Archivio News - CdLT MOLISE

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1-10-2014
VERTENZA OPERATORI FORMAZIONE PROFESSIONALE: ANCORA UNA VOLTA  LE CONTRADDIZIONI  DELLA  POLITICA RICADONO SUI LAVORATORI
In una Regione allo stremo,  atavicamente alle prese con problemi occupazionali e di sviluppo, alle vertenze “storiche” già aperte (GAM, Zuccherificio, ITTIERRE, Nucleo industriale Venafro) se ne aggiunge una altrettanto grave, relativa agli operatori del sistema della Formazione Professionale.  Si tratta di novanta persone (di 90 famiglie) che da oggi, 01 ottobre 2014, si trovano senza un posto di lavoro e senza prospettive.  Il rischio è grosso: vedere compromesso il lavoro di una vita  per i più “anziani”  e le prospettive di futuro per i giovani che avevano intrapreso questo percorso occupazionale.
Queste Organizzazioni Sindacali,  che in più occasioni hanno chiesto misure urgenti per ripartire nella nostra Regione dal lavoro, si schierano al fianco dei lavoratori nel chiedere a tutte le Autorità il massimo impegno per cercare concrete soluzioni alla vertenza. Abbiamo chiesto, nel corso delle diverse riunioni che si sono susseguite pressi l’Assessorato al Lavoro, un rifinanziamento del progetto (fino a dicembre 2014), ritenendo nel contempo indispensabile lavorare, in tempi certi, al riordino dell’intero sistema della Formazione Professionale in regione.
Le risposte che abbiamo ricevuto non sono state affatto soddisfacenti, ed hanno evidenziato, da parte del Governo Regionale, una ferma volontà, per alcuni versi incomprensibile, di tagliare bruscamente i ponti con un sistema che, pur con tutte le sue debolezze, andava esaminato a fondo, cercando di fare tesoro sia delle criticità che delle buone pratiche.
Siamo della convinzione che i processi, anche quelli di transizione tra sistemi diversi, vanno governati insieme, e in questa direzione andava la richiesta di un rifinanziamento di 90 giorni, per il consentire la sperimentazione del progetto sul Sistema Regionale di Orientamento Permanente.
Chi ha voluto quel progetto, chi lo ha votato in consiglio Regionale sei mesi fa, con l’impegno di mettere nel frattempo a regime un sistema, se ne deve assumere piena responsabilità. Non si può ora attribuire ad altri la colpa di aver fatto passare sei mesi senza fare “proposte”!
La Regione Molise, nell’insieme delle sue componenti politiche, faccia, invece, un’assunzione di responsabilità collettiva, per quanto fatto (e non fatto), oggi ed in passato. Dia risposte ai lavoratori nell’immediato, ed inizi a dare TEMPI CERTI sul sistema di riordino, sulle normative di riferimento e su quant’altro voglia attuare, per portare i cittadini ed i lavoratori fuori dal pantano in cui sono stati trascinati.
 
Restiamo dubbiosi, visti i tempi stringenti e la necessità di trovare risorse nell’immediato, circa l’efficacia di interessare della vertenza la Direzione del Ministero del Lavoro, specie se la richiesta è fatta con le premesse di cui alla nota dell’Assessore Petraroia. In ogni caso, visto che la richiesta è stata fatta, chiediamo a sua Eccellenza il Prefetto di Campobasso, di verificarne iter e ammissibilità presso il Governo centrale.
Per quanto di nostra competenza siamo a disposizione per dare contributi anche di carattere propositivo, ma ciascuno faccia il suo: non lasciamo che le contraddizioni della politica ricadano sempre sui lavoratori!!
 
Campobasso, 01/10/2014                                                          
 
Le Segreterie Confederali CGIL, CISL, UIL e CONFSAL
Le Segreterie di categoria FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA, SNALS CONFSAL
Mafia: Cgil, solidarietà a Don Ciotti, al fianco di Libera
Roma, 31 agosto - La Cgil esprime "profonda solidarietà" a Don Ciotti per le minacce mafiose di cui è stato oggetto nei mesi scorsi e rivelate quest’oggi da fonti giornalistiche. "La nostra organizzazione - si legge in una nota del sindacato di corso d'Italia - continuerà con determinazione ad essere al fianco di Libera nella lotta alla mafia e a difesa della legalità di questo Paese".
La Cgil chiede quindi al Governo e al Parlamento che "vengano moltiplicati gli sforzi per individuare efficaci strumenti di contrasto alla criminalità organizzata e, in tal senso, sollecita la rapida approvazione della legge di iniziativa popolare sull’emersione alla legalità e la tutela dei lavoratori delle aziende sequestrate e confiscate alle mafie", conclude la nota.
1-10-2014
VERTENZA OPERATORI FORMAZIONE PROFESSIONALE: ANCORA UNA VOLTA LE CONTRADDIZIONI DELLA POLITICA RICADONO SUI LAVORATORI
In una Regione allo stremo, atavicamente alle prese con problemi occupazionali e di sviluppo, alle vertenze “storiche” già aperte (GAM, Zuccherificio, ITTIERRE, Nucleo industriale Venafro) se ne aggiunge una altrettanto grave, relativa agli operatori del sistema della Formazione Professionale. Si tratta di novanta persone (di 90 famiglie) che da oggi, 01 ottobre 2014, si trovano senza un posto di lavoro e senza prospettive. Il rischio è grosso: vedere compromesso il lavoro di una vita per i più “anziani” e le prospettive di futuro per i giovani che avevano intrapreso questo percorso occupazionale.
Queste Organizzazioni Sindacali, che in più occasioni hanno chiesto misure urgenti per ripartire nella nostra Regione dal lavoro, si schierano al fianco dei lavoratori nel chiedere a tutte le Autorità il massimo impegno per cercare concrete soluzioni alla vertenza. Abbiamo chiesto, nel corso delle diverse riunioni che si sono susseguite pressi l’Assessorato al Lavoro, un rifinanziamento del progetto (fino a dicembre 2014), ritenendo nel contempo indispensabile lavorare, in tempi certi, al riordino dell’intero sistema della Formazione Professionale in regione.
Le risposte che abbiamo ricevuto non sono state affatto soddisfacenti, ed hanno evidenziato, da parte del Governo Regionale, una ferma volontà, per alcuni versi incomprensibile, di tagliare bruscamente i ponti con un sistema che, pur con tutte le sue debolezze, andava esaminato a fondo, cercando di fare tesoro sia delle criticità che delle buone pratiche.
Siamo della convinzione che i processi, anche quelli di transizione tra sistemi diversi, vanno governati insieme, e in questa direzione andava la richiesta di un rifinanziamento di 90 giorni, per il consentire la sperimentazione del progetto sul Sistema Regionale di Orientamento Permanente.
Chi ha voluto quel progetto, chi lo ha votato in consiglio Regionale sei mesi fa, con l’impegno di mettere nel frattempo a regime un sistema, se ne deve assumere piena responsabilità. Non si può ora attribuire ad altri la colpa di aver fatto passare sei mesi senza fare “proposte”!
La Regione Molise, nell’insieme delle sue componenti politiche, faccia, invece, un’assunzione di responsabilità collettiva, per quanto fatto (e non fatto), oggi ed in passato. Dia risposte ai lavoratori nell’immediato, ed inizi a dare TEMPI CERTI sul sistema di riordino, sulle normative di riferimento e su quant’altro voglia attuare, per portare i cittadini ed i lavoratori fuori dal pantano in cui sono stati trascinati.

