2822011flc", style="text-decoration: none; color: #FF0000">STUDENTI ABBANDONATI: L’ACCANIMENTO CONTRO LA SCUOLA PUBBLICA</A>
Le cifre fornite il 19 gennaio dall’ISTAT, rivelano un’Italia “giovane” così sfiduciata al punto da registrare due milioni di persone nelle condizioni che non studiano e non lavorano. Una cifra impressionante, visto che si tratta del 21,2 per cento della popolazione tra i 15 ed i 29 anni: uno dei nostri ragazzi su 5, la quota più elevata a livello europeo.
Anche tra chi studia le cose non vanno meglio: la quota dei più giovani (18-24enni) che ha abbandonato gli studi senza conseguire un titolo di scuola media superiore, è pari al 19,2 per cento (media Ue27 14,4 per cento). L’Italia è anche il paese dove il 46 % della popolazione tra i 25 ed i 64 anni non ha superato il livello di istruzione pari alla scuola media inferiore (percentuale che è solo al 27% nella media dell’Unione Europea).  Da questi semplici numeri  occorrerebbe partire per  investire in istruzione, formazione e ricerca. Invece, nella scuola  pubblica prosegue la politica dei tagli e delle riduzioni.
Da un semplice calcolo matematico effettuato tenendo conto del rapporto tra il taglio complessivo fatto lo scorso anno e quello da fare per l’anno prossimo, emerge, in tutta la sua drammaticità, il problema della scuola pubblica molisana: ai 335 posti in meno, fatti lo scorso anno scolastico, occorrerà sommarne almeno altri 310 per il prossimo anno, secondo le stime più prudenziali.
Ripartizione dei tagli a.s. 2011-12 in Molise
 
 
Intanto un Presidente del Consiglio, senza nessuna attendibilità morale ed etica, attacca  la scuola pubblica. Mentre le famiglie chiedono un’educazione all'altezza dei cambiamenti che stanno attraversando la società, le politiche regressive e i tagli della Gelmini, stanno distruggendo la qualità del nostro sistema educativo e formativo.
Vogliono così aprire la strada alla privatizzazione per garantire la possibilità di studiare solo ai figli dei ricchi. È un’idea di società inaccettabile che ci riporta indietro proprio mentre in tutto il mondo s'investe in formazione e ricerca.
Chiediamo rispetto della dignità degli insegnanti che quotidianamente fanno il proprio dovere con passione. Finora il personale della scuola da questo Governo ha ricevuto solo tagli, licenziamenti di massa di precari, il blocco dei salari e dei contratti e continue mortificazioni della propria professionalità. La verità è che questo il Governo non è interessato alle sorti degli studenti, al loro diritto ad avere una buona scuola pubblica, al loro diritto al sapere e al lavoro. Le ragioni per lo sciopero del 25 marzo ci sono tutte.
 
