CGIL Molise




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11-5-2012
Comunicato stampa congiunto Cgil, Fp-Cgil ed Flc-Cgil
P.A.: Cgil, firmata intesa su lavoro pubblico

Questa mattina Cgil, Fp-Cgil ed Flc-Cgil hanno sottoscritto il Protocollo di intesa sul lavoro pubblico definito il 3 maggio da organizzazioni sindacali, Governo, Regioni, Comuni e Province.
Il Protocollo esprime la consapevolezza della necessità di intervenire sulle norme che regolano il funzionamento del lavoro pubblico, correggendo i forti elementi di criticità presenti nella normativa vigente, spesso inapplicabile ed inutilmente punitiva. L'obiettivo è
quello di pervenire a un incremento della qualità del servizio pubblico in tutti i settori, ponendo le condizioni per una ripresa degli investimenti nella P.A. e per la valorizzazione delle risorse e delle competenze presenti nel lavoro pubblico, coinvolgendo e motivando i
pubblici dipendenti. Vanno ristabilire corrette relazioni sindacali e le condizioni per la contrattualizzazione del rapporto di lavoro, per ridare valore e ruolo alla contrattazione nazionale ed integrativa, attualmente cancellate da una legificazione tanto anacronistica quanto improduttiva. Il Protocollo va verso questa direzione, disciplinando le norme del mercato del lavoro pubblico. Allo stesso modo si pone l'obbiettivo, per noi primario, di affrontare in modo risolutivo il tema della precarietà nelle pubbliche amministrazioni, ormai divenuta insostenibile.
Il Protocollo dovrà ora trovare concreta traduzione in provvedimenti legislativi di accompagnamento, che auspichiamo possano trovare un clima di condivisione in sede politica, al di fuori di ogni polemica ideologica. La Cgil seguirà costantemente l'evoluzione del quadro normativo e dei provvedimenti, pronta a mettere in campo tutte le iniziative necessarie a far sì che lo spirito positivo del Protocollo trovi compiuta attuazione.
E' ora necessario che il governo assuma l'impegno a garantire le risorse necessarie per il rinnovo dei contratti pubblici.
Guarda il riepilogo dei cambiamenti...



4-4-2012
FP - LE OPERATRICI E GLI OPERATORI DEL SERVIZIO A.D.I. DI CAMPOBASSO ALLO SBANDO PER MANCATI PAGAMENTI DA PARTE DELLA COOP. C.S.S. DI ISERNIA
E’ inverosimile che le operatrici e gli operatori dell’Assistenza Domiciliare Integrata nell’ambito di Campobasso, un servizio da tutti considerato un fiore all’occhiello, appaltato dall’Asrem di Campobasso alla Coop. C.S.S. di Isernia, siano senza retribuzione da sei mesi e senza rimborso spese, anticipate dagli operatori per il Servizio, da ben dieci mesi.
Ma il sistema socio-sanitario da chi è finanziato? Dalle operatrici e dagli operatori oppure dalla Regione Molise secondo le procedure che si è data?
E’ possibile che con questo sistema socio-sanitario molisano siano gli operatori a subire un danno economico, ma anche psichico, perché diversi lavoratori stanno dando segni di disperazione che speriamo non portino a conseguenze estreme.
Non possono attuare il blocco della propria autovettura. Non hanno i soldi per mangiare, né tantomeno per continuare a mettere la benzina per poter svolgere il servizio. Non sono ascoltati dall’Asrem di Campobasso. Non sono ascoltati dalla Coop. C.S.S. di Isernia che, stando alle voci, naviga in brutte acque.
Non è possibile che un servizio di eccellenza come l’ADI sia ridotto, da soggetti sordi e incuranti dei diritti dei lavoratori, a non ricevere il dovuto da tanto tempo.
La Funzione Pubblica Cgil del Molise richiederà a breve un altro tentativo di conciliazione innanzi al Prefetto. Ma questa volta pretende chiarezza e trasparenza in un settore che, invece, è immerso nel grigio e nella nebbia più fitta.



27-3-2012
RILEVAZIONE DATI ELEZIONI RSU 2012 NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
Si è tenuta, così come programmata, alle ore 11:00 presso la Cgil del Molise, la Conferenza Stampa per presentare i dati delle elezioni Rsu 2012 nelle Pubbliche Amministrazioni.
I dati che sono stati presentati dalla Cgil sono dati significativi in quanto riferiti a 194 Rsu su 203 Rsu totali, pari al 95,57%. Quindi, il dato comunicato sulle elezioni Rsu 2012 non può subire sostanziali variazioni e se anche ci fossero, sarebbero marginali e non comporterebbero sostanziali cambiamenti.
I dati sulla partecipazione al voto e sul voto assegnato alle liste, sono dati che la Cgil ha incrociato con quelli della Cisl. In ragione di questo, sono comprensivi di posti di lavoro dove la Cgil non ha presentato la lista elettorale.
Ciò detto, la partecipazione al voto è stata pari all’82,42% degli aventi diritto. Esso rappresenta un tasso di partecipazione che altre competizioni elettorali non ottengono e questo dimostra quanto era importante che i lavoratori potessero scegliere chi doveva rappresentarli nei posti di lavoro. Sulla partecipazione al voto un solo dato negativo e riguarda il comparto della Sanità dove il decremento dei votanti è stato pari al 5,76% degli aventi diritto.
Per quanto riguarda il voto la Cgil cresce nei 5 comparti di riferimento: nelle Agenzie Fiscali del 5,84%, negli Enti Pubblici non Economici del 5,84%, nei Ministeri dell’1,09%, nelle Autonomie Locali dell’1,27% e nella Sanità del 5,28%.
La Cgil, quindi, annulla il gap del 2007 con la Cisl, che era di quasi di 6 punti percentuali, da un lato, e ne guadagna poco più di 2 punti percentuali nel 2012, dall’altro. Aumenta il consenso di oltre 100 voti, passando dai 1.452 del 2007 ai 1.561 del 2012, con una variazione positiva percentuale pari a 3,13 punti percentuali, passando dal 20,18% del 2007 al 23,31% del 2012.
Questo risultato permette alla Fp Cgil del Molise di conquistare per la prima volta il primato nelle elezioni delle Pubbliche Amministrazioni e, quindi, di diventarne il primo sindacato regionale. Ed è un risultato, per quanto ci riguarda, storico.
Pur ottenendo questo risultato storico, la gioia non è totale, perché registriamo un arretramento del sindacalismo confederale a vantaggio di un sindacalismo autonomo e antagonista che dovrà, comunque, interrogarci per il futuro. Una riflessione particolare, come sindacalismo confederale, dovremmo farla rispetto al comparto Sanità, dove il sindacalismo autonomo e antagonista è maggioranza assoluta e dove sono più evidenti la pressione politica e quella degli ordini professionali con una spinta al corporativismo a danno dell’azione e dell’attività confederale.
Un’analisi del voto è stata fatta anche rispetto al rapporto tra iscritti al sindacato e voti ottenuti. Al netto dei settori che non avevano diritto al voto, come per esempio la Sicurezza, i Vigili del Fuoco, l’Igiene Ambientale, la Sanità Privata e i Dirigenti, registriamo un rapporto positivo: la Fp Cgil Molise ha ottenuto voti aggiuntivi rispetto agli iscritti pari al 20,82%.
Anche il numero degli eletti Rsu nelle liste della Cgil aumenta da 148 del 2007 a 156 del 2012, con un incremento pari al 5,40%.
Pur non risultando il primo sindacato in nessuno dei 5 comparti delle Pubbliche Amministrazioni, la regolarità nel consenso, comunque, ci ha permesso di risultare alla fine il primo sindacato in Molise.
Il concetto finale può essere riassunto in due parole: abbiamo vinto.
Questo voto ci consegna una grande responsabilità. Responsabilità che sapremo sicuramente esercitare per l’interesse generale delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche nell’interesse dei cittadini molisani a ricevere prestazioni quanti-qualitative dal settore pubblico sempre migliori.

visualizza i dati completi




10-3-2012
NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI, LA FP CGIL CONQUISTA IL PRIMATO E DIVENTA IL PRIMO SINDACATO IN MOLISE
Per noi della Fp Cgil il rinnovo delle RSU è stato un impegno importante e nello stesso tempo faticoso, ma come succede spesso, è in questi momenti che la Cgil, la Funzione Pubblica aumenta in maniera direttamente proporzionale passioni, sforzi, attenzioni e sacrifici.
Così accade che la Fp Cgil Molise conquista il primato tra i sindacati delle Pubbliche Amministrazioni e diventa, con fierezza ed orgoglio, il primo sindacato in Molise.
Cresce in tutti i comparti. Nelle Agenzie Fiscali del 5,84%; negli Enti Pubblici non Economici del 7,88%; nei Ministeri del 4,18%; nelle Autonomie Locali e Regioni del 3,22% e nella Sanità del 5,28%.
Aumenta il consenso, complessivamente, del 5,36% e questo rappresenta il risultato di uno scatto di orgoglio e determinazione di ogni singolo posto di lavoro, di ogni singolo dirigente sindacale, delle candidate e dei candidati RSU 2012, delle iscritte e degli iscritti alla Fp Cgil e dei non iscritti al sindacato che guardano alla Cgil e alla Funzione Pubblica con occhi pieni di speranza.
A tutti va il ringraziamento della struttura regionale e di quella nazionale, nonché il ringraziamento di Erminia Mignelli, Segretario generale Cgil Molise!



9-3-2012
FP-ELEZIONI RSU 2012
Secondo le nostre proiezioni le liste della FP CGIL MOLISE hanno ottenuto, nei comparti delle Agenzie Fiscali, degli Enti Pubblici non Economici, dei Ministeri, delle Regioni e Autonomie Locali e della Sanità, 26,62% dei consensi, crescendo del 8,15% rispetto alle precedenti consultazioni del 2007.
Più di un quarto dei lavoratori ha scelto la FP CGIL MOLISE nelle elezioni nelle Pubbliche Amministrazioni.




15-12-2011
IL NATALE NON E’ UGUALE PER TUTTI
C’è una pubblicità che dice: “Non è Natale senza cine-panettone!”. Ma non tutti possono avere quei lieti pensieri. Infatti, ci sono persone che dicono: “Non è Natale senza la retribuzione”!
Queste ultime sono dipendenti della Cooperativa CSS di Isernia e svolgono l’attività di Assistenza Domiciliare Integrata o di Assistenza Domiciliare agli Anziani, e sono senza retribuzione e senza rimborsi spesa da oltre sette mesi, ma continuano con passione e professionalità a non far mancare il loro apporto agli utenti.
Noi siamo davvero preoccupati per il loro futuro e per le politiche sociali in Molise, ma siamo anche preoccupati per la stretta sul credito operata dalle banche e dai ritardi, atavici, della Pubblica Amministrazione nel pagare le Cooperative.
E se allarghiamo lo sguardo ad altri settori non capiamo l’ottimismo manifestato dal Presidente Iorio nelle Dichiarazioni rese al Consiglio pochi giorni fa dove, emulando Berlusconi, ha affermato che il Molise è in condizioni migliori rispetto alle regioni del Sud e, persino, rispetto a qualche regione del Centro-Italia, salvo poi eventualmente scoprire di stare ad un passo dal baratro.
Oltre alle crisi nel settore metalmeccanico, tessile e agroindustriale, vorremmo ricordare che oggi il Tribunale di Isernia, mentre i lavoratori continuano senza stipendi a lavorare, ha rinviato ad altra seduta la discussione sul fallimento dell’Igea Medica di Isernia, mentre la Clinica Villa Maria di Campobasso ha fatto già ricorso agli ammortizzatori sociali in deroga e il Carsic di Venafro, se non fosse incrementata la retta, ha già annunciato il ricorso agli ammortizzatori sociali!
Beh, se questo è stare meglio di altri, come dice il “bonario” Presidente della Giunta Regionale molisana, è difficile da credere! Infatti, noi diciamo che stiamo proprio messi male!!!