Restiamo dubbiosi, visti i tempi stringenti e la necessità di trovare risorse nell’immediato, circa l’efficacia di interessare della vertenza la Direzione del Ministero del Lavoro, specie se la richiesta è fatta con le premesse di cui alla nota dell’Assessore Petraroia. In ogni caso, visto che la richiesta è stata fatta, chiediamo a sua Eccellenza il Prefetto di Campobasso, di verificarne iter e ammissibilità presso il Governo centrale.
Per quanto di nostra competenza siamo a disposizione per dare contributi anche di carattere propositivo, ma ciascuno faccia il suo: non lasciamo che le contraddizioni della politica ricadano sempre sui lavoratori!!

Campobasso, 01/10/2014

Le Segreterie Confederali CGIL, CISL, UIL e CONFSAL
Le Segreterie di categoria FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA, SNALS CONFSAL



Articolo 18: Cgil, il lavoro non si crea cancellando diritti
Roma, 18 settembre - "L'intervento sull'articolo 18 è un falso problema. Non è cancellando un principio di civiltà, come il reintegro in caso di licenziamento senza giusta causa, che si risolve l'emergenza occupazionale del nostro Paese". Così la segretaria confederale della Cgil Gianna Fracassi, oggi ospite della trasmissione di Rai1 Uno mattina, in merito alla possibile modifica dello Statuto dei Lavoratori, prevista dall'emendamento al Ddl delega sul lavoro presentato dal governo. "Per creare nuovi posti di lavoro e innescare lo sviluppo servono investimenti, politiche industriali, politiche attive, interventi sul fisco e contro fenomeni come la corruzione", continua Fracassi. "Stralciare diritti acquisiti non solo è sbagliato, ma è inutile. Per questo, proprio per difendere il lavoro ed estendere davvero i diritti - conclude la segretaria confederale di Corso d'Italia - la Cgil ha avviato una discussione con Cisl e Uil e un percorso di mobilitazione che partirà in ottobre e che non esclude ulteriori forme di protesta, compreso lo sciopero".



“IL MOLISE CHE NON SI ARRENDE”
Comunicato stampa di CGIL, CISL e UIL del Molise
Il Sindacato molisano da tempo ha individuato nella dichiarazione dell'area di crisi Venafro-Isernia- Bojano la prima e necessaria risposta forte ai problemi produttivi, occupazionali e sociali di quella vasta area del territorio regionale, ne ha rappresentato la portata nelle tante riunioni nei luoghi di lavoro e nel territorio, ha chiamato in piazza lavoratori, pensionati e cittadini nella "Marcia per il Lavoro" di fine giugno, ha impegnato i vertici nazionali del sindacato a sostenere questa richiesta nei confronti ministeriali.
Da tempo, però, avvertiva la necessità che su questo obiettivo si concentrassero gli sforzi di tutti i soggetti interessati: la Regione in primis, ma anche Province e Comuni, Camere di Commercio, forze sociali e datoriali. La sottoscrizione, alla vigilia della pausa estiva, di questa intesa, pertanto, viene rivendicata dal Sindacato anche come un coronamento delle analisi condotte, delle proposte avanzate, delle sollecitazioni presentate all'intera comunità molisana.
I soggetti che oggi firmano questa intesa non danno luogo ad una "ammucchiata" indistinta, dentro cui ognuno perde le proprie specificità e prerogative, rinuncia ad autonomia di analisi e azione; il Sindacato è ben orgoglioso della propria azione quotidiano a difesa dei diritti dei lavoratori, dei disoccupati, dei pensionati e dei cittadini tutti, continuerà a organizzare contestazioni e azioni di lotta per la promozione dei loro interessi, insisterà ad incalzare la politica, le amministrazioni, i datori di lavoro, per la costruzione di un futuro positivo e di benessere per il Molise ed i molisani.
Ma, quando serve uno scatto di orgoglio di un'intera Regione, quando occorre dare voce alla voglia di riscatto dei molisani, quando c'è un progetto e un'ipotesi vera di dotare anche questo territorio di strumenti che aiutino ad affrontare la crisi, il Sindacato molisano c'è, mette in gioco assieme ad altri tutta la propria forza, si impegna in una azione ad ampio raggio e con obiettivo ben chiaro e strategia condivisa in modo ampio.




Lavoro. Cgil, Su quasi 2 milioni contratti attivati, la metà circa ha durata di un mese, 1 su 6 un giorno
Il problema urgente del Paese non è aumentare i licenziamenti ma l'occupazione. Così la Cgil a commento di un'analisi dei dati sulle nuove accensioni di contratti di lavoro e sulla loro durata media.
Nel primo trimestre del 2014, si evidenzia nell'analisi elaborata in Corso d'Italia su dati del Ministero del lavoro, il 67% delle assunzioni effettuate è stato formalizzato con contratti a tempo determinato, l'8% con contratti di collaborazione, poco più del 2% con contratti di apprendistato e il 17,6% con contratto a tempo indeterminato.
Dall'analisi emerge chiaramente come, in una condizione di generalizzato saldo negativo tra assunzioni e licenziamenti, si stia registrando uno spostamento dalle forme contrattuali a tempo indeterminato, -6% , a quelle a tempo determinato. Mentre il dato relativo ai contratti di apprendistato che sono stati appena il 2,4% , conferma la situazione di forte crisi dell'occupazione giovanile.
Significativi i dati sulla durata media dei rapporti di lavoro che forniscono una chiave di lettura approfondita di quanto sta accadendo nel mercato del lavoro italiano. Su 1.849.844 attivazioni (nuovi rapporti di lavoro), nel 1° trimestre del 2014 ben 804.969, il 43,5 % , hanno avuto una durata inferiore al mese e 331.666, uno su sei quindi, un solo giorno, quasi quanto quelli di durata superiore a un anno, 397.136.
“L'alta percentuale di rapporti di lavoro di brevissima durata ci dice che in Italia non è poi così difficile mandare a casa un lavoratore. Un tema che, invece, continua ad essere agitato da alcune forze politiche ad ogni performance negativa della nostra economia, quasi fosse la soluzione a tutti i problemi del Paese. Viceversa, mai come questo momento è stato evidente che il vero problema non è come aumentare i licenziamenti ma come aumentare l'occupazione”.



PIL. Dati dimostrano il fallimento dellepolitiche di austerità. Non riforma delle regole ma investimenti per far ripartire il lavoro
“Il dato del Pil, diffuso oggi dall’Istat, ci riporta a 14 anni fa e posiziona l’Italia tra i Paesi europei in maggiore sofferenza ed è la dimostrazione del fallimento delle politiche di austerità sino ad ora adottate in Europa e in Italia.” Osserva la Cgil in una nota a commento dei dati odierni sul Pil.

