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16-7-2010

“Cesare sente avvicinarsi le idi di marzo”
Preoccupato dai tradimenti all'interno del partito il premier mette una "taglia sulle spie del Pdl".

Il premier contro i delatori: da 3 a 5 milioni di euro per chi denuncia le gole profonde che 'spifferano' alla stampa.
Ossessionato dai tradimenti all’interno del suo stesso partito, come un imperatore di fronte ad un senato di invisibili congiurati, Berlusconi passa alle liste di proscrizione e annuncia una “taglia sulle spie del Pdl”. La notizia la dà Libero nell’edizione di stamattina. Mai come in questo caso varrebbe il luogo comune giornalistico che vuole un “clima da far west dentro il Pdl”. Ma forse è più appropriato dire che le idi di marzo sono vicine e il nostro Cesare, a differenza dell’illustre predecessore, non intende sottovalutarle.

Non si parla infatti di due soldi simbolici, ma di “tre milioni di euro a chi farà i nomi dei delatori alla stampa nei vertici del partito” e di “cinque per chi riuscirà a scovare i traditori dei Consigli dei ministri”. I soldi sarebbero già stati versati su un apposito conto corrente.

15-7-2010

Ancora non basta?
“Che altro deve succedere? "Cesare" - come lo chiamavano nel loro codice Flavio Carboni, Marcello Dell'Utri e soci - sapeva tutto.
«Cesare», cioè Silvio Berlusconi, il capo del governo di questo Paese, sapeva dei ricatti, delle minacce, dei falsi dossier confezionati per screditare candidati non graditi alla Cupola. La scelta del nome il codice è il dettaglio che fa luce sulla scena: Basso impero, scrivemmo molti mesi fa. Qualcosa di peggio. L'imperatore, diceva sua moglie. Nerone, e non più nella versione grottesca di Petrolini. Una china irreversibile in cui avidità e delirio di onnipotenza trascinano il corpo lacero della democrazia. Cosa serve ancora perché sia chiaro anche a chi lo ha votato che al posto di un governo la maggioranza degli italiani ha eletto un

losco, impunito, pericolosissimo comitato d'affari che opera nell'illegalità assoluta - criminale, dunque - e che agisce al solo scopo di favorire la sua impunità, appunto, i suoi interessi e quelli delle lobbies di riferimento che in questo caso non sono solo petrolieri e signori delle armi ma, prima ancora e insieme, mafia, 'ndrangheta, camorra.

Cesare sta portando il paese intero ad una condizione terminale di malattia, un cancro in metastasi che non sappiamo più se sia possibile fermare tagliando, togliendo - non basterebbero le dimissioni di una o due delle persone coinvolte, e comunque neanche questo accade. Ci sarebbe piuttosto da augurarsi, come accade per gli incurabili, una fine rapida, una morte che sia di sollievo. Ma cosa succede se a morire non è una persona ma un sistema di garanzie e di regole, un paese intero, la nostra Repubblica: è ugualmente lecito augurarsi la sua fine senza temere conseguenze imprevedibili? Abbiamo gli anticorpi necessari - e gli strumenti, la forza, la capacità - per gestire all'interno del processo democratico una così drammatica e invasiva crisi di putrefazione del sistema?

Qualche settimana fa questo giornale (L’Unità) ha dedicato la copertina a Licio Gelli, "chi si rivede" era il titolo, ed ha per l'ennesima volta raccontato come questa classe politica sia figlia di quel progetto eversivo. Berlusconi-Cesare allora era un giovane affiliato così come molti dei suoi uomini. Abbiamo raccontato a chi ha meno di trent'anni cosa sia stata e cosa sia ancora la P2 senza curarci degli occhi al cielo e dei sospiri di sufficienza di chi ogni volta commisera la nostra ostinazione: "ancora la P2, che noia". Altri si sono mostrati più interessati. El Pais ci ha chiesto un lungo articolo sul tema, diffuso in Nord e in Sud America; alcune prestigiose università americane ci hanno domandato di incontrare

gli studenti e i loro docenti per raccontare questa storia. Oggi alla cricca composta da alcuni sottosegretari di governo, da uomini di Berlusconi condannati per mafia, da faccendieri già attivissimi nei giorni del crac del Banco Ambrosiano oltre che da referenti della camorra e della 'ndrangheta i giornali danno il nome di P3. E' diversa, questa P3 dalla P2: è come se ne avesse mutuato solo il codice di comportamento - la corruzione, il ricatto, l'uso dei dossier per screditare gli avversari: è una banda che fa i suoi affari, parla in codice e in dialetto, non ha neppure la grandezza criminale di un disegno eversivo. Solo soldi, benefici privati, favori. Non abbiamo più nemmeno i golpisti di una volta. Cesare ha provato a risolvere il problema come fa sempre: occultandolo. Ecco l'urgenza della legge bavaglio. Non ha fatto in tempo, e di nuovo minaccia.”
In quale società vogliamo far crescere e prosperare i nostri figli ?
A quale modello di vita vogliamo uniformarli ?
Quali valori dovranno costituire la base fondante del loro essere ?
Spetta a voi decidere, ma fatelo e fatelo presto: prima che sia
troppo tardi.


