CGIL Molise




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26-1-2012
ATA e ITP ex Enti locali: prosegue il nostro impegno per sanare un'ingiustizia
La FLC CGIL garantisce l'assistenza legale per i lavoratori transitati dagli Enti locali allo Stato che vogliono continuare il contenzioso. Al nuovo Governo, al Parlamento e a tutte le forze politiche abbiamo chiesto un intervento urgente sul piano legislativo al fine di ripristinare una situazione di legalità e legittimità così come la Corte europea chiede al Governo italiano. Occorre trovare una soluzione politica non più rinviabile per sanare la macroscopica ingiustizia che ha colpito migliaia di lavoratori per evitare la ripresa del contenzioso.
Ricordiamo al Governo che già la legge finanziaria 2008 (legge 244/07) suggeriva un percorso contrattuale che oggi si potrebbe riprendere al fine del riconoscimento delle anzianità pregresse.
I fatti: con la legge 124/99, a partire dal 1 gennaio 2000, il personale ATA dipendente degli Enti locali è passato alle dipendenze dello Stato. Per ottenere l'intero riconoscimento dell'anzianità maturata presso l'ente di provenienza, questo personale ha dovuto avviare un procedimento giudiziario che l'ha visto vincente fino alla emanazione della legge finanziaria 266/05.
Infatti, il comma 218 della legge 266/05, con un'interpretazione autentica retroattiva della legge 124/99 (legge che regola il passaggio dagli Enti locali allo Stato), nega il riconoscimento per intero delle anzianità maturate nell'ente di provenienza. Nella stessa legge viene fatta salva l'esecuzione dei giudicati (cioè sentenze di Cassazione o, comunque sentenze anche di grado inferiore non appellate e quindi divenute definitive) alla data di entrata i vigore della legge. La legittimità della legge 266/05 viene confermata nel 2007 dalla Corte Costituzionale. In conseguenza della legge 266/05, la Cassazione, smentendo se stessa, nei successivi pronunciamenti sui ricorsi pendenti ha dato torto ai lavoratori.
Adesso, la questione sta tornando di grande attualità a seguito delle recenti decisioni giurisprudenziali riportate di seguito:
· il 7 giugno 2011 la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo ha emesso una sentenza con la quale riconosce che a seguito della legge 266/05 (applicazione retroattiva della legge di interpretazione autentica) i lavoratori ATA della scuola transitati dagli Enti locali si sono visti negare il diritto a un giusto processo (nella sentenza si condanna l'Italia per violazione dell'art.6 della Convenzione Europea e dell'art.1 del protocollo n. 1 della stessa Convenzione).
· Il 6 settembre 2011 la Corte di Giustizia Europea emette una sentenza con la quale censura i provvedimenti di inquadramento emanati dal Ministero senza riconoscere l'effettiva anzianità maturata nell'ente di provenienza (come invece inizialmente avevano riconosciuto i Tribunali nelle sentenze di 1, 2 e 3 grado prima della modifica apportata con la legge 266/05). Le sentenze della Corte di Giustizia Europea sono vincolanti per gli Stati membri.
· La Corte di Cassazione nazionale, sezione lavoro, con le sentenze n. 20980 del 12 ottobre 2011 e n. 23344 del 9 novembre 2011 recepisce i principi stabiliti dalle corti europee e dà indicazioni ai tribunali di 1 e 2 grado di tenere conto di questi principi nel formulare le sentenze riguardanti i ricorsi degli ATA ed ITP ex dipendenti degli Enti locali, transitati per legge nei ruoli dei dipendenti statali, senza che fosse loro riconosciuta per intero l'anzianità di servizio pregressa. In sostanza, la Corte di Cassazione dà indicazione ai giudici che devono emettere sentenze di 1o 2 grado, di tenere conto di quanto stabilito dalle Corti europe.
Come FLC CGIL abbiamo chiesto al Parlamento di intervenire ed abbiamo attivato dei ricorsi pilota. Il personale transitato dagli Enti locali è invitato a contattare le sedi della FLC CGIL per concordare azioni tese ad evitare ulteriori e dispendiose vie legali che non hanno solidi riferimenti giuridici.


23-1-2011
Pensioni: emendamenti al Milleproroghe, l’impegno della CGIL e DELLA FLC
La FLC CGIL da subito ha denunciato l'iniquità della riforma del sistema pubblico delle pensioni da parte del Governo Monti che interviene pesantemente sul destino delle lavoratrici e dei lavoratori: per le odierne generazioni una rivoluzione strutturale dei requisiti di accesso al diritto alla pensione, per i giovani, spesso disoccupati o precari quindi con scarsa potenzialità contributiva, un futuro privo di una pensione adeguata.
La CGIL, insieme a CISL e UIL, ha presentato proposte di emendamenti da inserire nel decreto milleproroghe in relazione all'art. 24 del Decreto Legge 201 del 6 dicembre 2011, convertito con modificazioni, nella Legge 214 del 22 dicembre 2011.
Nel merito degli emendamenti si sottolinea la necessità:
· di non eliminare seccamente l'accesso alla pensione con le quote, ma di introdurre una maggiore gradualità
· di eliminare i 42 anni e 1 mese di contribuzione per gli uomini e equipararli al requisito previsto per le donne
· di eliminare per uomini e donne le penalizzazioni legate all'età anagrafica
· di estendere il 15 bis dell’articolo 24 anche per i lavoratori del pubblico impiego
· di rivedere la norma che prevede per i lavoratori assunti dal 1 gennaio 1996 e che sono in contributivo, la possibilità di andare in pensione di vecchiaia con 20 anni di contribuzione, solo se l'assegno pensionistico corrisponde ad una somma di denaro non inferiore ad una volta e mezzo l'assegno sociale rivalutato con il pil quinquennale
· di consentire la quiescenza anche a coloro che matureranno il diritto alla quota 96 nel 2012.
Questa ultima norma sarebbe di gran vantaggio per chi entra tardi al lavoro, soprattutto per le donne, spesso meno pagate meno degli uomini, con percorsi lavorativi interrotti anche dal ruolo che svolgono per la cura familiare, perché garantirebbe loro una pensione dignitosa.
Rimaniamo in attesa dell'esito positivo degli emendamenti per ridare fiato a quanti in prossimità della pensione si sono visti sfumare l'obiettivo sotto il naso, per dare una speranza a coloro che oggi vedono la pensione come un miraggio nel deserto secondo le tabelle di proiezione della riforma. Auspichiamo che la discussione nella Commissione e nell'Aula corregga tali storture che rappresenterebbe un segnale positivo anche per tanti docenti ed ATA delle scuole molisane.

4-1-2012
SCUOLE ABBANDONATE IN ATTESA DELLA SPECULAZIONE EDILIZIA?
Il caso della scuola Media di Venafro in Via Maiella rimanda ai problemi del dimensionamento delle istituzioni scolastiche e alla programmazione dell'offerta formativa da garantire nel territorio.
Nella giornata di martedì 3 gennaio '12, mentre nella sede della Provincia di Isernia si discuteva di dimensionamento scolastico e le amministrazioni non contestavano la politica governativa dei tagli e delle riduzioni, alcuni ragazzi minorenni entravano nella scuola Media di Via Maiella di Venafro e davano fuoco all'archivio.
Si tratta di uno stabile al centro dell'abitato di Venafro, in condizioni di abbandono e di disinteresse. Sembra che l'Amministrazione comunale voglia concedere l'immobile a dei privati che vi realizzerebbero delle abitazioni civili; l'intesa assicurerebbe la permuta dell'immobile con la costruzione di una scuola alla periferia della città. Se così fosse, si tratterebbe della classica speculazione edilizia.
Le scuole molisane hanno bisogno di interventi programmati che tengano conto dell'offerta formativa da garantire agli studenti, con un piano di dimensionamento credibile e serio, con edifici scolastici che rispettino le norme di sicurezza.
A Venafro, come in molte realtà regionali, si continua ad agire con approssimazione; disinteressandosi delle esigenze degli studenti ad avere una scuola buona, pubblica, sicura e di qualità.
La FLC CGIL Molise ha chiesto in tutte le sedi, istituzionali e non, di fermare il dimensionamento scolastico, perché comporterebbe un ulteriore impoverimento formativo, la chiesto di bloccare i tagli e le riduzioni agli organici ed alle risorse, proponendo un tavolo concertativi che affronti tutte queste tematiche senza l'assillo dell'imminente scadenza del 31 gennaio 2012.
Il futuro della scuola molisana non può essere affrontato in maniera frettolosa e ragionieristica. Il primo dato da analizzare riguarda le sedi scolastiche presso le quali garantire la scuola pubblica. Le sedi devono essere sicure, confortevoli ed adatte alle esigenze formative degli studenti. Il secondo punto dovrà essere quello di discutere l'offerta formativa da garantire ai territori, evitando duplicazioni e valorizzando le loro specificità. Il terzo punto dovrà tener conto dell'andamento del flusso delle nascite. Solo dopo questi momenti, si potrà procedere a progettare una rete scolastica adeguata, con trasporti, risorse ed organici degli di un paese civile.
La discussione sul dimensionamento nella provincia di Isernia come in quella di Campobasso, ha bisogno di queste pre condizioni. Il caso dell'incendio alla scuola media di Venafro, obbliga tutti ad una riflessione su quali dovrebbero essere i punti di erogazione del servizio scolastico e sulla necessità che si evitino speculazioni e scelte avventate che non rispettino i diritti degli studenti.


3-1-2012
SALVAPRECARI: LA REGIONE DEVE CONSENTIRE ALLE SCUOLE DI REALIZZARE QUANTO PROGETTATO
Anche grazie alla mobilitazione promossa dalla FLC CGIL, la giunta regionale ha approvato il 31 agosto 2011, la proroga dell’intesa con il MIUR per potenziare i servizi d’istruzione.
Avevamo chiesto all’assessore di attivarsi affinché non vi fossero ulteriori tagli, vista anche la sentenza nella quale il Consiglio di Stato, ha stabilito che il MIUR è obbligato ad acquisire il parere della Conferenza Unificata Stato-Regioni espressamente previsto dall'art. 2 del DPR 81/2009 in materia di organici dei docenti ed ATA. Avevamo chiesto un intervento del presidente Iorio, considerato anche il suo ruolo di vice presidente della Conferenza Unificata. Su questo versante non c’è stata risposta.
Avevamo chiesto che si restituisse il tempo scuola sottratto, che si potenziasse il tempo prolungato, che si sdoppiassero le classi numerose, che fossero ridotte all’essenziale le pluriclassi. Avevamo chiesto che le scuole fossero nelle condizioni di garantire l’apertura dei plessi e l’ordinario funzionamento, con un personale ATA adeguato.
La delibera ha stanziato 1.400.000,00 € per i progetti ed i primi giorni di ottobre si è firmato il patto territoriale di concertazione interistituzionale, per definire le modalità dell’intervento. Le scuole hanno presentato i progetti ed in questi giorni stanno ricevendo dalla regione la determina per iniziare a chiamare i precari e realizzare quanto programmato.
Con sorpresa abbiamo appreso che la regione Molise ha decretato che i contratti stipulati con i precari non possono superare i tre mesi. Mentre nel patto territoriale sottoscritto è espressamente previsto che i progetti, ed i relativi contratti, devono durare fino al termine delle lezioni. Una durata inferiore comporterebbe la riduzione delle attività progettate dalle scuole con evidenti ripercussioni sulla qualità dell’offerta formativa. Si assisterebbe al paradosso che le risorse messe a disposizione dalla regione, per dare una boccata d’ossigeno alle scuole, sarebbero utilizzate solo parzialmente, senza conseguire gli obiettivi prefissati.
Inoltre, contratti di così breve durata, determinerebbero per i precari un evidente pregiudizio, in quanto sarebbero nell’impossibilità di concludere l’attività didattica e, contestualmente, perderebbero la possibilità di poter accedere ad altre supplenze.
E’ opportuno che l’assessorato all’istruzione della regione Molise riveda, in tempi rapidi, la propria determina inviata alle scuole e consenta ad esse di realizzare quanto progettato, senza interruzioni in corso d’opera, e dia ai precari, docenti ed ATA, la possibilità di poter lavorare fino al termine delle lezioni.



30-12-2011
TRE ANNI CHE HANNO MESSO IN GINOCCHIO I SETTORI DELLA CONOSCENZA
L’accanimento nei confronti della scuola e degli altri settori della conoscenza non ha avuto limiti. In tre anni 8 miliardi tolti alla scuola pubblica e 2 miliardi ridotti all’università ed alla ricerca. Tutto ciò ha determinato un evidente impoverimento di questi settori con la conseguente impossibilità di garantire livelli adeguati di formazione per gli studenti.
In Molise il taglio agli organici è stato drammatico: 1200 posti di lavoro persi in tre anni! La riduzione del tempo scuola è stata notevole. Qualche esempio. Quest’anno scolastico poco più del 2% degli alunni frequenta classi a tempo pieno nella scuola primaria ( siamo fanalino di coda in Italia) a fronte di un dato nazionale che supera il 15%. E’ stato soppresso il tempo prolungato nella scuola secondaria di primo grado e c’è stata una notevole contrazione degli insegnamenti disciplinari delle scuole superiori. A ciò si aggiungano i tagli al personale ATA ed alle spese di funzionamento: il quadro è desolante. Sono prossime alla chiusura le poche scuole serali rimaste in regione. L’educazione degli adulti, prevista dalle normative comunitarie, resta un altro obiettivo non realizzabile. E’ esplosa la polemica sulle classi pollaio e sul mancato riconoscimento delle ore di sostegno agli studenti disabili: solo i ricorsi amministrativi hanno imposto all’Amministrazione di non realizzare ulteriori tagli.
Ed ancora. La riforma delle pensioni non procura rimedi per i giovani, spesso precari o disoccupati; anzi rischia di rendere più difficile il conseguimento di una pensione dignitosa. L’aumento dell'età di uscita dal lavoro e l’adeguamento della misura della pensione all'aspettativa di vita, vanno nella direzione opposta a quella equità annunciata dal Governo. La manovra introduce elementi di disparità tra lavoratori del pubblico e del privato e tra lavoratori di classi di età diverse che pur a parità di percorsi lavorativi avranno trattamenti diversificati.
Intanto si continua a parlare della riforma del lavoro. Un tema ricorrente da anni e tutti gli interventi sul lavoro hanno peggiorato le condizioni dei lavoratori e reso il lavoro più brutto e meno efficace. Il caso dei settori pubblici è esemplare. I contratti bloccati fino al 2014 e con essi qualunque adeguamento delle retribuzioni al galoppante costo della vita, con una normativa farraginosa ( decreto Brunetta). Il lavoro si dipana quotidianamente tra mille difficoltà, problemi da risolvere, scelte da compiere. La gran parte dei problemi organizzativi dovrebbe essere affidata alla contrattazione integrativa che è stata ridimensionata; essa è, invece, indispensabile per stabilire regole condivise -per far funzionare meglio i settori pubblici- sull’organizzazione del lavoro e sulla distribuzione delle risorse.
E’ ora che si inverta questa tendenza al ribasso: solo una ripresa degli investimenti nei settori della conoscenza potrà garantire modalità nuove per affrontare positivamente la crisi. Per questo continuerà a battersi la FLC CGIL anche nel 2012.



24-11-2011
PROSEGUIRE L’INIZIATIVA POLITICA PER CONTRASTARE LA DERIVA NEI SETTORI DELLA CONOSCENZA
Numerosa ed affollata assemblea ad Indirete organizzata dalla FLC CGIL Molise. Il segretario generale Sergio Sorella ha illustrato i temi che riguardano l’azione politica. Al nuovo governo, in particolare, chiediamo di:
- Tornare a investire. La spesa per istruzione e formazione sul Pil deve aumentare nei prossimi anni e non diminuire sulla base delle indicazioni contenute in Europa 2020.
- Ripristinare le regole che sono completamente saltate a partire dalle relazioni sindacali. Anche in base alle nuove competenze delle Regioni e alle autonomie locali per effetto di quanto previsto dl titolo V in modo da favorire una maggiore cooperazione interistituzionale con il sistema delle autonomie scolastiche, universitarie e degli istituti di ricerca.
- Riconquistare il contratto nazionale, condizione per una più precisa programmazione delle risorse disponibili, definendo con precisione i tempi per la presentazione delle piattaforme e l’avvio delle trattative.
- Rimettere in discussione i regolamenti della Gelmini in particolare per primaria e secondaria superiore.
- Proseguire nel lavoro di elaborazione e ricerca sui temi sulla valutazione dopo il documento approvato dal direttivo.
- Rivendicare piani di stabilizzazione dei precari e allo stesso tempo continuare a ragionare su come intervenire su un mercato del lavoro che, anche nei nostri comparti, presenta una forte frantumazione.
Su questi temi c’è stata una ricca ed articolata discussione che ha posto al centro dell’impegno sindacale. Impegnarsi perché si vada al rinnovo delle Rappresentanze sindacali unitarie.
Questa scadenza è importante, è un momento di verifica dopo tre anni di dura resistenza alle politiche di questo governo. Gli interventi nei settori della conoscenza, la rilegificazione del rapporto di lavoro pubblico avviata da Brunetta, il tentativo di Sacconi di ridimensionare il ruolo del sindacato e precarizzare il lavoro. Tutto questo ora può essere valutato dai lavoratori attraverso il voto di marzo per le RSU.
Sulla fase politica si è soffermata Erminia Mignelli, segretario generale della CGIL Molise, che ha insistito sul fatto che il nuovo governo deve incentrare le prossime manovre economiche su criteri di equità, con interventi che guardino alla crescita ed allo sviluppo nei quali i settori della conoscenza hanno un’importanza strategica.
Infine, è intervenuto Americo Campanari che ha insistito sull’importanza di regole sulle materie che riguardano l’organizzazione del lavoro e la distribuzione delle risorse. Negare la contrattazione di scuola, come ha fatto il governo precedente, significa minare l’autonomia scolastica rivedere, in senso peggiorativo, il profilo dei dirigenti scolastici. Scrivere le regole sulla contrattazione significa valorizzare le professionalità, consentire all’istituzioni di stabilire regole condivise, per evitare il conflitto.


21-11-2011

STATUTO DELL’ATENEO MOLISANO: I RILIEVI DEL MIUR POSSONO ESSERE RISPEDITI AL MITTENTE
Consultando il sito dell’ateneo Molisano, si apprende che in data 24 ottobre u.s. la Commissione Statuto dell’Università del Molise, peraltro con l’assenza (giustificata) di 6 membri su 15 ha operato, su proposta del Magnifico Rettore, una revisione dello Statuto recependo, in maniera forse troppo repentina, le osservazioni del Ministero trasmesse con nota 4263 del 20.10.2011.
Leggendo il testo dello Statuto approvato definitivamente dagli organi accademici dell’Università del Molise in data 27 ottobre, si nota immediatamente che sono stati eliminati alcuni elementi innovativi di partecipazione democratica che, seppur con qualche difficoltà di comunicazione, erano stati inseriti in origine dalla Commissione Statuto ed erano stati apprezzati, in sedi diverse, anche da questa Organizzazione Sindacale.
Ad oggi, la stesura proposta appare svuotata e sminuita soprattutto la parte di Statuto relativa alla composizione del Consiglio di Amministrazione che, abbandonando l’iter elettivo garante della rappresentanza delle diverse componenti accademiche, sembra assumere il ruolo di un organo “rettorecentrico” con tutti i rischi che ne derivano.
La FLC CGIL ha sempre invitato gli organi decisionali dell’ateneo molisano ad allargare quanto più possibile la discussione su provvedimenti importanti che riguardano la vita dell’Università e degli studenti e dei lavoratori che la frequentano.
Alla luce della nota interpretativa della FLC CGIL nazionale, allegata alla presente comunicazione, rileviamo che, forse, ancora una volta si è persa l’occasione per un confronto ampio e partecipato che avrebbe portato risultati maggiormente condivisi.
La FLC CGIL invita i vertici dell’ateneo molisano a riaprire la discussione su un argomento importante come quello dello Statuto universitario anche alla luce del mutato quadro politico nazionale.


16-11-2011
DEMOCRAZIA NEI LUOGHI DI LAVORO: ELEGGERE LE RAPPRESENTANZE SINDACALI UNITARIE della conoscenza
In questi giorni si stanno svolgendo le contrattazioni nelle singole istituzioni scolastiche, nel Conservatorio e negli enti di ricerca, tra la parte pubblica e le RSU. Si sottoscrivono contratti nei quali si stabiliscono regole condivise sull’organizzazione del lavoro e sulla distribuzione delle risorse per il personale impegnato nelle attività.
Si tratta di uno strumento di democrazia e di partecipazione che Brunetta, in più occasioni, ha cercato di minare in maniera irreversibile. Il tentativo non è riuscito.
Tuttavia, all’Università, come in alcuni enti di ricerca, si stanno attuando politiche verticistiche senza tener conto delle prerogative contrattuali riservate ai rappresentanti dei lavoratori.
Per rilanciare sul ruolo e sull’importanza della contrattazione integrativa nei settori della conoscenza, la FLC CGIL Molise ha organizzato una giornata di formazione con delegati, RSU ed iscritti, sui seguenti temi:
1. La contrattazione d'istituto, di ente e di ateneo alla luce del d.lgs. 150/09 e del d. lgs. 141/11;
2. Effetti della manovra finanziaria sui settori della conoscenza e sulle pensioni;
3. Prepararsi alle elezioni RSU nel pubblico impiego previste per marzo 2012.
L’incontro si terrà giovedì 24 novembre ‘11, a partire dalle ore 10,00, presso il “Salone delle feste” in località Indiprete (IS) e parteciperà
AMERICO CAMPANARI Responsabile nazionale della struttura di comparto della FLC CGIL.


10-11-2011
AL DANNO SI AGGIUNGE LA BEFFA! PROSEGUE L’ACCANIMENTO CONTRO I LAVORATORI DELLA SCUOLA
Dal 2008 questo governo si sta accanendo in maniera particolare contro i lavoratori della scuola e più in generale con tutto il pubblico impiego. In tre anni sono stati ridotti gli organici di 150.000 unità. Per il Molise questo ha comportato la perdita di oltre 1200 posti di lavoro tra docenti ed ATA. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: riduzione del tempo scuola, delle risorse e dell’offerta formativa. Avanza un modello di scuola badante.
A questo si sono aggiunti i numerosi provvedimenti che vogliono far pagare la crisi soprattutto ai lavoratori pubblici. Ed allora si è deciso di bloccare le retribuzioni, non rinnovare i contratti scaduti, togliere le progressioni di carriera, ridurre drasticamente il loro potere d’acquisto delle retribuzioni, accorpare le scuole, aumentare il numero di alunni per classe, ridurre le ore di sostegno per i disabili, ecc.
Non paghi di tutto ciò, con lo stipendio di novembre i lavoratori della scuola molisana avranno la triste sorpresa di vedersi decurtato ulteriormente lo stipendio. Una circolare dell’INPDAP ha stabilito che la restituzione dei contributi sospesi nella provincia di Campobasso decisa dal governo in occasione del terremoto del 2002, dovrà avvenire a tappe forzate entro il 2015 e non più con la rateizzazione stabilita in precedenza da atti governativi. Ciò determinerà una decurtazione nella busta paga di 150- 300 euro mensili per ogni lavoratore, a seconda della propria posizione stipendiale.
Si tratta di un atto illegittimo ed inaccettabile. Illegittimo, perché una circolare dell’INPDAP non può modificare un provvedimento governativo; viene meno il presupposto sul quale si regge il nostro sistema giuridico di gerarchia delle fonti. Inaccettabile perché, in un periodo di crisi profonda e di riduzioni del potere d’acquisto delle retribuzioni, non si può decidere d’imperio di modificare una modalità di restituzione già determinata in precedenza. Ciò comporterà problemi serissimi a tanti lavoratori che, in virtù di tali norme, avevano contratto dei mutui, avevano attivato la cessione del quinto dello stipendio, avevano programmato le loro spese in ragione delle risorse disponibili.
Chiediamo agli organi preposti di attivarsi per fermare questo salasso. Intanto la FLC CGIL Molise ha predisposto, con il proprio ufficio legale, tutti gli strumenti per proporre ricorso davanti alle autorità giudiziarie per far valere le giuste ragioni del personale scolastico. Gli interessati possono rivolgersi presso le nostre sedi.
E’ ora che coloro i quali hanno determinato tutti questi problemi siano mandati a casa.




7-11-2011
SCUOLE SICURE: SIAMO ANCORA ALLA POLITICA DEGLI ANNUNCI,LA REALTA’ E’ DIVERSA
Stamattina i collaboratori scolastici gli addetti alla segreteria e i docenti dell'Istituto comprensivo "Leopoldo Pilla" di Venafro si sono trovati davanti ad un'immagine agghiacciante. Nei due giorni precedenti, compresi tra sabato pomeriggio e domenica notte, la controsoffittatura dell'atrio del secondo padiglione che ospita gli studenti della scuola secondaria di secondo grado è caduto sul pavimento in un'unica soluzione. Solo per un caso, dunque, si è evitata una tragedia.
L'edificio era stato inaugurato in pompa magna solamente il 12 Settembre scorso, alla presenza di tutte le autorità politiche locali, provinciali e regionali. E’ crollata pari pari tutta la controsoffittatura del piano terra (atrio circa 100 mq) del 2° padiglione.Pannelli in carton gesso pesanti sono caduti a terra tutti insieme. Presumibilmente a causa del loro stesso peso. Fortunatamente tutto è accaduto nella notte fra domenica e lunedì.
All’inaugurazione tanti palloncini ma, forse, pochi tasselli per reggere la controsoffittatura.
L'edificio di via Colonia Giulia ospitava le scuole elementari del "Primo Circolo" ed era stato chiuso per inagibilità a causa del terremoto del 2002. Solo quest'anno, dopo tanti lavori di ristrutturazioni era stato restituito agli studenti di Venafro. davvero un bel regalo!
L’Edificio Scolastico era considerato il fiore all’occhiello dall’Amministrazione comunale e regionale
Gli accertamenti delle responsabilità sono di competenza della magistratura e degli organi preposti, tuttavia non può essere taciuta la leggerezza con la quale si sono affrontati temi così delicati, quali quelli relativi alla sicurezza degli edifici scolastici.
Sono sotto gli occhi di tutti le drammatiche immagini di S. Giuliano di Puglia. Si era detto che si sarebbe fatto di tutto per evitare ulteriori tragedie. Purtroppo siamo ancora agli annunci e manca un piano concreto per mettere in sicurezza le scuole molisane.
Quello che si è fatto, spesso è stato estemporaneo e non frutto di una seria programmazione dell’offerta formativa regionale. Non si è proceduto all’attivazione di interventi strutturali sugli istituti scolastici nei quali garantire una scuola pubblica sicura e di qualità agli studenti molisani.