 
<A NAME="2122011flc">21-2-2011</A>
I lavoratori della conoscenza in sciopero!
Il 25 marzo chiudiamo le scuole, fermiamo le università, blocchiamo la ricerca.
Il 25 marzo 2011, sciopero nazionale di tutti i settori pubblici e della conoscenza.
La Federazione Lavoratori della Conoscenza insieme alla Funzione Pubblica, per uno sciopero che svuoti i luoghi di lavoro e riempia le piazze.
Conoscenza, cultura, servizi pubblici, sono il bersaglio. Tagliare risorse, centralizzare le decisioni, elevare la precarietà a sistema, sopprimere la democrazia nei luoghi di lavoro, gli strumenti che il Governo e i suoi paggi usano per normalizzare e piegare chi non si rassegna al declino.
Nei giorni scorsi a Palazzo Chigi è andata in scena una recita con un copione già visto, un ulteriore accordo farsa che puntella un governo alla frutta. Abbiamo già descritto l'indecorosa sceneggiata, commentato punto per punto e nel merito l'intesa separata.
Una controriforma della pubblica amministrazione agonizzante è stata rivitalizzata da firme compiacenti in calce ad un testo umiliante.
Per i lavoratori oltre al danno la beffa, voler spacciare questo accordicchio per una vantaggiosa conquista è paradossale.
Cosa portano quelle firme? Rinnovo dei contratti? Recupero dell'inflazione? Sblocco delle anzianità? Stabilità per i precari? Le elezioni delle RSU? No, niente di tutto questo.
La CGIL non ha firmato perché queste sono le priorità, queste le grandi questioni che vorremmo affrontare.
Invece, non ci sono risorse per la contrattazione, diminuisce il potere reale delle retribuzioni, è bloccata la mobilità professionale, si nega ai lavoratori di eleggere i propri rappresentanti per paura di dover rendere conto del proprio operato, vengono inasprite le sanzioni disciplinari.
Si sancisce una odiosa divisione dei lavoratori in fasce di produttività prestabilite. Peggio, alcuni di loro sono etichettati come fannulloni a prescindere (come diceva Totò). Dato che non ci sono soldi, il 25% sarà comunque escluso da premi.
Ma che premi! Praticamente una trasfusione, dalla scuola esanime, dalla riduzione del diritto allo studio, dall'asfissia delle università, dalla ricerca pubblica sottoposta ad un salasso di risorse e intelligenze, dalle prospettive di vita dei precari.
Per questo la FLC CGIL chiama tutte le lavoratrici e i lavoratori a ribellarsi. Mettiamo fine a questo scempio.
Il Paese ha bisogno di una svolta, la conoscenza è futuro, fermiamo il ritorno al passato
 
 
<A NAME="1822011flc">18-2-2011</A>
il Senato approva il milleproroghe, ancora problemi  per la scuola. Chi può va in pensione
Con l’approvazione al Senato del decreto “Milleproroghe” le Graduatorie provinciali del personale docente sono prorogate fino al 31 agosto 2012. Il Miur dovrà comunque provvedere ad applicare la recente sentenza della Corte Costituzionale che ha  dichiarato illegittimi gli inserimenti in coda. Dal prossimo anno scolastico si potranno inserire nelle graduatorie di istituto solo gli insegnanti che sono presenti nella graduatoria permanente della stessa provincia. Prosegue  la via crucis per i precari della scuola.
Si è anche deciso che scadrà il 31 dicembre 2011 il tempo per impugnare il termine dei contratti a tempo determinato cessati prima del 24 novembre, data di entrata in vigore del collegato lavoro. Di conseguenza per molti precari si riaprono i termini per impugnare i licenziamenti o contestare il termine apposto sul contratto di lavoro. Nel Molise la sola FLC ha prodotto oltre 400 ricorsi.
La disposizione sulla proroga delle graduatorie provinciali ad esaurimento sostanzialmente le congela non permettendo l’aggiornamento dei titoli e dei servizi sino al 2012. Si tratta dell’ennesimo intervento legislativo da parte del Governo su un settore delicatissimo. Si cerca di rimediare alla responsabilità politica di aver  alimentato un precariato senza speranza evitando però di fare l’unica cosa davvero necessaria: immissioni in ruolo   su tutti i posti disponibili e piano pluriennale di assunzioni. Durante i lavori parlamentari di approvazione del decreto Milleproroghe sono stati bocciati numerosi emendamenti presentati dalle forze di opposizione e sui quali la FLC si era spesa nei mesi scorsi: sospensione del taglio agli organici, scatti di anzianità, piano di immissioni in ruolo dei precari scuola,  proroga graduatorie mobilità professionale del personale Ata etc…
Il governo non ha voluto  sentir ragione. Si rafforzano alla luce di questa disposizioni le ragioni dello sciopero del 25 marzo di tutto il pubblico impiego e dei settori della conoscenza in particolare.
Viste le incertezze del quadro normativo, il blocco dei contratti, degli scatti di anzianità e del salario accessorio, il personale scolastico che ha i requisiti minimi   ha fatto la  domanda per andare in pensione. Rispetto ad una previsione di 25.000 domande di pensionamento, i dati, non definitivi,  testimoniano che le richieste sono state oltre 32.000.  Nel Molise lo scorso anno sono andati in pensione 236 persone tra docenti ed ATA; per l’anno  prossimo le domande sono state 276.
 