14-7-2010

Nome in codice "Cesare".
Silvio sapeva tutto della P3!
Non usano il vero nome per paura delle intercettazioni. Ma Berlusconi compare nelle carte dell’inchiesta, sotto il nome «Cesare».


La risposta la danno i carabinieri in una nota ad una delle informative agli atti dell’inchiesta (nota n. 15 pag 12 segue informativa nr. 474/1- 50-3-44). Cesare, scrivono, «è pseudonimo utilizzato per riferirsi al Presidente del Consiglio».

Cosentino, mercoledì la mozione di sfiducia alla Camera. Maggioranza contro Fini

L'Aula della Camera esaminerà la mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino (Pdl) presentata da Pd, Idv e Udc tra mercoledì sera e giovedì mattina della prossima settimana, e comunque dopo la discussione sul decreto legge di proroga delle missioni militari all'estero: lo ha deciso il presidente della Camera Gianfranco Fini accogliendo la richiesta dell'opposizione.

Pdl e Lega contro Fini
Dura la reazione della maggioranza: «La decisione di Fini è grave perchè contrasta con la maggioranza del Parlamento», ha detto il capogruppo della Lega Marco Reguzzoni, mentre Fabrizio Cicchitto ha manifestato «netto dissenso sulla calendarizzazione».
«Fino a quando il Regolamento della Camera attribuirà al presidente della Camera l'esercizio esclusivo delle decisioni sulla calendarizzazione dei provvedimenti, quando non c'è accordo nella conferenza dei capigruppo, il presidente Fini continuerà ad esercitare le sue responsabilità, in assoluta libertà di coscienza e nel rispetto del Regolamento». È quanto afferma Fabrizio Alfano. Il portavoce del presidente della Camera, dopo le proteste di Pdl e Lega per la decisione della conferenza dei capigruppo di Montecitorio sulla calendarizzazione della mozione per le dimissioni del sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino, aggiunge che «d'altronde, può accadere che una volta risulti scontenta l'opposizione, come accaduto per la calendarizzazione del ddl intercettazioni, e può accadere che risulti scontenta la maggioranza, come avvenuto oggi».

Bossi: possibili le dimissioni del sottosegretario
Le dimissioni di Cosentino sono «possibili». Umberto Bossi risponde così ai cronisti che gli chiedono se il sottosegretario debba dimettersi. «È possibile - dice il leader del Carroccio - ma chiedetelo a lui».



12-7-2010


L’Onu contro la legge sul bavaglio:
“Il Ddl sulle intercettazioni va abolito o rivisto.

Missione in Italia sulla libertà di stampa”.
Il governo deve “abolire o modificare” ddl intercettazioni perché “nella sua forma attuale può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia”. L'Onu si schiera contro il bavaglio e annuncia una missione nel nostro Paese per esaminare le condizioni della libertà di stampa.

Berlusconi:
«Basta con questo clima giacobino e giustizialista».
Il premier:
«Impedirò che si ritorni a un passato che gli italiani non vogliono più».

Nota di Palazzo Chigi a nome di Berlusconi:
«Impedirò che si torni a passato che italiani non vogliono più.
La crisi sta passando, Paese ha bisogno di scelte precise e
governabilità».

Appalti eolico, Berlusconi:
«Fuori dal Pdl chiunque voti una mozione
di sfiducia».

«Ancora una volta metterò tutto il mio impegno personale, per impedire ritorni al passato». Silvio Berlusconi aggiunge: «Il clima giacobino e giustizialista nel quale alcuni stanno cercando di far ripiombare il nostro paese non è certo d'aiuto». Poi il diktat ai suoi: fuori dal Pdl chiunque votasse una mozione di sfiducia dell'opposizione, riferendosi ai finiani.

Finiani: "Valutiamo sfiducia a Cosentino"
Berlusconi: "Chi la vota è fuori dal Pdl".