15-12-2011
Rsu: firmato all'Aran l'accordo per l'indizione delle elezioni, si vota dal 5 al 7 marzo 2012 risultato raggiunto grazie alla nostra tenacia, adesso la parola ai lavoratori
“Con molto ritardo si da il via al rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie nel lavoro pubblico. Un risultato che attendevamo e che abbiamo perseguito con una battaglia lunga oltre un anno. Oggi si è ripristinata la democrazia, un fatto importante. Qualcuno dovrebbe spiegare però ai lavoratori la ragione di tanto ritardo”, con queste parole Rossana Dettori, Segretaria Generale dell'Fp-Cgil nazionale, commenta l'accordo appena siglato all'Aran sull'indizione delle elezioni delle Rsu nel lavoro pubblico, che si terranno dal 5 al 7 Marzo 2012. Al voto verranno quindi chiamati circa 2,4 milioni di lavoratori e i luoghi di lavoro interessati dal rinnovo saranno oltre 20 mila.
“Aver dovuto condurre una lotta per rivendicare un basilare diritto come la rappresentanza, è un segno del disinteresse che circonda la crisi dei servizi pubblici, ci da la misura di quanto sia stata efficace la campagna d'odio che in questi anni ha colpito i lavoratori della pubblica amministrazione, a cui è stato negato persino il diritto a eleggere i propri rappresentanti. Un diritto – continua Dettori - che siamo stati in grado di riconquistare, chiudendo così la dolorosa pagina aperta a suon di feroci denigrazioni dal precedente Governo”.
“Le elezioni delle Rsu possono essere l'occasione per ripensare la pubblica amministrazione e il ruolo dei lavoratori nell'affrontare il necessario percorso di riforma. Una riforma – conclude la sindacalista - necessaria e urgente per la salvaguardia dei servizi pubblici, che evidentemente non è mai partita, a prescindere dalle suggestioni della cosiddetta riforma Brunetta”.



10-12-2011
I SERVIZI PUBBLICI AI CITTADINI DI CAMPOBASSO VANNO DIFESI E NON ESTERNALIZZATI
Se abbiamo capito bene le dichiarazioni rese dal capogruppo Pdl e dal Presidente della Commissione Sanità del Comune di Campobasso, questi ritengono, in sostanza, che i servizi essenziali ai cittadini non devono pesare sulle casse comunali, ma, privatizzando o esternalizzando, devono pesare direttamente sui bilanci delle famiglie e delle persone.
Noi pensiamo che i servizi pubblici ai cittadini vanno difesi, tutelati e garantiti e che su di essi non sia possibile operare e pensare con una logica ragionieristica o, peggio ancora, dell’indifferenza oppure di economia mentale.
La sopravvivenza di servizi essenziali per i cittadini, siano essi di assistenza agli anziani, siano essi di asili nido o di scuole materne, siano essi di farmacie comunali, sono utili non solo alle famiglie, ma necessarie per garantire un adeguato sostegno all’occupazione femminile.
Se quelle sono le idee che animano chi ci amministra, noi riteniamo che pensano solo a “scimmiottare” o a “emulare” altri Comuni che irresponsabilmente hanno fatto scelte inaccettabili, anziché essere capaci di prendere decisioni politiche importanti per il bene comune.
Forse non abbiamo bisogno di finanza alternativa, ma di politiche e politici alternativi!



8-12-2011
IL “TIRANNO-LUPO” SI ACCANISCE CONTRO I DIRITTI DEI LAVORATORI ASREM
Se l’on. Iorio ha rappresentato il “monarca” della sanità molisana e il maggiore responsabile del disastro in cui ci troviamo, il dott. Morlacco, complice l’Asrem, rappresenta il “tiranno-lupo” che succhia il residuo sangue dei lavoratori cancellando, alla stragrande maggioranza dei lavoratori Asrem, il diritto alla mensa.
Diritto alla mensa che, per contratto nazionale, spetta a tutti i dipendenti, ivi compresi i comandati, se sono presenti, in relazione alla particolare articolazione dell’orario, effettivamente al lavoro, se consumano il pasto al di fuori dell’orario di lavoro e in un tempo non superiore ai trenta minuti.
L’Asrem ha revocato, unilateralmente, un precedente regolamento concordato con le forze sociali e ha successivamente approvato, sempre unilateralmente il 27 ottobre 2011, su direttiva del dott. Morlacco, un nuovo regolamento che stride palesemente con la normativa di legge e contrattuale vigente.
La Fp Cgil Molise ha chiesto la revoca o, in subordine, la sospensione dell’efficacia del Provvedimento. Se l’Asrem non tenesse conto di quanto richiesto, dopo un pacchetto di assemblee già convocate, presso i Presidi Ospedalieri di Larino il 14 dic, di Campobasso il 16 dic e di Termoli il 17 dic, la Fp Cgil Molise valuterà, con i propri legali, un’azione tendente a far sentenziare, dal Giudice competente, la condotta anti-sindacale al fine di ripristinare le corrette relazioni sindacali!
Una cosa è chiara: né il dott. Morlacco, né il dott. Percopo, possono calpestare, senza che lottiamo tenacemente e caparbiamente, il diritto sacrosanto dei lavoratori Asrem di usufruire della mensa e/o della modalità sostitutiva.




Manovra, Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa:
“19 dicembre, sciopero generale nei servizi pubblici”

Roma, 7 dicembre 2011
Cambiare la manovra per assicurare equità. I “soliti noti”, lavoratori pubblici per primi, non sono disposti a pagare da soli il peso del risanamento e quindi sciopereranno unitariamente. Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa hanno infatti indetto per lunedì 19 dicembre lo sciopero generale del lavoro pubblico per l’intera giornata lavorativa.
Per Rossana Dettori (Fp-Cgil), Giovanni Faverin (Cisl-Fp), Giovanni Torluccio (Uil-Fpl) e Benedetto Attili (Uil-Pa), la manovra approvata dal Consiglio dei Ministri è infatti fortemente iniqua per lavoratori dipendenti e pensionati e sconta l'inaccettabile assenza di confronto con le parti sociali.
Al centro della mobilitazione unitaria, la richiesta di modificare il testo durante l’iter parlamentare al fine di ottenere: una riforma della previdenza che non sia scaricata sulle spalle di lavoratori e pensionati; misure che colpiscano per la prima volta evasione e grandi patrimoni; una riforma fiscale che alleggerisca la tassazione sui redditi da lavoro dipendente e da pensione; una riqualificazionedella spesa pubblica che consenta di trovare le risorse per la crescita e per il
rinnovo dei contratti senza penalizzare ulteriormente il welfare locale e la sanità e che eviti pasticci sulla ristrutturazione delle istituzioni centrali e locali, come
nel caso delle province; l'eliminazione degli ulteriori tagli alle autonomie locali; una riorganizzazione degli enti, anche quelli previdenziali (come il super-Inps),
attraverso una vera contrattazione che garantisca la tenuta occupazionale e punti al miglioramento dei servizi e non a una mera operazione ragionieristica.
Per questi motivi i lavoratori pubblici sciopereranno e manifesteranno lunedì in tutta Italia e Roma di fronte al Parlamento.



6-12-2011
IL DIRITTO ALLA MENSA DEGLI OPERATORI ASREM NON SI TOCCA
L’Asrem e la struttura commissariale per la Sanità, quest’ultima impersonata dal dott. Morlacco, vogliono razionalizzare la fruizione della mensa dei dipendenti sanitari attraverso una drastica riduzione del diritto.
L’Asrem e la struttura commissariale devono sapere che il diritto alla mensa non si tocca.
Il risanamento della Sanità, dopo politiche inefficienti, inefficaci e irresponsabili, non si persegue riducendo un diritto, ma tagliando sprechi e inappropriatezze.
Le lavoratrici e i lavoratori hanno già dato!
Vorremmo, poi, ricordare, sia all’Asrem che alla struttura commissariale, che quando fu inserito nel contratto nazionale il diritto alla mensa, quel diritto veniva finanziato con la rinuncia, da parte dei lavoratori sanitari, ad una quota equivalente dell’aumento stipendiale all’epoca spettante.
Forse dovremmo ripartire da lì, anche se lontano nel tempo, per quantificarla e, quindi, discutere anche se è il caso di parlare di una valorizzazione dei servizi mensa alla luce delle rilevazioni relative al costo della vita e al contesto socio-sanitario molisano.
Ciò detto, resta fermo che la Fp Cgil Molise contrasterà con ogni strumento disponibile ogni ipotesi di riduzione del diritto alla mensa. E’ una questione di principio e sulle questioni di principio, com’è risaputo, siamo irremovibili!




ATTIVO REGIONALE QUADRI E DELEGATI DELLA FP CGIL MOLISE
SABATO 26 NOVEMBRE 2011 – HOTEL SAN GIORGIO - CAMPOBASSO
“PUBBLICO E’ FUTURO: PER NON FARCI CANCELLARE”

La Funzione Pubblica Cgil del Molise, sabato 26 novembre 2011, dalle ore 9:00, presso l’Hotel San Giorgio, ha organizzato un attivo quadri e delegati dal titolo: “Pubblico è futuro: non facciamoci cancellare.”.
L’iniziativa rappresenta l’occasione, in Molise, per il lancio ufficiale della campagna per le elezioni delle Rsu (Rappresentanze Sindacali Unitarie) che si terranno, in tutta Italia e in tutte le Amministrazioni Pubbliche, dal 5 al 7 marzo 2012.
Introdurrà i lavori Guglielmo Di Lembo, Segretario generale della Fp Cgil Molise, e interverranno delegate e delegati dei Comparti Stato, Autonomie Locali e Sanità, nonché i responsabili dei servizi della Cgil Molise.
Erminia Mignelli, Segretario generale Cgil Molise, porterà il suo contributo di idee e di ragioni.
Le conclusioni saranno affidate a Fabrizio Fratini, Segretario nazionale Fp Cgil, responsabile delle Politiche del Welfare, del Lavoro, dei Diritti, delle Riforme Istituzionali, della previdenza e dei Fondi Complementari.
Presiederà i lavori Franco Manunta, già Segretario generale della Fp Cgil Molise e oggi impegnato nel Dipartimento di Organizzazione nazionale della Fp Cgil.
Fabrizio Fratini, nel corso dell’iniziativa, sarà a Vostra disposizione per le eventuali interviste di rito.




18-11-2011
SERVIZIO SANITARIO REGIONALE PRIVATIZZATO E PRONTO SOCCORSO INTASATO
Nelle Regioni serie, dove si è provveduto per tempo ad una riorganizzazione del sistema sanitario regionale, prima si è creata una rete territoriale con assistenza domiciliare, ambulatori, residenze sanitarie assistite, lungodegenze, country hospital, casa della salute e poi si è provveduto a ridurre i posti letto per acuti e a chiudere gli ospedali in eccesso. Con questo metodo, in Emilia Romagna, si sono chiusi il 50% degli ospedali, si è risparmiato sulla spesa e si è migliorato il servizio.
Nella nostra Regione, invece, tutto ciò non è accaduto: per una gestione della sanità clientelare, parentale, amicale e trasversale e per mancanza di programmazione che hanno provocato l’aumento massimo delle accise, dell’Irpef, dell’Irap e dei ticket per le prestazioni diagnostiche che producono l’effetto inevitabile di ricorrere al privato e per la farmaceutica, ma anche il trasferimento del debito alle future generazioni per via della cartolarizzazione. Così, per applicare senza alcun confronto con le forze sociali e con le varie comunità il Piano di Rientro, imposto da Roma ad inadeguati, incapaci e irresponsabili politici molisani, si sono tagliati, complessivamente e senza alternativa, ben 416 posti letto ospedalieri.
Ma nei tagli complessivi di posti letto c’è sempre chi ci guadagna e chi ci perde. La sanità pubblica ha perso, rispetto al 1996, ben 667 posti letto, mentre la sanità privata ha guadagnato ben 251 posti letto. La sanità pubblica si è dimezzata, mentre la sanità privata si è più che raddoppiata. E’ quindi chiaro che in Molise è in atto una “selvaggia” privatizzazione del servizio sanitario.
Tutto ciò ha determinato un iperafflusso sui Pronto Soccorso che, non potendo smistare i pazienti, vanno incontro ad intasamento.
Se a tutto ciò si aggiunge il blocco del turn-over e delle assunzioni che produce una pesante carenza di organico che, in particolare nella struttura di Campobasso, è realmente drammatica, si comprende lo stato di sfascio in cui si è costretti ad operare.
L’unica risposta data dall’azienda sembra essere l’attivazione degli ambulatori per i codici bianchi. Risposta questa completamente inutile rispetto alle problematiche che scaturiscono dalla mancanza di posti letto.
Si chiede, pertanto, alla direzione aziendale di attivarsi per decongestionare realmente le strutture di emergenza, invece di favorire, come si può desumere dall’atto aziendale pubblicato il 14 novembre, le solite figure clientelari, e proceda, senza alcun indugio, all’attivazione della rete di assistenza territoriale e al rafforzamento degli organici nei pronto soccorso, ma anche nei reparti.