“Non sono certo le riforme delle regole a far ripartire il lavoro o l'economia, e quelle istituzionali, sebbene importanti, non possono più essere l’unica preoccupazione del Presidente del consiglio, né occupare l’intera vita politica del Parlamento e delle forze politiche.

Servono investimenti – prosegue il sindacato di Corso d'Italia-, a cominciare da quelli già annunciati che adesso devono diventare fatti. Serve dare finalmente attuazione al Piano sull'edilizia scolastica e la messa in sicurezza del territorio, rilanciare le infrastrutture, favorire l'occupazione giovanile e la redistribuzione dei lavoro. È indispensabile una politica industriale e un’idea, che oggi non vediamo, di come le aziende pubbliche possano servire, al meglio, il Paese. Serve una politica di sostegno seria per chi il lavoro lo cerca, per rischia di perderlo per chi sul mercato cerca una ricollocazione”.

“Bisogna incentivare i contratti di solidarietà per distribuire il lavoro, ripristinare i provvedimenti su Quota96 o sui lavoratori precoci che, sanando un'ingiustizia, consentivano a migliaia di persone di accedere alla pensione e ad altrettante l'ingresso al lavoro. Occorre maggiore flessibilità di uscita senza penalizzazioni, per il pensionamento.

Serve anche una diversa politica europea. L’Italia ha la presidenza di turno dell’Unione. Metta in campo tutta la sua autorevolezza per modificare nel concreto le politiche sin qui seguite. Mille giorni sono troppi. Servono scelte e investimenti, ora”.



Riforma lavoro: la Cgil presenta ricorso alla Commissione europea
La Cgil Nazionale ha presentato una denuncia alla Commissione europea contro la Riforma del lavoro varata del Governo perché in contrasto con la prevalente disciplina europea sul lavoro.

Su un punto in particolare la Cgil insiste, la legge 78, eliminando l'obbligo di indicare una causale nei contratti a termine, sposta la prevalenza della forma di lavoro dal contratto a tempo indeterminato al contratto a tempo determinato, in netto contrasto con la disciplina europea che, al contrario, sottolinea l'importanza della “...stabilità dell'occupazione come elemento portante della tutela dei lavoratori”.

Il ricorso fa leva su fonti normative ma anche su sentenze già emanate dalla Corte di Giustizia europea su normative analoghe, come quella greca che pur faceva riferimento a contratti a causali di durata massima inferiore a quelli oggi introdotti dalla Riforma del Lavoro italiana.

Quattro i punti principali su cui si basa il ricorso:

- la causalità per il ricorso ai contratti a termine rappresentava un argine contro un loro utilizzo improprio. Eliminarne la motivazione lascia spazio a usi impropri che penalizzano il soggetto debole, il lavoratore cioè

- il combinato disposto di a-causalità, rinnovi e proroghe espone il lavoratore al rischio di non riuscire a firmare mai un contratto “stabile” indicato come “contratto comune” proprio dalla normative UE, con forti penalizzazioni soprattutto per i soggetti più “a rischio”, lavoratori over 50 e donne
- si introduce un'assoluta discrezionalità rispetto ai licenziamenti
- non c'è alcuna prova statistica che all'aumento della precarietà corrisponda un aumento dell'occupazione.

L'obiettivo della denuncia, per la Cgil, è quello di cambiare norme che stanno penalizzando fortemente i giovani e i soggetti più deboli rendendo più vulnerabili socialmente e economicamente generazioni di lavoratori.

La disciplina del nuovo contratto a termine coinvolge già due terzi dei nuovi contratti attivati il che significa che le future occasioni di lavoro non tenderanno alla stabilità.
“Al contrario- evidenzia il sindacato di corso d'Italia- la filosofia di Europa 2020 relativa alla strategia per l'occupazione si basa su due concetti : migliorare la qualità degli impieghi garantendo migliori condizioni di lavoro, garantire che la flessibilità sia accompagnata da maggiore sicurezza. Orientamenti totalmente assenti nella Riforma del Lavoro e sui quali chiediamo al Governo di porre riparo cancellando quelle tipologie contrattuali fonte di abusi nel nostro ordinamento e riportano i contratti a termine ad un uso funzionale con peculiari esigenze dell'impresa che ne giustificano l'utilizzo”.


Pensioni: Gravissimo cancellare interventi che sanavano errori e ingiustizie
“C'è qualcosa che non va se ogni volta che si interviene per sanare palesi ingiustizie nei confronti dei lavoratori scatta il contrordine. Non è accettabile”. Così Vera Lamonica, segretario confederale della Cgil, commenta la scelta del governo circa lo stralcio dal Dl sulla Pa delle norme su Quota96 e sui benefici pensionistici per i lavoratori precoci.

“Mentre finalmente la Camera era intervenuta a sanare l'errore grossolano dei Quota 96 e mentre si poneva rimedio alla grave ingiustizia che la legge Fornero aveva causato ai lavoratori precoci, oggi il ministro ci dice che abbiamo scherzato, che le ingiustizie restano. Noi diciamo che le ingiustizie andavano e vanno cancellate e che non si torna indietro”, spiega.

Lamonica sottolinea da un lato il caso limite dei lavoratori precoci, che hanno iniziato a lavorare in giovanissima età, e che hanno maturato ol41/42 anni di contributi. Dall'altro lato la dirigente sindacale evidenzia come sanando l'errore di quota 96 si pone fine a un'ingiustizia e si consente anche l'ingresso di 4mila nuovi diocenti nella scuola.

“Non accettabile tornare indietro su una norma che sana errori e palesi ingiustizie. Il risultato - conclude la dirigente sindacale- è che si commette un'ingiustizia ancora più grave”.