Nota adirata del premier contro gli alleati. "C'è chi gioca irresponsabili partite personali. Impedirò il ritorno della vecchia politica". "Si vuol far ripiombare il Paese in una deriva giacobina". Bocchino: "Valutare mozioni contro il sottosegretario". Bondi: "Nefasto suo ruolo nel partito"

Chi ha paura della verità ?
La politica si sta “impiccando” sul decreto legge sulle intercettazioni.
Si dice che dovrà garantire la privacy dei cittadini. Ma di quali cittadini ?
Prima d’ora non se ne era preoccupato nessuno. Non era affatto una priorità. Fino a quando non sono stati toccati gli appartenenti alla “casta”. Che pretendono di essere uomini pubblici, con tutti gli onori ma senza oneri.
Il diritto alla riservatezza è importante, ma la corruzione è una emergenza del Paese. Occorre una opinione pubblica non solo più informata ma anche più reattiva.
Se cala la libertà di informazione, cala anche la democrazia.
Il Paese ha bisogno di altro: lavoro, certezze nel futuro, legalità, meno tasse, una sanità accessibile e garantita, pensioni raggiungibili e godibili, ecc. , ecc. , ecc.


9-7-2010

La nuova P2 di Denis Verdini
Ecco perché B. vuole il bavaglio

Il cuore del Popolo della libertà ha una vita segreta, un’attività sotterranea. Una “nuova P2” coagulata attorno al faccendiere Flavio Carboni. Le intercettazioni la svelano. Ed è per questo che Silvio Berlusconi dice che questa legge “è sacrosanta”.
Il presidente del Consiglio continua a ripetere che il ddl Alfano "è sacrosanto". E oggi, nella giornata di silenzio dei media italiani, è più facile capirne il motivo: la procura di Roma, grazie a intercettazioni telefoniche e ambientali, smaschera un'organizzazione segreta che interveniva per condizionare la politica, pilotare le decisioni della magistratura, teleguidare l'informazione, dirottare soldi e affari. Proprio come la loggia massonica di Licio Gelli di cui il premier ha fatto parte. La superlobby, per salvarlo dal processo Mills, voleva influire sulla Corte costituzionale perché non bocciasse il Lodo Alfano. Premeva sulla Corte d'appello di Milano per far riammettere la lista Formigoni alle elezioni regionali. Sosteneva la candidatura di Nicola Cosentino in Campania. Fondamentale il ruolo di Denis Verdini, da mesi sotto inchiesta per corruzione a Firenze, ma ancora oggi coordinatore nazionale del Popolo della libertà. Con la sua banca finanziava gli amici e tramite le sue società riceveva soldi da Carboni per l'affare dell'eolico.

di Gianni Barbacetto e Rita Di Giovacchino - “Il Fatto Quotidiano” 09/07/2010

Quando vi parlavo di Gelli e della sua P2 !
Tessera n. 1816 intesta a Berlusconi



3-7-2010

Ghedini, l’avvocato di Berlusconi, in delirio contro il Presidente Napolitano.

II parlamentare Pdl e avvocato di Berlusconi attacca il Capo dello Stato dopo il suo monito sul ddl intercettazioni: «Se vuole valutare le criticità tecniche, si faccia eleggere». Dura replica di Bersani: «Mi imbarazza come italiano. Nessuno può rivolgersi così al Capo dello Stato. Si sta superando il segno».
Delirio di onnipotenza !



“A maggio disoccupazione stabile ma è record per quella giovanile”

Disoccupazione giovanile a maggio al 29,2% (ad aprile era al 29,1%). Colpite anche le donne. Per gli occupati, flessione dell'1,1% rispetto a maggio 2009. Il tasso di non occupati stazionario al 8,7%.
Poveri “bamboccioni” !
Comunque non state lì a preoccuparvi inutilmente, anzi sorridete alla vita.
Nel frattempo stanno pensando di mandarvi in pensione a 80 anni:
avete tutto il tempo per recuperare.

Aerei con le sigle dei ministri leghisti


Stufi delle solite sigle che compaiono negli aerei? Sì, avranno pensato i ministri leghisti del governo Berlusconi, che in tempi di crisi, disoccupazione, scontri nel governo e paese al collasso hanno avuto una bella trovata: l’Aeroclub Italia ha presentato il rinnovo della flotta dei P92JS, aerei destinati alle scuole, e - come ha rivelato il mensile Volare di Editoriale Domus che uscirà domani - al posto delle lettere che richiamano le marche dei velivoli (dopo la I che si mantiene come identificativo nazionale) compaiono le iniziali dei nomi e cognomi di politici e Ministri dell’attuale Governo.
Un po’ alla volta e l’Italia si chiamerà “Padania”.
Tutti i viaggi cominciano con un passo.