7-11-2011
TIROCINI FORMATIVI ATTIVI, LA MONTAGNA PARTORIRA’ IL TOPOLINO
Sono grandi e legittime le aspettative dei giovani laureati molisani intenzionati ad intraprendere la carriera docente nelle scuole della regione. Il passaggio obbligato dovrà essere quello dei Tirocini formativi attivi organizzati dalle università, che consentiranno di prendere un’abilitazione all’insegnamento. Resta ancora senza risposta la modalità del reclutamento per coloro che si abiliteranno.
Nei giorni scorsi l'Amministrazione ha illustrato la situazione dell'offerta formativa delle Università per i percorsi abilitanti. Dai primi dati risulta una proposta molto elevata rispetto al fabbisogno individuato dal MIUR.
L’ateneo molisano, infatti, ha richiesto di attivare i nuovi percorsi di formazione per 400 docenti. Alla richiesta dell’Università del Molise dovrà rispondere il MIUR. Secondo le ultime indiscrezioni, rispetto alle stime fornite meno di due mesi fa, sarebbero pari ad un terzo i posti che il MIUR metterà a concorso, con le prove che si terranno a fine gennaio, per far conseguire l’abilitazione all’insegnamento tramite i Tirocini formativi attivi.
A fronte degli oltre 26.000 posti avallati dai vari atenei che organizzeranno, i tirocini sarebbero solo 12.772 quelli realmente approvati dal ministero. Si tratta di una suddivisione che comporterebbe 2.487 posti da assegnare alla primaria (le università avevano ne avevano chiesto 6.046 posti); 4.626 saranno gli aspiranti docenti che verranno formati per la secondaria di primo grado (contro i 7.239 indicati dagli atenei). Alle superiori il divario risulterebbe ancora più sensibile: per la secondaria di secondo grado il MIUR avrebbe dato il consenso solo per 5.659 posti: una cifra pari a meno il 30 per cento di quella inizialmente indicata (19.125 candidati ammessi alla formazione)..
Per i molisani aspiranti ad un’abilitazione, tutto ciò si tradurrà in poche decine di posti che l’ateneo attiverebbe. Il rischio concreto potrebbe essere quello che, non essendoci convenienza economica da parte dell’ateneo di attivare i corsi, per molte classi di concorso non sarà previsto alcun TFA.
Del resto, tutta l’operazione è prevalentemente propagandistica, assunto che, ad esempio, in Molise ci sono graduatorie ad esaurimento con 1.477 abilitati aspiranti nella provincia di Campobasso e 575 nella provincia di Isernia, per un totale di 2.052 docenti abilitati. A questi vanno aggiunti almeno un centinaio di docenti non abilitati che insegnano da anni in discipline le cui graduatorie sono esaurite.
In questa situazione quali prospettive potranno avere i giovani che hanno intenzione di conseguire un’abilitazione per insegnare? Occorre battersi contro la politica governativa di tagli di riduzioni di risorse, di organici e di tempo scuola. Solo rilanciando sul ruolo che la scuola pubblica potrà avere per la crescita e lo sviluppo regionale, si potrà invertire questa tendenza al declino del sistema formativo, riaprendo anche prospettive occupazionali.




29-10-2011
LA FLC CGIL MOLISE AL CONVEGNO NAZIONALE SULL’INTEGRAZIONE DEGLI STUDENTI STRANIERI
Il Convegno nazionale "Migranti, Osservatorio Sud" che si è tenuto ad Ostuni il 27 e 28 ottobre è la continuazione di un percorso che intende
· far conoscere il lavoro svolto dalla CGIL sui temi dell'immigrazione e dell'intercultura e discuterne
· promuovere un rigoroso confronto non limitato al mondo della scuola
· proporre delle soluzioni alle questioni più rilevanti relative ai diritti di cittadinanza dei migranti.
Maria Citro, per la FLC CGIL Molise è intervenuta al Convegno sostenendo che dal 2008 la FLC. è impegnata sui temi dell’intercultura ed è continuamente attiva in un’indagine conoscitiva sulla presenza degli alunni con cittadinanza non italiana nelle scuole della Regione. È noto che i dati statistici segnalano sul piano nazionale un continuo incremento di alunni con cittadinanza non italiana. Considerando l’andamento degli ultimi anni si stima l’8,5% dell’intera popolazione scolastica nell’anno scolastico 2011/2012, vale a dire 750.000 alunni, una cifra che potrebbe avvicinarsi a un milione nell’arco di cinque anni.
Nel Molise, invece, in base a ultimi dati forniti dall’USR e dalle scuole, l’incidenza degli alunni stranieri è quasi del 3%, cioè 1.226 alunni su un totale di 43.412 nell’anno scolastico 2010/2011, presenti prevalentemente nella scuola primaria (462 alunni) e a seguire nella secondaria di II grado (285 alunni), nella secondaria di I grado (275 alunni) e nella scuola dell’infanzia (204). Di questi 109 appartengono alla seconda generazione, sempre in maggioranza nella scuola primaria (76 alunni) e solo 99 sono considerati di recente immigrazione, ancora una volta presenti in particolare nella scuola primaria (65 alunni).
Nella regione Molise, a lungo terra di emigrazione, il fenomeno dell’immigrazione - soprattutto da Romania, Albania, Marocco, Ucraina e Polonia - ha avuto luogo in tempi più recenti rispetto ad altre regioni, ma si è intensificato negli ultimi anni. Gli immigrati residenti superano gli 8.000 nel 2010 per arrivare a 8929 nel 2011 (dati Istat), con una variazione percentuale che cresce del 10%.
Il progressivo aumento del numero di alunni stranieri nelle scuole della Regione ha portato molte istituzioni scolastiche a chiedere finanziamenti per progetti relativi alle aree a rischio e a forte processo immigratorio (art. 9 CCNL). I progetti non hanno più come obiettivo principale l’insegnamento della lingua italiana. Alunni con scarse competenze linguistiche ci sono e i corsi di L2 sono senza dubbio importanti, ma molto importanti sono le ore trascorse nel gruppo classe, all’interno del quale accogliere la diversità ed insegnare che se l’identità viene scritta in un passaporto, non si può considerare un peccato l’essere stati registrati in un certo modo. Tuttavia è difficile mantenere l’offerta formativa a livelli dignitosi e garantire accoglienza a seguito di una politica di devastazione della scuola pubblica della quale conosciamo bene le conseguenze.
Alle quotidiane difficoltà che incontra il personale della scuola si affiancano quelle di chi è impegnato ad assicurare la sopravvivenza e a garantire, pur temporaneamente, una vita dignitosa nei centri di accoglienza della Regione..
Grazie quindi all’impegno di molti, da più parti si cerca di abbattere le illusioni che il governo sta costruendo così che la democrazia, insieme alla tutela dei diritti, non si trasformi in un semplice spettacolo. E l’integrazione sia una risorsa anche per la scuola pubblica molisana.



21-10-2011
COLANGELO: CONTINUARE LE VERTENZE PER LA STABILIZZAZIONE DEI PRECARI DELLA SCUOLA
In questi mesi è proseguita l’iniziativa della FLC CGIL per i diritti del personale precario che da anni garantisce il funzionamento del servizio scolastico. Il MIUR, dopo essere stato condannato da molti tribunali a riconoscere tali diritti, con condanne esemplari, ha dato seguito alle immissioni in ruolo.
La legge 183/2010 ("Collegato lavoro") prevedeva l'impugnazione dei contratti a tempo determinato già scaduti, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge stessa e l'eventuale impugnazione dei contratti in corso entro 60 giorni dalla loro scadenza. La direttiva comunitaria 1999/70/CE sul lavoro a tempo determinato, di impugnare i contratti a termine del personale precario che lavora nei settori pubblici della conoscenza con almeno tre anni di servizio, al fine di ottenere la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato. La FLC CGIL ha depositato presso i tribunali del Molise oltre 200 ricorsi di docenti ed ATA i quali, oltre a chiedere la stabilizzazione del rapporto di lavoro, hanno chiesto che venissero riconosciuti i diritti alla progressione della carriera maturata, con conseguente risarcimento del danno.
Di queste cose si è discusso nell’affollata assemblea dei precari della scuola tenutasi il 19 ottobre u.s. presso l’Istituto Tecnico Commerciale “ L. Pilla” di Campobasso alla quale è intervenuto Corrado Colangelo, responsabile nazionale della FLC CGIL per i problemi del precariato.
In essa si sono affrontati i temi riguardanti le immissioni in ruolo che si sono avute per il corrente anno scolastico anche grazie all’iniziativa della FLC CGIL. Per il prossimo biennio restano solo le promesse. Sono stati analizzati i problemi riguardanti le graduatorie ad esaurimento e le graduatorie di terza fascia d’istituto, con il caos seguito alla scomparsa dei codici delle scuole a seguito del dimensionamento.
Inoltre, sulle questioni riguardanti il reclutamento del personale, si è ribadito che, ad oggi, tutto è ancora aleatorio. La partenza dei Tirocini formativi attivi è ancora al palo. Si aspetta che il MIUR si pronunci sulle proposte dell’Università; quella del Molise ha presentato una richiesta che riguarda sostanzialmente tutti gli insegnamenti attivati con le ex SISS.
L’assemblea si è conclusa con la richiesta della stabilizzazione del personale precario su tutti i posti disponibili e vacanti. Nonostante i tagli e le riduzioni, i precari sono circa il 20% del personale. Appare chiaro il tentativo del governo di far saltare il sistema nazionale di formazione e di reclutamento per arrivare alla chiamata diretta del personale direttamente da parte delle scuole, senza alcuna graduatoria. Contro questa ulteriore deriva autoritaria proseguirà l’iniziativa della FLC CGIL, per rivendicare un sistema di reclutamento trasparente che valorizzi le competenze e le professionalità.




IL TAR MOLISE ACCOGLIE IL RICORSO PATROCINATO DALLA FLC CGIL: AUMENTATE LE ORE DI SOSTEGNO AD OTTO ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI!!
La lotta contro il taglio delle ore di sostegno continua a vedere impegnata la FLC Cgil Molise, che già da tempo si è posta al fianco dei genitori degli alunni diversamente abili.
Abbiamo messo a disposizione delle famiglie le nostre strutture e i nostri legali, e i risultati ci hanno dato ragione: il TAR Molise, con Ordinanza di sospensiva n°192 del 05/10/2011 ha accolto le ragioni dei genitori, attribuendo ad otto alunni diversamente abili, frequentanti diverse scuole della provincia di Campobasso, il diritto al numero di ore sostegno scolastico così come richiesto dall’apposito Gruppo H.
Si tratta di una pronuncia avutasi nell’ambito di uno dei primi casi di “ricorso collettivo” in materia. In tal modo, il nostro Ufficio Legale, guidato dall’avv. Mario Mariano, è riuscito a portare a segno un duplice risultato: ottenere l’aumento delle ore di sostegno e ridurre al minimo i costi delle spese di giustizia per le famiglie.
Ancora una volta, dunque, i giudici hanno smentito l’operato dell’Amministrazione scolastica, dettato più da logiche burocratiche ed aritmetiche - tese a dare un numero di ore di sostegno decisamente insufficiente per l’integrazione degli alunni - piuttosto che da politiche sugli organici funzionali alla qualità del servizio scolastico e dell’offerta formativa.
Ad ogni modo, come abbiamo sostenuto e continuiamo a ripetere, quella giudiziaria non può essere l’unica via per vedersi riconosciuto un diritto inviolabile. L’Amministrazione Scolastica, per quanto di propria competenza, ha la possibilità di garantire il sostegno agli alunni diversamente abili, senza che le loro famiglie debbano necessariamente ricorrere al contenzioso, assicurando le dovute deroghe e gli aumenti di organico, previsti dalla normativa, qualora se ne ravvisi la necessità documentata.
Laddove ciò non avvenga, e si continuerà nella politica del risparmio volta a colpire soprattutto i più svantaggiati e bisognosi, la FLC CGIL continuerà a prestare il supporto alle famiglie degli alunni diversamente abili, per affermare, anche tramite il ricorso ai tribunali, il diritto all’istruzione, costituzionalmente garantito.




CLASSI NUMEROSE E SICUREZZA,I GIUDICI DEL TAR INTERVENGONO
Sono anni che lo scriviamo agli organismi preposti: le classi delle scuole molisane non possono contenere gli alunni che l’Ufficio scolastico regionale vorrebbe farci stare. Abbiamo scritto a tutti gli organismi preposti al controllo ed alla vigilanza: Dirigenti scolastici, Prefetti, ASREM, Ispettorati del lavoro ecc., senza risultati.
Oggi arrivano a darci ragione le sentenze dei giudici amministrativi. Continuano, infatti, i pronunciamenti del TAR Molise sui provvedimenti dell'Ufficio scolastico regionale di accorpamento delle classi. Sono, ormai, già quattro, se ne prevedono altre.
I limiti massimi sono determinati dal D.P.R. n. 81/2009: scuola infanzia 26, primaria 26, secondaria di I grado 27, secondaria di II grado 30. Limiti massimi che, per effetto dell’art. 4 del D.P.R., possono aumentare fino al 10%. In altri termini, i parametri citati possono arrivare ora al massimo di 29 bambini per sezione nella scuola dell’infanzia, a 29 alunni nelle classi di primaria, a 30 in quelle di I grado e a 33 nelle classi delle superiori. Eppure il D.M. sulle norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica fissa l'indice di 26 persone/aula come indice di massimo affollamento ipotizzabile.
Il dirigente scolastico dovrebbe garantire in ogni modo agli alunni e all’utenza in generale, un ambiente confortevole, igienico e sicuro secondo i principi di qualità stabiliti per i servizi pubblici quali sono gli istituti di istruzione ed educazione di ogni ordine e grado; nella formazione delle classi dovrà tenere conto della cubatura. Ovvero l’indice minimo di 1,80 o 1,96 mq netti per alunno per 3 metri di altezza, riferito alle aule, conformemente al previsto indice minimo di 2 mq che ogni lavoratore deve avere.
L’ultima sentenza del TAR Molise è quella delle quarte dell'Istituto tecnico commerciale “L. Pilla” di Campobasso in due sole sezioni, con soppressione della sezione. Le classi avrebbero accolto, rispettivamente, 29 e 30 alunni: troppi, secondo il TAR Molise, come quelli legati agli accorpamenti annullati al Liceo classico di Campobasso, al Liceo scientifico di Riccia e al Liceo scientifico di Larino. L’amministrazione scolastica, senza tener conto delle norme sulla sicurezza, continua a disattenderle applicando le regole sulle drastiche riduzioni volute dalla Gelmini.
Proseguiremo nell’azione di denuncia, ricordando che sono molte le scuole nella nostra regione che ospitano un numero di alunni non conforme alle norme (basta andare alla Scuola media “Brigida” o al Nautico di Termoli, alla “Colozza” di Campobasso, per non parlare dello scempio che c’è in molte scuole del cratere sismico).
Occorre battersi contro i tagli e le riduzioni fatte da questo governo che stanno devastando la scuola pubblica molisana; è necessario continuare l’iniziativa per rimettere al centro la qualità e la sicurezza del sistema d’istruzione regionale.





FINALMENTE LE CONVOCAZIONI PER I PRECARI DELLE SUPERIORI, PORRE FINE AL PASTICCIO SULLE GRADUATORIE DI ISTITUTO
Le convocazioni per gli incarichi a tempo determinato nelle scuole secondarie di I e II grado si faranno venerdì 16 settembre ‘11 presso la scuola media “Colozza” di Campobasso”. Con ritardo, forse si riuscirà a far partire l’anno scolastico. Lentezze e confusioni si sono determinati in un contesto nel quale l’ufficio dell’ambito territoriale di Campobasso, soprattutto per la riduzione del personale in organico, non è stato in grado di garantire, in maniera ordinata, le diverse fasi delle operazioni propedeutiche all’avvio dell’anno scolastico.
Inoltre, l’Ufficio dell’ambito territoriale della Provincia di Campobasso ha annunciato che la pubblicazione delle graduatorie di Istituto di I fascia dovrà avvenire contestualmente in tutte le sedi scolastiche della Provincia in data 19 settembre 2011 (D.M. n.62 del 13 luglio 2011 – art.9).
La FLC CGIL del Molise, facendo seguito a comunicazioni già presentate in data 22 agosto 2011 avente come oggetto i problemi inerenti la compilazione del modello B on line, ha chiesto ( il 13.09.2011) all’Ufficio Scolastico Regionale un intervento urgente.
Considerato che, a seguito della compilazione del modello B - come previsto dal D.M. 62 del 13 luglio 2011, art. 4, comma 9, e art. 6 - le scuole devono far riferimento esclusivamente alla modalità web, ma che alcune scuole oggetto di dimensionamento, annullato poi dalla sentenza del TAR Molise, sono, per questo, sprovviste di graduatoria di istituto, è stato chiesto all’Amministrazione di rivolgersi a quelle Istituzioni Scolastiche della Provincia di Campobasso, non presenti sul sistema istanze on-line al momento della compilazione del modello B perché formalmente dimensionate, di provvedere ad acquisire le graduatorie di Istituto dalle scuole di riferimento interessate dal dimensionamento.
L’Ufficio si è riservato di comunicare alle scuole ripristinate a seguito dell’Ordinanza del T.A.R. Molise n.222/2011 (scuole che allo stato, non disponendo di un codice meccanografico non possono formalizzare graduatorie per supplenze) “i successivi adempimenti inerenti alle graduatorie di istituto”.
Nel prendere atto di tale volontà, la FLC CGIL vigilerà affinché non vi siano esclusioni dalle graduatorie o interpretazioni fantasiose che potrebbero compromettere le scelte effettuate dai docenti al momento della compilazione della domanda.
Si tratta di evitare un altro pasticcio che, insieme alla drastica politica di tagli e riduzioni, potrebbe compromettere irreversibilmente il funzionamento ordinario del sistema scolastico molisano.



Aprono le scuole nel molise ed emergono tutti i problemi che abbiamo denunciato
Comincia un nuovo anno scolastico in Molise in uno sfondo decisamente cupo e preoccupante. La domanda ricorrente è: che scuola troveranno, nell'anno scolastico 2011/2012, i ragazzi e le ragazze? Nel Molise ci saranno 595 alunni in meno nelle scuole dalla primaria alla secondaria di secondo grado. In totale, con la scuola dell’infanzia, ci saranno circa 43.000 alunni che nelle scuole avranno 158 docenti e 123 ATA in meno rispetto allo scorso anno scolastico.
Sarà, dunque, una scuola più povera. In tre anni si sono persi quasi 1200 posti di lavoro. Si è ridotto il tempo scuola, sono peggiorate le condizioni di lavoro, si è ridotta l’offerta formativa. Non tutti gli studenti torneranno in una scuola. Infatti ci sono i quindicenni che completeranno l'obbligo lavorando come apprendisti; altri hanno smesso di andare a scuola, non hanno un lavoro, ne' lo cercano.
Ci saranno bambini e bambine parcheggiati nelle liste d'attesa delle scuole dell'infanzia. E ci sono gli adulti che avrebbero bisogno di una scuola dedicata a loro, dove riqualificarsi per rientrare nel mondo del lavoro ai quali è stata negata l’istruzione con la soppressione di molti corsi serali.
Chi a scuola ci andrà la troverà peggiorata, con meno insegnanti e meno personale ATA, meno tempo scuola e meno attività. Una scuola più povera e meno sicura.
In questa scuola ci sono alcune migliaia di persone che continueranno, nonostante tutto, a lavorare per garantire una formazione ed un’istruzione di qualità. Purtroppo non sarà un obiettivo facile da raggiungere.
Per tutto questo continuiamo a chiedere un cambiamento radicale delle politiche governative; per questo saremo al fianco dei docenti, del personale ATA, dei dirigenti, degli studenti e di tutti coloro che si impegnano per difendere la qualità della scuola pubblica della nostra regione.



NON BASTANO LE PROMESSE DELL’ASSESSORE, ASPETTIAMO RISPOSTE CONCRETE PER I PRECARI DELLA SCUOLA
Nell’incontro con l’assessore regionale all’istruzione sui problemi della scuola pubblica molisana del 3 agosto u.s., la FLC ha ricordato che in tre anni le politiche governative hanno determinato in Molise una riduzione di docenti ed ATA pari a 1200 posti di lavoro.
La FLC aveva chiesto all’Assessore un impegno per evitare ulteriori tagli; risorse aggiuntive da parte della regione per garantire il tempo scuola negato agli studenti, in grado di consentire il tempo pieno nella primaria, il tempo prolungato nella secondaria di I° grado, lo sdoppiamento delle pluriclassi e delle classi numerose.
In quella occasione l’Assessore si è impegnato a portare all’attenzione della giunta regionale le criticità evidenziate dalla FLC CGIL Molise ed ha garantito che avrebbe richiesto le risorse per attivare un intervento aggiuntivo per la scuola pubblica molisana.
Si era, infine, convenuto di rivedersi il 24 agosto per verificare lo stato di attuazione degli impegni assunti. Nell’incontro del 24 agosto, pur non essendo stato prodotto nessun provvedimento di merito da parte della giunta regionale, l’assessore ha assicurato che avrebbe portato all’attenzione dell’organo esecutivo regionale la problematica lunedì 29 agosto.
La FLC CGIL considera indispensabile una presa di posizione da parte della giunta regionale, vista la drammaticità della situazione in cui versano le scuole. Ci sono plessi scolastici senza collaboratori, segreterie con un solo assistente amministrativo.
Siamo di fronte ad una vera e propria devastazione della scuola pubblica molisana. A subirne le conseguenze saranno gli alunni che avranno un tempo scuola minimo e con pochi organici; a subirne le conseguenze saranno i precari che non ritroveranno il posto di lavoro. Un solo esempio per tutti: tre anni fa c’erano state 300 nomine annuali per i collaboratori scolastici nella sola provincia di Campobasso, quest’anno saranno, dopo le immissioni in ruolo di un centinaio, appena 10. Mancano all’appello quasi 200 posti.
E’ importante che questi problemi vengano assunti come determinanti per la formazione e l’istruzione degli studenti molisani. Occorre intervenire con tempestività su una situazione grave. Il tema di una buona scuola pubblica per tutti deve essere il punto di riferimento delle politiche per la crescita e lo sviluppo regionale.
Pertanto proseguiremo la mobilitazione e rappresenteremo le nostre ragioni con un presidio davanti alla giunta regionale, in via Genova, il 29 agosto alle ore 10,00.




LA FLC INCANZA LA REGIONE SUL PROBLEMA DEI PRECARI DELLA SCUOLA
Si è svolto stamattina, 3 agosto, l’incontro programmato con l’Assessore regionale all’istruzione sui problemi della scuola pubblica molisana.
La FLC ha ricordato che in tre anni la mannaia della Gelmini ha prodotto in Molise una riduzione di docenti ed ATA pari a 1200 posti di lavoro. Si tratta di provvedimenti che oltre a determinare seri problemi per l’organizzazione di un’offerta formativa adeguata, hanno degli evidenti profili di illegittimità.
La FLC ha chiesto all’assessore di attivarsi affinché non vi siano ulteriori tagli, vista anche la sentenza il Consiglio di Stato, che venerdì scorso ha stabilito che il MIUR è obbligato ad acquisire il parere della Conferenza Unificata Stato-Regioni espressamente previsto dall'art. 2 del DPR 81/2009 in materia di organici dei docenti ed ATA.
È importante che la regione Molise, considerato anche il ruolo del presidente Iorio che è anche vice presidente della Conferenza Unificata, chieda al Ministro di fermare questi tagli calati dall'alto senza nessun progetto di scuola formativa, domandando di rivedere i criteri di determinazione degli organici docenti e ATA.
La FLC ha illustrato la sua posizione sui progetti regionali, chiedendo maggiori risorse, blocco dei tagli agli organici dei docenti e degli ATA, di prevedere risorse per restituire il tempo scuola agli studenti; di consentire lo sdoppiamento delle pluriclassi e delle classi numerose.
L’Assessore Filoteo Di Sandro si è impegnato a portare all’attenzione della giunta regionale, convocata per il 4 agosto, le questioni sollevate in merito ad un intervento riguardante la sentenza del Consiglio di Stato ed ha garantito che chiederà le risorse per attivare un intervento aggiuntivo per la scuola pubblica molisana.
Le parti hanno convenuto di rivedersi il 24 agosto per verificare lo stato di attuazione degli impegni assunti.
Alla fine dell’incontro la FLC ha informato del suo esito i precari convenuti sotto l’assessorato. Si è deciso, comunque, di intensificare l’iniziativa per continuare a rivendicare i diritti dei precari e l’esigenza di una buona scuola pubblica di qualità nel Molise.



2-8-2011
LA REGIONE DEVE FARE LA SUA PARTE PER GARANTIRE UN BUON SISTEMA D'ISTRUZIONE
In tre anni la mannaia della Gelmini ha prodotto in Molise una riduzione di docenti ed ATA pari a 1200 posti di lavoro. Si tratta di provvedimenti che oltre a determinare seri problemi per l'organizzazione di un'offerta formativa adeguata, hanno degli evidenti profili di illegittimità.
Infatti, il Consiglio di Stato, ha stabilito venerdì scorso che il MIUR è obbligato ad acquisire il parere della Conferenza Unificata Stato-Regioni espressamente previsto dall'art. 2 del DPR 81/2009 in materia di organici dei docenti ed ATA.
Queste ultime sentenze ci offrono l'opportunità di portare in fondo una battaglia comune a difesa del diritto all'istruzione e della scuola pubblica.
È importante che la regione Molise, visto che il presidente Iorio è anche vice presidente della Conferenza Unificata, chieda al Ministro di fermare questi tagli calati dall'alto senza nessun progetto di scuola formativa, domandando di rivedere i criteri di determinazione degli organici docenti e ATA.
Per queste ragioni la FLC CGIL ha richiesto un incontro urgente all'Assessore all'istruzione della regione.
Saremo ricevuti mercoledì 3 agosto '1, alle 11,00 dall'Assessore. Per l'occasione chiederemo che la regione si impegni per:
1. bloccare i tagli agli organici dei docenti e degli ATA;
2. prevedere risorse per restituire il tempo scuola agli studenti;
3. consentire lo sdoppiamento delle pluriclassi e delle classi numerose
Alle ore 12,00, davanti alla sede dell'Assessorato, in Via Mazzini, 126, a Campobasso, riferiremo alla stampa sull'esito dell'incontro.



CI SONO I POSTI DISPONIBILI MA DI IMMISSIONI IN RUOLO ANCORA NIENTE
Mentre il Consiglio di Stato nell'udienza di venerdì scorso ha stabilito che i tagli operati nelle scuole sono illegittimi. Il tribunale si è pronunciato sull’appello del ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini contro le decisioni del Tar Lazio che aveva, su richiesta della FLC CGIL, dichiarato illegittimi i tagli agli organici della scuola per l'anno scolastico 2010-2011.
Il Consiglio di Stato ha decretato l'illegittimità dei decreti interministeriali con i quali sono stati determinati i tagli agli organici del personale della scuola (nel triennio oltre 87.000 posti di lavoro cancellati). Ora la Gelmini dovrà ridare gli organici alle scuole e più posti per i precari sulla base di un vero piano triennale.
Mentre l'accordo sottoscritto presso l'Aran il 19 luglio 2011, tra le OO.SS. e il MIUR, senza la firma della CGIL, interviene modificando strutturalmente il CCNL con una riduzione delle retribuzioni per i neo immessi in ruolo e con la impossibilità di aver diritto alla ricostruzione della carriera.
Intanto, secondo le elaborazioni della FLC, dopo i trasferimenti ci sono, su posti disponibili e vacanti, 173 docenti e 233 ATA che potrebbero essere immessi in ruolo nella nostra regione.
Continueremo a batterci perché non siano ridotti i diritti dei lavoratori della scuola, perché si facciano le immissioni in ruolo e si investa nel sistema d’istruzione pubblico regionale.