 
 
 
<A NAME="822011flc">8-2-2011</A>
Intesa sul Pubblico impiego, una indecorosa sceneggiata a Palazzo Chigi
Una vera pantomima la riunione di venerdì scorso a Palazzo Chigi, durante la quale è stata presentata l'intesa per la gestione del regime transitorio per quanto attiene l'applicazione del Decreto Brunetta. Il testo era stato condiviso in precedenza con CISL e UIL, stante il fatto che, mentre il Ministro Brunetta non ne aveva avviato ancora la lettura, già alcuni siti sindacali pubblicavano l'Intesa, la scheda tecnica e persino il volantino.
Evidentemente CISL e UIL hanno voluto soccorrere un Governo scosso dalla questione morale che coinvolge Berlusconi e quindi incapace di rispondere agli interessi generali del Paese. Firmando l'accordo si è voluta avallare inoltre, l'applicazione di una legge inutile anzi dannosa, rinunciando ad evidenziare e tentare di modificare le contraddizioni ed i problemi che apre il decreto legislativo 150.
Il contenuto dell'accordo ha la finalità di definire una intesa per la gestione del regime transitorio per quanto attiene l'applicazione del Decreto Brunetta alla luce del blocco dei contratti previsto dalla manovra di luglio. Vediamo nel dettaglio i contenuti.
Il primo punto enuncia le premesse sulle quali si basa l'intesa: DLgs 150/2009, accordo separato relativo agli assetti contrattuali del gennaio 2009 e accordo separato dell'aprile 2009 sul pubblico impiego.
Il secondo e il terzo punto riguardano l'applicazione dell'art. 19 del DLgs Brunetta (la classifica dei dipendenti 25-50-25). Si afferma che per effetto dell'applicazione di tale norma, gli stipendi non potranno essere decurtati (sic!) e che le risorse utilizzabili per la classifica saranno quelle previste dal cosiddetto dividendo dell'efficienza, cioè le eventuali economie determinate dall'applicazione della legge 133/2008. Ricordiamo inoltre che l'applicazione dell'art. 19 è legata al rinnovo del Contratto nazionale che dovrà definire le quote del salario accessorio da destinare a tale finalità. Ancora: per i docenti della scuola e Afam e i ricercatori degli EPR, dovrà essere emanato uno specifico DPCM per l'applicazione di tale norma. Infine nel comparto scuola non sono stati previsti gli Organismi indipendenti di valutazione dai quali dipende la definizione della cosiddetta classifica.
Il quarto punto prevede la costituzione di commissioni bilaterali per monitorare i risultati prodotti dalla riforma Brunetta. Questo significa che lo stesso sindacato si incaricherà di verificare se il decreto 150 funziona o meno.
Il quinto punto prevede che il Governo emani entro 15 giorni un atto di indirizzo all'Aran per la definizione di un accordo quadro che regoli le relazioni sindacali sulla base del Decreto Brunetta e dell'accordo separato del 2009.
Questo punto significa che si mettono nel cassetto gli attuali contratti nazionali e si definiscono altre regole sulle relazioni sindacali, abbassando il livello di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.
La FLC CGIL in questi mesi si è spesa per difendere la validità dei CCNL e le prerogative della contrattazione decentrata in tutte le sedi di lavoro e questa battaglia sindacale ha pagato, portando alla chiusura di migliaia di contratti senza che questi recepissero le assurde imposizioni del decreto Brunetta. Tra l'altro molte sentenze confermano che fino al rinnovo dei contratti nazionali non si può agire unilateralmente sulle materie oggetto di contrattazione integrativa. L'accordo separato mette in discussione tutto ciò e vorrebbe cancellare il lavoro, spesso unitario, messo in campo dalle nostre sedi sindacali e dalle RSU.
La CGIL non ha firmato questo accordo per i motivi di merito sopra esposti e soprattutto in quanto non vi è traccia delle vere emergenze: precariato, blocco dei contratti e contrattazione integrativa, scatti di anzianità ed elezioni RSU.
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 precariato: non c'è alcuna soluzione per le migliaia di precari che per effetto della manovra di luglio saranno licenziati e per il precariato del comparto scuola
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blocco dei contratti e contrattazione integrativa: non si affronta la questione salariale che riguarda oltre tre milioni di dipendenti pubblici; non si ribadiscono la validità del contratto nazionale e le prerogative della contrattazione decentrata;
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 scatti di anzianità: nessuna certezza sulle risorse dei prossimi due anni;
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elezioni RSU: una vera emergenza democratica, nessuna assunzione di responsabilità da parte dei sindacati firmatari rispetto alla definizione delle procedure per il rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie.
In una situazione in cui aumenta l'inflazione e il prelievo fiscale per i lavoratori dipendenti, in cui la disoccupazione è a livelli elevatissimi, il primo problema dei lavoratori e delle lavoratrici è come applicare la legge Brunetta?
A questa domanda vorremmo che i sindacati firmatari rispondessero con chiarezza. Noi non siamo interessati a lanciare salvagenti al Ministro Brunetta e alla sua disastrata riforma, a noi interessa la tutela dei lavoratori e delle loro condizioni di lavoro.
Per queste ragioni abbiamo proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale e metteremo in campo tutte le iniziative necessarie insieme alla CGIL e a FP CGIL
NEI PROSSIMI GIORNI CONVOCHEREMO UNO SCIOPERO GENERALE
DI TUTTO IL PUBBLICO IMPIEGO
 