Emilio Fede insulta gli anti-bavaglio

Così Emilio Fede ha presentato la grande manifestazione contro la legge-bavaglio: «Domani in piazza ci sarà un misto di centri sociali, Italia dei Valori, qualche giornalista, non si capisce bene»...
Emilio: il “Giornalista” con la “G” maiuscola.




Oggetto: lettera inviata da una cittadina de l’Aquila.


Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti,
per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del
2009. Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno
ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa
terremoto. Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una
parete crollata. Ammutolisce. Quindi si scusa e mi dice che farà presente
quanto le ho detto a chi di dovere.
Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi
dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio
di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una
scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di
Collemaggio. E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo
proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa
è la mia città oggi. Ed io lo faccio. Le racconto del centro
militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando
voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati. Le
racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che
non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare
noi a sopravvivere. Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a
pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo. Le racconto
che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno
regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla.
Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro
vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo
torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non
pagate dal 6 aprile. Che lo stato non versa ai cittadini senza casa,
che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo
contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un
affitto. Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun
controllo. Che io pago ,in un paesino di cinquecento anime, quanto
Bertolaso pagava per un appartamento in via Giulia, a Roma. La sento
respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a
prezzi di residenze di lusso. Le racconto la vita delle persone che
abitano lì. Come in alveari senz'anima. Senza neanche un giornalaio. O
un bar. Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro
terra. Lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti
che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto
calo. Le racconto di una città che muore. E lei mi risponde, con la
voce che le trema. " Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo.
Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo.
Chiamate la stampa. Devono scriverlo."

Grande Bertolaso & Company !



2-7-2010

Scattano gli aumenti di Irpef e Irap per Lazio, Campania, Calabria e Molise

L'Agenzia delle entrate sta calcolando il valore delle addizionali: sarà noto a novembre, le maggiorazioni si applicheranno a tutto il 2010. Per il Molise da 270 euro medi attuali passa a 328 euro medi dal 01 gennaio 2010. Da questi aumenti si recuperano per il Molise solo 12 milioni di euro, occorre un’altra manovra molisana per la copertura dei restanti 57 milioni di euro.
Quanto sopra per chi pensava che la manovra economica del governo riguardasse solo il pubblico impiego, le finestre sulle pensioni, ecc., ecc., ecc., senza che la stessa, a detta dei nostri governanti, mettesse le mani nelle tasche degli italiani.

“Questi i siti ufficiali (già scelti da un'apposita Commissione) per le nuove centrali nucleari:”
• Oristano – Sardegna;
• Palma (Agrigento) – Sicilia;
• Mola di Bari – Puglia;
• San Benedetto (AP) – Marche;
• Termoli (CB) - Molise;
• Scanzano Jonico (Matera) – Basilicata;
• Garigliano – Lazio;
• Latina – Lazio;
• Ravenna – Emilia-Romagna;
• Scarlino – Toscana;
• Chioggia (PD) – Veneto;
• Fossano (CN) – Piemonte;
• Caorso (PC) – Emilia-Romagna;
• Trino VC) – Piemonte;
• Monfalcone (Gorizia) – Friuli Venezia Giulia.
Dove sono finite le promesse che il Molise non sarebbe stato oggetto di insediamenti nucleari, considerando che a Termoli già esiste una centrale turbogas.

"Dal 2016 non bastano 40 anni di contributi per andare in pensione"
Poi il dietrofront: "E' stato un refuso"

La modifica, in un emendamento alla manovra presentato dal relatore Azzollini. I sindacati attaccano. Sacconi prima dice che il "governo valuterà", poi annuncia che la misura sarà "cancellata".
Siamo proprio certi che si è trattato di un refuso, o trattasi di un’accorta anticipazione per cominciare a farci abituarci all’idea ?

“privatizzazione dell'acqua”

con la privatizzazione l’acqua si pagherà di più, e soprattutto l’acqua è un bene comune, non una merce da cui trarre profitto.
Fra gli alfieri dell’iniziativa referendaria contro questo provvedimento governativo c’è anche il missionario comboniano Alex Zanotelli.