30-11-2013
LA CGIL MOLISE DENUNCIA IL RITARDO DELL' INTERVENTO SUL FENOMENO MALAVITOSO DELL'INTERRAMENTO DEI RIFIUTI
Non possiamo esimerci dal fare una nostra analisi e dare il nostro modesto contributo al problema ambientale preminente in questo periodo, rappresentato dalla emersione della questione degli sversamenti e dello stoccaggio illegale di rifiuti tossici e radioattivi nel nostro territorio.
Innanzitutto la consapevolezza di una forte pressione della opinione pubblica sugli Enti di Controllo che, di fronte ad una situazione emergenziale, auspichiamo si muovano con determinazione proporzionata alla gravità della situazione ed alle certe conseguenze disastrose sulla salute della popolazione. In effetti risulta già, per quelle che sono le cognizioni attuali, ingiustificabile aver secretato i verbali di un “pentito” di camorra per sedici anni; periodo temporale in cui, la verifica ed i riscontri alle dichiarazioni ed i conseguenti, urgenti, interventi di bonifica, avrebbero limitato i danni del criminale gesto di  interramento dei rifiuti.
Intervenire subito, avrebbe facilitato la individuazione dei siti, perlustrando il territorio e riconoscendo i terreni utilizzati a tale ignobile scopo, solo interrogando la popolazione e le cosiddette sentinelle del territorio, cioè quelle categorie che vagano sui terreni a vario titolo: Guardie Forestali, cacciatori, pastori, contadini ecc. che ben avrebbero potuto segnalare smottamenti di terreno recenti o insoliti movimenti di mezzi pesanti.
Oltre la legittima indignazione, diventa necessario superare lo shock determinato dalle notizie ed intervenire subito:  effettuare uno screening del territorio con analisi termiche, magnetometriche, individuazione di eventuali anomalie morfologiche ed altre analisi tecniche, intervenendo sugli effetti già generati e soprattutto eliminando la causa dei danni prodotti ad evitare danni futuri, bonificando le aree interessate.
 Pensiamo anche agli interventi legislativi di prevenzione dei traffici illeciti, insistendo sul progetto SISTRI, che ricordiamo essere stato avviato solo dallo scorso ottobre dopo sei lunghi anni di gestazione. Ricordiamo che è un progetto nato durante l’ultimo Governo Prodi e che aveva come obiettivo dichiarato quello di tracciare e di monitorare tutti movimenti di rifiuti tossici, speciali e radioattivi, attraverso attrezzature elettroniche. La possibile soluzione;  un atto di forte contrasto alle eco-mafie. Ma durante questi anni, il progetto SISTRI si è trasformato da utile strumento in un ulteriore esercizio di sperpero di risorse pubbliche. I costi del sistema sono altissimi: 70 milioni all’anno accollati alle Aziende interessate ed altri 20 a carico del Ministero, nonostante  il sistema non fosse operativo.
Mettendo a regime il sistema dal 2008, seppur registrando un notevole ritardo temporale rispetto al periodo indicato dal pentito di camorra, si sarebbe potuto contrastare efficacemente l’azione criminale di soggetti malavitosi e di aziende senza scrupoli che hanno probabilmente continuato, in questi anni, a sacrificare alla loro avida delittuosità, la salute di cittadini inconsapevoli ed inermi e la morte fisica ed economica di vaste aree di territorio in più Regioni italiane. Perché questo ritardo? Perché i continui rinvii? Se i verbali di cui si parla fossero stati resi pubblici tempestivamente, non sarebbero stati tollerati i ritardi di cui abbiamo fatto cenno e la tempestività della messa in funzione del sistema ed i danni evitati, avrebbero  giustificato l’ingente investimento ed attestato la validità della tecnologia utilizzata.    
 L ’esposizione della nostra Regione ai rischi ambientali dolosi è confermata anche solo dalla lettura del  numero di illeciti riscontrati, potendo effettuare con detti numeri, una proiezione anche  sugli illeciti non ancora emersi:  358 illeciti contro i 4777 registrati in Campania sembrano pochi se letti in termini assoluti, ma se letti in termini percentuali, cioè se rapportati al numero di abitanti, diventano estremamente preoccupanti.  Per questo motivo, la notizia dell’illecito smaltimento di rifiuti, espone la nostra regione, più di altre, ad effetti disastrosi per la nostra economia. Infatti il Molise aspira ad una vocazione turistica non ancora compiuta ma che rappresenta la vera potenzialità di crescita, forse l’unica dopo le gravi e forse irreversibili crisi delle maggiori Aziende molisani; l’incontaminazione del nostro territorio è condizione essenziale per avviare finalmente una decisa attività di rilancio dell’economia attraverso  una convinta  politica di investimenti sulla valorizzazione delle precipue caratteristiche del territorio regionale.
Il Segretario Confederale CGIL Molise Giorgio SIMONETTI
 
 
 
 
 
27-9-2013
LA CGIL CHIEDE ALL'ASSESSORE DI PREVEDERE TARIFFE AGEVOLATE NEL TRASPORTO PUBBLICO PER  COLORO CHE NON HANNO LAVORO
Egregio Assessore,
 quella che viviamo in questi mesi è, a detta degli analisti,  la più grave crisi economica dal dopoguerra ad oggi e forse la più  duratura della storia contemporanea. E sono tante le autorevoli voci che si sono susseguite sulle cause e sui possibili rimedi e le regolari discussioni sui tempi di uscita da essa e della capacità dei singoli Stati dell’Unione Europea a trovare la giusta strategia politico-economica da inserire in una  organica strategia comune, in un   generale quadro  di equi rapporti tra Stati, che sia capace di salvaguardare l’autonomia e la dignità delle popolazioni ad essi appartenenti. E parlo volutamente di sola Europa, perché pare che l’economia degli  Stati Uniti, nonostante l’enorme deficit pubblico abbia ripreso una marcia dai progressi accettabili, in grado di consolidare la ripresa. Così come le economie dei Paesi emergenti,   che in assenza di nuove Bolle Speculative finanziarie  che rischierebbero di  accendere una nuova crisi, appaiono consolidate non ai parametri della prima metà dello scorso decennio quando l’indice della  loro ricchezza prodotta cresceva a numeri doppi, ma comunque in grado di garantire certezze indispensabili per l’ attuazione di  investimenti pubblici e privati.
Nella impossibilità di quantificare con precisione durata e complessiva grandezza, noi Operatori del Sociale, trovandoci quotidianamente ad affrontare questioni legate a bisogni primari di salariati e pensionati, lavoratori incolpevolmente espulsi dal sistema produttivo, inoccupati, disoccupati, lavoratori in mobilità ed altre categorie fortemente disagiate, crediamo utile sostenere le reali necessità di queste categorie con provvedimenti amministrativi concreti che possano essere di conforto per costoro e che possono essere classificati come il tentato mantenimento di un tenore di vita decoroso. Provvedimenti talvolta semplici, supportati anche da sopportabili costi per l’Ente o l’Istituzione che li emana e li attua.
Provvedimenti che in altre aree del Paese sono ritenuti oramai acquisiti, una volta intuita e successivamente certificata la loro utilità. Infatti riuscire a confrontarci costantemente con i nostri omologhi di altre Regioni ci permette, raccogliendo i risultati delle loro  buone esperienze, di importare quelle buone pratiche che a fronte, come dicevo, di costi sostenibili, riescono a rendere meno onerose le quotidiane difficoltà delle categorie a cui facevo riferimento poc’anzi.
L’attuazione di tariffe agevolate sui mezzi del Trasporto Pubblico, garantirebbe a chi non ha reddito o lo ha visto drasticamente ridursi nei mesi o negli anni scorsi, di continuare a beneficiare di un Diritto riconosciuto, qual è il diritto alla mobilità, immaginando le difficoltà a mantenere e ad usare, con ridotti mezzi finanziari, il mezzo privato per gli spostamenti obbligati quali, visite mediche, approvvigionamento di prodotti alimentari per se e/o per la propria famiglia, spostamenti sul territorio per la ricerca di un nuovo posto di lavoro e per tutte quelle pratiche periodiche e quotidiane.
Le modalità di attuazione delle auspicate agevolazioni, potrebbero essere studiate dalla Struttura che Lei dirige, oltre, se lo riterrà opportuno, da questa e da altre Organizzazioni territoriali e dalle Associazioni a difesa degli utenti e dei consumatori. Sarebbe come dare pieno compimento alla nostra funzione sociale, alleggerendo il carico di rinunce quotidiane a quella parte di popolazione molisana, che è stata colpita dalla perdita del posto di lavoro o che nonostante tutti gli sforzi immaginabili non riesce a trovare una collocazione lavorativa.
Sono certo che vorrà considerare e valutare quanto sopra suggerito, considerandolo non come un sacrificio per le limitate capacità delle casse regionali, ma come un utile aiuto in una delicata fase della vita economica della nostra Regione.
 