 
<A NAME="122011flc">1-2-2011</A>
IL DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI
Mentre si discute di quale debba essere l’offerta formativa da garantire nel territorio agli studenti molisani,  in un contesto decisamente compromesso, visti i tagli e le riduzioni di organici;  mentre la FLC prosegue nell’iniziativa di incalzare l’amministrazione per bloccare   i tagli, che il prossimo anno comporteranno ulteriori 350 posti di lavoro in meno; mentre prosegue l’iniziativa per la stabilizzazione del personale precario sia attraverso l’operazione 100.000 nomine in ruolo sia con i  quasi 500 ricorsi presentati  dagli iscritti alla FLC CGIL, nel Molise i nostri decisori politici fanno finta che non stia accadendo nulla ed approvano un piano di dimensionamento scolastico che fa acqua da tutte le parti.
Palesi sono le incongruenze riguardanti gli alunni dichiarati  nella delibera. Si tratta di numeri spesso fantasiosi e non corrispondenti alla  realtà. Per cui  assistiamo al paradosso  di scuole a cui viene attribuito un numero  di alunni non reale (es. I. C. Colozza che ha alunni decisamente diversi da quanto scritto in delibera); scuole che scompaiono dal piano e non si capisce che fine fanno (es. la scuola  di Sesto Campano dov’è andata a finire?);  deroghe date a fiducia ( cosa significa art.. 2 DPR 233/98 per il “Perrotta” di Termoli?); accorpamenti fantasiosi (es. I.C.  Castelmauro); mantenimento di punti di erogazione del servizio con 10 alunni  e soppressione di  quelli (es. Ceppagna) con 16 alunni. L’elenco potrebbe continuare.
Insomma un grande caos che lascerà irrisolti tutti i problemi riguardanti l’offerta formativa territoriale. Evidente forzatura normativa del DPR n. 81 del 20 marzo 2009 concernente l’organizzazione della rete scolastica, in attuazione della legge  n. 133 del 6 agosto 2008: Si tratta di  norme non richiamate dalla delibera della giunta regionale sul dimensionamento.
La nostra delegazione parlamentare dovrebbe porsi il problema del drastico impoverimento della scuola pubblica molisana. Invece, qualcuno,  piuttosto che interpellare il ministro sui problemi reali  della scuola molisana,  annuncia interrogazioni su progetti fatti da scuole che, nell’ambito del 150° anniversario dell’Unità dì’Italia, invitano  parlamentari molisani o esponenti della società civile a discutere di temi concernenti il ruolo dell’Europa, l’attualità della Costituzione, il valore della solidarietà, rispettando  tutte le regole per coinvolgere gli studenti su temi di attualità.
Se ad essere invitato è l’on. Patriciello, nessun problema, se è l’on. Di Pietro, allora arrivano le levate di scudo e le interrogazioni al ministro. Se non dovesse cambiare questo modo di affrontare le questioni serie che riguardano la nostra realtà molisana, saremo condannati ad un irreversibile declino ed ad una marginalità certificata.
Noi non ci rassegniamo e continuiamo a fare proposte di merito per migliorare il nostro sistema d’istruzione.
 