SCUOLA: LA CONFUSIONE REGNA SOVRANA
Il governo nazionale alla politica degli annunci ,che riguarda il miglioramento del sistema formativo, fa seguire provvedimenti di demolizione della scuola pubblica.
In questi giorni i dirigenti scolastici si stanno confrontando con la dura realtà dei numeri: non ci sono collaboratori scolastici in grado di garantire l’apertura e la chiusura dei plessi distribuiti su tutto il territorio regionale. Non si dà seguito alla richiesta delle famiglie di un tempo scuola più disteso (tempo pieno alla primaria e tempo prolungato alla secondaria di primo grado); la risposta degli Uffici scolastici delle due province è sempre la stessa: “non abbiamo gli organici per soddisfare le vostre esigenze. Non si rispettano i parametri previsti dalle norme per lo sdoppiamento delle classi, con la conseguenza che ci saranno pluriclassi al di sopra dei 19 alunni. Non ci sono stati provvedimenti conseguenti alla bocciatura del TAR Molise del piano di dimensionamento della rete scolastica, con inevitabili disagi per tutte le operazioni d’inizio anno: caos su trasferimenti, assegnazioni provvisorie, utilizzazioni, domande dei precari per inserirsi nelle graduatorie d’istituto, certezza dei finanziamenti e degli organici spettanti.
Il recente decreto approvato dal Parlamento determinerà, in Molise, che a partire dal prossimo anno scolastico 2011-12, ben 18 istituzioni scolastiche saranno date a reggenza.
Non ci sarà, in pratica, un dirigente scolastico titolare, né ora né in futuro. Con inevitabili ricadute negative sulla possibilità di garantire nel territorio una scuola con un organico ed una dirigenza in grado di affrontare le sfide formative imposte dalla società contemporanea.
A tutto ciò, come se non bastasse, ha fatto seguito una circolare del MIUR che nega l’istituzione di nuove classi e qualsiasi sdoppiamento di quelle numerose: i numeri vanno rispettati a dispetto di tutto! Per cui avremo classi affollate anche in presenza di alunni disabili, soppressione di classi terminali con pochi alunni. Aggregazioni di classi al di fuori di qualsiasi logica. La nota ministeriale invita i dirigenti scolastici a rifiutare ulteriori iscrizioni in presenza di classi numerose. Come dire: mandateli altrove, qui non c’è posto.
Siamo di fronte ad un vero e proprio arbitrio: nelle nostre realtà decentrate o ai ragazzi si garantisce il diritto all’istruzione oppure essi sono costretti ad abbandonare i percorsi formativi. In questo modo si vanifica, per esigenze di cassa, un diritto costituzionalmente garantito.
Contro questo declino la FLC CGIL ha chiesto alle istituzioni di fare la propria parte. Ad oggi c’è un silenzio assordante: la preoccupazione del ceto politico è legata alla propria collocazione in vista delle prossime elezioni. I problemi reali possono aspettare!




NEL MOLISE SU 86 ISTITUZIONI SCOLASTICHE 49 SONO SOTTO DIMENSIONATE
La manovra finanziaria del governo aggrava la situazione in cui versano le scuole italiane dopo tre anni di riduzione continua delle risorse professionali ed economiche, per il blocco dei salari e del rinnovo dei contratti, e per il disinteresse mostrato per la funzionalità del sistema di istruzione.
Ai tagli si aggiungono le nuove norme per il dimensionamento delle istituzioni scolastiche che si pretendono applicabili dal 1 settembre 2011, con la mobilità di tanti dirigenti ai quali non verranno riconfermati gli incarichi nelle scuole con meno di 500 alunni e la cancellazione di un decine di esoneri e semiesoneri dei vicari nelle scuole di dimensioni maggiori.
Questo potrebbe significare per il Molise, che bisognerà procedere rapidamente ad un piano di dimensionamento per ben 49 istituzioni scolastiche (36 tra 300 e 499 alunni; 13 al di sotto dei 300 alunni). Dati del MIUR.
Si tratta di ulteriori misure di tagli indiscriminati al personale e ai servizi che invadono competenze delle regioni alle quali è affidato il compito di programmare l’offerta formativa territoriale e non considerano in alcun modo la funzionalità delle scuole.
La scuola ha bisogno di stabilità e di certezze, deve avere le risorse indispensabili per poter funzionare e per programmare le attività necessarie. Nelle scuole è esaurita la capacità di compensare gli effetti disastrosi di decisioni del governo che hanno ricadute pesanti sulla didattica e sugli assetti organizzativi, funzionali al servizio scolastico.
Accanto a questi problemi, per il personale pubblico, nella manovra, c’è un ulteriore salasso. I docenti, i dirigenti e tutto il personale ausiliario, tecnico ed amministrativo della scuola perderà migliaia di euro nei prossimi anni a causa dell'allungamento del blocco dei contratti fino al 2014 previsto dalla manovra economica.
Un docente di scuola,perderà in 4 anni (2010-2014) quasi 8.000 euro; un dirigente circa 16.000 euro; il personale ATA perderà in media 6.400 euro. Si tratta di stime in difetto, calcolate sugli stipendi medi rivalutati sull'indice IPCA indicato dal governo che è inferiore all'inflazione reale (2,6% a maggio). Le perdite, purtroppo, saranno molto più consistenti perché i rinnovi contrattuali rivalutano anche altre voci dello stipendio che restano ferme, come restano al palo gli scatti di anzianità. Preoccupante il blocco anche ai fini pensionistici.
Con feroce continuità il governo si accanisce con tagli insopportabili sui settori della conoscenza, avvilendoli e rendendo la vita difficile a chi vi lavora. Una politica miope, punitiva e ideologica.




CHIUSE LE PROSPETTIVE PER I GIOVANI LAUREATI CHE VOGLIONO INSEGNARE, UNICA SOLUZIONE: L’EMIGRAZIONE
I giovani laureati che volessero insegnare nel Molise, dovrebbero partecipare ai tirocini formativi attivi che saranno approntati a partire da settembre. Andando a leggere la disponibilità dei posti, si scopre che questi giovani rimarranno senza prospettive almeno per una decina d’anni. Nei prossimi anni, infatti, non ci sarà bisogno di nuovi laureati sia nelle discipline scientifiche sia discipline umanistiche. Il Ministero dell’istruzione ha elaborato il fabbisogno di insegnanti per gli anni 2012-15, al netto dei pensionamenti, ed emerge che, per il Molise, i posti disponibili saranno:
34 posti per la scuola dell’infanzia:
30 posti per la scuola primaria;
8 posti per la scuola secondaria di I° grado;
6 posti per la scuola secondaria di II° grado.
15 posti di sostegno per l’infanzia;
28 posti di sostegno per la primaria;
18 posti di sostegno per il I° grado;
63 posti di sostegno per il II° grado.
Da questi dati si evince chiaramente che chi volesse fare l'insegnante può scordarselo. Chi sta frequentando o vorrà iscriversi il prossimo anno a un corso di laurea in matematica, lingue, lettere, filosofia, scienze motorie, ecc., con l'intenzione di insegnare, sappia che non sarà possibile, perché i nuovi posti previsti dalle tabelle ministeriali per ottenere l'abilitazione all'insegnamento - anche nelle principali classi di concorso - ammontano sostanzialmente a zero fino al 2015. C’è solo qualche posto per gli insegnanti di sostegno.
Si tratta di un colpo durissimo alle attese di tanti giovani che si sono formati per diventare insegnati. A questo si aggiunga quanto stabilito dalla manovra economica che prevede, per il Molise, la chiusura del 30% delle scuole autonome, oltre agli organici bloccati, docenti inidonei all’insegnamento costretti a coprire posti già occupati dai precari che così verranno licenziati, riconferma del blocco del contratto e degli scatti di anzianità, stretta sull’integrazione degli alunni con disabilità. Su questo punto accadrà, se dovesse passare la manovra economica, che ci saranno tagli rilevantissimi sui posti di sostegno ed i numeri sopra riportati si ridurrebbero drasticamente.
Il Governo perseguita i lavoratori pubblici già dal 2008. Con la prima manovra finanziaria del 2008 ha dato il via alla riduzione degli investimenti pubblici all’offerta formativa, degli organici, del tempo scuola e dei diritti dei lavoratori. Continueremo a batterci contro questo scempio.





Il giorno 1° luglio ’11 alle ore 12,00 è convocato, presso il ristorante “Prato gentile” di Capracotta, il direttivo regionale della FLC CGIL Molise per discutere della manovra economica del governo.



Ancora una volta i settori della conoscenza, i lavoratori pubblici e le donne pagano a caro prezzo gli sprechi e gli sperperi fatti dal governo. Di nuovo solo tagli senza sviluppo.

* I salari dei pubblici dipendenti vengono bloccati fino al 2014. E cioè un anno in più rispetto al blocco triennale operato da Tremonti con la manovra del 2010.
* L’età pensionabile delle donne, anche nel privato, si innalza progressivamente fino ad arrivare a 65 anni e si anticipa al 2014 la revisione dei parametri per i pensionamenti di anzianità.
* Sterilizzate le dotazioni organiche del personale docente ed Ata per vanificare le numerose sentenze della magistratura che sempre più spesso accoglie i ricorsi presentati dalla FLC contro i tagli agli organici di docenti e Ata.
* Si vuole abolire l’organico del personale docente di sostegno ed, in presenza di disabili, le classi non saranno più di 20 alunni ma arriveranno a 30 alunni.
* Viene interrotto il comando del personale della scuola utilizzato presso l’Indire e l’Invalsi con perdita di un patrimonio enorme di professionalità.

* Nella scuola del primo ciclo le attuali direzioni didattiche e scuole medie vengono aggregate tutte in istituti comprensivi che mantengono l’autonomia solo se hanno almeno 1000 alunni, ridotti a 500 nelle zone più disagiate. Nel caso in cui il numero di alunni dovesse essere inferiore a 500 la scuola anche se autonoma sarà affidata ad un reggente.
* Riduzione degli esoneri e dei semi esoneri per i collaboratori del dirigente nelle scuole complesse. Continua la scia delle riduzioni clamorose che si sono abbattute sui nostri settori a partire dal 2008. E cioè con la prima manovra finanziaria di Tremonti (L. 133/2008): riduzione degli investimenti pubblici all’offerta formativa, riduzione dei diritti dei lavoratori, della contrattazione (vedi riduzioni del salario in caso di malattia, determinazione per legge di materie che prima erano riservate all’ambito contrattuale).

Proseguire nell’iniziativa per contrastare questi disegni, diventa un imperativo per evitare la devastazione dell’istruzione e della formazione nel Molise.


27-6-2011

NON SI RISPETTANO GLI IMPEGNI PRESI PER GLI ATA E PER I PRECARI
Contro l’irresponsabilità del Ministero dell’Istruzione, che rinvia continuamente il pagamento dell’una tantum spettante al personale ATA (ricordiamo: sono solo 180 euro) , la FLC CGIL ha deciso di intraprendere un’azione legale proponendo dei ricorsi per decreto ingiuntivo.
Il primo ricorso è stato accolto il 22 giugno 2011 ed il MIUR è stato quindi condannato oltre che al pagamento dell’una tantum anche al pagamento delle spese legali (150 euro) che quasi equivalgono al compenso stesso. Sulla base di tale risultato favorevole, anche la FLC CGIL del Molise ha inviato una diffida al MIUR ed al Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale al fine di evitare un nuovo contenzioso che aggraverebbe in termini di costi, per il pagamento delle spese legali, le casse dello Stato.
Si tratta dell’ennesima prova della sciatteria usata per affrontare le questioni della scuola. In questi giorni abbiamo chiesto la copertura integrale delle spese per supplenze e ore eccedenti. Le scuole hanno bisogno di risorse certe e d’istruzioni chiare e precise. Tanti docenti molisani hanno prestato il loro lavoro aggiuntivo ma non vengono pagati. La nota diramata dal MIUR il 20 giugno 2011 avente a oggetto le spese per le supplenze da parte delle scuole, sta generando ulteriore confusione e preoccupazione tra Dirigenti scolastici e Dsga: le scuole non sono responsabili dei problemi determinati dai tagli di risorse finanziarie, l’Amministrazione scolastica deve erogare rapidamente le risorse spettanti alle scuole.
Inoltre l’approvazione nei giorni scorsi del Decreto sviluppo alla Camera con voto di fiducia, genera conseguenze sui precari della scuola quali:
· il piano triennale di assunzioni, è indefinito nei numeri;
· rispunta un punteggio aggiuntivo per coloro che lavorano continuativamente in pluriclassi in zone disagiate (i criteri saranno definiti dal MIUR);
· si limita la normativa europea, per i precari della scuola, in materia di stabilizzazione;
· le assunzioni a Tempo Indeterminato passeranno dal 31 luglio al 31 agosto;
· le Graduatorie ad Esaurimento dureranno tre anni, senza la possibilità di nuovi inserimenti; stessa durata per le Graduatorie di circolo e di istituto;
· si invadono le prerogative contrattuali, impedendo per 5 anni i trasferimenti e la mobilità interprovinciale, anche temporanea, al personale assunto a tempo indeterminato a partire dall'a.s. 2011/2012;
· si conferma anche per il prossimo anno scolastico il ricorso alle Graduatorie prioritarie, con tutti i problemi che ha comportato, come dimostra l'esperienza degli ultimi due anni nella nostra regione.
Altre dovrebbero essere le politiche che riguardano l’istruzione, non quelle fatte di tagli e negazione dei diritti portate avanti da questo governo.




16-6-2011

EVITARE UN RUOLO MARGINALE DELL’UNIVERSITA’, APRIRSI ALLE ISTANZE DI PARTECIPAZIONE E DI CAMBIAMENTO
Si è tenuta il 15 giugno, presso la Biblioteca provinciale “Albino” di Campobasso, l’incontro promosso dalla FLC e dalla CGIL per discutere delle proposte che questa organizzazione sindacale sta portando avanti sui temi dell’università, della formazione e della ricerca nel Molise.
Ha indotto i lavori Paolo De Socio il quale ha sostenuto la necessità di operare una discussione a tutto campo sui destini dell’Università del Molise, senza steccatati o veti, con l’intento di valorizzare le professionalità e di rilanciarne il ruolo.
Andrea Ceglie è intervenuto sui punti di forza e di debolezza del sistema universitario regionale, rilevando l’urgenza di rilanciare sul tema della valutazione e sulla collegialità delle decisioni, evitando rapporti preferenziali, in un momento in cui si sta approntando lo statuto dell’ateneo molisano.
Francesco Lopez ha portato il contributo del personale precario dell’Università del Molise rilevando l’incongruenza tra investimenti, a volte consistenti, che si fanno sul personale precario in termini di formazione, ed il paradosso del conseguente abbandono a se stessi di queste professionalità.
Francesco De Lucia, studente universitario, si è soffermato sull’aumento delle tasse universitarie, che stanno rappresentando una barriera all’ingresso per gli studenti, ed ha sollecitato ad una maggiore presenza degli studenti negli organismi decisionali.
Sergio Sorella si è intrattenuto sul tema della conoscenza in quanto diritto alla cittadinanza attiva e strumento per arrestare il declino nella nostra realtà produttiva; si tratta di sfide che l’Università del Molise dovrà raccogliere cambiando radicalmente la sua offerta formativa.
Infine Erminia Mignelli ha tracciato un quadro riguardante i rapporti che l’Università deve avere con il territorio, con uno scambio fruttuoso in grado di costituire una filiera tra il mondo produttivo e quello della ricerca. Su questo terreno la CGIL Molise presenterà nelle prossime settimane una piattaforma articolata.
Dopo un interessante dibattito, le conclusioni sono state affidate a Renato Comanducci
del Consiglio Universitario Nazionale che ha rilevato tutte le criticità della legge Gelmini sul riordino del sistema universitario, in quanto provvedimento centralistico, che dà più potere ai rettori, nel quale il Senato accademico è solo consultivo, il Consiglio accademico, non essendo elettivo, diventa promanazione del Rettore. Tuttavia i decreti non sono ancora usciti, pertanto occorre una battaglia di merito sui diversi aspetti, per ribadire il ruolo importante che l’Università ha nel sistema formativo nazionale. Su questi temi la FLC porterà il suo contributo e si confronterà con tutte le componenti.




1-6-2011

Esami di stato I ciclo: LA SECONDA PROVA DI LINGUA NON E’ OBBLIGATORIA La Direzione generale degli ordinamenti del Ministero dell’istruzione ha pubblicato il 26 maggio la circolare n. 46 che impartisce disposizioni per l’effettuazione degli esami di stato al termine del primo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2010/11. Va ribadito che:
· la circolare recita "si ravvisa l'opportunità che il collegio docenti preveda anche autonoma valutazione" per la seconda lingua straniera. Le commissioni d’esame, nell’ambito della loro autonomia organizzativa, potranno stabilire se effettuare le due prove di lingua in giorni separati o nella medesima giornata. In ogni caso deve essere prevista un’autonoma valutazione per ciascuna delle due prove;
· viene detto che il voto finale dell’esame di stato è costituto dalla media aritmetica tra voto di ammissione e voto di ciascuna prova d’esame;
· per la certificazione delle competenze si deve fare riferimento alle Indicazioni nazionali per il primo ciclo che sono attualmente in fase di revisione.

. Si tratta di un modo di procedere poco rispettoso degli studenti in primo luogo e in secondo luogo di tutti coloro (personale ATA, docenti e dirigenti) che tutti i giorni operano in una situazione di crescente difficoltà nell’unico segmento del sistema di istruzione massacrato per l’intero percorso scolastico dal riordino voluto da questo governo. Inaccettabile è, a poche settimane dall'avvio in tutte le scuole delle procedure d'esame, la comunicazione di effettuare due distinte prove scritte per le lingue straniere.
Si ribadisce che l’arido meccanismo delle medie aritmetiche per la “costituzione” del voto finale dell’esame. Tale modalità fa si che ciascuna prova dell’esame, compresa quella INVALSI, abbia il medesimo peso del voto di ammissione che è determinato collegialmente dal consiglio di classe sulla base di un percorso educativo durato almeno 3 anni. Abbiamo chiesto all MIUR di integrare questa parte della circolare e al tempo stesso richiamiamo la Direzione Generale degli ordinamenti al rispetto delle Leggi in vigore, lo stesso rispetto che, ripetutamente, chiede alle istituzioni scolastiche.
Completamente eluse sono due questioni che la FLC aveva già posto lo scorso anno
· la partecipazione agli esami del docente dell’ora di approfondimento in materie letterarie (prevista dal DPR 89/09) allorquando tale insegnamento non sia svolto dal docente di Italiano e/o storia e/o geografia della classe
· le modalità di partecipazione dei docenti di strumento musicale alle sottocommissioni di esame in presenza di alunni non frequentanti il corso musicale.



23-5-2011

Appalti per le pulizie nelle scuole ed ex LSU, ritirata la Direttiva 103
Premiato l'impegno di FLC, FP e Filcams CGIL e di tutti i lavoratori privati e pubblici per difendere l'occupazione e per garantire la qualità dei servizi nelle scuole.
Nonostante la difficile situazione nella qualesi trovano le scuole, il MIUR aveva previsto, con la Direttiva n. 103, di affidare l'onere della gestione delle procedure delle gare d'appalto direttamente alle singole istituzioni scolastiche, scaricando su quest’ultime ulteriori competenze e maggiori responsabilità.
Di fronte a queste scelte unilaterali dei ministri Gelmini e Tremonti, che stanno mettendo in ginocchio le scuole e che abbassano il livello di qualità del sistema scolastico, avevamo chiesto:

* il ritiro della Direttiva n. 103;
* il ritiro del piano dei tagli degli organici degli appalti e del personale scolastico.

La Direttiva n. 103 avrebbe messo in ulteriore difficoltà le scuole che senza certezze normative ed adeguate risorse economiche e professionali non sono in grado di garantire la normale ’attività di servizio. Con essa si era programmata la diminuzione delle prestazioni che avrebbe prodotto il licenziamento dei lavoratori delle ditte d'appalto e l'inevitabile aumento dei carichi di lavoro del personale collaboratore scolastico, già falcidiato dai tagli e sul quale pende la terza tranche di riduzione dei posti anche per l'a.s. 2011/2012 (86 posti in meno nella nostra regione). Nel Molise sono oltre 100 i lavoratori coinvolti da questa Direttiva, tra ex LSU e di cooperative appaltanti.
Nelle nostre scuole di ogni ordine e grado le pulizie dei locali, la salvaguardia delle condizioni igieniche, l'assistenza agli alunni, il controllo degli edifici e la sorveglianza degli ingressi sono elementi indispensabili per garantire un servizio scolastico di qualità.
Finalmente è stata ritirata la direttiva n. 103. Il MIUR si è impegnato a presentare, in tempi brevi, una nuova Direttiva per dare continuità agli appalti in essere al fine di garantire il proseguimento dei rapporti di lavoro con il conseguente ritiro delle procedure di mobilità.
Registriamo con soddisfazione un primo importante risultato, che darà una piccola boccata d'ossigeno alle scuole molisane; continua comunque la nostra mobilitazione contro la politica dei tagli e dei licenziamenti per sostenere la qualità dei servizi della scuola dell'autonomia per difendere il sistema d'istruzione pubblico statale.



20-5-2011

ANCHE PER GLI ATA, TAGLI E RIDUZIONI. ALTRI 123 POSTI IN MENO.
Dopo gli organici dei docenti che hanno visto una riduzione di 158 posti, si annunciano i tagli agli organici del personale amministrativo, tecnico ed ausiliare della scuola. Nei prossimi giorni sarà diramata la circolare del MIUR sul contingente di personale ATA per il prossimo anno scolastico. Essa stabilisce una riduzione di ulteriori 14.166 posti nella dotazione organica delle scuole.
Per il Molise questo comporterà che l’organico ATA sarà complessivamente di 1414 unità. Solo nel 2006 superava abbondantemente le 1900 unità.


A questi numeri vanno sommati altri 39 posti (9 per gli A.A. e 30 per i C. S.) che il MIUR intende recuperare in organico di fatto.
Ulteriore conferma della impossibilità per il sistema scolastico molisano di sopportare queste riduzioni. Gli organici sono stati ridotti al punto da impedire la funzionalità delle scuole e l'erogazione anche dei servizi minimi essenziali quali la vigilanza e l’assistenza. Le segreterie delle scuole saranno sempre più oberate di adempimenti ed impegni, i servizi saranno ridotti al lumicino. Tutto ciò è inaccettabile!
Ci stiamo battendo perché ad ogni scuola sia garantito quanto previsto dalle norme approvate da questo stesso Governo, visto che, nella fase dell’applicazione dei tagli, l’amministrazione cerca di forzare la mano per andare oltre la legislazione vigente, nonostante le censure di una recente sentenza del TAR Lazio.
Sergio Sorella Segretario Generale FLC



13-5-2011

Caos in molte scuole dopo la sentenza del tar molise
A più riprese la FLC CGIL ha sollecitato un dibattito serio sui destini della scuola pubblica molisana. Anche il dimensionamento scolastico è stata l’occasione per discutere, seriamente, dell’offerta formativa da garantire nel territorio agli studenti molisani, in un contesto decisamente compromesso, visti i tagli e le riduzioni di organici.
Nel Molise i nostri decisori politici hanno dato prova di disinteressarsi di tutto questo ed hanno approvato un piano di dimensionamento scolastico, palesemente pasticciato, che è stato bocciato dal TAR Molise. Le incongruenze di quel piano la FLC CGIL le denunciate in tutte le occasioni, sottolineando anche che avrebbe lasciato irrisolti tutti i problemi riguardanti l’offerta formativa territoriale. Esso rappresentava un’evidente forzatura normativa del DPR n. 81 del 20 marzo 2009 concernente l’organizzazione della rete scolastica, in attuazione della legge n. 133 del 6 agosto 2008:
Infatti in questi giorni molte scuole sono nel caos perché:
? hanno organizzato gli organici tenendo conto del piano del dimensionamento approvato dal Consiglio regionale;
? hanno provveduto ad effettuare riorganizzazione degli organici, dichiarando docenti in esubero i quali sono stati costretti a presentare domanda di trasferimento in altre scuole;
? sono state obbligate a rivedere la pianta organica del personale ATA (riducendo i numeri di assistenti amministrativi e dei collaboratori scolastici);
? hanno predisposto tutti gli adempimenti con i nuovi codici che il ministero ha assegnato alle scuole dimensionate.