28-10-2011

La lettera di intenti governativa apre una vertenza sul lavoro pubblico gigantesca. Necessaria l’unità sindacale.
La lettera presentata da Berlusconi all’Unione Europea, concretamente scritta dai ministri Brunetta, Calderoli, Romani e Sacconi, rappresenta, mascherato da propositi di efficientamento della macchina pubblica, l’ulteriore manifestazione di cattiveria e accanimento verso i lavoratori pubblici. Non solo verso di essi, ma anche e soprattutto contro i ceti più deboli.
Per i lavoratori pubblici. La lettera prevede: a) misure di mobilità che, se non accettata entro due anni, farà scattare, senza attenuanti, il licenziamento; b) la cassa integrazione, fatta passare dalle dichiarazioni di Berlusconi come un “favore” ai pubblici dipendenti rispetto ai licenziamenti effettuati in Grecia, omettendo di dire che i lavoratori pubblici greci prendeva uno stipendi 2,5 volte superiore a quello degli italiani; c) che la mobilità e la cassa integrazione vanno lette nella prospettiva di provvedimenti legislativi già adottati (collegato lavoro, manovra estiva) e alla futura legge di modifica costituzionale che abolisce o razionalizza le province.
La lettera non parla del blocco dei contratti pubblici, della retribuzione all’anno 2010, del turn-over e delle assunzioni che rendono il servizio meno di qualità e le condizioni di lavoro maggiormente stressanti. Una promessa, anzi, la fa: aumenterà i livelli stipendiali dei docenti entro il 2016 vendendo questa promessa come un “favore” e omettendo, anche qui, di dire che gli stipendi sono fermi al 2010 e che i rinnovi contrattuali sono diritti dei lavoratori pubblici.
Questo ulteriore attacco ai lavoratori pubblici va respinto e rispedito al mittente. E’ un attacco scellerato al lavoro e ai diritti di cittadinanza, come lo dimostra la conferma della liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Si indeboliscono maggiormente le fasce sociali più deboli. Esse subiranno un aggravamento delle loro condizioni se scattasse la clausola di salvaguardia che riduce le detrazioni e le deduzioni fiscali che calerà come una mannaia sulle famiglie, sui lavoratori dipendenti e sui pensionati.
Per respingere e contrastare questo accanimento contro il lavoro pubblico e ciò che esso rappresenta, è necessaria una grande riflessione unitaria finalizzata a riunificare le rivendicazioni, perché risultano incomprensibili, ai lavoratori, le attuali divisioni. Alla Uil Fpl che oggi, pur se in ritardo, scende in piazza per protestare contro le misure governative, gli auguri sinceri per una buona riuscita dello sciopero generale.




16-9-2011
FONDO SIRIO
Care compagne, cari compagni,
vi informiamo che nella giornata odierna abbiamo firmato l’atto costitutivo del Fondo di Previdenza Complementare “Sirio”, relativo alle lavoratrici ed ai lavoratori dei Ministeri, degli Enti pubblici non economici, dell’Enac, del Cnel e della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Dopo la Sanità e gli Enti locali, prende il via la previdenza complementare anche nelle Amministrazioni centrali.
Un risultato positivo raggiunto dopo un lunghissimo periodo di confronto in sede Aran, collocato in un contesto economico e politico particolarmente difficile, soprattutto per il continuo attacco al sistema previdenziale, in linea con gli obiettivi della categoria in riferimento alla tutela previdenziale delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici.
Nel futuro previdenziale del mondo del lavoro, in particolare per chi si trova nel sistema contributivo e per i dipendenti più giovani, è necessario uno strumento integrativo, quale è il Fondo Sirio, e con l’adesione individuale si potrà beneficiare di una contribuzione aggiuntiva e di un valore di computo del TFR più vantaggioso rispetto alle modifiche intervenute sul TFS con il DL 78/2010 per le anzianità contributive maturate dal 2011.
Parte quindi la fase operativa, e come categoria ci attiveremo presso i componenti degli organi del Fondo a predisporre velocemente tutti gli atti necessari affinché si possa avviare la campagna di adesione tra le lavoratrici ed i lavoratori dei Ministeri, degli Enti pubblici non economici, dell’Enac, del Cnel e della PCM.
Fraterni saluti.
p. la Segreteria Fp Cgil Nazionale
Fabrizio Fratini




15-7-2011
SI RISOLVE POSITIVAMENTE LA VERTENZA CON LA COOP. C.S.S. DI ISERNIA CIRCA L’ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA ZONA DI CAMPOBASSO
La Fp Cgil del Molise in data 7 luglio 2011 aveva richiesto al Prefetto di Campobasso l’attivazione delle procedure conciliative concernenti il mancato pagamento da parte della Coop. C.S.S. di Isernia di retribuzioni, spettanze e rimborsi spesa agli operatori a partire da novembre 2010.
Su convocazione del Prefetto le parti sono state convocate per lo scorso 13 luglio, ma solo nella tardi mattinata di oggi è stato possibile raggiungere l’accordo, grazie all’interessamento costante da parte della Prefettura di Campobasso e il contributo da parte dell’Asrem di Campobasso.
L’accordo prevede che entro e non oltre il 31 luglio 2011 la Coop. C.S.S. di Isernia corrisponderà agli operatori una mensilità relativa alle retribuzioni e due mensilità relative ai rimborsi spesa. Inoltre, entro e non oltre il 10 agosto 2011 corrisponderà agli operatori le mensilità relative alle retribuzioni fino a marzo 2011 e salderà tutti i rimborsi spesa rimanenti. Con un separato accordo con la Fp Cgil del Molise, la Coop. C.S.S. di Isernia si impegna a saldare anche le mensilità di aprile e maggio 2011.
L’accordo raggiunto è ritenuto soddisfacente dalla Fp Cgil Molise e scongiura l’interruzione dell’importante servizio di Assistenza Domiciliare Integrata nella Zona di Campobasso per oltre un centinaio di utenti e getta le basi per una continua e costante retribuzione futura delle spettanze dovute agli operatori a fronte del lavoro prestato.




6-7-2011
Manovra-lavoro pubblico: Brunetta non credibile. Per sapere la verità aspettiamo Tremonti
“Informiamo il Ministro Brunetta che i salari dei lavoratori della pubblica amministrazione sono fermi al 2009 e lo saranno fino al 2014. Questo comporta dal 2010 al 2014, almeno secondo il “Sole24ore”, perdite di potere d'acquisto che variano a seconda del profilo dai 2.500 ai 44.000, una valutazione che noi riteniamo riduttiva. Infatti dai nostri calcoli risulta una perdita secca di salario che va da un minimo di 207 euro mensili per i lavoratori dei ministeri, ai 285 per quelli degli enti pubblici non economici. Questo per il personale non dirigenziale ed esclusivamente per i mancati rinnovi contrattuali”. Con queste parole Rossana Dettori, Segretaria Generale dell'Fp-Cgil Nazionale, risponde al ministro Brunetta che ha definito “sostenibili” i sacrifici chiesti al lavoro pubblico, a suo dire non colpito nel potere d'acquisto.
“Il Ministro la smetta di prendere in giro i lavoratori. Oggi da una parte promette, o forse minaccia, il blocco dei contratti fino al 2017 e dall'altra minimizza l'impoverimento dei salari di quelli che ha sempre definito i “suoi” dipendenti. Ma è pur sempre il Ministro Brunetta che a fine 2009 promise, mettendoci la faccia, gli stanziamenti per il rinnovo dei contratti del lavoro pubblico, salvo poi essere miseramente smentito dei fatti. Come sempre – conclude Dettori - per sapere la verità, aspetteremo di sapere cosa ne pensa il Ministro Tremonti”.
Rossana Dettori, Segretaria Generale Fp-Cgil Nazionale


30-6-2011

Manovra, Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa: “Tagliare la spesa improduttiva non i salari dei lavoratori” Dai risparmi di spesa le risorse per il risanamento dei conti e la valorizzazione dei lavoratori
A fronte della manovra che si prospetta, pur consapevoli dell’esigenza di tenere in ordine i conti pubblici, i segretari generali Rossana Dettori (Fp-Cgil), Giovanni Faverin (Cisl-Fp), Giovanni Torluccio (Uil-Fpl), Benedetto Attili (Uil-Pa), ritengono che i problemi di stabilità e il piano di rientro dal debito, non possono ricadere principalmente sui lavoratori pubblici.
Riteniamo che le risorse per il risanamento vadano trovate anche eliminando sprechi e cattive gestioni degli Enti, tagliando la spesa clientelare e riorganizzando gli uffici.
Anche perché i servizi pubblici e i sistemi di welfare sono il perno della coesione sociale, soprattutto in un momento di difficoltà persistente, e possono rappresentare il volano della ripresa economica e sociale. Per questo il sistema va rilanciato puntando sul capitale umano.
Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl Uil-Pa chiedono che siano trovate le risorse per il rinnovo dei contratti dei dipendenti pubblici. E chiedono valorizzazione professionale dei lavoratori attraverso una contrattazione nazionale e decentrata che, a partire proprio dai risparmi di gestione, tragga i fondi per pagare meglio chi lavora con impegno e migliorare i servizi ai cittadini, alle imprese, alle comunità.
Per questo serve una riorganizzazione vera dei servizi e degli enti: con meno dirigenti e più giovani, meno enti e più servizi, meno spese improduttive e più investimento nelle persone e nelle professionalità.
Per aprire subito una nuova stagione di responsabilità e di contrattazione, con più partecipazione dei lavoratori, per riqualificare la spesa pubblica e far costare meno i servizi al cittadino.



22-6-2011
Dl Sviluppo: art 7 viola le convenzioni internazionali su azione ispettiva
Durante la Conferenza Internazionale dell'Oil (Organizzazione Internazionale del Lavoro), nell'ambito della discussione relativa alle ispezioni del lavoro, abbiamo denunciato che l'art. 7 del DL Sviluppo, oggi approvato alla camera con voto di fiducia, introduce un sistema di rigida burocratizzazione che prevede sanzioni per il personale che effettua le ispezioni sul lavoro nero e l'evasione contributiva, e che ciò è in contrasto con le Convenzioni Internazionali sul lavoro ispettivo firmate dall'Italia.
Tali provvedimenti sono inoltre in contraddizione con le conclusioni della Conferenza dell'Oil, che si è conclusa lo scorso venerdì 17 a Ginevra, che stabiliscono nell'ambito dell'attività ispettiva un rafforzamento delle misure volte a garantire la lotta al lavoro nero e un sistema di norme in linea con le Convezioni Internazionali.
Il Governo così favorisce di fatto l'illegalità, il non rispetto delle regole a tutela dei lavoratori e viola le Convezioni Internazionali: ciò non garantisce affatto una ripresa dell'economia italiana se mai questa fosse l'intenzione.
Un ennesimo attacco al lavoro, ai lavoratori e al Paese.


21-6-2011
“Traslochi il Governo”
Pare che la Lega e il PdL abbiano raggiunto in nottata un accordo tra loro sul decentramento dei Ministeri, dopo una giornata dedicata a raccogliere firme su obiettivi contrapposti.
A parte il fatto che nessuno capisce cosa concretamente voglia dire la formula “uffici di rappresentanza operativi”, ci chiediamo se qualcuno si sia posto la domanda sull’utilità di questa operazione.
Mentre la crisi continua, mentre i giovani lottano contro la precarietà, mentre si chiudono servizi essenziali a causa dei tagli di risorse, mentre si bloccano i salari e si licenziano i precari, il Governo si dedica ai traslochi.
Peraltro è lo stesso Governo che, essendosi assunto l’impegno in sede europea di riportare a pareggio il bilancio, annuncia misure draconiane e nuovi tagli che, dalle indiscrezioni che circolano, andranno ad abbattersi di nuovo sulle donne, con l’aumento dell’età pensionabile anche per le lavoratrici dei settori privati, sui salari dei dipendenti del lavoro pubblico, con un ulteriore blocco dei contratti, sulla sanità e sul welfare.
E’ evidente che questo Governo per reggere è obbligato ormai a dire e fare qualunque cosa e il suo contrario, ma il gioco ormai è scoperto e i cittadini italiani non ne possono davvero più.
Abbiamo bisogno di rimettere al centro dell’agenda politica la soluzione dei veri problemi del Paese, a cominciare dal lavoro e da una politica redistributiva a favore della parte più debole della società che non può più sopportare né tagli né sacrifici.
Non saranno certo le alchimie per tenere insieme “i padani” e “i romani” a risolvere questi problemi: l’unico trasloco utile è quello del Governo!



