Menu principale:
Comunicati STAMPA
Tossicodipendenza: l’urgenza della prevenzione
La Cgil del Molise guarda con grande preoccupazione alla massiccia diffusione di sostanze stupefacenti: la cronaca di queste ultime settimane, ci ripropone l’immagine di tanti ragazzi e ragazze, che, anche nel nostro piccolo Molise, attraverso l’uso delle innumerevoli droghe offerte dal mercato, manifestano stanchezza e disorientamento, rispetto ad un contesto sociale contrassegnato da una profonda crisi di valori.
Molto spesso gli assuntori sono giovani socialmente ben inseriti, che studiano o lavorano: la sperimentazione di sostanze psicoattive avviene già tra gli 11 e i 18 anni, mentre la sperimentazione occasionale costituisce un comportamento normale fra i giovani che hanno meno di 20 anni. Con altrettanta preoccupazione, si deve osservare l'aumento del consumo di alcol tra i giovani e le donne. Una problematica socio-sanitaria, che la popolazione del Molise individua come uno dei problemi più diffusi nella comunità.
Da qui l’importanza della prevenzione che non può essere considerata un fatto occasionale, ma deve al contrario investire tempi lunghi, attraverso il coinvolgimento attivo di tutte le agenzie educative presenti sul territorio.
Diviene, oltremodo necessario, istituire centri di orientamento alla genitorialità responsabile: una forma di intervento sociale, che attraverso la presenza di esperti, sia in grado di affrontare positivamente le difficoltà degli adulti e dei minori: divorzi, incomunicabilità tra i componenti del nucleo familiare, difficoltà scolastiche, ecc....
Ma contrastare il disagio giovanile, significa anche sviluppare la capacità di cogliere sin dall’infanzia, eventuali fattori di sofferenza psicologica: molto spesso, infatti, le criticità e le debolezze presenti nei bambini, tendono ad esplodere e a radicarsi proprio nell’età adolescenziale attraverso atteggiamenti rischiosi per la propria integrità (bulimia, anoressia, alcolismo, tossicodipendenza, ecc.). Per tale motivo, la tutela della salute psico-fisica, implica la necessità di favorire un profondo ed articolato processo di prevenzione: un intervento, che attraverso la famiglia, la scuola e le relative azioni di ordine psico-socio-pedagogico, deve tendere a far emergere tutti quei fattori di sofferenza che, nel loro insieme e nella loro complessità, possono far venir meno lo sviluppo delle potenzialità del singolo, e la crescita equilibrata dell’intera persona.
Un’ottica di azione, entro la quale, non è più tollerabile la fragile presenza di equipe formate da medici, psicologi, sociologi e pedagogisti: professionisti, che coadiuvati attivamente dal corpo docente, devono poter monitorare costantemente, il benessere dell’intera utenza scolastica: un processo che, nella sua essenza, deve necessariamente svilupparsi, dalla scuola dell’infanzia agli istituti superiori.
La mancanza di prevenzione, oltre alle sofferenze dei giovani e delle loro famiglie, determina costi di gestione elevatissimi: nello specifico il dramma della tossicodipendenza obbliga lo Stato a prendersi cura dei giovani quando si ammalano, quando vengono ospitati in comunità o quando entrano in carcere.
Per tale motivo diviene di fondamentale importanza poter sconfiggere la cronica carenza di risorse finanziarie: un deficit di intervento, rispetto al quale, la Regione Molise deve garantire la costruzione di azioni strutturali. Si tratta soprattutto di superare definitivamente la debolezza dei processi posti in atto, a fronte di un universo adolescenziale e giovanile sempre più disorientato e lontano dal mondo delle istituzioni e degli adulti.
Per la Segreteria Cgil Molise
Antonello Miccoli