 
 
 
ACCORDO QUADRO PER LA CONCESSIONE DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA – ANNO 2013
 
 
 
In data 13 settembre 2013 05 luglio 2013,  presso la sede dell’Assessorato al Lavoro, alla presenza dell’Assessore Regionale alle Politiche del Lavoro Michele Petraroia e al Direttore del Servizio Politiche per l’Occupazione Vincenzo Rossi, si è riunita la Commissione Regionale Tripartita integrata con i componenti riunito del il Tavolo di concertazione Ammortizzatori Sociali in deroga, per sottoscrivere il presente Accordo – Quadro per la concessione degli ammortizzatori sociali in deroga per il 2013.
 
 
PRESENTI
Direzione Regionale LavoroRegionale INPS Regionale Molise LavoroProvinciale di CampobassoProvinciale di Iserniadegli Industriali del Molise MoliseMolise
Legacooperative MoliseMolise
Federazione regionale coltivatori direttiMolise Molise Molise Molise
Italia Lavoro Spa
 
PARTI
 
 
VISTA
la legge 28 giugno 2012 , n. 92 “Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita” che all’art. 2 sancisce quanto segue:
 
comma 64
. Al fine di garantire la graduale transizione verso il regime delineato dalla riforma degli ammortizzatori sociali di cui alla presente legge, assicurando la gestione delle situazioni derivanti dal perdurare dello stato di debolezza dei livelli produttivi del Paese, per gli anni 2013-2016 il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, può disporre, sulla base di specifici accordi governativi e per periodi non superiori a dodici mesi, in deroga alla normativa vigente, la concessione, anche senza soluzione di continuità, di trattamenti di integrazione salariale e di mobilità, anche con riferimento a settori produttivi e ad aree regionali, nei limiti delle risorse finanziarie a tal fine destinate nell'ambito del Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, come rifinanziato dal comma 65 del presente articolo.
 
comma 65.
L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, confluita nel Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma  1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, è incrementata di euro 1.000 milioni per ciascuno degli anni 2013 e 2014, di euro 700 milioni per l'anno 2015 e di euro 400 milioni per l'anno 2016.
 
comma 66.
Nell'ambito delle risorse finanziarie destinate alla concessione, in deroga alla normativa vigente, anche senza soluzione di continuità, di trattamenti di integrazione salariale e di mobilità, i trattamenti concessi ai sensi dell'articolo 33, comma 21, della legge 12 novembre 2011, n. 183, nonchè ai sensi del comma 64 del presente articolo possono essere prorogati, sulla base di specifici accordi governativi e per periodi non superiori a dodici mesi, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.
 
VISTA
la legge  24 dicembre 2012, n. 228 “Disposizioni per la formazione del Bilancio annuale e pluriennale dello Stato” cd. legge di stabilità finanziaria 2013, che al comma 254 sancisce che: in considerazione del perdurare della crisi occupazionale e della prioritaria esigenza di assicurare adeguate risorse per gli interventi di ammortizzatori sociali in deroga a tutela del reddito dei lavoratori in una logica di condivisione solidale fra istituti centrali, territoriali e parti sociali, in aggiunta a quanto previsto dall’articolo 2, comma 65, della legge 28 giugno 2012, n. 92, l’autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, confluita nel Fondo sociale per occupazione e formazione, di cui all'articolo 18, comma  1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, è incrementata di euro 200 milioni per l’anno 2013.
 
VISTA
l’Intesa tra il Governo, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano in materia di ammortizzatori sociali in deroga e sulle politiche attive del lavoro per l’anno 2013 sottoscritta il 22 novembre 2012, che ai punti 11) e 12) stabilisce quanto segue:
 
punto 11)
.
Il Governo – sulla base di quanto previsto dall’art. 2, comma 65, della citata Legge n. 92 del 2012 – per il 2013 assegna una quota di 150 milioni di euro alle domande relative alle imprese localizzate in più Regioni e 650 milioni di euro alle Regioni e alle P.A. I sopra riportati importi inglobano la quota di trattamenti di sostegno al reddito a carico dello Stato e il riconoscimento della contribuzione figurativa;
 
punto 12).
Il Piano di ripartizione dei 650 milioni di euro sarà definito, entro il 30 novembre 2012, sulla base dell’andamento storico della spesa degli ammortizzatori sociali in deroga nel quadriennio 2009 – 2012, come risultante dai dati che saranno certificati dall’INPS.
 
VISTO
il piano di riparto dell’80% delle risorse di cui al precedente punto 11) messe a disposizione utilizzando il criterio della spesa storica di cui al precedente punto 12) della citata Intesa Stato Regioni;
 
VISTO
l’ulteriore Piano di riparto concordato in sede di Conferenza delle Regioni e delle P.A. in data 28 marzo 2013 di complessivi 260 milioni di Euro;
 
VISTO
l’ulteriore Piano di riparto approvato in sede di IX Commissione della Conferenza delle Regioni e delle P.A. in data 18 settembre 2013 di complessivi 500 milioni di Euro;
 
VISTO
il decreto n. 73648 del 6 giugno 2013 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’Economia e Finanze che assegna alla Regione Molise risorse finanziarie pari ad Euro 4.930.998,87 a valere sul Fondo per occupazione e formazione per la concessione dei trattamenti in deroga per l’anno 2013;
 
VISTO
il decreto n. 73649 del 6 giugno 2013 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’Economia e Finanze che assegna alla Regione Molise risorse finanziarie pari ad Euro 1.928.098,54 a valere sul Fondo per occupazione e formazione per la concessione dei trattamenti in deroga per l’anno 2013;
 
VISTO
il decreto n. 74286 del 04 luglio 2013 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’Economia e Finanze che assegna alla Regione Molise risorse finanziarie pari ad Euro 4.265.532,35 a valere sul Fondo per occupazione e formazione per la concessione dei trattamenti in deroga per l’anno 2013;
 
 l’ipotesi di distribuzione delle risorse statali pari a 715 milioni di Euro stanziati dal D.L. 54/2013 di cui 550 milioni di Euro da ripartire tra le Regioni con i criteri di riparto già condivisi e relativi alla spesa storica, al numero complessivo degli occupati, e al numero degli occupati nelle aziende con meno di 10 dipendenti, con pesi rispettivamente del 70%, 15%, 15%, così come definiti in sede di Conferenza Stato/Regioni del 12 giugno 2013, e che prevedono l’assegnazione alla Regione Molise di Euro 4.265.532,35;
 
 l’ipotesi di distribuzione delle risorse statali pari a 500 milioni di Euro stanziati dal D.L. 102/2013 di cui 300 milioni di Euro da ripartire tra le Regioni con i criteri di riparto già condivisi e relativi alla spesa storica, al numero totale addetti al Censimento 2011 imprese, e al numero totale addetti imprese per aziende inferiori a 1 dipendenti al 2011, con pesi rispettivamente del 60%, 20%, 20%, e che prevede l’assegnazione alla Regione Molise di Euro  € 3.458.383,31;
 