 
<A NAME="2912011flc">29-1-2011</A>
DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO, UN PASTICCIO ANNUNCIATO
Il prossimo anno scolastico, secondo i dati del MIUR, nel Molise ci saranno 600 alunni in meno. In pochi anni si sono persi  oltre 2000 alunni. Questo dato avrebbe dovuto sollecitare una riflessione sul dimensionamento scolastico e sull'offerta formativa territoriale. Invece il Consiglio regionale ha preferito rinviare tutto al 2014. Intanto ci saranno scuole sottodimensionate, plessi con un numero di alunni tali da non garantire una buona scuola pubblica di qualità, specificità che verranno azzerate, mega istituzioni scolastiche  realizzate senza un progetto.
Lo temevamo e purtroppo si è realizzato. Il dimensionamento scolastico, a nostro parere, è al di fuori delle regole che disciplinano la materia. Sono prevalse logiche  diverse anche dagli obiettivi programmatici  che il governo regionale si era dato.
Sono state date  ben 25 deroghe su 86 istituzioni scolastiche. Questo significa che non si è voluto affrontare il problema. Le deroghe concesse, richiamandosi alla normativa vigente, il DPR 233 del 1998,  rappresentano di fatto una forzatura. Basta leggere i vari commi dell'art. 2 del DPR 233 :
 
3. Nelle piccole isole, nei comuni montani, nonché nelle aree geografiche contraddistinte da specificità etniche o linguistiche, gli indici di riferimento previsti dal comma 2 possono essere ridotti fino a 300 alunni per gli istituti comprensivi di scuola materna, elementare e media (.)
 
7.  Nelle province il cui territorio è per almeno un terzo montano, in cui le condizioni di viabilità statale e provinciale siano disagevoli e in cui vi sia dispersione e rarefazione di insediamenti abitativi sono concesse deroghe automatiche agli indici di riferimento previsti dal comma 2, anche sulla base di criteri preventivamente stabiliti dalle regioni, in sede di conferenza provinciale convocata a norma dell'articolo 3.
 
8. Gli indici minimi di riferimento previsti dal comma 3 sono applicabili anche agli istituiti secondari di istruzione artistica, professionale e tecnica con indirizzi. formativi particolarmente specializzati e a diffusione limitata nell'ambito nazionale e regionale.
 
Il paradosso  è che si modificano cose fatte appena  due anni fa, ammettendo nei fatti, di aver sbagliato previsioni; si chiedono deroghe per istituzioni scolastiche dimensionate da poco (es. Vinchiaturo); non si tiene conto dell'emergenza riguardante l'edilizia scolastica; non si affronta il tema del riordino dei cicli; viene anche mortificato il lavoro degli organi territoriali.
 