16-6-2011

Beni culturali siamo alla frutta, no anzi all’amaro!
Il lavoro pubblico è certamente il principale caposaldo del mondo del lavoro in Italia!
Ma in questi ultimi anni, Brunetta, insieme ai suoi degni compari, ha mirato sostanzialmente alla distruzione del lavoro e di una delle ultime realtà lavorative in cui esiste ancora una significativa tutela sia sotto l’aspetto giuridico che salariale. Perciò giorno dopo giorno il lavoro pubblico è stato relegato all’angolo! I lavoratori pubblici sono la colpa del disastro economico del paese, e per questo bisogna colpirli fino allo stremo, riducendoli al silenzio e all’inerzia.
L’operazione viene abilmente mascherata dalla solita “storia” incentrata sulla maggiore efficienza necessaria all’amministrazione, la valorizzazione del merito, la lotta ai fannulloni.
Tutto questo succede anche nel Ministero dei Beni Culturali, il ministero che dovrebbe essere il primo in Italia, per importanza, che potrebbe essere fonte di un grande guadagno per l’economia italiana, (quale paese al mondo ha un patrimonio artistico di uguale valore?) il paese dell’arte in tutte le sue espressioni, il Museo del mondo, ridotto allo stremo, allo sfascio.
Ed è la solita storia non ci sono soldi ecc. Così assistiamo ai crolli ( Pompei), alla devastazione del territorio, alla mancanza assoluta delle operazioni più elementari che possano permettere Salvaguardia, tutela e valorizzazione Già in tempo di vacche magre bisogna stringere la cinghia! Ma non tutto va male! Abbiamo un progetto mirabolante per salvare il carrozzone!
“Il progetto Europa Web, il nuovo sistema di gestione del personale realizzato dall’amministrazione con lo scopo di uniformare detta gestione per tutti gli Istituti centrali e periferici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, consentendo di conseguire un notevole risparmio derivante dall’abbattimento dei costi di licenza dei software di gestione …”
“Oh ma cosa credete che facciamo il fotovoltaico con le lucciole” direbbe il nostro Crozza!
Perché fino ad ora, il Ministero non disponeva di macchine marcatempo per registrare entrate, uscite, e permessi! E forse non le aveva già pagate! E tutto il software acquistato, verrà buttato nelle discariche? Avremo certamente un bel risparmio! Chi sa quanto costerà ?Ma poi non capisco ancora a che cosa serve questo uniformare. Non avevamo storie più serie da risolvere!
Ho sempre più l’impressione, che tutto questo sia fumo negli occhi, un progetto fatto per spendere un po’ di soldi tanto per spendere, forse per accontentare gli amici degli amici, e che nella realtà tutto si vuole meno che il ministero con tutte le sue articolazioni territoriali svolga appieno il suo ruolo fondamentale! Certo bisogna continuare a dire che il pubblico impiego non funziona, ma come si dice dalle mie parti : il pesce puzza dalla capa!




15-6-2011

Confusione nella gestione dell’ARPA Molise, a danno della salvaguardia ambientale e della salute dei cittadini
E’ una vita stentata quella dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, coinvolta con alcuni suoi dirigenti nei ben noti scandali ambientali del basso Molise, priva di obiettivi strategici di lungo periodo e di capacità operativa nei confronti delle emergenze ambientali. A quasi dieci anni dalla sua istituzione, l’Agenzia è ancora alle prese con la sua organizzazione strutturale, modificata più volte, sempre con un peggioramento che inevitabilmente viene scontato dai suoi lavoratori e dalla qualità del servizio di protezione ambientale che è chiamata a dare per il territorio molisano. Oggi si assiste all’ennesima modifica dell’articolazione delle strutture Dipartimentali, in una delle zone più sensibili a livello ambientale, per densità e livello di pericolosità caratteristico degli insediamenti produttivi ivi presenti.
L’ARPA Molise, forte dell’alibi della razionalizzazione imposto a livello centrale, si avventura nello smantellamento di un laboratorio chimico presso la sede di Termoli e questo, nell’ottica di una sana razionalizzazione, sarebbe anche accettabile, diventa incomprensibile quando, a questa azione, non segue un reale potenziamento operativo delle strutture che in quegli uffici rimangono a presidio del territorio, ma serve solo a duplicare delle funzioni già assegnate a quell’Area di Monitoraggio, istituendo una Unità operativa semplice “Tutela del suolo e gestione dei rifiuti”, che rischia di diventare il solito contenitore vuoto, utile magari per alimentare clientele. Tutto questo accade nonostante ci sia stata, da parte delle Organizzazioni Sindacali, una forte richiesta verso il potenziamento delle strutture di monitoraggio dell’aria e dell’acqua nella sede di Termoli, per ovvi motivi, e nonostante questa richiesta fosse stata accolta e ratificata dalla Direzione Generale ARPA Molise, in un accordo sindacale.
Questo forte stato confusionale che accompagna l’ultimo periodo di gestione dell’attuale Direzione Arpa Molise, ha creato gravi malumori tra i lavoratori che sono costretti, loro malgrado, ad assistere a strane ed incomprensibili attività di gestione delle strutture agenziali, dei finanziamenti ad esse assegnati e delle attività che ne scaturiscono. Gli esempi più eclatanti riguardano la gestione del personale e dei fondi dell’”Osservatorio Regionale sulla qualità degli alimenti di origine vegetale” e quella delle “Attività inerenti le verifiche impiantistiche su ascensori, montacarichi e piattaforme elevatrici”. In merito all’Osservatorio Regionale sulla qualità degli alimenti di origine vegetale, nato come costola dell’ARPA Molise con la Legge Regionale n. 12 del 26 giugno 2006 e preposto ad attività di studio, analisi e ricerca finalizzate alla tutela e alla certificazione delle materie prime vegetali, si presenta come un caso più unico che raro in cui nella qualità di organismo tecnico e con funzioni prettamente scientifiche, ha più del 60 % del proprio personale con funzioni amministrative (16 su 26 totali).
Questa disfunzione che compromette gravemente, in partenza, le capacità operative dell’Osservatorio e le risposte scientifiche che necessariamente devono essere chieste per un impegno economico di tale portata a carico della società, non è la sola a destare grave preoccupazione, in questo quadro a tinte fosche, infatti, quasi tutto il personale amministrativo in forze all’Osservatorio, fin dai primi giorni dall’assunzione, è letteralmente scomparso, nei vari uffici degli Assessorati Regionali, distaccato per compiti sconosciuti, alla stregua dei corpi speciali dei Servizi di Sicurezza. Questo strano ed anomalo giocattolo creato per finalità impronunciabili, si è scontrato, però, con la crisi economica che si è abbattuta su tutti gli enti regionali e che ha portato, inevitabilmente, ad una riduzione delle risorse assegnate da parte della Regione Molise. Considerando che l’Osservatorio gode di un finanziamento separato da quello dell’ARPA, pur appartenendo, di fatto, alla stessa Agenzia, nel 2010 il costo
complssivo del personale (compreso degli amministrativi distaccati), che ammonta a circa 1.200.000 euro, e quello delle sue attività e delle sue strutture, è stato coperto dalla Regione Molise con un finanziamento ad hoc di circa 1.600.000 euro, tale cifra non è stata confermata per il 2011, essendo scesa ad appena 800.000 euro di finanziamento.
Ciò significa, inevitabilmente, che l’ARPA Molise per tenere in piedi questo assurdo castello di sabbia, nel 2011 sarà costretta a stornare le cifre mancanti per tenere in vita l’Osservatorio e per pagare gli stipendi di tutti i suoi dipendenti, sia reali che fittizi, dai capitoli già resecati del suo bilancio, a sicuro detrimento della qualità delle attività di monitoraggio e di salvaguardia ambientale che è chiamata a svolgere.
Oltre a ciò, lo stesso Osservatorio, con un finanziamento di 800.000 euro che non copre neanche il costo degli stipendi, non potrà svolgere nessuna attività tecnico scientifica, da un lato per carenza di personale tecnico (scelta voluta), dall’altra, per assenza totale di fondi.
Per quanto riguarda le “Attività inerenti le verifiche impiantistiche su ascensori, montacarichi e piattaforme elevatrici”, non è difficile immaginare la forzatura e forse la totale inutilità dell’impegno che ARPA Molise profonde in questo settore, che non ha una reale connotazione ambientale, e non dà neanche un reale ritorno economico.
A fronte delle 650 convenzioni con enti pubblici e privati per le verifiche impiantistiche periodiche, che permettono di incamerare un introito lordo di circa 25.000 annue, ARPA Molise ha dedicate, a tale compito, due unità di personale strutturato, di cui una tecnica ed una amministrativa, il cui peso economico a carico dell’Agenzia, sommato alle spese di trasferta lungo tutto il territorio della regione, fanno pendere in negativo l’ago della bilancia associato a tale attività.
Non contenta di questo risultato negativo, la Direzione dell’ARPA Molise il 14 febbraio del 2011 ha approvato un provvedimento (n. 73) con cui istituisce una commissione per la valutazione di curricula per l’affidamento di un incarico di collaborazione biennale, per le “Verifiche impiantistiche e il rilascio di pareri tecnici”, successivamente concretizzato con l’affidamento di un incarico di Collaborazione Coordinata e Continuativa, della durata di due anni.
Questa assunzione va a gravare ulteriormente sul bilancio già negativo di tale attività, distogliendo energie economiche e lavorative da compiti istituzionali ben più importanti e vitali per la collettività.
Si invoca in tutti gli ambiti, una soluzione a queste gravi disfunzioni, che sono solo la punta dell’iceberg di una gestione quasi “autarchica” dell’ARPA, affidata ad una classe dirigente superficiale, poco interessata a dare reale soluzione alle problematiche ambientali e poco incline a soddisfare le minime esigenze del personale, che rappresenta l’impalcatura essenziale e vitale dell’Agenzia.





1-6-2011

SANITA’: CHI PAGA E CHI CI GUADAGNA
Abbiamo appreso della nomina del terzo commissario o tutor in Sanità.
Secondo noi ci vorrebbe anche la Protezione Civile, così saremo al completo, per ripianare il debito sanitario causato dall’on. Iorio e dalla sua “corte”.
Non è bastato remunerare un assessore regionale di “facciata”, non basta remunerare un sub-commissario. Ora ci tocca remunerare anche un altro commissario o tutor.
E così, mentre i lavoratori sopportano maggiori carichi di lavoro e, unitamente ai cittadini molisani, che peraltro vedono ridotto anche il diritto alla salute, pagano le maggiori tasse nel Paese, altri ci guadagnano percependo laute remunerazioni per fare “ammuina” intorno alla riorganizzazione del sistema sanitario molisano.
Siamo profondamente indignati e fortemente arrabbiati rispetto ad un centro di potere, politico ed economico, ricettacolo di clientelismi e di inquinamenti ragguardevoli.
I lavoratori della sanità e i cittadini molisani non meritano una classe politica così mediocre.




28-2-2011
CONVEGNO “LEGALITA’, BENI CULTURALI, AMBIENTE” NELL’AMBITO DELL’INIZIATIVA NAZIONALE “ABBRACCIAMO LA CULTURA”
HOTEL SAN GIORGIO, 02 MARZO 2011 ORE 16,00
Il giorno 02 marzo 2011, alle ore 16,00 presso l’Hotel San Giorgio di Campobasso, nell’ambito dell’iniziativa nazionale denominata “Abbracciamo la cultura”, la Funzione Pubblica Cgil del Molise, insieme con la Federazione dei Lavoratori della Conoscenza del Molise e la Cgil del Molise, ha organizzato il Convegno dal titolo: “Legalità, Beni Culturali, Ambiente”.
Interverranno all’iniziativa: Libero Rossi, Coord. naz.le per i Beni e le Attivtà Culturali della Fp Cgil; Silvana Esposito, delegata Rsu della Fp Cgil Molise presso l’Arpa; Emilio Izzi, esperto comunicazione della Direzione Regionale per i Beni e le Attività Culturali del Molise; Erminia Mignelli, Segretaria Generale della Cgil Molise; Sergio Sorella, Segretario generale Flc Cgil Molise; Rossana Venditti, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Campobasso.
Concluderà i lavori del Convegno il Segretario nazionale della Funzione Pubblica Cgil con delega al comparto Funzioni Centrali, Antonio Crispi.
Con il Convegno si vuole portare l’attenzione a un impegno diffuso per una forte “assunzione di responsabilità” da parte della collettività nazionale e molisana affinché venga definito un quadro trasparente di regole e di risorse certe, di lungo respiro che dia priorità alla “cura” del patrimonio culturale italiano e molisano, e non a pochi eventi spettacolari e interventi emergenziali.
Per questo è necessaria una mobilitazione e una pressione pubblica, attraverso una informazione precisa e competente che porti ad una politica condivisa dei Beni Culturali e ne affermi la priorità nello sviluppo economico e culturale del Paese e della Regione Molise.



19-2-2011
FP-Richiesta di attivazione delle procedure per la elezione delle RSU nelle Amministrazioni di cui all'art. 1 comma 2 del dlgs 165/2001.
La scrivente Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL), visto il parere del Consiglio di Stato n. 0551/2011 del 3.2.2011 ed in ottemperanza a quanto dedotto, rinnova la richiesta già avanzata in data 14.7.2010, “intende avvalersi della facoltà prevista dal comma 3 dell'art. 42 del dlgs 165/2001: in ciascuna amministrazione, ente o struttura amministrativa di cui al comma 8, ad iniziativa anche disgiunta delle organizzazioni sindacali di cui al comma 2, viene altresì costituito, con le modalità di cui ai commi seguenti, un organismo di rappresentanza unitaria del personale mediante elezioni alle quali è garantita la partecipazione di tutti i lavoratori”.
A tal fine richiede, ai sensi del comma 4 del citato art. 42, di procedere alla convocazione di un urgente incontro per la definizione del calendario per il rinnovo delle RSU e per la definizione delle procedure necessarie per l'accertamento della rappresentatività di cui all'art. 43 del citato Dlgs 165/2001.
La richiesta riveste carattere d'urgenza.