CONSIDERATA E CONDIVISA
la preoccupazione ribadita in sede di IX Commissione della Conferenza delle Regioni e P.A. del 18 settembre 2013 12 giugno 2013 , circa l’insufficienza delle risorse per la copertura del fabbisogno dell’intero anno per il finanziamento degli AA.SS. in deroga, ma anche per far fronte alle richieste pervenute ad oggi alle Regioni;
 
VALUTATA
la necessità di intervenire in favore dei lavoratori colpiti dalla crisi con misure di sostegno al reddito che possono integrare e rafforzare l’attuazione di programmi e di politiche attive del lavoro;
 
RITENUTO
di dover strutturare un sistema in grado di garantire un sostegno al reddito al maggior numero possibile di soggetti svantaggiati, secondo un equo criterio di rotazione funzionale ad evitare rischi di “stagnazione” dei bacini di percettori di trattamenti in deroga, e ad offrire pari opportunità di reingresso nel mercato del lavoro attraverso un percorso strutturato di formazione e di ricollocazione lavorativa, in coerenza con quanto stabilito dal comma 33 dell’articolo 4 della legge del 28 giugno 2012, n. 92 “Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita;
 
quanto segue:
il presente Accordo Quadro, avente validità dal 01  settembre maggio 2013 fino al 31 dicembre 2013, definisce i criteri per l’accesso agli ammortizzatori sociali in deroga, fino all’esaurimento delle risorse assegnate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;lavoratori beneficiari dei trattamenti in deroga di cui sopra, sottoscrivono il Patto di Attivazione che sancisce l’ingresso all’interno dei percorsi di ricollocazione lavorativa previsti dall’iniziativa ministeriale Azione di Sistema Welfare to Work per le politiche di Re-Impiego nella Regione Molise 2012 - 2014;
le risorse assegnate alla Regione Molise sulla base del decreto n. 73649 del 6 giugno 2013 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’Economia e Finanzepari ad Euro 1.928.098,54 e dell’ulteriore ripartizione così come definita in sede di Conferenza Stato/Regioni del 12 giugno 2013 pari ad Euro 4.265.532,35, verranno destinate per il 75% agli interventi di Cig in deroga e per il restante 25% ad interventi di Mobilità in deroga;
di individuare nel mese di dicembre settembre 2013, il termine di verifica dei flussi finanziari funzionale alla eventuale riparametrazione delle percentuali destinate ai trattamenti di Cig e Mobilità in deroga di cui al punto precedente;
gli interventi in deroga alla vigente normativa – per trattamenti la cui durata è fissata nel limite al 31 dicembre 2013 massimo di 4 mesi– riguarderanno le tipologie di cui alle seguenti lettere A, B e C:
 
La concessione o proroga in deroga alla vigente normativa di trattamenti di Cassa Integrazione Guadagni, sarà accordata
in favore dei lavoratori delle imprese ubicate nella Regione Molise con in forza almeno due dipendenti a tempo indeterminato;
La concessione o proroga in deroga alla vigente normativa di trattamenti di Cassa Integrazione Guadagni, sarà accordata
in favore del personale dipendente delle  associazioni di categoria e delle organizzazioni sindacali, datoriali e dei lavoratori, e degli enti ed istituzioni di relativa emanazione, che svolgono attività di assistenza alle imprese e ai lavoratori, ubicate nella Regione Molise con in forza almeno due dipendenti a tempo indeterminato.
 
La concessione della Cassa Integrazione Guadagni in deroga di cui alle lettere A e B è accordata ai datori di lavoro sopra menzionati:
1)
esclusi dal campo di applicazione della vigente normativa delle integrazioni salariali   ordinarie e straordinarie;
2)
  destinatari del solo intervento di integrazione salariale ordinaria che ne hanno esaurito i tempi massimi di utilizzo alla data di presentazione della prima richiesta di concessione;
ammessi alle integrazioni salariali ordinarie e straordinarie che hanno fruito di  entrambe le tipologie di cig per gli interi periodi rispettivamente concedibili o che,  avendo già raggiunto i limiti massimi di fruizione di uno dei due tipi di intervento,  alla data di presentazione della prima richiesta di concessione, non si trovano  nelle condizioni per poter accedere a quello residuo.
prevede la concessione della Cig in deroga per le aziende sottoposte a procedura concorsuale nei casi di: fallimento, emanazione del provvedimento di liquidazione coatta amministrativa, ovvero di sottoposizione all’amministrazione straordinaria, qualora sussistano prospettive di continuazione o di ripresa delle attività, sulla base dei parametri oggettivi stabiliti dal Decreto del MLPS n. 70750 del 4 dicembre 2012.
 
I datori di lavoro di cui ai punti 1), 2) e 3) possono appartenere a tutti i settori ad eccezione di:
credito, assicurazioni, servizi tributari, spettacolo, armamento e navigazione, imprese pubbliche, studi professionali, trasporti e pesca;(aziende con più di 15 dipendenti).
I trattamenti di integrazione salariale in deroga saranno concessi
:
a)
in favore dei dipendenti (operai, impiegati, intermedi, quadri, apprendisti,  lavoratori a tempo determinato, somministrati, soci lavoratori di cooperative di  produzione, lavoratori a domicilio) delle imprese appartenenti a tutti i settori che non rientrano nella disciplina di  cui all’art.12, commi 1 e 2 della legge 223/91 nonché delle imprese industriali in  condizioni di non poter usufruire dei trattamenti di CIG secondo quanto disposto dalla normativa vigente;) in favore dei dipendenti (operai, impiegati, intermedi, quadri, apprendisti,  lavoratori a tempo determinato, somministrati, soci lavoratori di cooperative di  produzione, lavoratori a domicilio) delle imprese o dei soggetti di cui alla lettera B), ubicati nella Regione Molise, riconducibili ai settori dei servizi (incluse le cooperative di servizi), del commercio e del turismo fino a 50 dipendenti;
c)
in favore degli apprendisti, dei lavoratori a tempo determinato e somministrati delle imprese che abbiano attivato procedure di cassa integrazione secondo la normativa ordinaria, per il periodo corrispondente alla durata dell’ammortizzatore concesso, e comunque per un periodo non superiore a quello residuale di durata del contratto.
 
La concessione della CIG in deroga può essere autorizzata dopo l’utilizzo da parte delle imprese di tutti gli strumenti previsti dalla legislazione ordinaria per le sospensioni (CIGO e CIGS) dell’attività lavorativa, con riferimento alla data di presentazione della prima richiesta di concessione.
 
La concessione della CIG in deroga è preceduta dall’apposita procedura di consultazione sindacale e dall’esame congiunto previsto dalla stessa, nell’ambito della quale e con la partecipazione del Tavolo di gestione della crisi, sarà valutato il piano di risanamento aziendale che deve essere finalizzato alla ripresa di attività da sottoporre poi a verifiche intermedie trimestrali.
 
La CIG in deroga non sarà concedibile per le causali di carattere strutturale tipiche dell’intervento straordinario, ove si siano verificati incrementi occupazionali nei novanta giorni precedenti alla presentazione dell’istanza.
 