Il TAR ha sentenziato che è tutto da rifare! Al di fuori dai tempi previsti per questi adempimenti ed in un periodo dell’anno scolastico particolarmente delicato viste le operazioni di trasferimento. Infatti molti docenti che avevano chiesto (teoricamente da qualsiasi parte d’Italia) di andare in una scuola dimensionata con il nuovo codice si vedranno nell’impossibilità di veder riconosciuto il loro diritto in quanto la scuola, con la sentenza del TAR Molise, praticamente non esiste più.
Abbiamo chiesto al Direttore generale dell’USR del Molise di convocare un incontro urgente con le OO.SS per affrontare questi problemi che, se dovessero essere lasciati irrisolti, comporteranno conseguenze pesantissime sugli organici dei docenti e degli ATA, sulle posizioni individuali di esubero e sul diritto di ciascuno a chiedere il trasferimento nelle sedi oggetto del dimensionamento.
La scuola pubblica molisana non merita di essere trattata in questo modo! Approssimazione e pressappochismo si ripercuoteranno sulla didattica e sulla qualità dell’offerta formativa.
Sergio Sorella Segretario generale FLC


9-5-2011

GRANDE ADESIONE ALLO SCIOPERO GENERALE, LA FLC DEL MOLISE CHIEDE RISPOSTE CONCRETE SUI TEMI DELLA SCUOLA PUBBLICA DI QUALITA'
La forte adesione dei lavoratori della conoscenza del Molise allo sciopero generale e alla manifestazione che si è tenuta a Campobasso il 6 maggio confermano la condivisione delle battaglie fatte dalla FLC CGIL per la difesa della conoscenza pubblica ed a difesa dei precari.
Adesso il Governo ha il dovere di aprire un tavolo di confronto con tutte le organizzazioni sindacali per tornare ad investire in scuola, università e ricerca
.E' ora che il governo regionale esca dal torpore e faccia scelte coraggiose sulle politiche pubbliche nei settori della conoscenza. Ci sono problemi urgentissimi da affrontare quali la drastica riduzione di organici, la mancata applicazione delle norme sulla sicurezza degli edifici scolastici ed il piano di dimensionamento che si è confermato il pasticcio annunciato che per primi avevamo denunciato.Con i tagli agli orgnaici annunciati non ci sarà la possibilità di garantire nè il tempo scuola nè, in molti casi, la semplice apertura di plessi scolastici.
Occorre definire il numero preciso delle immissioni in ruolo nei prossimi tre anni, i nuovi i criteri con i quali predisporre gli organici e garantire certezze a chi quodidianamente, tra mille difficoltà, fa funzionare la scuola pubblica..
Pertanto non occorrono annunci buoni solo come spot pubblicitari ma azioni concrete, immediate e verificabili.
Il 6 maggio in Molise è stata una giornata di grande adesione allo sciopero generale. Da un riscontro fatto dalla FLC Molise 25 plessi sono rimasti chiusi. In molte scuole le attività sono state ridotte al lumicino. In altre addiritttura i dirigenti scolastici hanno accolto gli studenti per mancanza di docenti.
Complessivamente la percentuale del personale delle scuole molisane che ha scioperato si attesta sul 40-45 %. Si tratta di un dato riscontrabile e di grande significato. Rappresenta la determinazione del personale scolastico a non arrendersi ed a rilanciare l'iniziativa per garantire agli studenti una scuola pubblica di qualità.
La maniferstazione che la CGIL ha organizzato a Campobasso ha visto la partecipazione di una nutrita delegazione della FLC che ha animato il corteo con slogan, cori e canti contro le politiche governative. Numerosa è stata anche la partecipazione dei precari della scuola molisana i quali hanno chiesto la stabilizzazione del posto di lavoro.
Sergio Sorella Segretario Generale FLC




30-4-2011

PANTALEO: NON RIUSCIRANNO A RIDURCI AL SILENZIO, PROSEGUIAMO LA MOBILITAZIONE PER I DIRITTI ED IL LAVORO
Venerdì 29 aprile presso l'Hotel Eden si è tenuto un incontro tra i delegati della FLC CGIL Molise ed il segretario generale nazionale della categoria, Mimmo Pantaleo.
Sono stati sollevati i temi che riguardano l'attacco che questo governo sta portando ai settori della conoscenza ed in particolare alla scuola ed all'università.
Nel Molise ciò sta comportando un drastico ridimensionamento dell'offerta formativa. I tagli insopportabili al sistema pubblico d'istruzione, mentre paradossalmente aumentano le risorse per quello privato, stanno compromettendo il diritto costituzionale alla formazione. Meno tempo scuola alla primaria, niente tempo prolungato alla secondaria di primo grado, drastico ridimensionamento delle discipline professionali alla secondaria di secondo grado.
Con queste premesse l'istruzione è concepita solo come un costo da tagliare. Non sono bastati gli 8 miliardi di tagli in tre anni, il DEF ne prevede altri 6,5 nei prossimi. Nel Molise ci saranno altri 300 posti di lavoro in meno nelle scuole per il prossimo anno scolastico che uniti agli altri 800 posti che si sono persi negli ultimi due anni, fanno numeri che dovrebbero indignare, ma che purtroppo passano sotto silenzio.
L'incontro di venerdì ha rappresentato anche l'occasione per Mimmo Pantaleo di rilanciare sui temi che riguardano lo sciopero del 6 maggio 2011, quando le lavoratrici e i lavoratori della conoscenza sciopereranno per l'intera giornata insieme a tutto il mondo del lavoro.
Ad oltre due anni dall'inizio della crisi l'Italia è oggi più povera, più povere sono le famiglie, più alta è la disoccupazione a cominciare da quella dei giovani e delle donne. Si è aggravata la condizione dei pensionati ed è aumentata la percezione di insicurezza tra le giovani generazioni.
In questo quadro, i lavoratori della conoscenza sono fra quelli più bistrattati. Una categoria letteralmente saccheggiata che ha dovuto spesso rispondere ad offese e accuse infondate da parte dello stesso premier.
Ma noi non ci rassegniamo! Il Paese ha bisogno di una svolta, la conoscenza è futuro e il 6 maggio fermeremo il ritorno al passato voluto da questo Governo.Per questo la FLC CGIL chiama tutte le lavoratrici e i lavoratori a ribellarsi.
Per la prossima settimana la FLC ha organizzato altre 11 assemblee territoriali, a partire da lunedì a Campobasso, presso il II° Circolo -alle 8,15 ed allre 11,15 il Liceo Scientifico, per spiegare le nostre ragioni, mortificate da una politica che divide il movimento sindacale, che non punta sul lavoro e lo sviluppo, che ritiene la cultura un inutile costo.
Sergio Sorella Segretario Generale FLC Molise




21-4-2011

NEL MOLISE PRONTI 300 RICORSI AL GIUDICE DEL LAVORO: REAGIRE CONTRO LA MACELLERIA SOCIALE
Continuano i tagli alle risorse che il governo intende destinare alla scuola pubblica. Il Documento di economia e finanza (DEF) contiene una previsione di spesa in calo (dall'attuale 4,2% del Pil, al 3,7% nel 2015, fino al 3,2 nel 2030). Mentre tutti gli altri paesi europei investono nell’istruzione, il nostro continua a penalizzarla. Meno risorse per il personale della scuola, che dopo la riduzione di 87 mila cattedre e 42 mila posti di personale ATA (amministrativo, tecnico e ausiliario), subirà ulteriori tagli.
Il DEF programma una vera e propria macelleria sociale, senza alcun contributo per la crescita del Paese. L’annunciata manovra da 40 miliardi produrrà tagli ancora più consistenti del passato alla spesa sociale e agli investimenti: quindi meno risorse per scuola, ricerca e università pubbliche e probabilmente nessun rinnovo dei contratti anche dopo il 2013.
Alle scuole servono risorse stabili, ovvero serve un organico funzionale (un organico attribuito con cadenza non annuale, ma triennale). La dotazione funzionale deve coprire le esigenze ordinarie dovute alla sostituzione dei colleghi assenti e per migliorare l'efficacia dell'azione didattica in relazione al Pof. Il ricorso alle supplenze brevi deve divenire residuale. Oggi il 20% del personale scolastico ha contratti di lavoro a tempo determinato, pur essendoci le disponibilità per essere stabilizzato.
La FLC CGIL chiede un piano straordinario di immissioni in ruolo e una programmazione quinquennale di stabilizzazioni in base al turn over. Ci sono i posti disponibili per farlo: su di essi vanno stabilizzati i lavoratori. La FLC ha dimostrato, dati alla mano, che è possibile coprire, con vere assunzioni, 100.000 posti nella scuola nei prossimi 3 anni a costo quasi zero.
Per sostener queste posizioni la FLC CGIL del Molise sta presentando 300 ricorsi al giudice del lavoro, nei quali si chiede la trasformazione del contratto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato. Si tratta di richieste che riguardano il personale docente ed ATA che da anni (in molti casi da oltre 10 anni) garantisce il funzionamento della scuola molisana e che ha diritto, perché ne ricorrono tutte le condizioni, ad avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Prosegue anche in questo modo l’iniziativa politico – sindacale tesa a far riconoscere l’importanza di investire nel sistema d’istruzione e formazione pubblica garantendone una migliore qualità ma anche un futuro alle giovani generazioni espulse dal mercato del lavoro.
Lo sciopero del 6 maggio dovrà dare forza a queste proposte per opporci al massacro dell'istruzione, dell'università e della ricerca pubblica.
Sergio Sorella Segretario Generale FLC Molise


18-4-2011

L’ATTACCO ALLA SCUOLA PUBBLICA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO: VENGA A VEDERE COME FUNZIONA, NONOSTANTE TUTTO
“libertà vuol dire avere la possibilità di educare i propri figli liberamente, (…) e sottrarli a quegli insegnamenti di sinistra che nella scuola pubblica inculcano ideologie e valori diversi da quelli della famiglia" S. Berlusconi 16/04/11 Padova
Si tratta di parole gravissime pronunciate da chi ha giurato fedeltà ai valori della Costituzione. Un presidente del Consiglio e un Governo moralmente impresentabili non possono impunemente attaccare il diritto allo studio e alla dignità dei docenti.
La scuola è in difficoltà per i tagli alle risorse ed agli organici ( nel Molise 1100 posti di lavoro persi in tre anni e spese per il funzionamento ridotte di 2/3) ma che continua con spirito di sacrificio, con abnegazione personale e con impegno diffuso, a cercare di dare il massimo possibile in termini di istruzione e formazione pur in un contesto nel quale ogni giorno che passa diventa più complicato fa bene il proprio lavoro.
Un’indagine serissima del CIDI (Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti), smentisce le affermazioni del premier: ci dice che solo il 30% degli insegnanti si definisce di sinistra. Non solo, sono proprio i docenti di sinistra che intendono la professione «come una funzione pubblica con gli obblighi e i diritti dei dipendenti dello Stato». Le facili polemiche, senza alcun riscontro, servono a sviare le azioni di demolizione della scuola pubblica!
Oggi bisogna formare persone capaci di muoversi nell’intero spazio culturale tra saperi nuovi e nuove tecnologie, tra tradizione e modernità, tra norme e creatività. E’ necessario saper riconoscere la diversità dei caratteri, degli stili e dei tempi di apprendimento di ciascuno per valorizzarne potenzialità, per suscitare interessi e curiosità abituandoli a ragionare con la propria testa. In questo gli insegnati sono rimasti soli. Sono soli anche nell’affermare i valori della cultura, del rispetto, dell’onestà, del giusto e del bello in una società incapace di trovare una via d’uscita al degrado civile ed etico in cui si trova.
Chiediamo rispetto per il difficile lavoro quotidiano degli insegnanti ed invitiamo il presidente del Consiglio a recarsi presso le scuole pubbliche per constatare direttamente le buone pratiche che ovunque si mettono in atto.
Venga, ad esempio, in Molise il 29 aprile ’11 e potrà rendersi conto, in occasione della premiazione dei lavori prodotti dalle scuole per il concorso sui 150 anni dell’unità d’Italia “Mille volti, mille luoghi, mille voci”, di cosa sono capaci gli studenti molisani, guidati dai loro insegnanti che “inculcano” il senso civico dell’essere cittadini italiani.
Sergio Sorella Segretario Generale FLC Molise



14-4-2011

DOPO I TAGLI DI 158 DOCENTI ECCO LA RIDUZIONE DI 133 ATA.AVANZA IL MODELLO DI SCUOLA BADANTE.
In questi giorni sono stati definiti gli organici del personale ATA ed il MIUR prosegue nell’applicazione della legge 133/08 che ha ridotto in tre anni di ben 142.000 unità il personale della scuola. Per il prossimo anno scolastico si taglieranno i posti di 19.699 docenti e di 14.166 ATA. Oltre 1100 posti di lavoro persi nella nostra regione in tre anni! Il tutto nell’indifferenza e nel silenzio dei decisori politici.
Ai 158 docenti in meno nelle scuole molisane occorrerà, per il prossimo anno scolastico, sottrarre altri 133 posti tra direttori dei servizi, assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici.
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Non si rispettano le scelte delle famiglie sull’orario richiesto per i propri figli; si faranno classi numerose in barba alle norme sulla sicurezza; ci saranno pluriclassi oltre il limite previsto dalla stessa norma ( un esempio su tutti: a Monteroduni ci saranno pluriclassi con 19 alunni, mentre la norma ne prevede massimo 18); si azzererà sia il tempo prolungato nelle scuole secondarie di primo grado sia la compresenza nella scuola primaria; è stato negato il tempo pieno alle scuole che lo hanno richiesto; i docenti che hanno partecipato a brevi corsi di formazione saranno “costretti” ad insegnare l’inglese a causa della drastica riduzione dei docenti specializzati. Gli studenti delle scuole superiori avranno una notevole riduzione degli insegnamenti disciplinari, in pratica delle materie dell’indirizzo di studio a cui si sono iscritti. Non ci saranno insegnanti per le supplenze, per le attività laboratoriali, per dare anche ai più deboli le adeguate opportunità.
La riduzione del personale ATA comporterà gravi conseguenze sulla funzionalità dei servizi. Ormai le segreterie sono al collasso; il ridimensionamento degli assistenti amministrativi sta compromettendo la possibilità di rispettare i compiti previsti. La diminuzione degli assistenti tecnici determina l’impossibilità di utilizzare i laboratori informatici. La contrazione dei collaboratori scolastici genera problemi seri sulla vigilanza e sulla pulizia degli spazi. In molti plessi l’unico collaboratore scolastico dovrà tener aperta la struttura dalle 7,30 alle 16,30 con un’evidente violazione di tutte le norme contrattuali. Mentre il lavoro degli Ata diventa sempre più complesso si è deciso di ridurre questo personale al lumicino.
E’ il modello di scuola pubblica badante voluto dal governo. Tagliare risorse, personale e tempo alle scuole pubbliche sta compromettendo il diritto costituzionale all’istruzione. Anche per rilanciare l’iniziativa sindacale su questi temi, e battersi per una scuola pubblica di qualità, la CGIL invita a scioperare il 6 maggio.
Sergio Sorella Segretario Generale FLC Molise



27-3-2011

Corso di formazione per COLLABORATORI SCOLASTICI
Nell’ambito delle azioni tese a valorizzare la professionalità del personale della scuola, affinché esso sappia rispondere in maniera adeguata ai bisogni dell’utenza e sia in grado di garantire un servizio scolastico di qualità, pur in presenza di criticità rilevanti sul versante delle risorse economiche e degli organici, l’associazione professionale Proteo Fare Sapere e la FLC CGIL del Molise organizzano a Termoli il seguente corso di formazione.


Martedì 29 marzo ‘11 (ore 15.00 – 16.30) Presso la sede della CGIL di Termoli in Via Asia, 3/G

TITOLO - “La professionalità ATA nella scuola dell' Autonomia
MODALITA' DI ATTUAZIONE - Lezione frontale attività laboratoriale in aula informatica con esercitazioni.
DURATA - Un modulo di 3 ore da svolgersi nel pomeriggio della prima giornata ed uno di 6 ore per la giornata successiva presso i laboratori multimediali delle scuole.
FINALITA' - Fornire nozioni tecniche ed elementi avanzati per la navigazione in internet, la predisposizione lavagna LIM, la modulistica on line.
DESTINATARI - Collaboratori scolastici.
BISOGNO–PROBLEMA - Approfondimento degli aspetti operativi riguardanti le procedure per l’utilizzo dei mezzi informatici a sostegno del lavoro di segreteria da parte dei collaboratori scolastici.
OBIETTIVI - Fornire ai collaboratori scolastici gli strumenti tecnici e operativi atti all’espletamento di compiti complessi all’interno della istituzione scolastica.
METODOLOGIA, ATTIVITA' E TEMPI - Lezione frontale nel pomeriggio del primo giorno e attività laboratoriale nel mattino del secondo giorno.
SUPPORTI–MATERIALI - Saranno forniti ai partecipanti materiali cartacei e multimediali relativi alle problematiche affrontate durante il corso.
VALUTAZIONE – Ai corsisti verrà rilasciato attestato di partecipazione.



27-3-2011

PROSEGUE L’AZIONE DELLA FLC CGIL PER VEDER RICONOSCIUTI I DIRITTI DEI PRECARI
C'è un primato tutto italiano di cui non dobbiamo andare fieri: l'Italia è il primo esportatore di ricercatori in Europa. È un dato che parla chiaro: la professionalità e la competenza dei precari della didattica e della ricerca che lavorano nell’università vengono ogni giorno mortificate e si fa di tutto per respingerle. È un dato allarmante che dovrebbe preoccupare tutti. Nella scuola succede la stessa cosa.
I precari della conoscenza, nell’attesa del rinnovo del loro contratto o di un concorso, aspettano l’assunzione a tempo indeterminato che, ogni giorno si allontana sempre più.
Eppure sono soprattutto loro che con impegno lavorano nelle scuole, nell’università,negli enti di ricerca, garantendone il funzionamento per la crescita del paese, in nome del diritto pubblico all'istruzione.
Il tema del precariato nella conoscenza è al centro delle iniziative della FLC CGIL. Chiediamo al governo di cambiare rotta e di investire in settori strategici quali quelli che rappresentiamo.
Accanto all’iniziativa politico – sindacale, la FLC ha attivato anche quella legale per vedere riconosciuti i diritti dei precari che da anni lavorano.
Sono stati oltre 450 i precari della scuola molisana che tra docenti ed ATA, si sono rivolti alle sedi della FLC CGIL per impugnare i contratti a tempo determinato stipulati negli anni scorsi su posti disponibili e vacanti. Un dato che fa emergere in tutta la sua drammaticità l'abuso che l'amministrazione pubblica ha fatto reiterando contratti a termine su posti liberi.
Mercoledì 30 marzo ’11 alle ore 10,30 presso la sede della CGIL Molise in Via Tommaso Mosca,11 si terrà una conferenza stampa per illustrare la vertenza precari portata avanti dalla FLC CGIL.



20-3-2011

CHIEDIAMO ALLA REGIONE MOLISE DI INTERVENIRE CONTRO LA DEVASTAZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA
Il Miur ha pubblicato il 14 marzo la Circolare Ministeriale n. 21 con la quale trasmette le tabelle dell'organico docenti per il 2011/2012 e anticipa il contenuto del relativo Decreto Interministeriale. Per il Molise sono confermati i 158 posti di docenti in meno. Nei prossimi giorni uscirà anche la circolare sugli organici del personale ATA che confermerà i 140 posti in meno nella nostra regione.
Gli effetti di questi tagli saranno un colpo mortale per la qualità del servizio pubblico. Non verranno rispettate le richieste del tempo scuola fatte dalle famiglie, saranno compressi gli orari per gli insegnamenti, si ridurrà in maniera drastica la possibilità per le scuole di garantire l’offerta formativa programmata.
In questi giorni si sono concluse le assemblee territoriali, organizzate dalla FLC CGIL per il personale della scuola molisana, alle quali hanno partecipato oltre mille tra docenti ed ATA. Nel corso del dibattito è emersa la volontà di contrastare il disegno del governo che punta ad indebolire drasticamente il sistema pubblico d’istruzione. Si sono rigettate le semplificazioni e le vere e proprie bugie dette dal ministro e dal presidente del consiglio. Quelle affermazioni, oltre ad offendere il personale della scuola che, tra mille difficoltà, è impegnato a far bene il proprio lavoro, con dedizione e professionalità, pur in presenza di precarie condizioni oggettive, dimostrano un evidente disinteresse nei confronti della scuola pubblica.
Chiediamo alla regione Molise di farsi interprete del grido di allarme che proviene dalle scuole; di esercitare le dovute pressioni nei confronti del MIUR affinché si ponga fine a questa vera e propria mattanza. Chiediamo che si apra una stagione di confronto capace di affrontare i nodi che riguardano l’offerta formativa da garantire agli studenti molisani. Non è possibile evitare di pronunciarsi su ciò che sta accadendo alla scuola pubblica molisana: quasi 1200 posti di lavoro persi in tre anni, risorse ridotte al lumicino, impossibilità per le scuole di avere tempi distesi per garantire inclusione, recuperi, integrazione, valorizzazione delle eccellenze. Stanno venendo meno i principi di eguaglianza sostanziale previsti nella nostra Costituzione.
La Regione Molise deve fare la sua parte!
La FLC CGIL avvierà una vera e propria campagna/vertenza organici, coinvolgendo le scuole, le istituzioni locali e la regione, promuovendo una serie di iniziative di mobilitazione territoriali.
Lo sciopero generale del 6 maggio prossimo proclamato dalla CGIL sarà un momento fondamentale in questo percorso.




4-3-2011
LA FLC ADERISCE ALLO SCIOPERO GENERALE DEL 6 MAGGIO E REVOCA QUELLO DEL 25 MARZO.
La FLC CGIL nel condividere le ragioni dello sciopero generale proclamato dalla CGIL per il 6 maggio decide di scioperare, per tutti i comparti pubblici e privati della conoscenza, l'intera giornata. Pertanto revoca lo sciopero del 25 marzo per confluire in quello del 6 maggio.
Le iniziative e le assemblee, che sono già partite in maniera diffusa nel territorio molisano, devono coinvolgere i lavoratori pubblici e privati, gli studenti, i precari, le associazioni e i movimenti affinché si possa determinare un vasto consenso sulla piattaforma alla base dello sciopero generale.
Il 25 marzo sarà considerata giornata di mobilitazione per respingere l'attacco alla democrazia e ai diritti nei settori pubblici e per la difesa della conoscenza pubblica.
Inoltre la FLC CGIL parteciperà alla manifestazione del 12 marzo a difesa e a sostegno della Costituzione. Nella manifestazione del 12 marzo il valore e l’importanza della conoscenza e la difesa del ruolo della scuola pubblica, assieme al rinnovato riconoscimento del ruolo fondamentale svolto dagli insegnanti ancora di più in un momento contrassegnato da politiche gravemente restrittive, rappresenteranno temi centrali, contro lo strappo operato dalle recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio tese a ridurre gli spazi di coesione, uguaglianza, democrazia e partecipazione.
Al centro della mobilitazione, dunque, la difesa della Costituzione del ruolo pubblico e laico dell’istruzione. Tutta la nostra convivenza civile non può essere a disposizione di una coalizione di governo, quale che essa sia. Per questo la CGIL si propone di dar vita, insieme con tutti coloro che ne condividono l’esigenza e la motivazione di fondo, ad una mobilitazione innanzitutto culturale e delle coscienze per allargare il peso, il ruolo e l’influenza dei soggetti della rappresentanza sociale, nel segno di una democrazia intesa come partecipazione, più forte e più consapevole.
Il 12 marzo tutte le strutture della FLC CGIL sono impegnate per una massiccia partecipazione alla manifestazione in programmazione anche in Molise per la difesa della Costituzione e della istruzione pubblica.




28-2-2011
STUDENTI ABBANDONATI: L’ACCANIMENTO CONTRO LA SCUOLA PUBBLICA
Le cifre fornite il 19 gennaio dall’ISTAT, rivelano un’Italia “giovane” così sfiduciata al punto da registrare due milioni di persone nelle condizioni che non studiano e non lavorano. Una cifra impressionante, visto che si tratta del 21,2 per cento della popolazione tra i 15 ed i 29 anni: uno dei nostri ragazzi su 5, la quota più elevata a livello europeo.
Anche tra chi studia le cose non vanno meglio: la quota dei più giovani (18-24enni) che ha abbandonato gli studi senza conseguire un titolo di scuola media superiore, è pari al 19,2 per cento (media Ue27 14,4 per cento). L’Italia è anche il paese dove il 46 % della popolazione tra i 25 ed i 64 anni non ha superato il livello di istruzione pari alla scuola media inferiore (percentuale che è solo al 27% nella media dell’Unione Europea). Da questi semplici numeri occorrerebbe partire per investire in istruzione, formazione e ricerca. Invece, nella scuola pubblica prosegue la politica dei tagli e delle riduzioni.
Da un semplice calcolo matematico effettuato tenendo conto del rapporto tra il taglio complessivo fatto lo scorso anno e quello da fare per l’anno prossimo, emerge, in tutta la sua drammaticità, il problema della scuola pubblica molisana: ai 335 posti in meno, fatti lo scorso anno scolastico, occorrerà sommarne almeno altri 310 per il prossimo anno, secondo le stime più prudenziali.

Ripartizione dei tagli a.s. 2011-12 in Molise


Intanto un Presidente del Consiglio, senza nessuna attendibilità morale ed etica, attacca la scuola pubblica. Mentre le famiglie chiedono un’educazione all'altezza dei cambiamenti che stanno attraversando la società, le politiche regressive e i tagli della Gelmini, stanno distruggendo la qualità del nostro sistema educativo e formativo.
Vogliono così aprire la strada alla privatizzazione per garantire la possibilità di studiare solo ai figli dei ricchi. È un’idea di società inaccettabile che ci riporta indietro proprio mentre in tutto il mondo s'investe in formazione e ricerca.
Chiediamo rispetto della dignità degli insegnanti che quotidianamente fanno il proprio dovere con passione. Finora il personale della scuola da questo Governo ha ricevuto solo tagli, licenziamenti di massa di precari, il blocco dei salari e dei contratti e continue mortificazioni della propria professionalità. La verità è che questo il Governo non è interessato alle sorti degli studenti, al loro diritto ad avere una buona scuola pubblica, al loro diritto al sapere e al lavoro. Le ragioni per lo sciopero del 25 marzo ci sono tutte.


21-2-2011
I lavoratori della conoscenza in sciopero!
Il 25 marzo chiudiamo le scuole, fermiamo le università, blocchiamo la ricerca.
Il 25 marzo 2011, sciopero nazionale di tutti i settori pubblici e della conoscenza.
La Federazione Lavoratori della Conoscenza insieme alla Funzione Pubblica, per uno sciopero che svuoti i luoghi di lavoro e riempia le piazze.
Conoscenza, cultura, servizi pubblici, sono il bersaglio. Tagliare risorse, centralizzare le decisioni, elevare la precarietà a sistema, sopprimere la democrazia nei luoghi di lavoro, gli strumenti che il Governo e i suoi paggi usano per normalizzare e piegare chi non si rassegna al declino.
Nei giorni scorsi a Palazzo Chigi è andata in scena una recita con un copione già visto, un ulteriore accordo farsa che puntella un governo alla frutta. Abbiamo già descritto l'indecorosa sceneggiata, commentato punto per punto e nel merito l'intesa separata.
Una controriforma della pubblica amministrazione agonizzante è stata rivitalizzata da firme compiacenti in calce ad un testo umiliante.
Per i lavoratori oltre al danno la beffa, voler spacciare questo accordicchio per una vantaggiosa conquista è paradossale.
Cosa portano quelle firme? Rinnovo dei contratti? Recupero dell'inflazione? Sblocco delle anzianità? Stabilità per i precari? Le elezioni delle RSU? No, niente di tutto questo.
La CGIL non ha firmato perché queste sono le priorità, queste le grandi questioni che vorremmo affrontare.
Invece, non ci sono risorse per la contrattazione, diminuisce il potere reale delle retribuzioni, è bloccata la mobilità professionale, si nega ai lavoratori di eleggere i propri rappresentanti per paura di dover rendere conto del proprio operato, vengono inasprite le sanzioni disciplinari.
Si sancisce una odiosa divisione dei lavoratori in fasce di produttività prestabilite. Peggio, alcuni di loro sono etichettati come fannulloni a prescindere (come diceva Totò). Dato che non ci sono soldi, il 25% sarà comunque escluso da premi.
Ma che premi! Praticamente una trasfusione, dalla scuola esanime, dalla riduzione del diritto allo studio, dall'asfissia delle università, dalla ricerca pubblica sottoposta ad un salasso di risorse e intelligenze, dalle prospettive di vita dei precari.
Per questo la FLC CGIL chiama tutte le lavoratrici e i lavoratori a ribellarsi. Mettiamo fine a questo scempio.
Il Paese ha bisogno di una svolta, la conoscenza è futuro, fermiamo il ritorno al passato



18-2-2011

il Senato approva il milleproroghe, ancora problemi per la scuola. Chi può va in pensione
Con l’approvazione al Senato del decreto “Milleproroghe” le Graduatorie provinciali del personale docente sono prorogate fino al 31 agosto 2012. Il Miur dovrà comunque provvedere ad applicare la recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimi gli inserimenti in coda. Dal prossimo anno scolastico si potranno inserire nelle graduatorie di istituto solo gli insegnanti che sono presenti nella graduatoria permanente della stessa provincia. Prosegue la via crucis per i precari della scuola.
Si è anche deciso che scadrà il 31 dicembre 2011 il tempo per impugnare il termine dei contratti a tempo determinato cessati prima del 24 novembre, data di entrata in vigore del collegato lavoro. Di conseguenza per molti precari si riaprono i termini per impugnare i licenziamenti o contestare il termine apposto sul contratto di lavoro. Nel Molise la sola FLC ha prodotto oltre 400 ricorsi.
La disposizione sulla proroga delle graduatorie provinciali ad esaurimento sostanzialmente le congela non permettendo l’aggiornamento dei titoli e dei servizi sino al 2012. Si tratta dell’ennesimo intervento legislativo da parte del Governo su un settore delicatissimo. Si cerca di rimediare alla responsabilità politica di aver alimentato un precariato senza speranza evitando però di fare l’unica cosa davvero necessaria: immissioni in ruolo su tutti i posti disponibili e piano pluriennale di assunzioni. Durante i lavori parlamentari di approvazione del decreto Milleproroghe sono stati bocciati numerosi emendamenti presentati dalle forze di opposizione e sui quali la FLC si era spesa nei mesi scorsi: sospensione del taglio agli organici, scatti di anzianità, piano di immissioni in ruolo dei precari scuola, proroga graduatorie mobilità professionale del personale Ata etc…
I
l governo non ha voluto sentir ragione. Si rafforzano alla luce di questa disposizioni le ragioni dello sciopero del 25 marzo di tutto il pubblico impiego e dei settori della conoscenza in particolare.
Viste le incertezze del quadro normativo, il blocco dei contratti, degli scatti di anzianità e del salario accessorio, il personale scolastico che ha i requisiti minimi ha fatto la domanda per andare in pensione. Rispetto ad una previsione di 25.000 domande di pensionamento, i dati, non definitivi, testimoniano che le richieste sono state oltre 32.000. Nel Molise lo scorso anno sono andati in pensione 236 persone tra docenti ed ATA; per l’anno prossimo le domande sono state 276.