17-2-2011

Accordo separato–riforma Brunetta: il Ministro smentisce Cisl e Uil
“Dopo l'energica richiesta di chiarimento delle Regioni e il botta e risposta tra il Presidente Errani e il Ministro Brunetta che ne è seguito, adesso a chiedere un incontro sui contenuti dell'accordo separato sul lavoro pubblico del 4 Febbraio sono anche l'Anci e l'Upi, le altre controparti rimaste fuori da quella trattativa lampo. La risposta del Ministro Brunetta, oltre a rinnovare l'invito a sottoscrivere l'accordo, fa finalmente chiarezza sui contenuti. Per la prima volta la Cgil può dare ragione al Ministro sull'interpretazione di un accordo”. Con queste parole Rossana Dettori, Segretaria Generale dell'Fp-Cgil Nazionale, commenta l'evolversi del dibattito sviluppatosi all'indomani dell'accordo separato sul lavoro pubblico del 4 febbraio, che la Cgil non ha firmato e contro cui le categorie del lavoro pubblico Fp-Cgil e Flc-Cgil hanno proclamato lo sciopero generale.

“La risposta del Ministro Brunetta ad Anci e Upi – continua Dettori - è un elemento di chiarezza e, cosa a nostro avviso più importante, smentisce definitivamente le ragioni che Cisl e Uil confederali e di categoria hanno addotto per motivare il loro assenso. Non è vero, al contrario di quanto sostengono i nostri colleghi, che l'accordo modifica le parti più penalizzanti della riforma, a partire dalle fasce di merito che, a detta di Cisl e Uil, non dovrebbero modificare, o meglio ridurre, il salario dei lavoratori. L'accordo, come sostenuto dallo stesso Ministro, serve ad applicare la riforma, non ne modifica il quadro normativo e semmai limita “gli effetti sulla retribuzione derivanti dal blocco della contrattazione”, fermo restando l'impianto generale della riforma e gli istituti previsti”.

“Finalmente – aggiunge la Segretaria Genarale dell'Fp-Cgil - il Ministro ha svelato i contenuti di un accordo che in questi giorni viene raccontato ai lavoratori in modo non corrispondente ai fatti. La verità è che è davvero difficile spiegare le ragioni di un accordo che accetta il blocco delle retribuzioni e, contemporaneamente, non tutela il salario dagli effetti più odiosi della cosiddetta “riforma Brunetta”. Una riforma a doppie e triple velocità, applicata a macchia di leopardo e senza un quadro certo di regole. L'accordo separato del 4 Febbraio – conclude Dettori - è servito a ridare lustro a una operazione mediatica ormai opaca, che ha perso il suo appeal e che quindi va rilanciata per celarne il fallimento”.
Rossana Dettori, Segretaria Generale Fp-Cgil Nazionale


Ecco perché CISL e UIL smentiscono se stesse con la firma dell'accordo separato del 4 febbraio


CGIL CISL E UIL DI CATEGORIA AVEVANO PREDISPOSTO UN DOCUMENTO RIVENDICATIVO PER IL PUBBLICO IMPIEGO.POCHI GIORNI SONO BASTATI A CISL E UIL PER STRAVOLGERE LE POSIZIONI ASSUNTE UNITARIAMENTE E FIRMARE L'ACCORDO SEPARATO CON IL GOVERNO

  • Il documento unitario di Cgil, Cisl e Uil affermava: “il blocco della contrattazione nazionale è ingiusto[…] una misura iniqua che penalizza i lavoratori pubblici e impoverisce l'economia del Paese. Ad un anno dalla scadenza del contratto nazionale non è sostenibile la prospettiva di un mancato rinnovo e non è sostenibile la previsione di un blocco della contrattazione integrativa”.


  • Il documento di Cgil, Cisl e Uil recitava: “Via le limitazioni ingiustificate al salario e alla carriera. Le restrizioni imposte dai recenti provvedimenti legislativi al salario dei lavoratori pubblici e al regolare sviluppo delle carriere vanno modificate.”


  • Il documento Cgil, Cisl e Uil sosteneva che “Il valore della contrattazione collettiva, nazionale e integrativa, va pertanto ripristinato come principale fonte di diritto per la gestione del rapporto di lavoro” e rivendicava risorse per la contrattazione integrativa e un sistema di relazioni sindacali partecipato.


  • Con il documento unitario Cgil, Cisl e Uil chiedevano la stabilizzazione dei precari e una data certa per le elezioni delle RSU. L'accordo Governo Cisl e Uil del 4 febbraio, dice “Intesa per la regolazione del regime transitorio conseguente al blocco del rinnovo dei contratti del pubblico impiego”. Ciò significa che Cisl e Uil in una settimana hanno cambiato idea, sono passati da una rivendicazione unitaria per il rinnovo del CCNL a un'altra che prevede il blocco per i prossimi tre anni.


  • L' accordo separato di Cisl e Uil smentisce tutto questo! Brunetta, per bocca del suo portavoce, dice chiaramente che “sarà attivato il sistema di valutazione dei dipendenti e che la valutazione avrà effetto sulla loro carriera” e sostiene che le fantomatiche Commissioni Paritetiche hanno il compito solo di 'monitorare' perché la valutazione “viene affidata per legge ai dirigenti delle singole amministrazioni”. Cisl e Uil accettano un sistema di valutazione non contrattato con le Organizzazioni Sindacali che inciderà sul futuro dei lavoratori


  • Con l'accordo ciò viene cancellato, le relazioni sindacali saranno regolate dall'accordo del 22 gennaio 2009 (non sottoscritto dalla CGIL) e dalla legge 150. Significa che Cisl e Uil rinunciano alla contrattazione. Lo confermano le dichiarazioni del portavoce di Brunetta: 'le organizzazioni sindacali (tranne ovviamente la Cgil) condividono la riforma Brunetta'.


  • Con il documento unitario Cgil, Cisl e Uil chiedevano la stabilizzazione dei precari e una data certa per le elezioni delle RSU.


  • L'accordo separato non dice nulla né sui precari né sulle RSU Anche in questo caso in una settimana cambiano idea e ci rinunciano.




5-2-2011
L’ACCORDO SEPARATO DI IERI NON RISOLVE LE EMERGENZE DEL PUBBLICO IMPIEGO, E’ CONTRO I LAVORATORI PUBBLICI, I PRECARI E LA CONTRATTAZIONE
Sul Pubblico Impiego è stato fatto un lavoro sporco.
Mentre le Segreterie nazionali di categoria di Cgil, Cisl e Uil, nei giorni scorsi, stilavano una bozza di documento unitario circa le elezioni delle Rappresentanze Sindacale Unitarie nei posti di lavoro del Pubblico Impiego, la riconquista del contratto nazionale e la ripresa della contrattazione integrativa, viene prodotto un altro strappo e alcune organizzazioni sindacali, tra cui la Cisl e la Uil, sottoscrivono un’intesa con il Governo per “la regolazione del regime transitorio conseguente al blocco del rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro nel pubblico impiego.”.
Un testo che appare palesemente preconfezionato perché già noto e condiviso da alcuni sindacati. Un testo, tra l’altro, che riconosce quanto la Cgil, da sola, denuncia da un anno e mezzo, e cioè che il decreto “Brunetta” n. 150 del 2009 produce tagli ai salari dei pubblici dipendenti. Un testo, altresì, che conferma, vista l’indisponibilità del Ministro Tremonti, che non ci saranno risorse aggiuntive per la contrattazione. Un testo, infine, che rimanda al tavolo con l’Aran l’aggiornamento delle relazioni sindacali che dovranno essere informate alla sola e mera “informazione”, così come stabilisce il decreto Brunetta.
I firmatari dell’intesa venderanno l’accordo come risolutivo degli effetti negativi sui pubblici dipendenti. Ma non è così: rimane il blocco dei contratti, rimane il taglio dei precari, resta il blocco delle elezioni RSU.
La Cgil rispetto a tutto ciò non resterà ferma e nei prossimi giorni renderà note le iniziative di mobilitazione unitamente alle categorie pubbliche e della conoscenza.

Il Segretario generale Fp Cgil Molise
Guglielmo Di Lembo




5-2-2011
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI INTESA DEL 4 FEBBRAIO 2011
1. Nell’ambito dell’intesa per l’applicazione dell’accordo quadro sulla riforma degli assetti contrattuali del 22 gennaio 2009 relativa ai comparti contrattuali del settore pubblico siglata in data 30 aprile
2009, e con riferimento a quanto previsto dal decreto legislativo 150/2009, confermando il comune obiettivo di una ripresa della crescita economica fondata sull’aumento della produttività e dell’occupazione,
cui il settore pubblico contribuisce soprattutto con la qualità e quantità dei servizi offerti ai cittadini e alle imprese, con il presente accordo le parti, in attesa della stipulazione dei nuovi
contratti collettivi nazionali di lavoro, convengono sulla necessità di realizzare un sistema di relazioni sindacali che persegua condizioni di
produttività ed efficienza del pubblico impiego tali da consentire il rafforzamento del sistema produttivo, il miglioramento delle condizioni
lavorative e della qualità dei servizi offerti dalle amministrazioni pubbliche, nonché la crescita della competenza professionale.
2. Le parti convengono che le retribuzioni complessive, comprensive della parte accessoria, conseguite dai lavoratori nel corso del 2010,
non devono diminuire, per effetto dell’applicazione dell’art. 19 del d.lgs. 150/09. Sono fatti salvi gli effetti del decreto
interministeriale n. 3 del 14.01.2011.
3. A tale scopo per l’applicazione dell’art. 19, comma 1 del d.lgs.
150/2009 potranno essere utilizzate esclusivamente le risorse aggiuntive derivanti dall’applicazione del comma 17 dell’art. 61 del d.l. 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 133/2008 (c.d. dividendo dell’efficienza).
4. Al fine di valorizzare le esperienze e i risultati in via di conseguimento, in termini di miglioramento degli indicatori di performance delle amministrazioni, saranno costituite in sede nazionale, apposite commissioni paritetiche con il compito di monitorare e analizzare i risultati prodotti.
5. Il Governo si impegna a definire entro 15 giorni dalla data di sottoscrizione del presente accordo, secondo le procedure previste dal decreto legislativo 165/2001, un atto di indirizzo all’ARAN per la
stipulazione di un accordo quadro che regoli il sistema di relazioni sindacali previsto dal decreto legislativo 165/2001, alla luce della
riforma degli assetti contrattuali del 22 gennaio 2009, firmata il 30 aprile 2009 per i comparti del pubblico impiego, e dal decreto legislativo 150/2009.