La concessione o proroga dei trattamenti potrà avvenire in data non anteriore a quella di attivazione della procedura di consultazione preventiva, e comunque al 01 settembre maggio 2013.
 
Le concessioni relative ai punti 1), 2) e 3) della lettera A, sono subordinate alla sottoscrizione del “Patto di Servizio Azienda” alla compilazione del “Questionario Azienda” e alla presentazione di una dettagliata relazione tecnica recante le motivazioni a supporto della propria critica situazione economico finanziaria (dovrà emergere dagli indicatori economico finanziari: risultato d’impresa, fatturato, risultato operativo ed indebitamento complessivamente considerati e riguardanti il biennio precedente dal quale emerga un andamento a carattere negativo ovvero involutivo); dovrà essere verificato il ridimensionamento o quantomeno la stabilità dell’organico aziendale (nel caso in cui l’impresa abbia proceduto ad assumere personale, ovvero intenda assumerne durante il periodo di fruizione della CIG in deroga, dovrà motivarne la necessità); dovrà essere presentato un piano di risanamento, che sul presupposto delle cause che hanno determinato la situazione di crisi aziendale definisca le azioni intraprese o da intraprendere per il superamento delle difficoltà dell’impresa; qualora l’impresa preveda esuberi strutturali dovrà presentare un piano di gestione degli stessi.
 
La Regione Molise effettuerà, ove necessario, la verifica dell’effettivo utilizzo degli strumenti previsti dalla legislazione ordinaria per le sospensioni (CIGO e CIGS) mediante specifica richiesta telematica ai competenti uffici dell’INPS.
 
La Regione Molise valuterà il piano di risanamento presentato dall’azienda, inviando parere non vincolante alla Direzione Regionale del Lavoro.
 
Per le concessioni di CIG in deroga in favore degli apprendisti, dei lavoratori a tempo determinato e somministrati delle imprese che abbiano attivato procedure di cassa integrazione secondo la normativa ordinaria, la Regione Molise è esonerata dall’invio del parere non vincolante sul piano di risanamento essendo la CIG in deroga evento derivante dalla richiesta e dalla relativa concessione della CIGO e/o CIGS contenente tutte le informazioni inerenti alle motivazioni della crisi.
 
La Direzione Regionale del Lavoro, tenuto conto del parere non vincolante della Regione, emanerà apposito provvedimento autorizzatorio o di rigetto.
inteso che:
le aziende sono legittimate ad avviare le procedure di concessione di Cig in deroga;
la Direzione Regionale del Lavoro emanerà il decreto autorizzatorio solo dopo l’emanazione del Decreto Interministeriale di effettivo trasferimento delle risorse di cui al punto 1) dell’Accordo tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la Regione Molise
.
 
 
Ai lavoratori si applicano le riduzioni di trattamento di cui all’art. 19, comma 9, Legge 2/2009 (cfr. Circolare INPS n. 57 del 13 marzo 2007). La riduzione dei trattamenti sarà attuata nella misura (cfr. Circolare INPS n. 57 del 13 marzo 2007):
del 10% nel caso di prima proroga;30% nel caso di seconda proroga;40% nel caso di proroghe successive.
 
I periodi di CIG in deroga complessivamente concedibilinell’arco temporale del triennio 2010, 2011 e 2012non possono superare il limite di:
 
mesi nel caso dei lavoratori delle aziende dei settori di cui ai precedenti punti a) e b).
 
C. La concessione dei trattamenti di Mobilità in deroga
sarà autorizzata – a seguito della pubblicazione sul BURM delle apposite Istruzioni Operative per la concessione dei trattamenti in deroga – a favore dei percettori di AA.SS. con scadenza nel corso del 2013 e dei lavoratori licenziati e/o con contratto a tempo determinato scaduto (inclusi gli apprendisti e i somministrati) nel corso del 2013 che non hanno accesso agli AA.SS., aventi i seguenti requisiti:
 
anzianità aziendale
di almeno dodici mesi, di cui almeno sei di lavoro effettivamente prestato, ivi compresi i periodi di sospensione del lavoro derivanti da ferie, festività e infortuni”
, come da articolo 16, comma 1, della legge 223/91 e tenuto conto del limite massimo delle due annualità di concessione così come da Intesa Stato-Regioni e P.A. del 20/04/2011 riconfermata nella nuova Intesa Stato-Regioni e P.A. del 22/11/2012;
 pari o inferiore a Euro 7.500,00 riferito ai valori del 2012.
 
I lavoratori beneficiari di mobilità in deroga possono appartenere a tutti i settori. ad eccezione delle imprese pubbliche.
 
Ai lavoratori si applicano le riduzioni di trattamento di cui all’art. 19, comma 9, Legge 2/2009 (cfr. Circolare INPS n. 57 del 13 marzo 2007). Pertanto, trascorsi 12 mesi anche non continuativi di erogazione dei trattamenti per ogni singolo lavoratore, vengono applicate le riduzioni del trattamento nella misura:
del 10% nel caso di prima proroga.30% nel caso di seconda proroga.40% nel caso di proroghe successive.
 
LE PARTI INOLTRE CONCORDANO
 Di individuare nella Commissione Regionale Tripartita integrata con i componenti del nel Tavolo di concertazione ammortizzatori sociali in deroga il luogo di condivisione, di monitoraggio e di rimodulazione e/o integrazione del presente Accordo quadro per la concessione degli ammortizzatori in deroga.
Di consentire una eventuale rimodulazione degli interventi di concessione delle mobilità in deroga finalizzate al reimpiego sulla base di accordi territoriali sottoscritti tra azienda/e, parti sociali e parti istituzionali.raccordare gli interventi di concessione degli ammortizzatori in deroga con il Programma Ministeriale Azione di sistema Welfare to Work per le politiche di re-impiego nella Regione Molise 2012 – 2014, funzionale a rendere proattiva la fase di fruizione del trattamento in deroga nonché a strutturare percorsi mirati di riqualificazione e/o ricollocazione lavorativa in coerenza con quanto stabilito dal comma 33 dell’articolo 4 della Legge 92 del 2012 – Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita.
Di collegare la concessione degli ammortizzatori sociali in deroga e le politiche attive annesse, a programmi e azioni di supporto al reimpiego legati ai settori di crisi, da promuovere sul territorio regionale, utilizzando risorse riconducibili anche ad altri programmi di intervento.far interagire operativamente i Servizi Regionali dell’Assessorato al Lavoro e dell’Assessorato alle Attività Produttive, al fine di offrire un supporto concreto alle aziende in difficoltà, in un ambito dove vengano espresse al massimo le responsabilità sociali di ogni attore coinvolto nella crisi. La struttura di servizio avrà il compito di:
 
attenuare le ripercussioni della crisi sulle categorie più vulnerabili proteggendo l’occupazione e prevenendo il rischio di consolidamento dei bacini di lavoratori che ne stanno subendo gli effetti, in linea con le indicazioni della Commissione Europea sulla exit strategy e in linea con i diversi provvedimenti anticrisi adottati a livello Nazionale e Regionale;
 