8-2-2011
Intesa sul Pubblico impiego, una indecorosa sceneggiata a Palazzo Chigi
Una vera pantomima la riunione di venerdì scorso a Palazzo Chigi, durante la quale è stata presentata l'intesa per la gestione del regime transitorio per quanto attiene l'applicazione del Decreto Brunetta. Il testo era stato condiviso in precedenza con CISL e UIL, stante il fatto che, mentre il Ministro Brunetta non ne aveva avviato ancora la lettura, già alcuni siti sindacali pubblicavano l'Intesa, la scheda tecnica e persino il volantino.
Evidentemente CISL e UIL hanno voluto soccorrere un Governo scosso dalla questione morale che coinvolge Berlusconi e quindi incapace di rispondere agli interessi generali del Paese. Firmando l'accordo si è voluta avallare inoltre, l'applicazione di una legge inutile anzi dannosa, rinunciando ad evidenziare e tentare di modificare le contraddizioni ed i problemi che apre il decreto legislativo 150.
Il contenuto dell'accordo ha la finalità di definire una intesa per la gestione del regime transitorio per quanto attiene l'applicazione del Decreto Brunetta alla luce del blocco dei contratti previsto dalla manovra di luglio. Vediamo nel dettaglio i contenuti.
Il primo punto enuncia le premesse sulle quali si basa l'intesa: DLgs 150/2009, accordo separato relativo agli assetti contrattuali del gennaio 2009 e accordo separato dell'aprile 2009 sul pubblico impiego.
Il secondo e il terzo punto riguardano l'applicazione dell'art. 19 del DLgs Brunetta (la classifica dei dipendenti 25-50-25). Si afferma che per effetto dell'applicazione di tale norma, gli stipendi non potranno essere decurtati (sic!) e che le risorse utilizzabili per la classifica saranno quelle previste dal cosiddetto dividendo dell'efficienza, cioè le eventuali economie determinate dall'applicazione della legge 133/2008. Ricordiamo inoltre che l'applicazione dell'art. 19 è legata al rinnovo del Contratto nazionale che dovrà definire le quote del salario accessorio da destinare a tale finalità. Ancora: per i docenti della scuola e Afam e i ricercatori degli EPR, dovrà essere emanato uno specifico DPCM per l'applicazione di tale norma. Infine nel comparto scuola non sono stati previsti gli Organismi indipendenti di valutazione dai quali dipende la definizione della cosiddetta classifica.
Il quarto punto prevede la costituzione di commissioni bilaterali per monitorare i risultati prodotti dalla riforma Brunetta. Questo significa che lo stesso sindacato si incaricherà di verificare se il decreto 150 funziona o meno.
Il quinto punto prevede che il Governo emani entro 15 giorni un atto di indirizzo all'Aran per la definizione di un accordo quadro che regoli le relazioni sindacali sulla base del Decreto Brunetta e dell'accordo separato del 2009.
Questo punto significa che si mettono nel cassetto gli attuali contratti nazionali e si definiscono altre regole sulle relazioni sindacali, abbassando il livello di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.
La FLC CGIL in questi mesi si è spesa per difendere la validità dei CCNL e le prerogative della contrattazione decentrata in tutte le sedi di lavoro e questa battaglia sindacale ha pagato, portando alla chiusura di migliaia di contratti senza che questi recepissero le assurde imposizioni del decreto Brunetta. Tra l'altro molte sentenze confermano che fino al rinnovo dei contratti nazionali non si può agire unilateralmente sulle materie oggetto di contrattazione integrativa. L'accordo separato mette in discussione tutto ciò e vorrebbe cancellare il lavoro, spesso unitario, messo in campo dalle nostre sedi sindacali e dalle RSU.
La CGIL non ha firmato questo accordo per i motivi di merito sopra esposti e soprattutto in quanto non vi è traccia delle vere emergenze: precariato, blocco dei contratti e contrattazione integrativa, scatti di anzianità ed elezioni RSU.

  • precariato: non c'è alcuna soluzione per le migliaia di precari che per effetto della manovra di luglio saranno licenziati e per il precariato del comparto scuola
  • blocco dei contratti e contrattazione integrativa: non si affronta la questione salariale che riguarda oltre tre milioni di dipendenti pubblici; non si ribadiscono la validità del contratto nazionale e le prerogative della contrattazione decentrata;
  • scatti di anzianità: nessuna certezza sulle risorse dei prossimi due anni;
  • elezioni RSU: una vera emergenza democratica, nessuna assunzione di responsabilità da parte dei sindacati firmatari rispetto alla definizione delle procedure per il rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie.

In una situazione in cui aumenta l'inflazione e il prelievo fiscale per i lavoratori dipendenti, in cui la disoccupazione è a livelli elevatissimi, il primo problema dei lavoratori e delle lavoratrici è come applicare la legge Brunetta?
A questa domanda vorremmo che i sindacati firmatari rispondessero con chiarezza. Noi non siamo interessati a lanciare salvagenti al Ministro Brunetta e alla sua disastrata riforma, a noi interessa la tutela dei lavoratori e delle loro condizioni di lavoro.
Per queste ragioni abbiamo proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale e metteremo in campo tutte le iniziative necessarie insieme alla CGIL e a FP CGIL
NEI PROSSIMI GIORNI CONVOCHEREMO UNO SCIOPERO GENERALE
DI TUTTO IL PUBBLICO IMPIEGO



1-2-2011
IL DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI
Mentre si discute di quale debba essere l’offerta formativa da garantire nel territorio agli studenti molisani, in un contesto decisamente compromesso, visti i tagli e le riduzioni di organici; mentre la FLC prosegue nell’iniziativa di incalzare l’amministrazione per bloccare i tagli, che il prossimo anno comporteranno ulteriori 350 posti di lavoro in meno; mentre prosegue l’iniziativa per la stabilizzazione del personale precario sia attraverso l’operazione 100.000 nomine in ruolo sia con i quasi 500 ricorsi presentati dagli iscritti alla FLC CGIL, nel Molise i nostri decisori politici fanno finta che non stia accadendo nulla ed approvano un piano di dimensionamento scolastico che fa acqua da tutte le parti.
Palesi sono le incongruenze riguardanti gli alunni dichiarati nella delibera. Si tratta di numeri spesso fantasiosi e non corrispondenti alla realtà. Per cui assistiamo al paradosso di scuole a cui viene attribuito un numero di alunni non reale (es. I. C. Colozza che ha alunni decisamente diversi da quanto scritto in delibera); scuole che scompaiono dal piano e non si capisce che fine fanno (es. la scuola di Sesto Campano dov’è andata a finire?); deroghe date a fiducia ( cosa significa art.. 2 DPR 233/98 per il “Perrotta” di Termoli?); accorpamenti fantasiosi (es. I.C. Castelmauro); mantenimento di punti di erogazione del servizio con 10 alunni e soppressione di quelli (es. Ceppagna) con 16 alunni. L’elenco potrebbe continuare.
Insomma un grande caos che lascerà irrisolti tutti i problemi riguardanti l’offerta formativa territoriale. Evidente forzatura normativa del DPR n. 81 del 20 marzo 2009 concernente l’organizzazione della rete scolastica, in attuazione della legge n. 133 del 6 agosto 2008: Si tratta di norme non richiamate dalla delibera della giunta regionale sul dimensionamento.
La nostra delegazione parlamentare dovrebbe porsi il problema del drastico impoverimento della scuola pubblica molisana. Invece, qualcuno, piuttosto che interpellare il ministro sui problemi reali della scuola molisana, annuncia interrogazioni su progetti fatti da scuole che, nell’ambito del 150° anniversario dell’Unità dì’Italia, invitano parlamentari molisani o esponenti della società civile a discutere di temi concernenti il ruolo dell’Europa, l’attualità della Costituzione, il valore della solidarietà, rispettando tutte le regole per coinvolgere gli studenti su temi di attualità.
Se ad essere invitato è l’on. Patriciello, nessun problema, se è l’on. Di Pietro, allora arrivano le levate di scudo e le interrogazioni al ministro. Se non dovesse cambiare questo modo di affrontare le questioni serie che riguardano la nostra realtà molisana, saremo condannati ad un irreversibile declino ed ad una marginalità certificata.
Noi non ci rassegniamo e continuiamo a fare proposte di merito per migliorare il nostro sistema d’istruzione.


29-1-2011

DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO, UN PASTICCIO ANNUNCIATO
Il prossimo anno scolastico, secondo i dati del MIUR, nel Molise ci saranno 600 alunni in meno. In pochi anni si sono persi oltre 2000 alunni. Questo dato avrebbe dovuto sollecitare una riflessione sul dimensionamento scolastico e sull'offerta formativa territoriale. Invece il Consiglio regionale ha preferito rinviare tutto al 2014. Intanto ci saranno scuole sottodimensionate, plessi con un numero di alunni tali da non garantire una buona scuola pubblica di qualità, specificità che verranno azzerate, mega istituzioni scolastiche realizzate senza un progetto.
Lo temevamo e purtroppo si è realizzato. Il dimensionamento scolastico, a nostro parere, è al di fuori delle regole che disciplinano la materia. Sono prevalse logiche diverse anche dagli obiettivi programmatici che il governo regionale si era dato.
Sono state date ben 25 deroghe su 86 istituzioni scolastiche. Questo significa che non si è voluto affrontare il problema. Le deroghe concesse, richiamandosi alla normativa vigente, il DPR 233 del 1998, rappresentano di fatto una forzatura. Basta leggere i vari commi dell'art. 2 del DPR 233 :

3. Nelle piccole isole, nei comuni montani, nonché nelle aree geografiche contraddistinte da specificità etniche o linguistiche, gli indici di riferimento previsti dal comma 2 possono essere ridotti fino a 300 alunni per gli istituti comprensivi di scuola materna, elementare e media (.)

7. Nelle province il cui territorio è per almeno un terzo montano, in cui le condizioni di viabilità statale e provinciale siano disagevoli e in cui vi sia dispersione e rarefazione di insediamenti abitativi sono concesse deroghe automatiche agli indici di riferimento previsti dal comma 2, anche sulla base di criteri preventivamente stabiliti dalle regioni, in sede di conferenza provinciale convocata a norma dell'articolo 3.

8. Gli indici minimi di riferimento previsti dal comma 3 sono applicabili anche agli istituiti secondari di istruzione artistica, professionale e tecnica con indirizzi. formativi particolarmente specializzati e a diffusione limitata nell'ambito nazionale e regionale.

Il paradosso è che si modificano cose fatte appena due anni fa, ammettendo nei fatti, di aver sbagliato previsioni; si chiedono deroghe per istituzioni scolastiche dimensionate da poco (es. Vinchiaturo); non si tiene conto dell'emergenza riguardante l'edilizia scolastica; non si affronta il tema del riordino dei cicli; viene anche mortificato il lavoro degli organi territoriali.

Come FLC CGIL abbiamo provato a fare proposte di merito, ma sono prevalse logiche pre elettorali che hanno rinviato il problema ed hanno lasciato aperti tutti i nodi della riorganizzazione della rete scolastica, premiando qualcuno senza considerare la storia delle singole istituzioni, senza un progetto riguardante il riordino dell'istruzione superiore (cos'altro è il dare scienze applicate a tutti i licei scientifici, senza tener conto delle specificità, dei laboratori, delle professionalità già maturate?). Per il Nautico di Termoli siamo al dramma: mentre giacciono inutilizzati nella sede dichiarata inagibile attrezzature all'avanguardia, se ne dichiara la morte con l'annessione all'ITIS; in provincia di Isernia si è risposto solo alle richieste di qualche dirigente scolastico; a Campobasso è stata dimenticata la riorganizzazione dell'istruzione tecnica e professionale. Si tratta di un grande pasticcio che non risolve alcun problema. Davvero uno spettacolo di basso profilo. Non è questo quel che meritano gli studenti e le famiglie molisane.

27-1-2011
FIAT: basta CON la politica del RICATTO
La FLC CGIL del Molise parteciperà e sosterrà la manifestazione del 28 gennaio, promossa dalla FIOM e dalla CGIL, per rispondere all'attacco alla democrazia e al peggioramento delle condizioni di lavoro.
Le intese di Pomigliano e di Mirafiori sono una evidente violazione dei principi e dei valori della nostra Costituzione perché vietano ai lavoratori di poter scegliere liberamente il sindacato che ritengono possa difendere i propri diritti. Non sono più rinviabili le regole sulla democrazia e sulla rappresentanza. Il primo atto concreto deve essere il rinnovo delle RSU nei settori pubblici perché ai lavoratori con il voto deve essere garantito l'esercizio della democrazia sui posti di lavoro. Non si può accettare che il lavoro, da misuratore di civiltà e di democrazia, regredisca in merce. Le imprese e il Governo vogliono utilizzare la crisi e l'alibi della globalizzazione per eliminare conquiste sociali e diritti fondamentali, a partire dallo stravolgimento delle norme che disciplinano i rapporti di lavoro e dal contratto nazionale. Le politiche del Ministro Gelmini, che intendono demolire la scuola e l'università pubblica, così come gli accordi Fiat, prefigurano un modello di società con più accentuate disuguaglianze.
Si vuole far passare per modernità il ritorno agli anni cinquanta. Saranno soprattutto i giovani a essere condannati ad una condizione strutturale di precarietà, all'umiliazione di dover rinunciare ai propri diritti al lavoro e nel lavoro e di veder lese le proprie libertà. Occorre rispondere alla devastazione sociale attraverso una forte azione confederale che recuperi tutti gli spazi possibili di contrattazione sui posti di lavoro.
Per queste ragioni, il 28 gennaio i lavoratori della conoscenza saranno davanti ai cancelli della FIAT di Termoli per manifestare la loro solidarietà a coloro che stanno portando avanti una battaglia di dignità, per costruire una alternativa alla regressione della civiltà del lavoro, alla mercificazione dei saperi e alla cancellazione del diritto allo studio.
Non è ammissibile che gli accordi separati siano sottoposti a referendum a condizioni ricattatorie: se i lavoratori si pronunciano contro l'accordo, l'azienda chiude e i lavoratori perdono il posto. Non è possibile che i sindacati che non sottoscrivono un accordo che non condividono sono esclusi dalla rappresentanza, anche se hanno il maggior numero di iscritti.
Ha avuto un bel coraggio quel 46% di lavoratori di Mirafiori che ha detto no all'accordo separato. Si sono presi una bella responsabilità. Senza voler criticare chi ha detto sì, il ricatto è stato pesante. Rilanciamo insieme l’iniziativa per far affermare i valori laici della democrazia e della rappresentanza.

21-1-2011
OGGI ULTIMO GIORNO PER IMPUGNARE I CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO
Oltre 450 precari della scuola molisana, tra docenti ed ATA, si sono rivolti alla FLC CGIL per impugnare i contratti a tempo determinato stipulati negli anni scorsi su posti disponibili e vacanti. Un dato che fa emergere in tutta la sua drammaticità l'abuso che l'amministrazione pubblica ha fatto reiterando contratti a termine su posti liberi.
Si tratta di un dato per difetto che si riferisce solo a quei lavoratori che hanno scelto l’ufficio legale della FLC per impugnare i contratti, un passo che è l'anticamera del ricorso vero e proprio. Il Collegato al lavoro (la legge 183/2010), una Legge retrograda e vergognosa, ha imposto tempi strettissimi per impugnare e fare ricorso contro rapporti di lavoro illegittimi, sperando di mettere una pietra tombale sulle proteste dei precari. E invece la campagna di informazione della CGIL ha spinto tantissimi lavoratori a non rinunciare a far valere le proprie ragioni e i propri diritti.
Il Governo nei settori della conoscenza intende cancellare il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori alla stabilità per alimentare un precariato senza speranza che mortifica le competenze e le professionalità.
Ricordando che c'è tempo fino al 23 gennaio per impugnare i contratti già scaduti la FLC ha dimostrato, dati alla mano che è possibile coprire con vere assunzioni 100.000 posti nella scuola nei prossimi 3 anni a costo quasi zero. Infatti per un supplente fino al termine delle lezioni (il 30 giugno), lo Stato sborsa più di quanto spende per un supplente annuale, con incarico fino al 31 agosto. Nel primo caso, tra stipendio, ferie, Tfr e indennità di disoccupazione, si assommano oltre 30 mila euro lordi; nel secondo caso 29 mila e 500. Nei prossimi tre anni andranno in pensione all'incirca 70 mila docenti con una fascia retributiva media di 28/35 anni, con un costo che si aggira sui tre miliardi circa. Se al loro posto fossero assunti un corrispondente numero di docenti con relativa ricostruzione di carriera il costo sarebbe di due miliardi e mezzo con un risparmio comunque per lo Stato di 500 milioni di euro.
In modo simile sono possibili stabilizzazioni anche nell'università e nella ricerca. Un'operazione virtuosa che coniuga risparmio, lavoro buono e qualità dei servizi ai quali il governo, impegnato in altre faccende, non ha dato risposta.

20-1-2011
DISCUTIAMO NEL MERITO LE PROPOSTE RIGUARDANTI
LA FEDERAZIONE DELLE UNIVERSITA’

Il 24 Gennaio p.v. si terrà a Matera una riunione congiunta dei Senati Accademici delle Università delle regioni Basilicata, Molise e Puglia. Si tratta di un appuntamento importante per i destini delle Università coinvolte. L’incontro, oltre ad avere un’importanza oggettiva nella costituzione del sistema Federativo Universitario, in un contesto peculiare come quello del nostro Mezzogiorno, assume un rilievo particolare per le criticità che coinvolgono il sistema universitario italiano anche alla luce della recente approvazione delle riforme che stravolgeranno l’impianto degli atenei italiani in tutte le sue componenti.
La FLC CGIL del Molise, da sempre ha dichiarato di considerare con interesse la proposta di sistema federativo tra le università. Esso deve, però, produrre un riflesso positivo sulle condizioni dei lavoratori, degli studenti ed essere in grado di garantire un’offerta formativa di qualità nelle realtà accademiche coinvolte.
L’idea di federazione, proprio per la vastità di soggetti che coivolge, può rappresentare una opportunità per le dinamiche di programmazione politica e sociale anche per le realtà territoriali interessate.
La FLC CGIL ribadisce la propria disponibilità al confronto per la realizzazione di un progetto condiviso che comprenda il rilancio della Università del Molise, considerata in maniera non proprio lusinghiera nelle ultime classifiche riportate dal Censis.
Anche per questa ragione, nei giorni scorsi la segreteria della FLC CGIL ha coinvolto le altre Organizzazioni sindacali per inviare unitariamente una richiesta al Magnifico Rettore che consentisse la presenza di tutte le realtà accademiche – studenti, personale tecnico amministrativo e ricercatori che, per anomalia statutaria, sono esclusi dalla componente del Senato Accademico Molisano – all’incontro di Matera del 24 gennaio p.v.
Per ragioni diverse, i delegati aziendali delle Organizzazioni sindacali coinvolte non hanno accolto l’invito della FLC CGIL che, in data odierna, ha chiesto al Magnifico Rettore di garantire la presenza anche di studenti, ricercatori e Personale Tecnico amministrativo dell’ateneo molisano all’incontro di Matera.



19-1-2011
Vertenza per la stabilizzazione dei precari: il tempo stringe! LA SCADENZA E' IL 23 GENNAIO.
Prosegue l’iniziativa della FLC CGIL per chiedere la stabilizzazione del personale precario docente ed ATA della regione. Sono quasi 400 i lavoratori che si sono rivolti presso le nostre sedi.
L'avvio della vertenza per la stabilizzazione contro la reiterazione dei contratti a tempo determinato per il personale dei settori della conoscenza, richiede l'invio di una raccomandata con ricevuta di ritorno per interrompere i termini di decadenza imposti dal “Collegato lavoro” per impugnare i contratti già scaduti.
A tal fine, si ricorda che fa fede la data di invio della raccomandata e non quella di arrivo: la Cassazione (n. 22287 del 4 settembre 2008) ha infatti stabilito che “l'impugnazione del licenziamento individuale è tempestiva, ossia impedisce la decadenza di cui all'art. 6, L. 604/1966, qualora la lettera raccomandata sia, entro il termine di sessanta giorni ivi previsto, consegnata all'ufficio postale ed ancorché venga recapitata dopo la scadenza di quel termine”.
In proposito, ribadiamo che il termine ultimo per la spedizione delle raccomandate relative ai contratti già scaduti è il 23 gennaio: la data coincide con una domenica, molti uffici postali sono chiusi, è importante che gli interessati ne tengano conto.
Accanto all'Operazione centomila, con cui abbiamo dimostrato che i numeri per assumere ci sono, questa vertenza rinnova la richiesta della FLC CGIL di assunzione a tempo indeterminato del personale dei settori della conoscenza: stabilità significa maggiore qualità del sistema istruzione.
Gli interessati possono rivolgersi presso le sedi della FLC CGIL Molise di Campobasso, Termoli, Larino, Boiano, Isernia, Venafro, aperte, per l’occasione, tutti i giorni.

18-1-2011
STABILIZZAZIONE DEI PRECARI. OLTRE 300 RICORSI PRESENTATI IN POCHI GIORNI DALLA FLC CGIL MOLISE
Ricordiamo che la nuova legge 183/2010 ("Collegato lavoro") consente l'impugnazione dei contratti a tempo determinato già scaduti, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge stessa, quindi entro il 23 gennaio 2011, e l'eventuale impugnazione dei contratti in corso entro 60 giorni dalla loro scadenza. Sono rimasti, dunque, pochi giorni per aderire alla vertenza nazionale per la trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato.
La direttiva comunitaria 1999/70/CE sul lavoro a tempo determinato, consente la possibilità di impugnare i contratti a termine del personale precario che lavora nei settori pubblici della conoscenza con almeno tre anni di servizio, al fine di ottenere la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato.
La FLC CGIL del Molise, in queste settimane, ha promosso incontri ed Assemblee con i precari della scuola ricordando che il ricorso può essere fatto dal personale che:
• abbia maturato tre anni di servizio nel comparto di riferimento;
• possieda i requisiti richiesti dalla legge o dal Ccnl per ottenere l'incarico o l'assunzione a tempo indeterminato nel comparto di appartenenza.
Ad oggi sono oltre 300 i precari molisani che si sono rivolti presso le nostre sedi per chiedere la stabilizzazione del rapporto di lavoro.
Le scadenze imposte dalla legge sono ravvicinate. Il governo lo ha fatto apposta per cogliere di sorpresa i lavoratori.
Sollecitiamo i precari della scuola a rivolgersi presso le nostre sedi. Il patrocinio è gratuito al momento dell'impugnativa ex art. 32 della L. 183/10 (la lettera inviata all'amministrazione). Nella presentazione del ricorso è richiesto al lavoratore un contributo modesto a copertura delle spese che il legale dovrà sostenere.
Inoltre, prosegue l’iniziativa della FLC CGIL nel chiedere con forza la fine dei tagli alla scuola pubblica e una politica di assunzioni che, come abbiamo dimostrato conti alla mano con l'Operazione centomila è possibile assumere, a costo quasi zero, centomila tra docenti e ATA nella scuola solo rinnovando il turn over dei prossimi anni.
Continuiamo a batterci per una scuola pubblica e di qualità.

Sergio Sorella Segretario Generale FLC



16-1-2011
Precari della scuola: parte l’iniziativa legale per la stabilizzazione.
Entro il 23 gennaio occorre impugnare i contratti scaduti


Con questa vertenza nazionale prosegue il nostro impegno per far ritirare i tagli e stabilizzare i precari

La FLC CGIL ha da sempre denunciato la situazione drammatica del precariato nel comparto scuola e con scioperi e manifestazioni in questi due anni, ha richiesto al Governo, il ritiro dei tagli agli organici previsti dalla Legge 133/08.
A novembre, la FLC CGIL ha lanciato l’Operazione Centomila: abbiamo chiesto al governo un piano straordinario di immissioni in ruolo, dimostrando che ci sono le condizioni per partire, da subito, con un intervento straordinario di stabilizzazione del personale docente e ATA. Nel 2011/2012, malgrado i tagli previsti, sarebbero possibili 100.000 assunzioni in ruolo (61.000 docenti e 39.000 ATA), e ciò potrebbe addirittura portare ad un risparmio per le casse dello Stato. Il ministro Gelmini ha sempre giustificato la politica fin qui praticata dal Governo adducendo motivi di incompatibilità economica e di risparmio, ora viene meno anche tale giustificazione.
Allo stesso tempo, anche per rafforzare tale richiesta, La FLC CGIL ha deciso di promuovere una vertenza nazionale contro la reiterazione di contratti a tempo determinato, al fine di ottenere la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato.
Una recente sentenza del Tribunale di Siena (caso di un insegnante precaria in servizio da più anni sullo stesso posto) sancisce, in attuazione della direttiva 1999/70/CE relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, il divieto di utilizzo continuativo del contratto a termine come strumento di "precarizzazione" del mercato del lavoro.
Si tratta di una vertenza molto complessa, i cui esiti non sono certi. Abbiamo comunque deciso di agire con urgenza, anche alla luce di quanto dispone la recente Legge 183/10 (c.d. Collegato Lavoro) che impone, tra l'altro, l'eventuale impugnazione dei contratti a tempo determinato già scaduti, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge stessa.
Non intendiamo strumentalizzare (come altri stanno facendo) questa vicenda e sopratutto non intendiamo speculare (anche economicamente) sulle legittime aspettative dei lavoratori precari e pertanto il nostro ufficio legale verificherà caso per caso il possesso dei requisiti per ricorrere.
Sul retro, troverete tutte le indicazioni utili per aderire alla vertenza.
Tutti i lavoratori precari, in ogni caso, potranno recarsi presso le nostre sedi per verificare la propria situazione e chiedere altre informazioni.
SEGRETERIA REGIONALE FLC CGIL

CHI PUO’ RICORRERE

PERSONALE DOCENTE

DOCENTI ABILITATI E INSERITI NELLE GRADUATORIE AD ESAURIMENTO (ex permanenti)

PERSONALE ATA (Amministrativo/Tecnico/Ausiliario)

  • PERSONALE ATA inserito nella GRADUATORIA PERMANENTE PROVINCIALE DEL CONCORSO PER SOLI TITOLI (cosiddetta graduatoria dei 24 mesi)
  • Dsga inseriti nelle graduatorie permanenti di cui alla legge 124/99


REQUISITI

1. Aver svolto servizio come dipendenti con contratto di lavoro a tempo determinato per almeno tre anni anche non consecutivi (N.B il lavoratore che ha solo 2 anni di servizio conclusi e il terzo in corso, a scopo prudenziale deve impugnare i due anni già conclusi);

2. Essere già inseriti nelle graduatorie/elenchi utilizzati dall’Amministrazione per il conferimento dei contratti a tempo indeterminato

TERMINI

1. Rapporti già conclusi (ad esempio contratto a termine già scaduto): entro e non oltre 60 giorni dall’entrata in vigore della Legge e, quindi, entro e non oltre il 23 gennaio 2011.

2. Per i rapporti di lavoro ancora in corso (es. contratti fino al 30 giugno), invece, entro e non oltre 60 giorni dalla scadenza del rapporto che si intende contestare.

N.B: Se un lavoratore deve impugnare 3 contratti scaduti, ad esempio, ed un contratto in corso, procederà ad impugnare, entro il 23 gennaio 2011 i tre contratti scaduti ed entro 60 giorni dalla scadenza del contratto quello in corso.

MODALITA’

In una prima fase, al fine di non incorrere nelle decadenze sopra descritte, basterà recarsi presso le sedi della Flc Cgil e compilare l’apposita lettera di contestazione predisposta dal nostro Ufficio Legale nazionale.