25-1-2011

Riorganizzazione degli UFFICI ARPA Molise
La Funzione Pubblica Cgil del Molise apprende con stupore, attraverso la lettura di comunicati a mezzo stampa, nello specifico del Presidente della Provincia di Isernia, dott. Mazzuto, del paventato accorpamento degli uffici dell’Arpa Molise della provincia di isernia con quelli di Campobasso.
L’Arpa Molise, sebbene abbia convocato in data 14 gennaio ’11, le OO.SS. e le Rsu per discutere di Progetti Speciali afferenti al Progetto Regionale “Patto per la Salute, art. 11 <>”, nulla ha comunicato circa la volontà di una ristrutturazione dell’Agenzia, tanto in termini territoriali che organizzativi, e men che meno dell’ipotesi alla quale fa riferimento il Presidente della Provincia di Isernia, dott. Mazzuto.
La Funzione Pubblica Cgil del Molise, altresì, apprende, con altrettanto sbalordimento, che la stessa Agenzia, in una riunione interna tra la Dirigenza, avvenuta in data 21 gennaio ’11, avrebbe annunciato la soppressione dei laboratori ambientali delle sezioni dipartimentali di Termoli.
Entrambi gli annunci, se veri e a prescindere dalle eventuali motivazioni, sconosciute alla scrivente, risultano non solo sconcertanti sotto il profilo della tutela del territorio, ancor più trattandosi di aree sensibili e altamente industrializzate ove gli equilibri ecologici risultano precari se non addirittura già compromessi (inutile citare gli ultimi avvenimenti nel Basso Molise), ma anche e soprattutto incomprensibili sotto il profilo della corretta gestione della “Cosa Pubblica”, da non intendersi come “feudo” familiare e/o amicale, bensì Strutture regionali finanziate con il denaro dei contribuenti che attraverso le Parti Sociali pretendono di conoscere: spesa, finalità, indirizzi programmatici e risultati.
Pertanto, la Funzione Pubblica Cgil del Molise invita l’Arpa Molise a fornire, preventivamente, ragioni, motivazioni e finalità che la indurrebbero ad operare tali, eventuali, sostanziali modifiche non già contenute nel Regolamento di organizzazione e, quindi, irricevibili come atto unilaterale.
Guglielmo Di Lembo
Segretario Generale FP Molise

22-1-2011
FP-ORDINE DEL GIORNO
Il Comitato Direttivo della Funzione Pubblica Cgil del Molise, riunito a Campobasso il giorno 21 gennaio 2011, presso la sede della Cgil Molise sita in Via Tommaso Mosca, 11, ascoltata la relazione introduttiva del compagno Guglielmo Di Lembo, Segretario generale Fp Cgil Molise, acquisiti i contributi delle compagne e dei compagni intervenuti e le conclusioni svolte dal compagno Adriano Sgrò, della Segreteria nazionale Fp Cgil

APPROVA
il documento sul modello contrattuale assunto dal Comitato Direttivo Nazionale della Funzione Pubblica il 10 dicembre 2010

21-1-2011
Sanità: nuovo Piano, vecchi tagli. Governo e maggioranza incoerenti e schizofrenici.
Mentre il Governo adotta il nuovo piano sanitario nazione, nel quale la metà delle pagine (circa 50 su 100) è dedicata ad azioni per lo sviluppo del servizio sanitario nazionale, prosegue l'iter del Decreto Milleproroghe che conferma i tagli al Fondo Sanitario Nazionale per circa 1 miliardo.
Il Governo indica fra i suoi obiettivi quelli del miglioramento dell’appropriatezza delle prestazioni e “della presa in carico del cittadino”, e contemporaneamente in Parlamento, attraverso il taglio di circa 500 milioni di euro, si creano le condizioni affinché a Giugno venga reintrodotto il “super ticket” di 10 euro per ogni ricetta e/o prestazione.
Il Piano licenziato dal Governo dedica un intero capitolo all’integrazione socio sanitaria, assumendo un serie di obiettivi ambiziosi per meglio aiutare cittadini, anziani e famiglie nei percorsi di assistenza e cura, ma nel Decreto Milleproroghe il fondo per la non autosufficienza continua ad essere pari allo zero assoluto.
Può essere considerata normale una situazione nella quale il Governo e la maggioranza che lo sostiene, su un tema delicato come la salute dei cittadini, assumono comportamenti così schizofrenici?
Un'ultima considerazione: tutto ciò avviene dopo che si è imposto il blocco dei contratti di lavoro e del turn over in sanità e mentre la legge finanziaria impone il licenziamento del 50% dei lavoratori precari.
Un capolavoro!
Cecilia Taranto, Segretaria Nazionale Fp Cgil Sanità

13-1-2011
Riforma Brunetta: estromesso Ministero dell'Economia Una rivoluzione zoppa, è ora di azzerarla
Dal 25 gennaio 2011 entrerà in vigore il Codice dell'amministrazione digitale, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lunedì scorso, che estromette il Ministero dell'Economia e le Agenzie Fiscali dal sistema meritocratico previsto dalla cosiddetta “Riforma Brunetta”. Il sistema di premialità voluto dal Ministro della Funzione Pubblica, che in nome della trasparenza nella pubblica amministrazione esclude il 25% dei lavoratori, “fannulloni” per legge a prescindere dal loro rendimento, già adesso non coinvolge i lavoratori della Presidenza del Consiglio dei Ministri e quindi nemmeno quelli del Dipartimento di Palazzo Vidoni, di cui è titolare il Ministro Brunetta. Perché a questo punto non abolirlo per tutti?
A voler essere maliziosi si potrebbe sostenere che questo provvedimento ha un sapore clientelare, visto che non applica una riforma penalizzante per i lavoratori solo in base a logiche di potere. Non si comprende infatti la necessità di esclude dal sistema di valutazione esclusivamente alcuni settori della pubblica amministrazione.
La “rivoluzione” di Brunetta si palesa oggi in tutta la sua debolezza.
Forse è arrivato il momento di tirare le somme su una riforma sbagliata, dannosa per il lavoro pubblico e inefficace in termini di miglioramento dell'offerta di servizi, di abrogarla e aprire una discussione finalmente seria sull'efficientamento della nostra pubblica amministrazione.
In caso contrario i cittadini e i lavoratori potrebbero essere indotti a pensare che l'Italia sarà anche un Paese in cui la legge è uguale per tutti, ma che comunque, drammaticamente, per alcuni è più uguale che per altri.

Rossana Dettori
Segretario Generale Fp-Cgil Nazionale

29-12-2010

Fiat: a Mirafiori si uccide il Contratto Nazionale

Un accordo separato contro i lavoratori, la Fiom e la Cgil L'accordo separato di Mirafiori e le trattative per istituire un contratto aziendale anche a Pomigliano prefigurano la scomparsa del contratto come tutela collettiva valida su tutto il territorio nazionale. Uno strappo a cui il Governo assiste inerme, permettendo colpevolmente a Marchionne di punire i lavoratori e la Fiom, la categoria più
rappresentativa del settore metalmeccanico, e con essa tutta la Cgil.
Un arretramento inaccettabile del nostro sistema di relazioni industriali, un accordo separato, quello di Mirafiori, che elimina il diritto dei lavoratori ad essere rappresentati dal proprio sindacato, che elimina la Cgil come soggetto di rappresentanza negando persino le
più elementari agibilità sindacali. Un accordo antidemocratico e anticostituzionale.
Questa offensiva reazionaria colpisce indiscriminatamente tutto il mondo del lavoro, perché espelle violentemente la Fiom e la Cgil dalle relazioni in azienda, e apre scenari cupi sul futuro della contrattazione nel nostro Paese. L'Italia diventa meno unita ed equa.
I Lavoratori pubblici e la Fp-Cgil sono solidali con i lavoratori metalmeccanici e la Fiom, in quella che è una battaglia comune in difesa del lavoro e della sua dignità. Serve una nuova fase di unità nel mondo del lavoro, per rinnovare un sistema di tutele che difenda
dall'egoismo chi oggi vede svanire le proprie certezze.

22-12-2010

PA, al via la previdenza integrativa per Sanità ed Enti locali Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl: “Una grande opportunità per i lavoratori”
Con la sottoscrizione del rogito notarile, decolla il Fondo Perseo: prestazioni complementari per garantire un reddito pensionistico adeguato Con l’istituzione del “Fondo Perseo”, prende il via la previdenza complementare anche per i lavoratori pubblici di Sanità ed Enti locali.
La firma del rogito notarile e la nomina del Cda del Fondo completano infatti il percorso sostenuto dai sindacati di categoria per costruire un sistema pensionistico articolato, in grado di garantire ai lavoratori pubblici un reddito adeguato anche dopo
l’uscita dal mercato del lavoro.
Per i segretari generali Rossana Dettori (Fp-Cgil), Giovanni Faverin (Cisl-Fp) e Giovanni Torluccio (Uil-Fpl) si tratta di una grande opportunità che riguarda un milione e 300 mila potenziali iscritti al Fondo.
Un risultato, rimarcano, che viene incontro alle richieste dei lavoratori giustamente preoccupati del loro futuro previdenziale. Tanto più alle soglie dell’andata a regime del sistema contributivo che determinerà una netta riduzione dell’importo della pensione “obbligatoria” erogata anche per i lavoratori pubblici.
Il rapporto tra pensione ed ultima retribuzione, infatti, è destinato a diminuire drasticamente, rispetto al sistema retributivo, scendendo dall’80% fino al 60% o 50%.
Un rischio previdenziale che tocca soprattutto i lavoratori più giovani (in particolare nella fascia di età tra i 45 ed i 50 anni) ma che potrebbe non risparmiare coloro che rientrano nel cosiddetto sistema misto (parte retributivo e parte contributivo).
In questo senso, sottolineano Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl, la previdenza complementare è fondamentale sia per garantire un reddito pensionistico aggiuntivo, sia per annullare gli effetti della riduzione dell’importo della pensione.
Oltre ad un rendimento presumibilmente superiore a quello previsto per legge per il Tfr, chi deciderà di aderire al Fondo potrà infatti beneficiare di un versamento contributivo mensile da parte del datore di lavoro, della deduzione Irpef dei contributi versati, della
possibilità di richiedere per specifiche esigenze l’anticipo su quanto maturato.
Completata l’istituzione del Fondo, parte ora la fase operativa. A breve inizierà la campagna di adesione tra i lavoratori pubblici di Sanità ed enti locali che vedrà i sindacati in prima linea per dare efficacia ad una conquista da lungo tempo inseguita e oggi finalmente realizzata.

20-12-2010
Ancora tagli agli organici della scuola e dei lavoratori degli appalti storici
Si tagliano i servizi per attaccare la qualità della scuola pubblica!


Il governo accelera il processo di destrutturazione del sistema di istruzione, tagliando le risorse e gli organici per le scuole statali e riducendo drasticamente i servizi indispensabili per la scuola dell'autonomia.
Con la circolare sul programma annuale 2010 ha già ridotto del 25% la spesa per gli appalti, costringendo le scuole a ridurre il servizio e ad aumentare i carichi di lavoro del personale dipendente dalle ditte di pulizia, delle cooperative sociali di tipo B) e degli stessi collaboratori scolastici.
Nelle nostre scuole di ogni ordine e grado le pulizie dei locali, la salvaguardia delle condizioni igieniche, l’assistenza agli alunni, il controllo degli edifici e la sorveglianza degli ingressi sono elementi indispensabili per garantire la qualità del servizio.
Si programma la diminuzione delle prestazioni producendo l'immediato licenziamento dei lavoratori delle ditte d'appalto (per i quali sono già state avviate le procedure di licenziamento collettivo) e l'inevitabile aumento dei carichi di lavoro del personale collaboratore scolastico già quest'anno falcidiato dai tagli ed in attesa degli ulteriori riduzioni d'organico (taglio di 15.600 posti decisi dal MIUR anche per l’a.s. 2011/12).
Pregiudicando così la normale attività di servizio e mettendo e seriamente a rischio la sicurezza dei nostri bambini e l’assistenza ai ragazzi diversamente abili.
Ricordiamo infine :
• che gli appalti delle pulizie sono stati “ereditati” dalle istituzioni scolastiche con l'estensione della personalità giuridica a tutte le scuole autonome e con il contestuale trasferimento “coatto” allo stato dei lavoratori degli EE.LL;.
• che in presenza degli appalti di pulizie, si è determinata la riduzione del 25% dell'organico previsto dei collaboratori scolastici statali ;
• che in quelle scuole non c’è un surplus di personale, ma semplicemente una parte dell’organico dei collaboratori scolastici, determinato dalle tabelle ministeriali, è fornito dalle ditte di pulizia.
In questa già difficile situazione il Miur per il 2011 intende ridurre ancora gli stanziamenti previsti per gli appalti, applicando la stessa percentuale di riduzione utilizzata per gli organici Ata e prevede, inoltre, di scaricare l'onere della gestione delle procedure delle gare d'appalto direttamente alle scuole.
Si scaricano sulle scuole competenze e responsabilità e si corre il rischio di dover ricorrere ad appalti al massimo ribasso, che non garantiscono il rispetto delle clausole sociali di tutela dell’occupazione.
Di fronte a queste scelte unilaterali dell'amministrazione la FLC, la Filcams , Fp e la CGIL si sono già espresse e ribadiscono che:
• non possono accettare questa riduzione del servizio, che porterà ad ulteriori licenziamenti delle lavoratrici delle ditte, d'appalto e aumenterà i carichi di lavoro per il personale statale;
• non possono accettare che procedure tanto complesse e nuove competenze siano “scaricate “, con le relative responsabilità, direttamente alle scuole.
Di fronte alle scelte unilaterali del ministro Gelmini che stanno già mettendo in difficoltà le scuole e che abbassano il livello di qualità del sistema scolastico, la FLC Cgil ,Filcams, Fp e Cgil hanno chiesto incontri urgenti al ministero.


17-12-2010
L'intesa sul federalismo mette a rischio 200 lavoratori precari nella sanità molisana

L'accordo sul federalismo fiscale siglato ieri nella Conferenza Stato/Regioni ha sancito, giustamente, che il blocco del turn over e il taglio della spesa per i precari non si applicano agli Enti del servizio sanitario nazionale che non sono interessate ai piani di rientro dal debito.
Ma non è giusto, né moralmente accettabile, che questa possibilità venga negata, aprioristicamente e centralmente, al Molise, in cui gli interventi riduttivi dei piani di rientro già compromettono la scarsa tenuta del sistema sanitario e la caratteristica universale del diritto alla salute per i cittadini.
La Fp Cgil Molise ritiene, infatti, che resta ancora tutto da affrontare il nodo centrale e prioritario rappresentato dai precari molisani, medici compresi, per operare una scelta intelligente che sia veramente garante dei diritti di tutti e di decidere che i servizi sanitari ai cittadini, dal pronto soccorso alle emergenze, dall'assistenza ospedaliera a quella sul territorio, non possono essere frammentati e selezionati in base alla latitudine del sistema.