Come FLC CGIL abbiamo provato a fare proposte di merito, ma sono prevalse logiche pre elettorali che hanno rinviato il problema ed hanno lasciato aperti tutti i nodi  della riorganizzazione della rete scolastica, premiando qualcuno senza considerare la storia delle singole istituzioni, senza un progetto  riguardante il riordino dell'istruzione superiore (cos'altro è  il dare scienze applicate a tutti i licei scientifici, senza tener conto delle specificità, dei laboratori, delle professionalità già maturate?). Per il Nautico di Termoli siamo al dramma: mentre giacciono inutilizzati nella sede dichiarata inagibile attrezzature all'avanguardia, se ne dichiara la morte con  l'annessione all'ITIS; in provincia di Isernia si è risposto solo alle richieste di qualche dirigente scolastico; a Campobasso è stata dimenticata la riorganizzazione dell'istruzione tecnica e professionale. Si tratta di un grande pasticcio che non risolve alcun problema. Davvero uno spettacolo di basso profilo. Non è questo quel che meritano gli studenti e le famiglie molisane.

27-1-2011 
FIAT:  basta  CON  la  politica del RICATTO
La FLC CGIL del Molise  parteciperà e sosterrà la manifestazione del 28 gennaio, promossa dalla FIOM e dalla CGIL, per rispondere all'attacco alla democrazia e al peggioramento delle condizioni di lavoro.
Le intese di Pomigliano e di Mirafiori sono una evidente violazione dei principi e dei valori della nostra Costituzione perché vietano ai lavoratori di poter scegliere liberamente il sindacato che ritengono possa difendere i propri diritti. Non sono più rinviabili le regole sulla democrazia e sulla rappresentanza. Il primo atto concreto deve essere il rinnovo delle RSU nei settori pubblici perché ai lavoratori con il voto deve essere garantito l'esercizio della democrazia sui posti di lavoro. Non si può accettare che il lavoro, da misuratore di civiltà e di democrazia, regredisca in merce. Le imprese e il Governo vogliono utilizzare la crisi e l'alibi della globalizzazione per eliminare conquiste sociali e diritti fondamentali, a partire dallo stravolgimento delle norme che disciplinano i rapporti di lavoro e dal contratto nazionale. Le politiche del Ministro Gelmini, che intendono demolire la scuola e l'università  pubblica, così come gli accordi Fiat, prefigurano un modello di società con più accentuate disuguaglianze.
Si vuole far passare per modernità il ritorno agli anni cinquanta. Saranno soprattutto i giovani a essere condannati ad una condizione strutturale di precarietà, all'umiliazione di dover rinunciare ai propri diritti al lavoro e nel lavoro e di veder lese le proprie libertà. Occorre rispondere alla devastazione sociale attraverso una forte azione confederale che recuperi tutti gli spazi possibili di contrattazione sui posti di lavoro.
Per queste ragioni, il 28 gennaio i lavoratori della conoscenza saranno davanti ai cancelli della FIAT di Termoli per manifestare la loro solidarietà a coloro che stanno portando avanti una battaglia di dignità, per costruire una alternativa alla regressione della civiltà del lavoro, alla mercificazione dei saperi e alla cancellazione del diritto allo studio.
Non è ammissibile che gli accordi separati siano sottoposti a referendum a condizioni  ricattatorie: se i lavoratori si pronunciano contro l'accordo, l'azienda chiude e i lavoratori perdono il posto. Non è possibile che i sindacati che non sottoscrivono un accordo che non condividono sono esclusi dalla rappresentanza, anche se hanno il maggior numero di iscritti.
Ha avuto un bel coraggio quel 46% di lavoratori di Mirafiori che ha detto no all'accordo separato. Si sono presi una bella responsabilità. Senza voler criticare chi ha detto sì, il ricatto è stato pesante.  Rilanciamo  insieme l’iniziativa  per far affermare i valori  laici della democrazia e della rappresentanza.

 

Creato da S. Fanelli
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