9-1-2011
IL CAOS REGNA SOVRANO: BUIO SU ORGANIZZAZIONE
DELLA RETE SCOLASTICA ED OFFERTA FORMATIVA REGIONALE

Nei giorni scorsi, il 30 dicembre 2010, il MIUR ha emanato la Circolare relativa alle "Iscrizioni alle scuole dell'infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado per l'anno scolastico 2011/2012". Il termine di scadenza è, per tutti, il 12 febbraio, con la sola eccezione dei Corsi per adulti. In sostanza, nelle prossime settimane, le famiglie dovrebbero scegliere la scuola nella quale iscrivere i propri figli.
Il paradosso, tutto molisano, è che il piano di dimensionamento scolastico si è insabbiato in commissione consiliare regionale. Pertanto, non è dato sapere quali modalità organizzative avranno molte istituzioni scolastiche. Si sta ancora discutendo di accorpamenti ed “annessioni” a seconda del potere contrattuale dei singoli attori politici regionali. Manca un piano dell’offerta formativa territoriale ed una legge regionale sull’istruzione.
Ancor più preoccupante è la questione che riguarda le scuole superiori. Non si sa quale sarà la confluenza dei nuovi indirizzi di studio. La giunta regionale ha deliberato di assegnare a tutti i licei scientifici della regione l’opzione in scienze applicate, senza considerare specificità, storie, strutture, laboratori ed offerta formativa territoriale.
La discussione su dove collocare l’unico Liceo Musicale spettante al Molise è rimasta al palo. Le candidature sono state varie: Campobasso, Casacalenda, Montenero di Bisaccia, Guglionesi e Frosolone. Non si sa cosa abbia deciso la regione.
Su un tema così determinante si è in forte ritardo. Eppure le iscrizioni sono un passaggio importantissimo, non solo perché rappresentano una occasione significativa di relazione tra scuola e genitori, ma anche perché condizionano la determinazione degli organici e i modelli di orario e di organizzazione delle scuole stesse. Le scuole dovrebbero sapere il quadro normativo entro il quale inserire la propria offerta formativa. Infatti, prima dell'inizio delle iscrizioni, le scuole procedono alla definizione dei criteri di precedenza nella ammissione mediante una delibera del consiglio di circolo/istituto che va resa pubblica. Devono mettere a disposizione delle famiglie il proprio Piano dell'Offerta Formativa ed adattare, di conseguenza, i modelli, allegati alla Circolare, su cui effettuare la domanda di iscrizione
Difficile poter fare tutto questo in così breve tempo, persistendo incertezze organizzative e di offerta didattica, senza un quadro generale d’insieme. Mentre il MIUR mosso dalla sola logica dei tagli, è disinteressato alla qualità della scuola (valga per tutti la riduzione delle ore professionalizzanti negli istituti tecnici e professionali nelle classi intermedie), la regione non ha affrontato i problemi in maniera adeguata e gli studenti si troveranno nella impossibilità di scegliere, non avendo chiari tutti gli elementi di valutazione. Prosegue, anche in questo modo, l’impoverimento della scuola pubblica.

5-1-2011
Precari della scuola: parte l’iniziativa legale per la stabilizzazione
Entro il 23 gennaio occorre impugnare i contratti scaduti


Con questa vertenza nazionale prosegue il nostro impegno per far ritirare i tagli e stabilizzare i precari

La FLC CGIL ha da sempre denunciato la situazione drammatica del precariato nel comparto scuola e con scioperi e manifestazioni in questi due anni, harichiesto al Governo, il ritiro dei tagli agli organici previsti dalla Legge 133/08.
A novembre, la FLC CGIL ha lanciato
l’Operazione Centomila: abbiamo chiesto al governo un piano straordinario di immissioni in ruolo, dimostrando che ci sono le condizioni per partire, da subito, con un intervento straordinario di stabilizzazione del personale docente e ATA. Nel 2011/2012, malgrado i tagli previsti, sarebbero possibili 100.000 assunzioni in ruolo (61.000 docenti e 39.000 ATA), e ciò potrebbe addirittura portare ad un risparmio per le casse dello Stato. Il ministro Gelmini ha sempre giustificato la politica fin qui praticata dal Governo adducendo motivi di incompatibilità economica e di risparmio, ora viene meno anche tale giustificazione.
Allo stesso tempo, anche per rafforzare tale richiesta, La FLC CGIL ha deciso di promuovere una vertenza nazionale contro la reiterazione di contratti a tempo determinato, al fine di ottenere la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato.
Una recente sentenza del Tribunale di Siena (caso di un insegnante precaria in servizio da più anni sullo stesso posto) sancisce, in attuazione della direttiva 1999/70/CE relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, il divieto di utilizzo continuativo del contratto a termine come strumento di "precarizzazione" del mercato del lavoro.
Si tratta di una vertenza molto complessa, i cui esiti non sono certi. Abbiamo comunque deciso di agire con urgenza, anche alla luce di quanto dispone la recente Legge 183/10 (c.d. Collegato Lavoro) che impone, tra l'altro, l'eventuale impugnazione dei contratti a tempo determinato già scaduti, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge stessa.
Non intendiamo strumentalizzare (come altri stanno facendo) questa vicenda e sopratutto non intendiamo speculare (anche economicamente) sulle legittime aspettative dei lavoratori precari e pertanto il nostro ufficio legale verificherà caso per caso il possesso dei requisiti per ricorrere.
Sul retro, troverete tutte le indicazioni utili per aderire alla vertenza.
Tutti i lavoratori precari, in ogni caso, potranno recarsi presso le nostre sedi per verificare la propria situazione e chiedere altre informazioni.


CHI PUO’ RICORRERE

PERSONALE DOCENTE


DOCENTI ABILITATI E INSERITI NELLE GRADUATORIE AD ESAURIMENTO (ex permanenti)


PERSONALE ATA (Amministrativo/Tecnico/Ausiliario)


PERSONALE ATA inserito nella GRADUATORIA PERMANENTE PROVINCIALE DEL CONCORSO PER SOLI TITOLI (cosiddetta graduatoria dei 24 mesi)
Dsga inseriti nelle graduatorie permanenti di cui alla legge 124/99


REQUISITI

Aver svolto servizio come dipendenti con contratto di lavoro a tempo determinato per almeno tre anni anche non consecutivi (N.B il lavoratore che ha solo 2 anni di servizio conclusi e il terzo in corso, a scopo prudenziale deve impugnare i due anni già conclusi);

Essere già inseriti nelle graduatorie/elenchi utilizzati dall’Amministrazione per il conferimento dei contratti a tempo indeterminato


TERMINI

Rapporti già conclusi (ad esempio contratto a termine già scaduto): entro e non oltre 60 giorni dall’entrata in vigore della Legge e, quindi, entro e non oltre il 23 gennaio 2011.

Per i rapporti di lavoro ancora in corso (es. contratti fino al 30 giugno), invece, entro e non oltre 60 giorni dalla scadenza del rapporto che si intende contestare.


N.B: Se un lavoratore deve impugnare 3 contratti scaduti, ad esempio, ed un contratto in corso, procederà ad impugnare, entro il 23 gennaio 2011 i tre contratti scaduti ed entro 60 giorni dalla scadenza del contratto quello in corso.


MODALITA’

In una prima fase, al fine di non incorrere nelle decadenze sopra descritte, basterà recarsi presso le sedi della Flc Cgil e compilare l’apposita lettera di contestazione predisposta dal nostro Ufficio Legale nazionale.


30-12-2010
SI IMPOVERISCONO LE RETRIBUZIONI, SI RIDUCONO GLI ORGANICI ED IL TEMPO SCUOLA MA, SECONDO QUALCUNO, VA TUTTO BENE.
Sta per iniziare un nuovo anno che produrrà ulteriori guasti al sistema d’istruzione regionale. Proseguiranno i tagli al tempo scuola negli istituti d’istruzione superiore. È stato affossato il tempo prolungato nelle scuole medie. Sono stati aboliti i moduli nelle scuole elementari con la conseguenza che in classe, invece del maestro unico ci sono anche 7 insegnati. Il tutto in un contesto nel quale il dimensionamento scolastico è visto come affermazione di potere da parte di qualche politico, piuttosto che come occasione per ridisegnare, in maniera efficace, l’offerta formativa d’istruzione regionale.
Il prossimo anno nella scuola molisana si perderanno altri 350 posti (una vera e propria falcidia, 1300 posti persi in quattro anni) e con questi numeri saranno a rischio di semplice apertura molti plessi scolastici. Sono state dilapidate risorse ingenti per mettere a norma edifici scolastici, spesso semi vuoti.
Intanto, uno studio della Cgil dimostra che i lavoratori del pubblico impiego, vedranno inesorabilmente impoverito il proprio potere d’acquisto nel prossimo triennio proprio a causa della manovra economica che sancisce il blocco degli stipendi fino al 2013. I dipendenti pubblici perderanno complessivamente circa 1.600 euro di potere d'acquisto, con una media di 400 euro a partire dall’anno che si sta concludendo. Nella scuola per effetto del blocco del triennio 2010- 2012 la perdita cumulata di potere d'acquisto sarà in media di 1.200 euro lordi. Se, a questo, si aggiunge il blocco già previsto anche per il 2013, si arriva a 1.600 euro. Insomma, i lavoratori pubblici, forse, avranno in busta paga un aumento a partire dal 2014.
A questo si affianca lo stop alla contrattazione integrativa e il blocco economico della carriera. Per i dipendenti della scuola questo corrisponde, per chi aveva i requisiti, ad un’ulteriore perdita di almeno 1500 euro. Nei prossimi anni si potrà fare carriera ma l'avanzamento sarà senza nessun miglioramento dello stipendio.
Perdite significative di retribuzione che non determineranno miglioramento del servizio reso. Visti i tagli, invece, continuerà il drastico ridimensionamento del diritto all’istruzione. Si tratta di una grave responsabilità politica che comprometterà, come affermano anche gli studenti nel corso delle loro mobilitazioni, il futuro delle nuove generazioni.
In un contesto del genere diventa addirittura offensivo sollecitare una ripresa dei consumi e dichiarare che la crisi è stata superata. La classe politica che ci governa appare sempre più come una casta che vive per tutelare i propri privilegi; per essa l’interesse pubblico va declinato in base ai parametri che riguardano la propria sopravvivenza.
Continueremo a batterci, anche nel 2011, per rimettere al centro dell’agenda politica i bisogni e le speranze dei giovani, i loro progetti che potranno realizzarsi sono con un sistema della conoscenza capace di realizzare l’eguaglianza sostanziale e non formale tra i cittadini. Buon anno.

28-12-2010
NELLE SCUOLE MOLISANE C’E’ STATA LA CONTRATTAZIONE A DISPETTO DI QUANDO AFFERMATO DA BRUNETTA
Nel Molise su 86 istituzioni scolastiche 80 hanno chiuso il contratto integrativo, 4 si apprestano a farlo nei prossimi giorni e solo 2 non hanno convocato le RSU e le OO.SS.
È naufragato, così, il tentativo di limitare la contrattazione integrativa nelle scuole. Nonostante gli ostacoli determinati dalla circolare n. 7 del 13.5.10, nella stragrande maggioranza degli istituti scolastici della regione Molise il contratto integrativo è stato sottoscritto
In tutte le scuole la contrattazione è stata condotta sulla base di quanto prevede il CCNL 2006-2009 che affida alle parti (rappresentanze sindacali e dirigente scolastico) il compito di trattare su tutte le materie previste dall’art.6: criteri per la ripartizione delle risorse del fondo d’istituto, modalità di organizzazione del lavoro ata e docente, criteri di assegnazione del personale alle sezione staccate e ai plessi, ecc.
Adc inizio d’anno scolastico alcuni dirigenti scolastici, sulla base di una illegittima applicazione del decreto150/2009 e della circolare 7/2010 del Ministro Brunetta, hanno ritenuto di impedire la contrattazione di istituto o di limitarla solo ad alcune materie. In queste scuole la FLC CGIL ha provveduto ad inoltrare delle diffide che hanno determinato il ripristino delle regole contrattuali.
Il merito di tale risultato è da attribuire in primo luogo a tutte le RSU e alle strutture sindacali provinciali della FLC CGIL che con il loro impegno e la loro determinazione hanno garantito il rispetto delle prerogative sindacali. E’ stato inoltre importantissimo il ruolo svolto dai tanti dirigenti scolastici che hanno correttamente contrattato sulla base della normativa vigente, a fronte di pressioni e interpretazioni fantasiose della legge.
È anche attraverso la difesa del diritto alla contrattazione che si affermano i valori di una scuola pienamente democratica e di qualità. E’ attraverso la difesa della contrattazione che si esalta il ruolo dell’autonomia scolastica.
Alla luce di tutto questo risulta ancora più urgente e necessario procedere alle elezioni per il rinnovo delle RSU nelle scuole, rinnovo che il Ministro ha bloccato con il pretesto di definire preventivamente l’accordo sui nuovi comparti di contrattazione. Oggi, in assenza della possibilità di raggiungere in tempi brevi l’accordo, la FLC e la CGIL continuano ad essere impegnate affinché nel più breve tempo possibile si giunga alla definizione di un calendario certo per il rinnovo. Il risultato della contrattazione integrativa nel comparto scuola, rende ancora più urgente raggiungere celermente questo obiettivo.

21-12-2010
Gli studenti devono poter manifestare liberamente

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Il Disegno di Legge sull’università approvato alla Camera e che è in discussione al Senato non risolve in alcun modo i gravi problemi che affliggono l'Università italiana. Esso rafforza i gruppi di potere baronali, aumenta il precariato, peggiora ulteriormente i meccanismi di reclutamento e di avanzamento di carriera accentuando il localismo e riduce l'autonomia e la democrazia nell'Università.

Il governo invece di ascoltare le ragioni della protesta degli studenti, la considera come un problema di ordine pubblico. La straordinaria partecipazione alla manifestazione nazionale degli studenti, dei ricercatori e dei precari a Roma del 14 di dicembre è stata piegata a queste semplificazioni. Nel condannare fermamente la violenza messa in atto da alcuni provocatori, la FLC CGIL ribadisce che è a fianco di quei ragazzi che rivendicano pacificamente un presente e un futuro migliore, partendo dalla difesa del diritto allo studio che il Governo intende cancellare.

Deve essere garantito il diritto degli studenti, dei ricercatori e dei precari a protestare democraticamente contro il disegno di legge sull'università e le politiche del Governo che stanno distruggendo il sistema di istruzione pubblica. Contestualmente bisogna isolare e condannare ogni forma di violenza, garantendo il pacifico svolgimento delle manifestazioni.

Non è tollerabile trasformare l'indignazione e la rabbia delle nuove generazioni, a causa di una condizione esistenziale emarginata, in un problema di ordine pubblico. Le dichiarazioni di alcuni Ministri del Governo sono irresponsabili perché alimentano un clima di ulteriore tensione.

Si abbia il coraggio di ascoltare le istanze di quei giovani che rivendicano il diritto allo studio. Si inverta la tendenza verso un declino del sistema di istruzione e di formazione che, se non fermato, potrebbe essere irreversibile e condannerebbe le giovani generazioni alla marginalità ed ad un futuro segnato negativamente.

La FLC CGIL del Molise è vicina alle istanze degli studenti e con loro manifesta contro il tentativo di derive autoritarie insite non solo nel mancato riconoscimento del diritto all’istruzione ma anche nella manomissione dei diritti costituzionalmente garantiti, come quello di manifestare il proprio pensiero.

17-12-2010
legge di stabilità: Confermati i tagli alla conoscenza

Lo diciamo da tempo: si sta distruggendo l’istruzione pubblica. La legge di stabilità approvata il 10 dicembre conferma i tagli già programmati da precedenti interventi legislativi come ad esempio il Piano Programmatico Gelmini (L. 133/2008) e la manovra Tremonti (L. 122/2010). Quindi possiamo dire che su scuola, AFAM, università e ricerca non si investe, semmai si disinveste come dimostra la tabella che segue

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Elaborazione FLC CGIL su dati della Ragioneria generale dello Stato


Il budget del MIUR per il 2011 scende dell’8% rispetto al 2010. Il trend negativo si conferma anche nel 2012 (-2,65) e nel 2013 (-0,80), per una riduzione totale dell’11,69%. Il ripristino di alcuni fondi, dopo le tante mobilitazioni promosse dalla FLC CGIL, non segna la necessaria inversione di tendenza di cui avrebbero bisogno scuola, università, ricerca e AFAM.
I fondi da ripartire perl’istruzione scolastica di 220 milioni di euro, stanziati nella finanziaria 2007 (art. 1 comma 634), si riducono a 36. Mancano 184 milioni. Per le scuole private (245 milioni), e le università private (25 milioni),, invece, i soldi si trovano subito.
Il Piano Programmatico Gelmini-Tremonti (legge 133/2008): taglia, lo ricordiamo, 8 miliardi di euro per la scuola, circa 1,4 miliardi per università. A questi se ne aggiungono altri, programmati attraverso le diverse finanziarie. Ad esempio i finanziamenti della legge sull’autonomia scolastica (legge 440/97) che passano dai 258 milioni di euro del 2001 ai 88 milioni del 2011.
Il fondo per le borse di studio scende dai 246 milioni del 2009 a 25, 7 milioni di euro per gli anni 2011 e 2012 e addirittura a 12,9 milioni per il 2013, anno in cui il taglio sarà di 234 milioni rispetto al 2009. Pesano, inoltre, come un macigno sulle spalle dei lavoratori il blocco dei contratti.

Nel Molise questi tagli metteranno in ginocchio le scuole e l’università. Sono insopportabili sia per chi ci lavora che per chi chiede un’istruzione pubblica di qualità. E’ ora che i decisori politici facciano qualcosa: a rischio è il futuro formativo delle nuove generazioni.

15-12-2010

Precari della scuola: parte l’iniziativa legale della FLC CGIL per la stabilizzazione

La FLC CGIL nel denunciare la situazione drammatica del precariato nel comparto scuola e con scioperi e manifestazioni in questi due anni, hachiesto al Governo, il ritiro dei tagli agli organici previsti dalla Legge 133/08.
A novembre, la FLC CGIL ha lanciato
l’Operazione Centomila: chiedendo al governo un piano straordinario di immissioni in ruolo, dimostrando che ci sono le condizioni per partire, da subito, con un intervento straordinario di stabilizzazione del personale docente e ATA. Nel 2011/2012, nonostante i tagli previsti, sarebbero possibili 100.000 assunzioni in ruolo (61.000 docenti e 39.000 ATA) e nel Molise almeno 500 precari potrebbero stabilizzare il loro rapporto di lavoro. Ciò porterebbe, addirittura, ad un risparmio per le casse dello Stato. Il ministro Gelmini ha sempre giustificato la politica fin qui praticata dal Governo adducendo motivi di incompatibilità economica e di risparmio, ora viene meno anche tale giustificazione.
Allo stesso tempo, anche per rafforzare tale richiesta, La FLC CGIL ha deciso di promuovere una
vertenza nazionale contro la reiterazione di contratti a tempo determinato, al fine di ottenere la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato.
Una recente
sentenza del Tribunale di Siena (caso di un insegnante precaria in servizio da più anni sullo stesso posto) sancisce, in attuazione della direttiva 1999/70/CE relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, il divieto di utilizzo continuativo del contratto a termine come strumento di "precarizzazione" del mercato del lavoro.
Si tratta di una vertenza molto complessa, che abbiamo intenzione di portare avanti con urgenza, anche alla luce di quanto dispone la recente Legge 183/10 (c.d. Collegato Lavoro) che impone, tra l'altro, l'eventuale impugnazione dei contratti a tempo determinato già scaduti, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge stessa.
Non intendiamo strumentalizzare (come altri stanno facendo) questa vicenda e sopratutto non intendiamo speculare (anche economicamente) sulle legittime aspettative dei lavoratori precari e pertanto il nostro ufficio legale verificherà caso per caso il possesso dei requisiti per ricorrere.
Per discutere di questa vertenza, e dare ai lavoratori precari della scuola le corrette indicazioni per ricorrere in giudizio, il 17 dicembre dalle 11.00 alle 14.00 si terrà una assemblea regionale presso l’I.T.C “L.Pilla” in via Veneto a Campobasso.


14-12-2010

In occasione dello sciopero del 14 dicembre la FLC CGIL organizza una
conferenza stampa


alle ore 11,00, presso la sede regionale della CGIL in Via Tommaso Mosca,11, per illustrare le conseguenze in Molise delle nefaste politiche sull’istruzione portate avanti dal governo e per rilanciare l’iniziativa.

14 dicembre, c'è chi non cambia bandiera: sono i lavoratori della conoscenza

Sciopero della prima ora o ultima del turno pomeridiano


o Bloccano gli stipendi e i contratti

o Congelano le progressioni economiche e di carriera

o Tagliano centinaia di migliaia di posti di lavoro

o Licenziano i precari

o Tolgono risorse al sistema della formazione e dell’istruzione

o Riformano la scuola solo per fare cassa

o Aumentano l’età pensionabile

o Meno servizi, meno istruzione, meno formazione per tutti

Rompiamo il silenzio

I lavoratori della conoscenza chiedono ad alta voce di fermare questo scempio e di ripristinare le risorse necessarie per i settori della conoscenza

13-12-2010

Convocazione Direttivo Regionale FLC CGIL Molise


E’ convocato per LUNEDI’ 20 DICEMBRE ’10, alle ore 15,30, presso la sede della CGIL a Campobasso, il Direttivo regionale della FLC Molise, con il seguente ordine del giorno:


  • Approvazione bilancio preventivo 2011
  • Fase politico – sindacale
  • Preparazione degli Stati generali della conoscenza


Considerata l’importanza degli argomenti da trattare, si raccomanda la partecipazione e la puntualità. Eventuali assenze vanno giustificate alla Presidenza.

L’occasione sarà utile per scambiarci gli auguri.


Il presidente
Maria Citro


11-12-2010

INTENSIFICARE LA MOBILITAZIONE PER OTTTENERE IL RITIRO DEI PROVVEDIMENTI SULL’ISTRUZIONE E SULL’UNIVERSITA’


Il 14 dicembre sarà una giornata di mobilitazione di tutti i settori della conoscenza. Ci saranno: un'ora di sciopero indetto dalla FLC CGIL nelle scuole e nel Conservatorio; l'occupazione del rettorato all’Università.
Anche in Molise, a Campobasso, in mattinata, ci sarà l’occupazione simbolica del rettorato, La mobilitazione proseguirà con una conferenza stampa presso la sede regionale della CGIL e nel pomeriggio gli studenti daranno vita ad un’altra manifestazione. Sia lo sciopero che le manifestazioni, rappresenteranno la sfiducia al governo dell'ignoranza dichiarata dai lavoratori della conoscenza e dai cittadini che hanno a cuore l'istruzione, la formazione e la cultura nel nostro paese. Il messaggio deve essere chiaro: investire in istruzione fa crescere la ricchezza e il PIL.
Per L’Università il 14 dicembre è la giornata in cui i capigruppo del Senato dovranno mettere in calendario la votazione del ddl Gelmini, che, se tramutato in legge, provocherà danni profondi al nostro sistema universitario. Una ragione in più affinché studenti, docenti, ricercatori, personale amministrativo e tecnico uniscano le loro voci per dire no al testo Gelmini, per ribadire la richiesta di una discussione aperta e ampia su una vera riforma dell'università.
Nella Scuola e nel Conservatorio lo sciopero del 14 dicembre rappresenta un’altra tappa della mobilitazione iniziata con l'anno scolastico. Si tratta di rendere manifesti i guasti prodotti dai tagli del governo al sistema d’istruzione regionale. Sono saltati tutti i presupposti per garantire una scuola inclusiva, con tempi distesi e con risorse adeguate. Avanza il modello di scuola badante.
Tutti i settori della conoscenza chiedono la fine dei tagli finanziari che non permettono di elevare la qualità educativa e formativa delle nostre istituzioni a tutti i livelli; chiedono la fine del precariato; la valorizzazione di tutte le figure professionali; il diritto al contratto collettivo; la democrazia nei luoghi di lavoro.
In questi giorni nei quali si discute in Consiglio regionale del dimensionamento della rete scolastica, chiediamo che non si vada verso una determinazione ragionieristica degli istituti che avranno l’autonomia, bensì, questo momento, rappresenti l’occasione per discutere di quale deve essere l’offerta formativa da garantire a livello territoriale, assumendo come obiettivo prioritario la qualità del servizio scolastico. Qualità che si garantisce con un tempo scuola adeguato, classi con un numero di alunni congruo, una buona rete di trasporti, risorse appropriate, personale in organico funzionale alla didattica, edifici scolastici a norma. Scorciatoie che rinviano il problema ad un futuro indefinibile, determineranno sia un impoverimento del nostro territorio, sia degli studenti che avranno meno opportunità formative.

Sergio Sorella
Segretario Generale FLC Molise

7-12-2010

14 DICEMBRE, PROSEGUE LA MOBILITAZIONE
SCIOPERO DELLA PRIMA ORA INDETTO DALLA FLC CGIL

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Prosegue la mobilitazione della FLC CGIL per chiedere il ritiro dei tagli e una nuova politica di investimenti nei settori della conoscenza.
Occorrono vere riforme per la scuola e l'università, non tagli e riduzioni del diritto allo studio.Chiediamo serie politiche per il reclutamento del personale e non la precarietà elevata a sistema.Bisogna che la ricerca venga considerata, come avviene in tutti i paesi evoluti, leva per lo sviluppo e non un ramo secco da potare.stanno togliendo il contratto nazionale e la contrattazione decentrata. Ci battiamo perché sia data dignità al lavoro, valorizzata le professionalità, ripristinato il diritto al contratto, garantite le elezioni delle RSU.
Chiediamo che non sia tolto il futuro alle nuove generazioni, che siano ascoltate le centinaia di migliaia di studenti che manifestano in modo civile e pacifico, che non cada nel vuoto la voce allarmata che viene dalle tante università occupate, dai tetti delle facoltà dove ricercatori, mondo accademico e della cultura stanno manifestando il loro dissenso.
"Con la cultura non si mangia" è l'arrogante e ottusa dichiarazione del Ministro dei tagli, ma senza cultura è più facile essere in balia della precarietà, in alcune zone del paese anche della criminalità organizzata. Senza cultura si arresta la mobilità sociale e, soprattutto, la cultura rende liberi.
Il governo ne ha paura e per questo esprimiamo tutta la nostra sfiducia verso di loro e verso le loro politiche regressive, che rendono oscuro l'orizzonte del Paese, che ne minano la credibilità internazionale, precarizzano il nostro futuro.
Per questo non ci rassegniamo e non perdiamo la fiducia che un'altra strada sia possibile.
Infine, ricordiamo che mercoledì 1 dicembre 2010 le organizzazioni sindacali hanno sottoscritto all’ARAN l’accordo che proroga per altri 5 anni, cioè fino al 31 dicembre 2015, gli effetti del passaggio dal TFS al TFR per chi aderisce alla previdenza complementare, e quindi stabilisce le norme sulla trasformazione della vecchia buonuscita in TFR.
Anche se ci siamo liberati di questa scadenza, è bene ricordare che comunque dal 1° gennaio andranno in vigore le nuove norme estremamente penalizzanti per le liquidazioni dei lavoratori pubblici e che più si ritarda l’adesione al fondo pensione, più diminuisce la possibilità di contenere i danni. L’adesione al fondo ESPERO diventa una priorità per tutti.

Sergio Sorella
Segretario Generale FLC Molise


2-12-2010

COSA ACCADE IN QUESTO PERIODO NELLE SCUOLE ITALIANE E… IN PARTICOLARE IN QUELLE MOLISANE?


Per discutere dei problemi che ci sono nelle scuole sia sul versante delle sanzioni disciplinari, sia su quello della mancanza di risorse, nonché su quello delle relazioni sindacali e della contrattazione integrativa, la FLC CGIL del Molise organizza un incontro


il 3 dicembre ’10, dalle ore 9,00 alle ore 13,00, a ISERNIA presso l’Hotel Europa con

ANNAMARIA SANTORO
Segretaria Nazionale FLC CGIL

La FLC, dopo il 12 novembre a Campobasso, incontra a Isernia i suoi delegati, le RSU e gli iscritti, per continuare a discutere delle strategie da adottare per riaffermare la cultura della legalità e della contrattazione, per contrastare le politiche governative che stanno mettendo in ginocchio le scuole.