La Fp Cgil Molise continuerà nella battaglia per la stabilizzazione dei precari a difesa dei servizi della sanità pubblica e dei diritti di chi quotidianamente vi opera.
Una battaglia che, per quanto ci riguarda, continua con la precisa richiesta di procedere alla proroga dei contratti di lavoro in scadenza e all'immediato avvio dei percorsi di stabilizzazione per i precari molisani impegnati in sanità, al momento, esclusi dall'intesa di ieri.


9-12-2010

Pagelle sanitari alte ma senza premio, la riforma Brunetta non funziona


I risultati della sperimentazione delle pagelle di valutazione del personale del Ssn - in base ad un protocollo tra Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’innovazione e FORMEZ, AGeNaS, FIASO, ASL e Aziende ospedaliere – sanciscono il fallimento della riforma Brunetta.

La sperimentazione – decisa unilateralmente senza alcun coinvolgimento dei sindacati – evidenzia una bassa valutazione solo per una percentuale inferiore al 15% del personale. E allora chiediamo perché dovrebbe comunque rimanere senza premio il 25% come indicato dal Ministro Brunetta ?

E’ evidente che il sistema delle tre fasce predeterminate non funziona per la sanità così come per tutto il pubblico impiego, come da sempre denunciato dal nostro sindacato.

Peraltro l’obbligo di destinare alla produttività individuale la maggioranza delle risorse è contrario ad ogni obbiettivo di miglioramento del lavoro di equipe, fondamentale per dare risposte appropriate in sanità.

Ed infine un piccolo particolare: si tratta solo di un gioco virtuale, infatti fino a tutto il 2013 le retribuzioni rimarranno congelate con la compartecipazione dello stesso Brunetta che doveva premiare i migliori…

Riteniamo pertanto che vada abbandonata la strada della propaganda mediatica, puntualmente smentita dai fatti, e vada invece ripresa la strada maestra della contrattazione nazionale e aziendale per raggiungere l’obbiettivo di una sanità di qualità a tutela della salute dei cittadini.

Dichiarazione di Cecilia Taranto, segretario nazionale FPCGIL
e di Massimo Cozza, segretario nazionale FPCGIL Medici

30-11-2010

Pari opportunità: il collegato lavoro cancella i comitati e punisce le donne


Il 25 novembre è stato appena archiviato, ma la violenza contro le donne continua e, dopo le impegnative dichiarazioni della Ministra Carfagna, vorremmo capire se i 18 milioni (dovevano essere 40) di finanziamento per il piano nazionale contro la violenza sulle donne saranno resi disponibili dalla legge di stabilità. Intanto i centri antiviolenza, che sono uno dei sostegni fondamentali alle donne che vivono queste esperienze, chiudono uno dopo l’altro, strangolati dall’assenza di finanziamenti. A questo si aggiunge il taglio sulle politiche sociali, sui servizi (vedasi i 186 consultori chiusi nell’ultimo anno, ma non solo) che possono rendere molte donne libere e indipendenti.
Non possiamo che sottolineare negativamente i pesanti interventi contenuti nel collegato lavoro, sul versante del part-time delle lavoratrici pubbliche e su quello della soppressione dei comitati pari opportunità nelle amministrazioni pubbliche, materie contrattuali peraltro cancellate con un colpo di spugna legislativo, comitati che, pur fra mille difficoltà, avevano provato ad introdurre politiche di genere.
Il tutto conferma ancora una volta la disattenzione, se non la vera e propria ostilità, del Governo nei confronti delle donne e delle lavoratrici. Questo “non è un paese per donne”. Un approccio culturalmente maschilista che vorremmo vedere capovolto, a partire da serie politiche di sostegno alla maternità, all’occupazione femminile, alla valorizzazione delle professionalità, alla diffusione, a partire dalla scuola pubblica, di una cultura che valorizzi la differenza di genere e il rispetto delle bambine e delle donne.

Franca Peroni
Segretaria Nazionale Fp-Cgil

24-11-2010

COMUNICATO STAMPA

La Funzione Pubblica Cgil del Molise sarà presente in piazza a Roma il prossimo 27 novembre ’10 nella grande manifestazione nazionale della CGIL per rivendicare il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro, un lavoro pubblico garante dei diritti di cittadinanza, il rinnovo democratico delle Rappresentanze Sindacali Unitarie e per chiedere la stabilizzazione dei precari.

Occorre riconquistare un’idea di futuro in cui giovani e lavoro siano posti al centro delle politiche economiche e sociali, e questa idea non può che passare per un sistema di welfare e di servizi pubblici inclusivo, solidale, equo e democratico.

Tra l’altro, la legge di stabilità approvata alla Camera e che ora passerà al Senato per la definitiva approvazione, conferma tagli pesanti alla sanità e ai servizi sociali. In più riduce del 75% i fondi destinati, attraverso il 5 per mille, al sistema di volontariato interrompendo la catena di solidarietà e coesione sociale che 15 milioni di cittadini, con il loro contributo, mantenevano saldamente in vita, consentendo al volontariato di svolgere al minimo le proprie attività.
In questo modo si colpisce il principio costituzionale di sussidiarietà, invalidandone di fatto la realizzazione.

Il Paese, invece, ha bisogno di una pubblica amministrazione forte e consapevole del suo ruolo di garanzia dei diritti di cittadinanza e non certamente di una pubblica amministrazione “privatizzabile” e inefficiente come quella che il libro bianco del ministro Sacconi e le non riforme del ministro Brunetta consegnano ai cittadini di questo Paese.

La domanda di partecipazione alla manifestazione dei lavoratori pubblici molisani è alta e sta in questo dato il senso di responsabilità per difendere il sistema dei diritti di cittadinanza e il loro lavoro, ma anche per il futuro dei giovani.

Il Segretario generale
Guglielmo Di Lembo


4-11-2010

6 Novembre 2010, giornata di mobilitazione della Funzione Pubblica Cgil


I provvedimenti del Governo impoveriscono i servizi pubblici, gli enti locali, la sanità, i Vigili
del Fuoco, la giustizia.
Il blocco del turn over, delle assunzioni, dei rinnovi contrattuali, del licenziamento dei
precari, sono parte dello stesso disegno teso a indebolire il ruolo del pubblico, la qualità e
la quantità dei servizi offerti o addirittura la chiusura di servizi pubblici fino a ieri garantiti.
L?obiettivo del Governo, con tagli indiscriminati a Regioni, Comuni, Servizio Sanitario,
servizi sociali, Amministrazioni statali, è proprio questo: squalificare il lavoro pubblico,
unica garanzia di effettività ed esigibilità dei diritti dei cittadini, per indebolire l?intero
sistema dei diritti, delle tutele e dei servizi ai cittadini, a favore del sistema privato.
Sanità, asili, cultura, giustizia, vigilanza e sicurezza sono solo alcuni esempi di servizi a
rischio, oltre a quelli pubblici garantiti dal settore socio-sanitario e assistenziale.
Inoltre, per non sbagliarsi, il Governo taglia anche la democrazia impedendo le elezioni per
il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie e la contrattazione nei posti di lavoro.
La mobilitazione in Molise, sotto lo slogan “
I diritti di tutti: il nostro lavoro”, per
contrastare queste politiche, si terrà
dalle ore 10,00 alle ore 13,00 in Piazza Municipio a
Campobasso
dove saremo in piazza per informare, anche attraverso volantinaggio, i
cittadini sulle prestazioni e sui servizi pubblici che con sempre maggiore difficoltà,
soprattutto nel Molise, rispondono alle loro esigenze e garantiscono i loro diritti, e per
costruire un?alleanza con i cittadini per difendere, sia il loro diritto a poter usufruire di
servizi pubblici di qualità, sia il lavoro dei dipendenti pubblici.

Guglielmo Di Lembo
Segretario Generale FP

28-10-2010

La vera notizia è che diminuiscono i servizi ai cittadini

Le cifre sui tagli all'occupazione nelle Pubbliche Amministrazioni fornite dal Ministro della Funzione Pubblica sono vere. Ma non nuove.

La Funzione Pubblica Cgil aveva previsto e denunciato con largo anticipo questo calo occupazionale, derivante dalle norme emanate dal Governo sul blocco del turn over e dei contratti di lavoro flessibili, del licenziamento dei precari e dei pensionamenti.

Su quest'ultimo punto, peraltro, nonostante la decisione, forse un po' schizofrenica, di aumentare l'età pensionabile delle lavoratrici pubbliche.

Fin qui quindi nessuna notizia!

Il Ministro però afferma che questo calo occupazionale non avrebbe prodotto alcun effetto sulla quantità di servizi erogati e questo invece non è vero.

Basterebbe leggersi le pagine locali dei giornali per sapere che siamo di fronte in tutto il Paese a riduzioni, o addirittura alla chiusura, di servizi pubblici essenziali. Per questa strada avanza una privatizzazione sempre più rilevante di pezzi di funzioni pubbliche.

Proprio per contrastare queste politiche, la Funzione Pubblica Cgil ha indetto per il 6 novembre una giornata nazionale di mobilitazione: saremo nelle piazze del nostro Paese per costruire un'alleanza con i cittadini per difendere il diritto a poter usufruire di servizi pubblici di qualità e il nostro lavoro.

Rossana Dettori
Segretaria Generale Fp Cgil

22-10-2010

Anci-Delrio: sbagliato e grave giustificare blocco dei contratti


“Bisogna guardare all'insieme dei provvedimenti del Governo per poter contrastare l'impoverimento dei servizi pubblici e degli enti locali. Tanto il blocco del turn-over quanto quello dei contratti sono parte dello stesso disegno teso a indebolire il ruolo del pubblico, la qualità e la quantità dei servizi offerti”. Con queste parole Daniele Giordano, Segretario Nazionale dell'Fp-Cgil, risponde alle dichiarazioni di Graziano Delrio, delegato Anci al Personale e alle relazioni sindacali.

“La controriforma Brunetta si basa su un assunto che caratterizza tutta l'azione del Governo: indebolire l'intero sistema di diritti, tutele e servizi ai cittadini, a favore del sistema privato. Il blocco dei contratti e delle retribuzioni è in linea con questo assunto– continua Giordano – e squalifica il lavoro pubblico che, in questo concordo con Delrio, rappresenta una garanzia di effettività ed esigibilità dei diritti dei cittadini”.

“È inaccettabile – aggiunge Giordano - che il Ministro Brunetta e il Governo trattino il lavoro pubblico come un lavoro di serie B, peraltro colpendo pesantemente il potere d'acquisto in una fase in cui andrebbero stimolati i consumi, e che su questo campo trovino la sponda dell'Anci”.

“Noi continueremo a pretendere il diritto dei lavoratori al contratto nazionale – conclude il Segretario Nazionale dell'Fp-Cgil - e a contrastare un disegno che fa male al lavoro, ai cittadini e tutta la pubblica amministrazione, autonomie locali comprese”.

Daniele Giordano
Segretario Nazionale Fp-Cgil

20-10-2010

Collegato lavoro:
destruttura il contratto nazionale continuare le mobilitazioni e le azioni di contrasto

Ieri la Camera ha approvato definitivamente il disegno di legge n. 1141 quater, meglio conosciuto come Collegato Lavoro. Un testo che assesta un colpo doloroso al sistema dei diritti e delle tutele, a partire dall’arbitrato, prevedendo il pronunciamento del lavoratore nel momento in cui più è debole la sua posizione. Non è difficile immaginare i ricatti e le pressioni a cui sarà sottoposto il lavoratore, soprattutto in questa negativa congiuntura economica.
Anziché proporre politiche attive sul lavoro, sostegni al reddito per lavoratori coinvolti nella crisi o disoccupati, una vera politica di sviluppo in tutti i settori (basata su ricerca, innovazione, formazione permanente), si continua su una strada che ha come palese obiettivo il superamento della legge 300 del 20 maggio 1970 (lo statuto dei lavoratori), che si intende sostituire con lo statuto dei lavori del Ministro Sacconi.
Il disegno è chiaro: meno diritti e tutele, superamento dei contratti collettivi nazionali di lavoro, ritorno a una concezione del lavoro come semplice fattore della produzione e, attraverso l’apprendistato a 15 anni e la controriforma Gelmini, a una scuola di classe.
Per questi ragioni, dopo il sit in di ieri a Montecitorio, le iniziative di lotta, di mobilitazione, di contrasto, dovranno continuare e intensificarsi.