“La famiglia del ministro Brambilla e i suoi cari alla conquista dell’Aci”

Nella lista per il nuovo consiglio di amministrazione dell'Aci figurano il fidanzato e il figlio del ministro della Difesa La Russa.
Tutti alla conquista dello Stato: alla faccia dei “bamboccioni”, dei precari, dei cassaintegrati, dei disoccupati, ecc. , ecc. , ecc.


“Dell’Utri condannato a sette anni”

Incrinata l’impunibilità dei potenti che trescano con la mafia.
Sette anni, mica bruscolini.

“La piazza degli «imbavagliati»: così si uccide la libertà. La legge sulle intercettazioni ”

Mentre a Roma scende in piazza la protesta contro la legge sulle intercettazioni il presidente della Repubblica, contravvenendo alla sua abitudine di non parlare di vicende italiane mentre si trova in visita in uno stato estero, ha voluto puntualizzare da Malta il suo pensiero su un argomento di stringente attualità qual è la legge sulle intercettazioni. ”Colgo confusione in certi commenti di stampa. Posso in sintesi ribadire quanto segue: i punti critici della legge approvata dal Senato risultano chiaramente dal dibattito in corso e da quello che si è svolto alla Commissione giustizia della Camera, nonché da molti commenti di studiosi, sia costituzionalisti, sia esperti della materia. E ovviamente sono gli stessi a cui si riferiscono le preoccupazioni del presidente della Repubblica.
A chi serve questa legge ?


“Il pugno duro di Gheddafi sulla rivolta dei senza diritti”


I «desaparecidos» di Maroni. Centinaia di eritrei respinti a Lampedusa, picchiati in Libia, di cui da giorni non si hanno notizie.
La rivolta dei senza diritti si consuma nel silenzio. Il silenzio complice della Comunità internazionale. Il silenzio di un Governo, quello italiano, che ha aperto un credito illimitato al Colonnello di Tripoli.Il silenzio che copre la vergogna dei « desaparecidos» voluti dall’Italia. Un silenzio rotto dalla coraggiosa e documentata denuncia di Fortress Europe e del suo giovane e instancabile animatore, Gabriele Del Grande.

“Brancher, un ministro indaffarato.”

Aldo Brancher, criticato anche dal Quirinale per avere cercato di farsi scudo del legittimo impedimento al processo stralcio di Antonveneta, nel quale è indagato per appropriazione indebita.
E’ mai possibile che tutto questo accada nell’indifferenza generale ?


“Epurate da Signorini”
Bongiorno e Hunziker all’attacco

La deputata finiana avvia un nuovo giro di audizioni sul ddl intercettazioni. Il giorno dopo "Chi" cancella la rubrica dell'avvocato.
A nessuno è consentito mettersi contro le volontà di Berlusconi.

Alla sbarra per mafia, chiesti 10 anni per Cuffaro (ex governatore della Sicilia e pupillo di Casini). “Provenzano lo riteneva affidabile”

A carico dell'ex governatore anche un pizzino in cui il boss corleonese chiede un suo aiuto per questioni legate alla detenzione.
Commentatelo da soli !

“Non solo Marrazzo: Coca e trans, consigliere provinciale Pdl di Berlusconi finisce all’ospedale”

Nel cuore della notte si affaccia al balcone e improvvisa un incomprensibile comizio a braccio.
Che vergogna ! Si, proprio vergogna per tutti, a destra e sinistra. Ma da chi siamo governati ?

Terremoto: La marcia degli aquilani su Roma e sulla Rai di Minzolini

L’Aquila protesta. Contro il Governo. A Roma. Con una seduta straordinaria del consiglio comunale a piazza Navona a pochi metri dal Senato. Trecento aquilani arrivati con pullman, treni e automobili per protestare contro i ritardi del Governo sulla ricostruzione nel dopo terremoto, sulla proroga delle tasse e per chiedere l’istituzione di una tassa di scopo. Gli amministratori comunali e della provincia abruzzese hanno sottolineato che il nodo centrale è la «mancanza di soldi». Mancanza che sta bloccando la ricostruzione di edifici strategici, come la Questura ad esempio. Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha sollineato che sono ancora 32 mila sfollati senza case. Un gruppo di un centinaio di persone poi si è spostato da piazza Navona per andare a protestare davanti alla sede Rai in viale Mazzini per la scelta del Tg1 di non dare notizie sulla mobilitazione generale del 16 giugno scorso, all’Aquila, con migliaia di persone che hanno bloccato l’autostrada. Cori e lanci di ortaggi contro la sede del servizio pubblico. Su ilfattoquotidiano.it le interviste filmate e la rabbia degli aquilani.
Per chi avesse dimenticato l’Abruzzo.




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