La Segreteria FLC Regionale

30-11-2010

La FLC CGIL giudica SODDISFACENTE il contratto integrativo dell'Università del Molise.
l 25 novembre 2010 presso l’Università del Molise è stato raggiunto un accordo sul contratto integrativo per l’anno 2011 riguardante il
personale tecnico amministrativo dell’ateneo.Dopo un faticoso ed attento lavoro condotto dalle parti sindacali, dalla RSU e dalla parte
Pubblica, il risultato ottenuto è soddisfacente.Il primo elemento positivo da evidenziare è stato il clima rinnovato di condivisione
delle scelte che ha caratterizzato i diversi incontri in un periodo particolarmente difficile per tutti i dipendenti pubblici e per i
lavoratori dell’Università in particolare.

E’ emersa chiara la volontà dell’intera delegazione sindacale e della Parte Pubblica di volere riconoscere il ruolo fondamentale che tutto il personale tecnico ed amministrativo dell’Università del Molise ha avuto ed avrà per contribuire alla crescita di una delle più
importanti realtà del nostro territorio regionale. Infatti, a fronte del blocco triennale degli stipendi determinato dal D.L 78/10 e a
fronte dei tagli indiscriminati verso i settori dell’Università Pubblica, è stato apprezzato l’impegno dell’amministrazione di volere
migliorare i servizi offerti dall’ateneo investendo con fondi propri.
Sulla formazione e sulla qualificazione del personale sono state inserite norme contrattuali che favoriscono chi intende seguire corsi
singoli o corsi di laurea completi all’interno dell’ateneo compatibilmente con le esigenze di servizio.

In un momento in cui da più parti si vorrebbe negare la contrattazione ed abolire le RSU, è importante che si sia lanciato un
segnale in direzione diversa. In questo modo saltano gli schemi di Brunetta il quale, per legge, vorrebbe il 25% dei dipendenti esclusi
da qualsiasi beneficio economico aggiuntivo.

Positiva anche la trattativa che ha spostato risorse economiche verso l’attribuzione di nuovi incarichi e miglioramento dei servizi che
permetterà a molti dipendenti di svolgere, seppur con gratificazioni minime, nuovi compiti all’interno dell’ateneo. Importante è stato
l’impegno preso dall’amministrazione di incrementare le risorse per i buoni pasto per i dipendenti e per equiparare il valore dei buoni
stessi all’erogazione di un pasto dignitoso. Adesso, ci auguriamo unitariamente, sottoporremo il risultato della contrattazione al
personale in un’assemblea.

In definitiva, la FLC CGIL che nel 2008 non aveva firmato il Contratto
Integrativo di Ateneo, ritiene accettabili alcuni risultati raggiunti
e seguirà con attenzione le diverse tappe dell’erogazione del Fondo
Trattamento Accessorio appena concordato, auspicando che possa essere
utile al soddisfacimento dei lavoratori dell’ateneo e all’offerta dei
servizi dell’Università, in particolare di quelli rivolti agli
studenti.

In un momento tanto complicato per l’Università Italiana, la FLC CGIL conferma la propria disponibilità a partecipare a qualsiasi momento, purché condivo, di confronto propositivo che garantisca la valorizzazione dell’Università pubblica, il Diritto allo Studio, il
sapere libero e laico e, dove possibile, la proposta di offerte formative che favoriscano realmente l’inserimento dei giovani in
settori strategici di lavoro per la costruzione di una società più giusta fondata sulla conoscenza. Purtroppo le scelte di questo governo
vanno in altre direzioni ed è per questo che occorre proseguire nella mobilitazione insieme agli studenti.


17-11-2010

PROSEGUE L'INIZIATIVA DELLA FLC CGIL CONTRO LA DEVASTAZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA E DELL'UNIVERSITA'. DOPO LO SCIOPERO E LA MANIFESTAZIONE, ASSEMBLEE
IN TUTTE LE SCUOLE


Oggi la FLC CGIl ha chiesto ai lavoratori della scuola e dell'Università del Molise di scioperare rispettivamente la prima ora e le prime quattro ore per proseguire la lotta contro le politiche governative che:

* Bloccano gli stipendi e i contratti
* Congelano le progressioni economiche e di carriera
* Tagliano centinaia di migliaia di posti di lavoro
* Licenziano i precari
* Tolgono risorse al sistema della formazione e dell’istruzione
* Riformano la scuola solo per fare cassa
* Aumentano l’età pensionabile
* Meno servizi, meno istruzione, meno formazione per tutti

Ed inoltre, per l'Università:

* Eliminano le borse di studio e non garantiscono il diritto allo studio
* Riformano l'università solo per fare cassa

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Nel Molise la FLC ha partecipato all'iniziativa degli studenti a Campobasso, durante la quale sono state ribadite tutte le ragioni per proseguire la lotta contro le politiche governative nei settori dell'istruzione e, più in generale della conoscenza.
oServe una svolta radicale nella politica economica e sociale del Governo per contrastare la crisi e realizzare la crescita.
oEsigiamo risposte all’emergenza occupazionale; al rilancio del sistema produttivo; alla difesa dei redditi da lavoro e pensioni; ai bisogni dei giovani, dei precari e dei bassi redditi.
oCambiamo le politiche economiche del Governo che sono sbagliate: crescono le differenze fra le persone; si chiedono ancora sacrifici a chi ha poco e non si interviene su chi ha molto; si tolgono risorse ai Comuni e alle Regioni; si tagliano le politiche sociali

Un Paese che non investe nelle conoscenze è un Paese senza futuro.
I tagli pesantissimi a scuola e università, hanno determinato il netto peggioramento della qualità del lavoro e un impoverimento dell’offerta formativa.
A partire da giovedì 18 NOVEMBRE, secondo il calendario allegato, la FLC CGIL organizza delle assemblee territoriale con il personale della scuola per continuare nell'iniziativa di contrasto.

13-11-2010

17 novembre, sciopero: lavoratori e studenti insieme per il futuro del Paese. Manifestazione a Campobasso


Sciopero generale di tutti i lavoratori della conoscenza, manifestazioni e dibattiti con chi non si rassegna al declino.
Il 17 novembre 2010 la FLC CGIL ha proclamato uno sciopero generale per tutti i settori della conoscenza, ancora un'ora per scuola - statale e non statale - AFAM e formazione professionale, quattro ore o l'intera giornata per università e ricerca.Il 17 novembre è una data di grande valore simbolico per gli studenti e non solo: in quel giorno del 1939, infatti, centinaia di studenti cecoslovacchi che si opponevano alla guerra furono arrestati e uccisi dai nazisti. Nel 1941 alcuni gruppi di studenti in esilio, primo nucleo dell'International Union of Students, decisero che il 17 novembre sarebbe diventato l'International Students Day, la giornata internazionale di mobilitazione studentesca. Da quel giorno ogni anno in decine di paesi gli studenti si mobilitano in ricordo di quel massacro, per rivendicare il diritto allo studio per tutti e la necessita di costruire un mondo di pace, giustizia, democrazia e libertà.

Anche per questo, la FLC ha unito la propria mobilitazione a quella degli studenti e sarà in piazza a Campobasso insieme a loro per chiedere investimenti in conoscenza e non tagli, per garantire il diritto allo studio e non la condanna all'ignoranza, un lavoro dignitoso e non precarietà senza futuro, ricerca di qualità e non cervelli in fuga, un futuro di sviluppo e non un declino economico e culturale.

Lo sciopero breve riguarda tutti i docenti, i dirigenti scolastici, gli educatori e tutto il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario in Italia e nelle istituzioni scolastiche italiane all'estero.

L'adesione allo sciopero può avvenire per la prima ora di lezione o di servizio in tutte le scuole di ogni ordine e grado e per la prima ora di attività educative nei convitti ed educandati. Pertanto, il personale docente ed educativo potrà scioperare, per un'ora, quando il proprio orario coincide con la prima ora di lezione o di attività educative dell'istituzione scolastica.

Nelle scuole in cui, nella giornata di mercoledì 17 novembre, le attività si protraggono in orario pomeridiano, il personale in servizio nel pomeriggio potrà scioperare nell'ultima ora di servizio, sempre per non più di un'ora nell'arco della giornata.

4-11-2010

LA CONTRATTAZIONE DEVE MIGLIORARE LE CONDIZIONI DEI LAVORATORI, NON FAVORIRE LE RENDITE DI POSIZIONE


Nei giorni scorsi presso l’Università degli Studi del Molise si è svolta un’assemblea sindacale indetta dalla FLC CGIL nella quale si sono affrontati i vari riguardanti il comparto.

Sulla contrattazione interna all’ateneo molisano, i lavoratori hanno affermato una ferma contrarietà verso improponibili applicazioni della Direttiva della Funzione Pubblica n. 7/2010 e hanno la necessità di avere regole condivise su organizzazione del lavoro e distribuzione delle risorse. Si è rilevato che purtroppo, in ambito locale, sono state privilegiate logiche familiari rispetto a quelle sindacali. E’ stata espressa una forte preoccupazione rispetto a quanto deliberato dal tavolo sindacale nei giorni scorsi (ai quali per altri impegni precedentemente assunti non ha potuto partecipare la FLC), rispetto all’erogazione aggiuntiva di lavoro straordinario eccedente, in deroga a quanto stabilito nel DL 66/2003 e all’art. 86 del CCNL del comparto università.

Anche in questa circostanza si è ribadito che non è più accettabile la logica che proposte e deroghe sono ammissibili solo se provengono dalla parte pubblica e, guarda caso, appannaggio di determinate categorie di personale, che sicuramente svolgono un lavoro accuratissimo con la dovuta dedizione, ma al pari di tutti i lavoratori dell’ateneo molisano. Si assiste, pertanto, alla paradossale logica che per molti lavoratori è stato di fatto ridotto il salario accessorio e solo per alcuni “fortunati” è stato aumentato. Su questo punto la segreteria FLC CGIL chiederà chiarimenti non escludendo di impugnare il provvedimento.

Nel corso dell’assemblea sono emersi altri spunti che hanno confermato, seppure in mezzo a mille difficoltà, la voglia di mobilitazione e di iniziativa contro l’ingiustificata aggressione all’Università pubblica praticata da un governo nazionale votato alla politica dei tagli anche in settori nevralgici come quelli legati alla Conoscenza.

I lavoratori dell’Università hanno scelto la data del 17 novembre, coincidente con la giornata internazionale della mobilitazione studentesca, per proclamare 4 ore di sciopero regionale.

La discussione si è quindi spostata sulla proposta di Federazione degli atenei pugliesi, lucani e molisano: l’idea di Federazione, per quanto interessante, non deve essere una semplice risposta ad alcune indicazioni del DDL Gelmini che va invece contrastato per intero nella sua inadeguatezza a fornire risposte serie per il futuro di studenti, precari,ricercatori,docenti e lavoratori tecnico/amministrativi coinvolti nel sistema universitario pubblico.

Il personale precario ha affermato la necessità di unificare le lotte per calibrare meglio il livello di protesta/proposta che possa interessare veramente l’intera collettività dell’Università.

L’Assemblea è stata conclusa dal Segretario Regionale FLC Sergio Sorella che dopo aver tracciato un quadro generale della situazione particolare che stanno attraversando i diversi comparti della conoscenza, ha informato i presenti che dal mese di novembre la FLC metterà a disposizione di un settore ritenuto strategico come quello dell’Università, una ulteriore risorsa con un semidistacco sindacale a Paolo De Socio, gia RSU dell’ateneo Molisano e membro della Segreteria Regionale FLC CGIL.

FLC CGIL Molise

2-11-2010


REGOLE DEMOCRATICHE NELLE SCUOLE E NON RITORNO ALL’AUTORITARISMO
LA FLC CHIEDE DI RINNOVARE LE RAPPRESENTANZE SINDACALI UNITARIE


In molte scuole della regione ci sono dirigenti scolastici che, con un’interpretazione personalissima del Decreto legislativo 150/2009, ritengono di porre fine alla contrattazione d’istituto, decidendo d’imperio su materie disciplinate dal CCNL quali l’organizzazione del lavoro del personale docente ed ATA e la distribuzione delle risorse per la valorizzazione professionale.

Si tratta di tentativi che vanno contrastati in tutti i modi, anche ricorrendo ad azioni giudiziarie, per far valere le regole in vigore e non abrogate.

In questo contesto fa specie, ma ormai è una costante, il silenzio delle altre Organizzazioni Sindacali, che continuando, come lo scorso anno, nella loro azione dilatoria, pongono veti sulla necessità di rinnovare i Rappresentati dei lavoratori nelle singole scuole scaduti nel 2009.

Eppure in passato avevamo individuato regole che coniugassero l’esigenza di dare una buona scuola agli studenti con la valorizzazione dell’autonomia scolastica supportata dalla contrattazione integrativa che mettesse a disposizione risorse per chi realmente prestava il suo impegno per far funzionare meglio l’istituzione.

Si tratta di temi troppo importanti per essere lasciati nel dimenticatoio. Pertanto la FLC CGIL del Molise organizza un incontro

il 3 novembre ’10, dalle ore 9,00 alle ore 13,00, a Termoli presso la nuova sede della CGIL in Via Asia, 3/G

per discutere con i delegati, le RSU e gli iscritti, delle strategie da adottare per rigettare ogni ritorno all’autoritarismo nelle scuole e per far affermare la cultura della contrattazione di regole condivise sulle risorse delle scuole in modo da garantire agli studenti la migliore offerta formativa possibile dato il contesto nel quale si opera.

All’incontro parteciperà Americo Campanari del Centro nazionale FLC CGIL.

Il Segretario regionale
Sergio Sorella

31-10-2010

LA SICUREZZA DELLE SCUOLE MOLISANE E’ ANCORA UNA CHIMERA


In occasione dell’ottavo anniversario della tragedia di San Giuliano di Puglia occorrerebbe, tra le altre cose, fare un’analisi seria di come gli edifici scolastici sono tenuti, di quale piano di manutenzione è stato fatto, di quali prospettive future si delineano per la sicurezza degli studenti molisani. Sono, purtroppo, sotto gli occhi di tutti gli sprechi di denaro pubblico utilizzato per ristrutturare scuole, spesso al di sotto dei parametri previsti dalla legge, fatti senza una razionale utilizzazione delle risorse e soprattutto senza una previsione programmatica di un piano di dimensionamento scolastico che unisse plessi, offerta formativa territoriale ed utilizzo del denaro pubblico.
Gli interventi sono stati a dir poco estemporanei. Infatti ricordiamo che il nuovo regolamento sulla “Riorganizzazione della rete scolastica e sull’utilizzo delle risorse umane” in attuazione del comma 4 dell’art. 64 della L. 133 del 6 agosto 2008, ha modificato i parametri per la costituzione delle classi. Sono stati ristrutturati plessi che secondo queste nuove regole dovranno chiudere.
Inoltre il MIUR ha comunicato l’elenco delle scuole con criticità edilizia. Il Molise è presente con oltre 80 plessi. Sono distribuiti su tutto il territorio regionale, da Venafro a Termoli, con l’indicazione della via e del tipo di scuola.

Abbiamo più volte sollecitato i Prefetti della Provincia di Campobasso e della Provincia di Isernia a vigilare per il rispetto della normativa riguardante la composizione delle classi e le regole sulla sicurezza concernenti gli spazi necessari ad ogni alunno dentro una classe e nel richiedere il rispetto della normativa in materia. (Legge 23/96 che rende ancora validi gli indici del DM 18/12/75 -norme in materia di edilizia scolastica). Il D.M. Interno 26/08/92 - Norme di prevenzione incendi per l'edilizia scolastica- fissa l'indice di 26 persone/aula come indice di massimo affollamento ipotizzabile. Norme che si integrano con le linee guida per la sicurezza e l’antincendio nei luoghi di lavoro ove siano presenti persone disabili. (Circolare Ministero dell'Interno n. 4 del 1/3/2002);

Pensiamo che anche questo sia il modo per ricordare le vittime di San Giuliano. Rilanciare l’iniziativa sulla sicurezza delle scuole significa non rendere vano quel sacrificio ma anche progettare una rete scolastica con strutture adeguate, risorse destinate alla qualità dell’istruzione pubblica e rilancio del valore e del ruolo che la scuola deve avere nella nostra regione.
Anche in questo modo potranno essere ricordati i bambini e la maestra rimasti sotto le macerie del terremoto nella scuola di San Giuliano.

Il Segretario Generale
Sergio Sorella


30-10-2010

ANCHE UNA FOLTA DELEGAZIONE DEI PRECARI DELLA SCUOLA MOLISANA PRESENTE ALLA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI


La FLC CGIL del Molise ha partecipato con una folta delegazione proveniente dai più grandi centri della regione, il 30 ottobre alla manifestazione nazionale a Napoli in difesa della scuola pubblica, per il diritto allo studio e per il lavoro.
In questo modo la FLC CGIL continua la propria battaglia per difendere la qualità dell'offerta formativa, per denunciare i drastici tagli alle risorse ed agli organici. Sono sotto gli occhi di tutti i risultati della politica irresponsabile del governo che sta distruggendo il sistema della conoscenza pubblico. Si sta compromettendo seriamente la possibilità di garantire il diritto all’istruzione.
La nostra mobilitazione prosegue con la partecipazione alle manifestazioni programmate per la giornata di mobilitazione nazionale indetta per il 17 novembre dalla FLC CGIL , giornata di sciopero della prima ora per il personale docente ed ATA e di 4 ore per quello dell’Università, e continuerà con la grande manifestazione nazionale indetta per il 27 novembre dalla CGIL sul futuro e sui diritti, soprattutto delle giovani generazioni.
Chiediamo, ancora una volta, l'impegno del personale della scuola, dell'Università e della Ricerca, dei movimenti dei precari, degli studenti dei genitori e di tutte le forze della società civile per sconfiggere il progetto reazionario di questo governo e per difendere e migliorare il sistema pubblico di istruzione, formazione e ricerca.
Si tratta di iniziative di mobilitazione che hanno bisogno, per poter portare i risultati sperati, del massimo dell’unità. Solo in questo modo potremo sconfiggere le devastanti politiche che il governo sta portando avanti nei settori della conoscenza e più in generale nei confronti dei lavoratori.
Nei prossimi giorni organizzeremo incontri con le RSU dei nostri comparti, il 3 novembre a Termoli ed il 12 novembre a Campobasso, per condividere dei percorsi riguardanti la prosecuzione dell’iniziativa all’interno delle scuole anche con assemblee territoriali.

Occorre contrastare le politiche del governo, con l’assenso degli altri sindacati, che vogliono evitare che si rinnovino le Rappresentanze Sindacali Unitarie nelle scuole, ormai scadute dallo scorso anno. Avanza un modello di scuola che espelle i precari, riduce le risorse, penalizza gli studenti, aumenta il potere discrezionale dell’amministrazione, toglie le rappresentanze dei lavoratori, cancella i diritti. Noi ci batteremo per sconfiggerlo.

Il segretario regionale
Sergio Sorella

TERZO CONGRESSO NAZIONALE PROTEO FARE SAPERE
“… ma per seguir virtute e canoscenza”



CONGRESSO REGIONALE DEL MOLISE
Campobasso, 27 ottobre 2010

“Sala Giovannitti” – CGIL – Via Mosca, 11

I nuovi ordinamenti della Scuola Superiore:
quale formazione nel Molise?



Ore 15,30: Apertura del Congresso; elezione Comitato di garanzia

Ore 15,45: relazione di Nella Varanese, Presidente uscente Proteo Fare Sapere Molise

Ore 15,45: Interventi

Giuseppina Chiarolanza – Dirigente Scolastico - Campobasso

Maria Citro, Docente superiori

Michele Colabella, Dirigente Scolastico - Campobasso

Rappresentante Unione degli Studenti



Dibattito



Ore 17,00: Conclusioni di Sergio Sorella, Segretario FLC CGIL Molise



Ore 17,30: Intervento di Pino Patroncini Esecutivo nazionale Proteo



A seguire

Adempimenti Congressuali.

Il documento congressuale è consultabile sul sito www.proteofaresapere.it

La Presidente regionale
Nella Varanese

25-10-2010

LIBERIAMO I SETTORI DELLA CONOSCENZA DAL PRECARIATO:
IL 30 OTTOBRE IN PIAZZA A NAPOLI




Dopo la buona riuscita, lunedì ’ 25 ottobre, della seconda giornata di sciopero nazionale della prima ora, prosegue l’iniziativa della FLC CGIL per contrastare le politiche governative contro la scuola pubblica ed i settori della conoscernza. Il Governo continua l'opera di distruzione del sistema d'Istruzione, formazione e ricerca pubblica del nostro paese. Resta, intanto, drammatica la situazione dei precari della scuola, dell'università e della ricerca. Si tratta di lavoratori licenziati, dopo anni di lavoro, senza altre prospettive occupazionali alimenta in tutto il paese le iniziative di protesta.

La FLC CGIL e il Coordinamento dei Precari della Scuola della FLC-CGIL Molise, pertanto, nell’ambito delle mobilitazioni di questo inizio di anno scolastico per contrastare le politiche governative sulla conoscenza, invitano tutti i docenti e gli ATA, precari e non, a partecipare, alla manifestazione nazionale in difesa della scuola pubblica, del diritto allo studio e del diritto al lavoro che si terrà a NAPOLI SABATO 30 ottobre alle ore 14:30, con concentramento in P.zza Mazzini (adiacente alla Stazione centrale). Si tratta di un appuntamento importante che vedrà la partecipazione non solo del personale della scuola (precario e non), ma anche di studenti, genitori, associazioni, movimenti e lavoratori di altre categorie. Continua, dunque, la nostra battaglia per "la liberazione dal precariato nei settori della conoscenza" quale condizione fondamentale per elevare la qualità dell'offerta formativa. Un impegno che va ribadito ora che nella scuola si toccano con mano i risultati della politica irresponsabile del governo che stanno distruggendo il sistema della conoscenza pubblico.

Solo investendo sulla conoscenza possiamo dare una prospettiva di rilancio dell'economia e di sviluppo di questo paese che ci consenta di sostenere un confronto sui mercati internazionali puntando sulla qualità e l'innovazione e costruire un modello sociale che punti sul lavoro stabile e sulla difesa dei diritti dei cittadini.

Per maggiori informazioni e prenotazioni, è possibile recarsi nelle sedi della FLC-CGIL di Termoli, Campobasso e Isernia o inviare una mail a: campobasso@flcgil.it.

22-10-2010

ARRETRANO I DIRITTI, AUMENTANO LE VESSAZIONI NEI CONFRONTI DEI DIPENDENTI PUBBLICI


L'approvazione definitiva del Disegno di legge sul lavoro è un ulteriore passo verso la demolizione dell'obbligo scolastico a 16 anni. Nei fatti, con la possibilità di assolvere l'ultimo anno dell'obbligo scolastico attraverso un contratto di apprendistato, si consente di andare a lavorare a 15 anni, senza completare un percorso formativo di base all'altezza dei cambiamenti in atto nella società e nel mondo del lavoro.

Aumentano le disuguaglianze sociali perché quel percorso riguarderà i figli delle famiglie più disagiate e con difficoltà di apprendimento, non coloro i quali hanno le possibilità economiche per continuare gli studi. A ciò si aggiunge che i contratti di apprendistato, che coinvolgono piccole e piccolissime imprese, si configurano spesso come negazione di diritti, se non di vero e proprio sfruttamento, senza alcun contenuto formativo. Ma ormai questo Governo ha deciso che i diritti dei lavoratori possono essere cancellati e che l'apprendimento può essere demolito.

Arretrano i diritti anche sulla liquidazione. Nel pubblico impiego avevamo due tipi di liquidazione: una chiamata TFS (trattamento di fine servizio o anche indennità di buona uscita) e una TFR (trattamento di fine rapporto). Il lavoratore assunto entro il 31 dicembre 2000 si trova in regime di TFS e vede la sua liquidazione calcolata sull'80% dell'ultimo stipendio che percepirà prima di andare in pensione e moltiplicato per il numero di anni lavorati; per questa tipologia di liquidazione il lavoratore paga mensilmente il 2,50% (trattenuta che continuerà ad essere presente anche dopo il dicembre 2010). Il lavoratore assunto dal 1 gennaio 2001 si trova in regime di TFR e vede la sua liquidazione calcolata prendendo il 6,91 sul 100% dello stipendio (calcolato con una voce stipendiale in più rispetto al TFS: RPD e CIA) e con una rivalutazione che è annuale dell'1,5 più il 75% dell'inflazione. Il TFR è tutto a carico del datore di lavoro.

Da gennaio 2011 i lavoratori si troveranno tutti in regime di TFS, vedranno congelata la precedente buona uscita (che verrà calcolata al momento del pensionamento) e matureranno una nuova indennità di buona uscita calcolata prendendo il peggio dei due sistemi al fine di abbassare la liquidazione: 6,91 sull'80% dello stipendio (ma senza accessorio fisso e ricorrente) e con la rivalutazione annuale prevista per il TFR. Questo sistema di calcolo produce una perdita della liquidazione superiore all'1% dello stipendio (dal 13 % al 15% della liquidazione). Anche applicando una tassazione più favorevole (quella del TFS), il recupero sarebbe impossibile.

Dopo il blocco dei contratti, degli scatti di anzianità e il licenziamento di massa, nella scuola pubblica si abbatte un’altra tegola che riduce i diritti e impoverisce il personale. La politica di questo Governo è chiara: privilegiare le classi più abbienti e penalizzare i lavoratori dipendenti ed i pensionati. Occorre proseguire la mobilitazione per battere questo disegno.

Per queste ragioni intensificheremo le azioni di lotta a partire dallo sciopero della prima ora del 25 ottobre, per cambiare radicalmente un modello sociale che è ingiusto soprattutto verso le nuove generazioni.

14-10-2010


DISCUTIAMO SENZA STECCATI DEL FUTURO DELL’UNIVERSITA’


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Il 15 ottobre a Bari si terrà un incontro tra le segreterie regionali delle FLC della Puglia del Molise e della Basilicata per discutere del protocollo firmato dalle Università delle tre regioni su un patto federativo. Sarà l’occasione per tracciare una riflessione ed una linea politica comune.

In molti Atenei italiani si vive uno “stato di agitazione permanente” per denunciare lo stato di grave sofferenza dell’Università pubblica; in un momento così “precario” per l’intero sistema della conoscenza italiano e per solidarietà con quanto avviene altrove. L’inaugurazione dell’anno accademico è stata l’occasione, da più parti, per esprimere la preoccupazione derivante dagli effetti del Disegno di Legge Gelmini che, come sin dall’inizio ribadito dalla FLC CGIL, mette in ginocchio il sistema pubblico dell’Università Italiana.

La FLC, da sempre, ha sollecitato un’ampia discussione che guarda al futuro dell’ateneo molisano. Ateneo che troppi (e troppo spesso) hanno fatto apparire come un’isola felice rispetto alle politiche dissennate di un governo nazionale spregiudicato nel volere fare cassa nei settori nevralgici della conoscenza. Fa piacere che, anche se con ritardo, sia il Rettore sia il Presidente della Regione Molise, in occasione dell’inaugurazione nell’ateneo molisano, hanno evidenziato, nei loro interventi, diverse criticità rispetto ai piani del Governo che riguarda l’Università Italiana: per questo li invitiamo a sostenere le prossime iniziative della FLC CGIL.