Fabrizio Fratini, Sgretario Nazionale Fp-Cgil

5-10-2010

Comunicato stampa



Piano liste di attesa: bene su intramoenia ma è prioritario fermare i tagli alla sanità


Il piano sulle liste di attesa, in discussione tra Governo e Regioni, giustamente affronta anche il collegamento con la libera professione intramoenia che necessita della massima trasparenza.


Si rilancia infatti la possibilità che sia la stessa azienda a farsi carico della libera professione intramoenia, attraverso i propri medici dipendenti, quando i tempi di attesa sono particolarmente critici e si propone un’appropriata attività di monitoraggio, verifica e controllo dell’intramoenia, a partire dal rispetto dell’equilibrio tra le prestazioni rese in regime istituzionale e in libera professione.
Condivisibili sono anche altri aspetti affrontati, ma il piano rischia di rimanere solo sulla carta se non vengono garantiti i finanziamenti appropriati per l’esigibilità dei livelli assistenziali di assistenza su tutto il territorio nazionale e se non si ferma un indiscriminato blocco del turn over e il licenziamento dei precari a partire delle Regioni sottoposte ai Piani di Rientro.


Noi con coerenza continueremo a batterci per la sanità pubblica e per la valorizzazione di chi sceglie l’esclusività di rapporto con un'intramoenia trasparente da svolgersi nella struttura pubblica e non più nel privato.

di Cecilia Taranto Segretaria Nazionale FP CGIL
e Massimo Cozza Segretario Nazionale FP CGIL Medici

27-9-2010

LETTERA DELLA SEGRETERIA NAZIONALE FP CGIL

Alle Segreterie Regionali FP-CGIL
Alle Segreterie Territoriali FP-CGIL




Care compagne e cari compagni,

l’Assemblea nazionale dei Delegati della nostra Categoria, insieme alla FLC, appena conclusa, ha raggiunto l’obiettivo che si era proposta: una risposta forte della CGIL al tentativo in atto di eliminare il voto per il rinnovo delle RSU nel Pubblico Impiego.
La grande partecipazione ha posto, prepotentemente, il tema della difesa della democrazia a tutto il Paese. Chiarendo che la nostra Organizzazione è in grado di mobilitarsi per contrastare efficacemente questa deriva autoritaria, rivendicando, nel contempo, il diritto al Contratto nazionale e alla Contrattazione integrativa.
Se questo oggi è accaduto, lo si deve all’impegno che avete profuso, non solo con la presenza odierna delle compagne e dei compagni dei vostri territori, ma anche con il lavoro nelle settimane, nei mesi e negli anni precedenti, tenendo sempre forte il rapporto con le lavoratrici e i lavoratori che rappresentiamo.

Un grazie di cuore e un augurio a tutti noi per il lavoro che abbiamo davanti.

Rossana Dettori
Segretaria Generale Funzione Pubblica CGIL


23-9-2010

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I PUBBLICI DIPENDENTI DEVONO POTER ELEGGERE I PROPRI RAPPRESENTANTI AZIENDALI


Venerdì 24 settembre grande iniziativa di denuncia e di mobilitazione presso l'Auditorium della musica a Roma in Via della Conciliazione, dalle 10.00 alle 13.30, con conclusioni di Guglielmo Epifani

La FP Cgil e la FLC Cgil del Molise parteciperanno con una folta delegazione di RSU e di delegati all’Assemblea Quadri e Delegati delle due categorie che si terrà a Roma venerdì 24 settembre. Si tratta di una manifestazione finalizzata alla denuncia e alla mobilitazione rispetto alla negazione del diritto al voto per il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) nel pubblico impiego. Il tentativo del governo con la compiacenza degli altri sindacati è quello di non far votare a novembre le RSU.

In questo modo, si nega la democrazia a quasi due milioni di lavoratori pubblici e la possibilità di scegliersi i propri rappresentanti nei posti di lavoro come previsto da una legge dello Stato.

Questo governo sta drasticamente restringendo gli spazi di democrazia sindacale e vuole mettere in discussione la rappresentanza dei lavoratori, scegliendosi interlocutori compiacenti ed appiattiti sulle sue posizioni. E’ un disegno regressivo che dobbiamo sconfiggere con la mobilitazione e con la denuncia. I lavoratori hanno diritto ad eleggere i propri rappresentanti in ogni luogo per contrattare regole condivise sull’uso delle risorse e sull’organizzazione del lavoro.
Proseguiremo nella mobilitazione fino a quando non sarà sottoscritto l’accordo per indire le elezioni RSU, diritto inalienabile per i lavoratori.

L’Assemblea di Roma sarà conclusa, intorno alle 13,30, dal Segretario generale nazionale della Cgil, Guglielmo Epifani.

Campobasso, 22 settembre 2010


10-09-2010



Protocollo n.483/U-FP 2010
Roma 8 Settembre 2010



Alle Segreterie Regionali e Territoriali Fp Cgil




Care/i compagne/i

l’esito, seppur parziale, della discussione in corso all’Aran sulla ridefinizione dei comparti contrattuali conferma, se mai ce ne fosse stato il bisogno, che la vicenda delle elezioni delle RSU attraverserà sempre più intensamente il dibattito politico-sindacale nella categoria e nel sistema diffuso delle relazioni con il Governo e con le altre organizzazioni sindacali.

La dichiarata impossibilità, per adesso, a concordare un calendario per le elezioni RSU, se non a fronte della sottoscrizione di un accordo sui nuovi comparti di contrattazione, è stato e continua ad essere il punto principale complessivamente emerso negli incontri che l’ARAN ha convocato specificatamente sul tema delle elezioni.

A questo dato sembra aggiungersi, oggi, quello di una pari impossibilità nel raggiungere un accordo sui nuovi comparti se non a fronte di una modifica del decreto legislativo 150 e/o della legge 15.

Continuiamo a pensare che le due cose non siano così strettamente consequenziali o, meglio, che l’una non debba e non può pregiudicare l’altra e continueremo a rivendicare, nelle sedi di confronto all’ARAN, la formalizzazione immediata del calendario per le elezioni.

Sta però a noi fare in modo che sia scongiurato il pericolo che un tema così decisivo, quale quello della democrazia partecipativa e della rappresentanza sindacale, venga disperso in una discussione tattica potrebbe avere come obiettivo quello di negare il diritto al voto o, nella migliore delle ipotesi, di posticiparlo sine die.

Abbiamo di fatto avviato la prima fase della campagna di informazione “DIRITTI AL VOTO – ELEZIONI RSU 2010” concordando sulla sua assoluta priorità in termini di azione politica della Fp Cgil.

Ciò comporta un conseguente e visibile intensificarsi delle iniziative a sostegno di questa battaglia di civiltà e di democrazia da parte di tutti i livelli della nostra organizzazione.

Dobbiamo rendere chiaro a tutto il mondo del lavoro pubblico (e non solo) i rischi di questa operazione: in gioco c’è la tutta la legge sulla rappresentanza, non le sole elezioni RSU 2010.
E allora, se questo è il rischio, non possiamo non mettere in campo tutta la nostra capacità di mobilitazione e coinvolgimento, a partire da una capillare attività di informazione nei luoghi di lavoro attraverso una capillare diffusione delle locandine “Vogliamo Votare” in tutti i luoghi di lavoro pubblici e l’assunzione di una serie di visibili iniziative (alcune già programmate) a sostegno di questa battaglia.

Questo sarà ovviamente uno dei temi principali del direttivo già fissato per il 14 settembre e, altrettanto ovviamente, l’argomento centrale dell’iniziativa già calendarizzata per il 24 settembre.

Fraterni saluti.





Rossana Dettori
Segretaria Generale Funzione Pubblica CGIL


26 Luglio 2010

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Comunicato Stampa


Su Duisburg e grandi eventi Bertolaso specula



Il Sottosegretario Bertolaso, ancora a capo della Protezione Civile italiana nonostante quanto è emerso da indagini giudiziarie e inchieste giornalistiche, utilizza la disgrazia dellaLove Parade di Duisburg per giustificare la "bontà" dei Grandi Eventi: specula sulle disgrazie per sminuire le sue responsabilità negli scandali della famosa cricca della Protezione Civile, svolti proprio all'ombra dei Grandi Eventi.
Entrando nello specifico della sua dichiarazione, vorremmo ricordare che in Italia, e a Roma in particolare, gli esperti di gestione dei Grandi Eventi sono sempre stati i vigili urbani, l'ufficio comunale di Protezione Civile e le migliaia di volontari da questi coordinati, gli stessi che hanno gestito i funerali di Papa Giovanni Paolo II. Su questo evento Bertolaso ha sempre messo il cappello appropriandosi impropriamente di meriti che non gli appartengono.
La Protezione Civile dovrebbe occuparsi di altro, di prevenzione, pianificazione e preparazione delle emergenze, ambiti abbandonati con la gestione Bertolaso, lasciando così pericolosamente scoperto gran parte del territorio nazionale caratterizzato dall'alta esposizione ai rischi naturali, primi fra tutti il rischio sismico e quello idrogeologico.
Questo atteggiamento ci sconcerta e ci allarma. É ormai evidente che il Capo Dipartimento non ha mai messo a fuoco quale sia la vera missiondella protezione civile.
Prima lascerà l'incarico e meglio sarà per il Paese.

Antonio Crispi
Segretario Nazionale FPCGIL

21-7-2010

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Comunicato Stampa


La protesta contro la manovra continua
Anche oggi siamo in Piazza Montecitorio con i lavoratori e le lavoratrici del comparto sicurezza per dire NO alla manovra del Governo.
Questa manovra, anche in questi settori, penalizza e mortifica la professionalità degli operatori e mette in discussione l’esigibilità del diritto alla sicurezza dei cittadini e del Paese.
Questo Governo, che sulla sicurezza ha sparso a piene mani messaggi demagogici e sbagliati, in realtà con i tagli previsti nella manovra, rende sempre più difficile far funzionare i servizi essenziali.
Ma noi non ci arrendiamo, la mobilitazione continuerà.

di Rossana Dettori
Segretaria Generale Fp Cgil

21-7-2010

Comunicato Stampa di Rossana Dettori

Segretaria Generale Fp Cgil

La protesta contro la manovra continua
Anche oggi siamo in Piazza Montecitorio con i lavoratori e le lavoratrici del comparto sicurezza per dire NO alla manovra del Governo.
Questa manovra, anche in questi settori, penalizza e mortifica la professionalità degli operatori e mette in discussione l’esigibilità del diritto alla sicurezza dei cittadini e del Paese.
Questo Governo, che sulla sicurezza ha sparso a piene mani messaggi demagogici e sbagliati, in realtà con i tagli previsti nella manovra, rende sempre più difficile far funzionare i servizi essenziali.
Ma noi non ci arrendiamo, la mobilitazione continuerà.

19-7-2010
Comunicato Stampa
di Antonio Crispi
Segretario Nazionale Fp Cgil

Assunzioni clientelari in Protezione Civile

In piena era “tremontiana”, mentre blocco del turn over, licenziamento del 50% dei precari nel lavoro pubblico e riduzione indiscriminata dei trasferimenti agli enti locali mettono a rischio la tenuta dei servizi, in Protezione Civile continuano le assunzioni facili. Bertolaso assume senza freni, senza controllo e senza concorso. Assume a chiamata diretta e si accinge a promuovere 13 dipendenti a dirigenti, sempre senza requisiti concorsuali.

Il Governo, evidentemente imbarazzato, non risponde alle interrogazioni parlamentari e alle nostre sollecitazioni: in questi giorni si stanno svolgendo i “colloqui”, circostanza oggettivamente difficile da spiegare in una fase di “austerità”.

Un altro duro colpo all’immagine della Protezione Civile, alla dignità di tutte quelle donne e quegli uomini che con il loro lavoro e la loro abnegazione si occupano ogni giorno dell'incolumità dei cittadini.

Inspiegabile che, dopo quanto emerso con gli scandali e le inchieste dei mesi scorsi, Bertolaso non sia stato rimosso. Grave, gravissimo, che continui a gestire in maniera tanto autoritaria e discrezionale, per non dire familistica, un apparato dello Stato, con tanto disprezzo delle regole e tanta disinvoltura da dimostrare di non temere il giudizio dell'opinione pubblica.

Facciamo appello alle istituzioni: il Governo, il Parlamento, i Presidenti Schifani e Fini, il Ministro Tremonti. Verifichino lo stato dei fatti, blocchino quest’ennesima prevaricazione per salvaguardare l'uguaglianza tra i cittadini e la trasparenza nella pubblica amministrazione, grande assente in questa brutta vicenda.

Roma, 19 Luglio 2010

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Ufficio Stampa
Federazione Lavoratori Funzione Pubblica CGIL Nazionale
Via L.Serra, 31
00153, Roma



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