Tuttavia sia il Rettore sia il Presidente hanno difeso le reciproche scelte della diffusione delle sedi universitarie e, in particolare, la (de)localizzazione a Pesche della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. Entrambi, poi, hanno ribadito con forza che di chiusura della Facoltà di Medicina, non se ne parla nemmeno.

La verità è che quella Facoltà non andava nemmeno aperta, in un contesto di un sistema sanitario regionale che già nel 2004/2005 faceva acqua da tutte le parti.

La FLC CGIL ha sempre espresso preoccupazione in merito a scelte compiute in passato senza praticare i dovuti momenti di confronto. Oggi è urgente interrogarsi se queste scelte abbiano rappresentato un elemento virtuoso per lo sviluppo territoriale molisano e della sua comunità.

Nei giorni scorsi abbiamo rappresentato la nostra posizione circa l’ipotesi di Federazione tra alcuni atenei meridionali. Dalle dichiarazioni rese nel corso dell’inaugurazione dell’Anno Accademico apprendiamo che il Presidente Iorio propone anche una federazione delle regioni del Sud. Occorrerebbe un po’ di autocritica e di discussione nel merito delle politiche regionali sull’istruzione e sulla formazione. La politica degli annunci, se mediaticamente può trovare dei riscontri che amplificano il messaggio, nel medio periodo mostra tutte le sue lacune, lasciando solo azioni approssimative senza respiro strategico.

Del resto, se i principi ispiratori e soprattutto gli effetti saranno quelli prodotti dalle politiche del governo regionale dell’ultimo decennio, temiamo che invece di un improbabile patto per il Sud, bisognerà cercare con il lanternino coloro che vorranno interloquire con i politici molisani.

7-10-2010

VENERDI’ 8 OTTOBRE 2010 LA FLC CGIL
PROCLAMA LO SCIOPERO DELLA PRIMA ORA

Un'ora del tuo lavoro per non rinunciare al futuro di tutti. Questo chiede la FLC CGIL con lo sciopero di venerdì 8 ottobre a quasi un milione e mezzo di lavoratori della conoscenza (scuola e università, pubbliche e private, ricerca, formazione professionale e AFAM). È una delle tante iniziative promosse per accendere i riflettori e rompere il silenzio sullo stato di queste istituzioni, sempre più degradato e sul disagio di chi vi lavora. Solo il Ministro Gelmini dice che va tutto bene, nonostante i fatti la smentiscano e i dati Ocse bollano l'Italia in coda negli investimenti in conoscenza.
Ormai il re è nudo. Quello che il governo si ostina a chiamare riforma è solo la foglia di fico che copre tagli, tagli e ancora tagli, di risorse umane e finanziarie, nonostante qualche rattoppo dell'ultim'ora. Tagli e precarietà. Così si impoverisce l'intero Paese e non solo i lavoratori di questi settori a cui viene negato il rinnovo contrattuale, nonostante abbiano gli stipendi più bassi d'Europa, e con esso qualunque prospettiva di avanzamento professionale, di formazione e aggiornamento.
Scuola Lo sciopero breve riguarda tutti i docenti, i dirigenti scolastici, gli educatori e tutto il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario in Italia e nelle istituzioni scolastiche italiane all'estero.L'adesione allo sciopero può avvenire per la prima ora di lezione o di servizio in tutte le scuole di ogni ordine e grado e per la prima ora di attività educative nei convitti ed educandati. Pertanto, il personale docente ed educativo potrà scioperare, per un'ora, quando il proprio orario coincide con la prima ora di lezione o di attività educative dell'istituzione scolastica. Nelle scuole in cui, nella giornata di venerdì 8 ottobre 2010, le attività si protraggono in orario pomeridiano, il personale in servizio nel pomeriggio potrà scioperare nell'ultima ora di servizio, sempre per non più di un'ora nell'arco della giornata.
Università Per i docenti universitari e i Lettori/CEL lo sciopero riguarda la prima ora di qualunque attività istituzionale prevista l’8 ottobre, così come per il personale tecnico-amministrativo l’astensione dal lavoro riguarderà la prima ora di lavoro dopo la fascia di flessibilità prevista per il servizio in cui si opera e cioè nel momento in cui si deve entrare in servizio.
Ricerca Per i ricercatori e tecnologi lo sciopero riguarda la prima ora della propria prestazione lavorativa dell'8 ottobre, che, come è noto, va effettuata nell'ambito dell'autonoma determinazione dell'orario di lavoro. Per il personale tecnico-amministrativo l'astensione dal lavoro riguarderà la prima ora della giornata lavorativa. Per il personale in turno, l'astensione dal lavoro riguarderà la prima ora di ogni turno.
AFAM Per i docenti e per il personale amministrativo e tecnico in servizio quel giorno, lo sciopero riguarda la prima ora di qualunque attività istituzionale prevista l’8 ottobre.


23-9-2010

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I PUBBLICI DIPENDENTI DEVONO POTER ELEGGERE I PROPRI RAPPRESENTANTI AZIENDALI


Venerdì 24 settembre grande iniziativa di denuncia e di mobilitazione presso l'Auditorium della musica a Roma in Via della Conciliazione, dalle 10.00 alle 13.30, con conclusioni di Guglielmo Epifani

La FP Cgil e la FLC Cgil del Molise parteciperanno con una folta delegazione di RSU e di delegati all’Assemblea Quadri e Delegati delle due categorie che si terrà a Roma venerdì 24 settembre. Si tratta di una manifestazione finalizzata alla denuncia e alla mobilitazione rispetto alla negazione del diritto al voto per il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) nel pubblico impiego. Il tentativo del governo con la compiacenza degli altri sindacati è quello di non far votare a novembre le RSU.

In questo modo, si nega la democrazia a quasi due milioni di lavoratori pubblici e la possibilità di scegliersi i propri rappresentanti nei posti di lavoro come previsto da una legge dello Stato.

Questo governo sta drasticamente restringendo gli spazi di democrazia sindacale e vuole mettere in discussione la rappresentanza dei lavoratori, scegliendosi interlocutori compiacenti ed appiattiti sulle sue posizioni. E’ un disegno regressivo che dobbiamo sconfiggere con la mobilitazione e con la denuncia. I lavoratori hanno diritto ad eleggere i propri rappresentanti in ogni luogo per contrattare regole condivise sull’uso delle risorse e sull’organizzazione del lavoro.
Proseguiremo nella mobilitazione fino a quando non sarà sottoscritto l’accordo per indire le elezioni RSU, diritto inalienabile per i lavoratori.

L’Assemblea di Roma sarà conclusa, intorno alle 13,30, dal Segretario generale nazionale della Cgil, Guglielmo Epifani.

Campobasso, 22 settembre 2010



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Una delegazione della FLC CGIL è stata ricevuta dal delegato del prefetto che ha assicurato che convocherà con urgenza un tavolo interistituzionale per i prossimi giorni.

I precari molisani hanno deciso di continuare il presidio in occasione delle nomine annuali il 3 ed il 6 settembre e di proseguire il presidio davanti alla Prefettura di Campobasso il 6 settembre per verificare se le promesse fatte verranno mantenute.

Leggi la lettera consegnata al Prefetto

18-9-2010

DA MARTEDI’ ASSEMBLEE TERRITORIALI. L'8 OTTOBRE 2010, SCIOPERO NAZIONALE IN TUTTI I COMPARTI DELLA CONOSCENZA

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Continua l’iniziativa della FLC CGIL contro la politica di devastazione della scuola pubblica molisana. Nei prossimi giorni si terranno assemblee sindacali territoriali in tutta la regione. Dall’8 ottobre inizieranno pacchetti di scioperi della prima ora.
I tagli pesantissimi avranno risposte di lotta all’altezza dello scontro. L’apertura del nuovo anno scolastico avviene in una situazione di incertezza con un netto impoverimento della qualità dell’offerta formativa. Vi è anche il tentativo di restringere gli spazi di democrazia nei nostri comparti per affermare logiche autoritarie, centralistiche e burocratiche che intendono cancellare la libertà d’insegnamento, la laicità e l’autonomia delle scuole e delle università.
Ciò che accade nei comparti della conoscenza è lo specchio di una idea regressiva di società e di relazioni sociali che questo Governo e Confindustria vogliono imporre. Le vicende di Pomigliano e la disdetta del contratto dei metalmeccanici configurano una lacerazione profondissima delle regole democratiche e il venir meno del carattere universale dei diritti sociali e degli istituti contrattuali.
Il blocco dei contratti e delle carriere per tre anni, la legge Brunetta, il congelamento degli scatti di anzianità nella scuola con l’intenzione di cancellarli definitivamente, fanno parte integrante dello stesso disegno teso alla distruzione del sindacato confederale. L'obiettivo è l'eliminazione di ogni dissenso rispetto alla devastazione sociale che s’intende affermare nel nostro Paese.
Nei settori della conoscenza stiamo vivendo una vera e propria emergenza occupazionale a causa delle politiche del duo Tremonti-Gelmini. Oltre al licenziamento di decine di migliaia di lavoratori hanno provocato un'ulteriore processo di precarizzazione.
In questo quadro pesantemente negativo la FLC CGIL conferma l’agenda delle sue priorità
• Blocco dei tagli per tornare ad investire in tutti i comparti della conoscenza
• Sostegno al ruolo pubblico dell’istruzione
• Superamento del precariato in tutti i comparti pubblici e privati
• Riconquista del contratto nazionale e del diritto alla contrattazione decentrata
• Difesa delle regole democratiche e della rappresentanza in tutti i settori pubblici e loro estensione nei settori privati
• Costruzione di un sistema nazionale della formazione professionale
La FLC CGIL mette al centro della propria mobilitazione la qualità e la stabilità del lavoro per governare i necessari processi di cambiamento dei nostri comparti, ponendo le premesse per un nuovo patto generazionale che abbia come pilastri e in rapporto inscindibile, diritto allo studio, Welfare studentesco e qualità del lavoro.
La proclamazione dello sciopero nazionale è parte integrante di un percorso di mobilitazione territoriale che nel Molise proseguirà con le assemblee sindacali indette nei prossimi giorni.

Campobasso, 18 settembre ’10
FLC CGIL MOLISE

3-9-2010


RISORSE CERTE E NON PROMESSE FUMOSE


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La mobilitazione paga. Il prefetto di Campobasso ha comunicato che convocherà il tavolo interistituzionale richiesto dalla FLC Cgil durante la mobilitazione dei precari della scuola del 1° settembre. L’incontro ci sarà l’8 settembre. Si tratta di un buon risultato frutto dell’iniziativa dei precari, della CGIL e della FLC. In quella sede porteremo le ragioni dei precari della scuola molisana.
Abbiamo accolto con interesse la determinazione da parte della Regione Molise di dar seguito all’intesa firmata con il MIUR che avrebbe messo a disposizione un milione di euro. Siamo convinti che non si tratti di risorse aggiuntive rispetto a quelle dello scorso anno: sono i residui dei soldi messi a disposizione tardivamente (solo a marzo) e con una procedura farraginosa, comunque arrivati dopo le mobilitazioni dei precari fatte l’estate scorsa.
Occorrono risorse non solo per le attività aggiuntive, per il potenziamento delle competenze linguistiche e matematiche ma soprattutto per lo sdoppiamento di classi numerose, per potenziare gli insegnati di sostegno e per ridare il tempo prolungato nella scuola secondaria di primo grado ed il tempo pieno nella scuola primaria.
In occasione dell’incontro previsto per l’8 settembre porremo queste questioni al tavolo interistituzionale, convinti che l’esperienza dello scorso anno hanno determinato notevoli criticità che dovranno essere superate anche con il coinvolgimento delle scuole autonome, le quali devono essere messe in condizioni di poter operare con serenità, celerità e rispettando le prerogative contrattuali del personale da assumere.
Quindi non si tratta di fare operazioni propagandistiche ma di sedersi attorno ad un tavolo e studiare le modalità per garantire agli studenti molisani la scuola migliore possibile.
Per fare questo non bastano gli annunci, ma azioni concrete a partire da un coraggioso piano di dimensionamento scolastico, da una critica radicale alle politiche di tagli e riduzioni portate avanti dal governo nazionale e da un’azione sinergica che metta a disposizione risorse consistenti per la scuola pubblica molisana. I segnali da parte della giunta regionale non sono incoraggianti, basti ricordare che ben 600.000 euro sono stati dati alle scuole private nel Molise. Si tratta di un’enormità che non trova alcuna giustificazione. Stiamo al merito delle questioni e vigiliamo per conseguire gli obiettivi prefissati.

Il segretario regionale FLC CGIL
Sergio Sorella


23-8-2010

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AUMENTANO NEL MOLISE I PRECARI CHE NON TROVERANNO LAVORO NELLA SCUOLA
Il precariato da condizione transitoria rischia di diventare la forma di lavoro più diffusa e più stabile in tutti i settori pubblici e in particolare nella scuola.
Nel Molise sono centinaia i docenti, i ricercatori, i tecnici, amministrativi e collaboratori scolastici che lavorano da precari nelle scuole e nell'Università e negli enti di ricerca, in una giungla fitta di numerose tipologie contrattuali. Nella scuola sono precari i supplenti, quelli che ogni anno aspettano una nomina: molti di loro sono andati in pensione da precari, moltissimi stanno agognando da 20 o 30 anni il sospirato "ruolo", ce ne sono altrettanti che passano l'estate sperando che la cattedra non sia stata cancellata.
Una quota di precariato sarebbe fisiologica in tutti i settori di lavoro, legata alla stagionalità o ai progetti a termine. Il problema nostro è che la quantità di precariato è diventata patologica, soprattutto perché è figlia dei tagli finanziari. Nei settori della conoscenza non ci sono riforme o riordini, non c'è politica, ci sono tagli e solo tagli.
La FLC CGIL in questi anni ha promosso tante campagne a favore dei precari. Alcune hanno dato anche dei risultati importanti. Gli strumenti principali per combattere il ricorso al precariato si trovano nei contratti collettivi. Ma il governo sta tentando di spuntare anche quest'arma.
Nel Molise, nelle scuole, dai prossimi giorni ci saranno pochissime immissioni in ruolo: 46 ATA e 59 docenti. Una miseria considerato che i pensionamenti sono stati 178 nella provincia di Campobasso e 67 nella provincia di Isernia, per un totale di 245 posti rimpiazzati solo in minima parte.
Anche le nomine annuali saranno falcidiate. I precari che troveranno un posto annuale saranno, in tutta la regione, 300 ATA e non più di 200 docenti, per un totale di 500 posti.
Si tratta di numeri molto bassi rispetto a qualche anno fa quando si facevano 1200 nomine annuali. Numeri che da soli testimoniano il grado di contrazione portato avanti dal governo con il risultato che in molte scuole ci saranno più plessi che collaboratori scolastici, costretti spesso a straordinari perché non c'è chi li sostituisce; nelle scuole superiori ci saranno laboratori senza la figura dell'assistente tecnico; classi numerose non sdoppiate anche in presenza di alunni disabili.
Tutto ciò accade mentre il piano di dimensionamento regionale resta al palo, la provincia di Isernia sceglie di non scegliere, mentre la provincia di Campobasso fa proposte in base a logiche che rispondono più a esigenze di parrocchia che a capacità di razionalizzazione delle risorse professionali.
Non ci rassegneremo a questa deriva che sta investendo la scuola pubblica molisana. Il Coordinamento dei precari della FLC e la FLC Molise indicono una conferenza stampa per GIOVEDI' 26 agosto '10 alle ore 10,00 presso la sede della CGIL Molise a Campobasso in Via Tommaso Mosca,11, per fare il punto sulla situazione di gravissima difficoltà in cui, anche per l'anno prossimo, verseranno le scuole, i docenti e gli ATA molisani, a causa degli ulteriori tagli previsti dal riordino dei cicli.

In particolare, verrà posta l'attenzione su:
-l'insufficienza delle immissioni in ruolo e delle nomine a tempo determinato
-il nuovo decreto "beffa" del cosiddetto salva-precari
-le prossime iniziative di mobilitazioni del personale della scuola molisana.

Il segretario regionale
Sergio Sorella


11-8-2010

POCHE IMMISSIONI IN RUOLO DEL PERSONALE ATA:
A RISCHIO IL SERVIZIO SCOLASTICO


Il MIUR ha pubblicato i contingenti per le immissioni in ruolo del personale ATA. Si confermano le 6500 assunzioni a livello nazionale che nel Molise si tradurranno in 46 posti. Si tratta di una risposta ancora insufficiente per le esigenze delle scuole. Basti considerare che nel Molise, per il prossimo anno scolastico, ci saranno 150 posti in meno tra collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici.
Ciò determinerà una obiettiva difficoltà a tenere aperti molti plessi scolastici e sedi staccate. Notevoli problemi ci saranno anche per i profili degli assistenti tecnici che, nelle scuole secondarie di secondo grado, sono stati falcidiati. Molte scuole avranno un numero di assistenti amministrativi insufficiente per garantire il regolare funzionamento della struttura, vista la notevole mole di incombenze che ricade sulle segreterie.
A fronte di tutto questo, per effetto delle mancate assunzioni in ruolo e del blocco del turn over, per il prossimo anno scolastico, nel Molise sono previsti almeno 250 nomine annuali nei vari profili del personale ATA. Solo tre ani fa le nomine annuali del personale ATA sono state superiori alle 550 unità.
Prosegue, dunque, la mannaia dei tagli operata dal MIUR per effetto dell’applicazione della legge 133/08.
Per le immissioni in ruolo del personale ATA l'amministrazione ha previsto una percentuale di assunzioni con contratto a tempo indeterminato del 13% per i vari profili.
Per i DSGA la percentuale è del il 30% in considerazione dell'unicità della funzione. In questo periodo si stanno ultimando i corsi di formazione per i passaggi da un profilo inferiore ad uno superiore.
Tuttavia, si è stabilito che i passaggi di qualifica, per coloro che in questi giorni sosterranno le prove finali dei concorsi riservati, saranno effettuati in aggiunta alle assunzioni vere e proprie, quindi non incideranno sulle stesse.
ECCO LA RIPARTIZIONE REGIONALE DELLE NOMINE IN RUOLO NEI VARI PROFILI DEL PERSONALE ATA

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Il Segretario Regionale
Sergio Sorella

7-8-2010

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TANTI TAGLI E POCHE NOMINE IN RUOLO

Prosegue la sottovalutazione da parte del MIUR nell’affrontare i problemi della scuola. All’annuncio delle immissioni in ruolo per 10.000 posti docenti e 6.500 posti ATA, molti hanno pensato che forse ci sarebbe stata un’inversione di tendenze nelle politiche scolastiche governative. Invece, va ricordato che quei numeri rappresentano una quantità del tutto insufficiente rispetto ai quasi 90.000 posti vacanti a livello nazionale.

Nel Molise, pur con la mannaia dei tagli (ricordiamo che per il prossimo anno scolastico sono previsti altri 400 posti in meno tra docenti ed ATA), le disponibilità per le immissioni in ruolo sarebbero superiori alle 500 unità (200 docenti e 300 ATA), il che significa che oltre 500 persone potrebbero essere stabilizzate con un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Invece il ministero annuncia 59 posti in ruolo per i docenti ed una trentina per gli ATA (quest’ultimo dato non è ancora ufficiale).

Una miseria nella marea delle disponibilità e delle legittime aspettative del personale precario. L’unico dato in controtendenza è quello che riguarda i docenti di sostegno: il ministero ha dovuto recepire, in materia, la sentenza n. 80 del 2010 della Corte Costituzionale.

Pertanto si prevedono assunzioni su circa il 50% dei posti vacanti per il sostegno, di circa il 30% sulla scuola dell'infanzia e di circa il 10-13% sulla scuola primaria e sulle classi di concorso della secondaria di I e II grado oltre che per gli educatori. Nella ripartizione dei posti di sostegno che vengono assegnati complessivamente a livello provinciale sarà confermata l'indicazione di garantire l'assegnazione di almeno un posto, se disponibile, per ogni ordine di scuola e area.

Per quanto riguarda il personale ATA, sempre in considerazione del piano di tagli, si prevede una percentuale di immissioni in ruolo del 13% per i vari profili. I passaggi di qualifica, per coloro che stanno sostenendo le prove finali dei concorsi riservati, saranno effettuati in aggiunta alle assunzioni vere e proprie, quindi non incideranno sulle stesse.

Ecco la ripartizione delle immissioni in ruolo dei docenti nel Molise

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Intanto, però, la circolare ministeriale sugli organici di fatto prevede una ulteriore riduzione di personale che determinerà la impossibilità per le scuole di garantire quanto richiesto dalle famiglie.

Il segretario regionale
Sergio Sorella



27-7-2010

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DIMENSIONAMENTO SCOLASTICO:
LE RAGIONI DEL BUON FARE SCUOLA


Nell’incontro odierno (27.7.2010) in cui l’Amministrazione provinciale di Campobasso ha illustrato le proposte per il dimensionamento scolastico la FLC CGIL ha apprezzato l’intento di tener conto, nella determinazione dei punti di erogazione del servizio, delle aree interne, di garantire la scuola dell’infanzia in tutte le realtà possibili, di dare risorse ai comuni per i trasporti scolastici, di adottare regole condivise con la provincia di Isernia, di attivare un confronto con la regione Molise per evitare che intervenga, d’imperio, su proposte condivise.

Tuttavia, le proposte avanzate dall’Amministrazione provinciale, pur prevedendo indubbie positività (es. l’istituzione di un Omnicomprensivo a Trivento, di Istituti Comprensivi a Campobasso, di un Tecnico e Professionale a Campobasso, di un riordino degli Istituto comprensivi nelle aree interne, di un recupero di credibilità con la fine dell’esperienza riguardante l’accorpamento delle scuole di Castellino con la “D’Ovidio” ed il “Pilla” di Campobasso), mostra evidenti punti di debolezza, quali:

1. il tentativo di tenere in vita istituzioni scolastiche che sono sotto dimensionate;

2. la diminuzione della popolazione scolastica avrebbe richiesto un maggiore impegno nella determinazione di una razionalizzazione della rete scolastica capace di resistere almeno per un triennio;

3. la riproposizione degli istituti Omnicomprensivi nella provincia, che, invece di essere elementi residuali, diventano forme strutturate dell’offerta formativa, con tutte le difficoltà insite in questi modelli (organizzative, amministrative e strutturali);

4. le soluzioni proposte per l’Istituto Comprensivo di Petacciato , con l’aggregazione della scuola dell’infanzia di Via Catania di Termoli, l’Omnicomprensivo di Campomarino, il Comprensivo tra Montefalcone e Mafalda, l’aggregazione dei licei con i tecnici a Termoli.

In un contesto nel quale il governo nazionale taglia risorse, organici e trasferimenti alle scuole, (le ultime notizie parlano di altri 400 posti in meno per il prossimo anno scolastico, tra docenti ed ATA, nelle scuole molisane) la FLC CGIL del Molise ritiene che le politiche riguardanti l’istruzione dovrebbero essere più coraggiose.

La regione Molise ha l’obbligo di formulare un piano dell’offerta formativa, con una legge regionale sull’istruzione ancora in alto mare, che individui gli ambiti entro i quali garantire agli studenti molisani una buona scuola pubblica di qualità. Il resto dovrebbe venire di conseguenza. Nessuno si può permettere di favorire i soliti amici del giaguaro, sempre in agguato. Vigileremo e denunceremo ogni tentativo che vada in questa direzione.

Il segretario regionale
Sergio Sorella



21-7-2010

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Comunicato stampa


La FLC CGIL del Molise ed il Coordinamento regionale dei Precari della FLC-CGIL esprimono la propria solidarietà a Giovanni Musacchio, operaio Fiat, vittima dell™ennesimo atto intimidatorio e punitivo da parte dell'azienda.
Il suo licenziamento è al di fuori di qualsiasi regola esistente in uno stato nel quale sono dgarantiti i diritti di manifestare il proprio pensiero.
Le motivazioni pretestuose addotte per giustificare il licenziamento degli operai Fiom a Mirafiori e Melfi e, quest'ultimo caso di Termoli, sono inutili tentativi di celare il continuo attacco ai diritti dei lavoratori ed evidenziano la precisa volontà di instaurare progressivamente un clima nel quale si vuol reprimere ogni forma di dissenso alla linea ricattatoria dei vertici FIAT.
La FLC CGIL ed il Coordinamento dei Precari parteciperanno attivamente a qualsiasi iniziativa e manifestazione di protesta che verrà organizzata in difesa dei diritti, della dignità e della libertà dei lavoratori, sottoposti a continui ricatti e pressioni, lesivi delle libertà individuali e collettive costituzionalmente garantite.
Chi pensa di voler far pagare i costi della crisi solo ai precari, ai lavoratori pubblici e privati, conservando, invece, le rendite di posizione per chi l'ha causata, dovrà fare i conti con la nostra ferma determinazione a contrastare questo disegno repressivo.

Il segretario regionale
Sergio Sorella

Il coordinatore dei precari FLC
Alessandra Santagata

19-7-2010

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Comunicato stampa

DIMENSIONAMENTO E QUALITA’ DELL’ISTRUZIONE

In questi giorni si stanno affrontando i temi del dimensionamento delle istituzioni scolastiche. Si tratta di una questione annosa che si trascina da tempo per mancanza di volontà politica nel disegnare un piano pluriennale che stabilisca le linee guida per la realizzazione di una rete scolastica capace di garantire un tempo scuola adeguato agli studenti molisani sia in termini di tempo scuola, di risorse umane e materiali, sia in termini di strutture scolastiche adeguate. Sappiamo tutti com’è andata finora. Meno tempo scuola, meno organici di docenti e personale ATA. Molti edifici non sono a norma, altri sono nuove cattedrali nel deserto. Proposte di dimensionamento a dir poco bizzarre.
A parte qualche lodevole caso, le amministrazioni comunali, ma anche molte istituzioni scolastiche, continuano ad affrontare una questione così delicata nel solito modo: la difesa ad oltranza del proprio orticello. A volte con evidenti forzature anche sul piano normativo (si veda il caso termolese del cosiddetto Liceo Linguistico voluto presso un istituto tecnico), che determinano confusione e disorientamento in un periodo difficile per la scuola molisana, visti i tagli e le riduzioni messi in atto da questo governo.
Agli incontri sul dimensionamento fatti a livello provinciale, la FLC CGIL ha ribadito la sua posizione partendo dalla considerazione che per garantire una buona scuola pubblica di qualità agli studenti molisani e per porre in condizione le scuole di realizzare un’offerta formativa adeguata ai tempi ed alla complessità della realtà, occorre partire dagli esigui numeri degli alunni, sempre in diminuzione, in un contesto territoriale frammentato. Su questo versante abbiamo fatto proposte di merito, consegnate ai decisori politici.
Esse sinteticamente riguardano: istituti comprensivi con numeri significativi, istituzioni scolastiche superiori orizzontali in ragione della programmazione territoriale dell’offerta formativa senza sovrapposizioni, affrontare in maniera sistemica il nodo dell’edilizia scolastica, programmazione di una rete dei trasporti razionale, garantire un organico funzionale e non ondivago, realizzare investimenti consistenti da parte degli Enti Locali.
Senza una politica lungimirante la scuola molisana sarà costretta ad una ulteriore marginalità. Ne risentiranno gli studenti che non avranno gli strumenti adeguati per affrontare la complessità del mondo. Si impoverirà il nostro tessuto sociale con evidenti ricadute su tutto il sistema. E’ giunto il momento di fare della questione scuola la questione sulla quale rilanciare le ipotesi di crescita del Molise.
Noi continueremo a difendere i servizi pubblici e le tutele sociali perché rappresentano beni comuni di tutti e strutture fondamentali di uno stato civile e democratico.

Campobasso, 17 luglio ’10

Il segretario regionale
Sergio Sorella


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