promuovere le politiche di intervento programmate in risposta alla crisi, con lo scopo di fornire una credibile alternativa all’utilizzo passivo degli ammortizzatori sociali;
 
costruire insieme all’azienda, attraverso l’ottimizzazione degli strumenti già inseriti nelle Istruzioni Operative (Questionario Azienda e Patto di Servizio Azienda), un “Piano di gestione della crisi” (aziendale/settoriale), in funzione del rilancio produttivo e del riposizionamento aziendale;
 
individuare percorsi formativi ed interventi di riqualificazione o aggiornamento professionale individuali o di gruppo, sia all’interno dei cataloghi regionali, sia attraverso  percorsi formativi ad hoc coerenti con i “piani di gestione” delle singole crisi aziendali e/o di settore.
Di proseguire nell’azione di potenziamento e qualificazione dei Servizi per il Lavoro della Regione Molise al fine di:
garantire il raggiungimento degli obiettivi e dei risultati di servizio sanciti dal Masterplan dei Servizi per il Lavoro 2007-2013, così come indicati nelle apposite progettazioni esecutive redatte dalle Province di Campobasso e Isernia, approvate e finanziate dalla Regione Molise;la definitiva strutturazione del Servizio della Ricollocazione lavorativa attivo presso i Centri per l’Impiego tenendo conto delle Progettazioni esecutive dei Piani Organizzativi delle Aree della ricollocazione lavorativa collegati alla precedente programmazione ministeriale di Welfare to Work 2009 – 2011 e attraverso l’implementazione del Modello politiche di attivazione collegato alla Nuova Azione di Sistema Welfare to Work 2012 – 2014  in coerenza con quanto stabilito dal comma 33 dell’articolo 4 della Legge 92 del 2012 – Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita:la prosecuzione delle attività progettuali-strumentali delle politiche attive del lavoro (Masterplan e Welfare to Work) con apposite linee di indirizzo e misure di azioni da inserire nel redigendo POR-FSE 2014/2020.
Di coinvolgere a garanzia delle determinazioni definite nel presente accordo i nuclei ispettivi dell’INPS e del Ministero del Lavoro che attiveranno tutte le opportune verifiche funzionali al rispetto delle vigenti normative.recepire il punto 7) dell’Intesa Stato – Regioni e P.A. del 22 novembre 2012 che recita quanto segue: il Governo e le Regioni concordano, data l'attuale fase economica segnata da una ripresa selettiva, sulla necessità di rafforzare le sinergie tra politiche occupazionali e politiche formative anche con il concorso dei Fondi interprofessionali, degli enti bilaterali e dei fondi di solidarietà, con l'obiettivo di promuovere politiche attive del lavoro coerenti con percorsi innovativi di riconversione e ristrutturazione aziendale e con i fabbisogni di competenze e professionali dei mercati del lavoro e dei sistemi di impresa.recepire il punto 14) dell’Intesa Stato – Regioni e P.A. del 22 novembre 2012 che recita quanto segue: il Governo, le Regioni e le Province autonome si impegnano a monitorare costantemente l'andamento della spesa per l'anno 2013. A tal fine, entro il 30 giugno 2013 si incontreranno per una verifica della spesa effettiva e degli ulteriori eventuali fabbisogni; entro il 31 ottobre 2013 sarà definito il riparto per l'annualità 2014.autorizzare le concessioni dei trattamenti in deroga subordinatamente alle disponibilità finanziarie delle risorse assegnate alla Regione Molise sulla base dei citati punti 11) e 12) dell’Intesa Stato – Regioni e P.A. del 22 novembre 2012 e ai successivi provvedimenti, secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande e sulla base del costante monitoraggio dei flussi finanziari.sottoporre il presente Accordo Quadro a verifica periodica, in relazione al monitoraggio degli interventi realizzato congiuntamente dalla Regione Molise e dall’INPS in raccordo con Italia Lavoro Spa. riservarsi la possibilità di apportare al presente documento le integrazioni e modifiche che si rendano necessarie, sia in seguito ad eventuali sviluppi della normativa e/o delle intese istituzionali che costituiscono i presupposti dell’Accordo Quadro stesso, sia per adeguarne i contenuti all’evoluzione del quadro congiunturale o alle risultanze del monitoraggio, sia per ottimizzare le procedure gestionali.
, confermato e sottoscritto.
 
Per la Regione Molise
:
Il Vice Presidente della Regione Molise                                ________________________________
Direttore Servizio Politiche per l’Occupazione          ________________________________
Per la Provincia di Campobasso
:
Assessore al Lavoro Provincia di Campobasso   _________________________________
Dirigente Servizi Provinciali per l’Impiego   _________________________________
Per la provincia di Isernia :
Assessore al Lavoro Provincia di Isernia            _________________________________
Dirigente Servizi Provinciali per l’Impiego        _________________________________
 
Per la Direzione Regionale Lavoro     ________________________________
Per la Direzione Regionale INPS                                        ________________________________
Per l’Agenzia Regionale Molise Lavoro              ________________________________           
Per l’Associazione degli Industriali del Molise    ________________________________
Per il C.N.A. Molise       ________________________________
Per la Confcommercio Molise     ________________________________
Per la Legacooperative Molise     ________________________________
Per la Confcooperative      ________________________________
Per la Federazione regionale coltivatori diretti   ________________________________
Per la CGIL Molise       ________________________________
Per la CISL Molise       ________________________________
Per la UIL Molise       ________________________________
Per la UGL Molise       ________________________________
 
 
 
26-4-2013
L'INTERVENTO DELLA CGIL ALLA CELEBRAZIONE DEL 25 APRILE, NELLA SALETTA DEL CONSIGLIO REGIONALE
   Sono felice di portare alla massima Assemblea regionale il saluto di tutti gli iscritti, dei dirigenti e della Segreteria della Cgil Molise.
Essere invitati a dare il nostro modesto contributo a questa iniziativa, ci rende particolarmente soddisfatti: ci porta a credere, anzi certifica che la nuova Amministrazione Regionale, considera le Parti Sociali come protagonisti della vita politica regionale, attori della programmazione economica, che contribuiscono al rilancio di tutte le attività industriali, terziarie ed assistenziali ed al non più rinviabile riassetto finanziario della Regione. In definitiva ci invita  ad impegnare la nostra volontà  ad indicare come,  la popolazione molisana possa in una fase tanto delicata, riprendere a vivere  normalmente.
Essere invitati a questa giornata e ad altre iniziative celebrative ed a tutti i momenti di incontro istituzionale, ci porta a credere che la Amministrazione Regionale considera i rappresentanti dei lavoratori,  utili compagni di viaggio, di un viaggio difficile, ma che con il contributo onesto e leale di tutti gli attori, riusciremo a completare.
Il 25 aprile rappresenta non l’ultimo atto di una fase storica e politica che oggi, a tanti anni dalla sua negazione, possiamo considerare definitivamente superata, ma una tappa intermedia di un processo di stabilizzazione democratica non ancora completamente esaurito. Un momento felice della nostra storia nazionale, che anno dopo anno, come oggi, ricordiamo,  e che rappresentò  l’epilogo di tante azioni aggregate che facilitarono il  raggiungimento  dell’obiettivo che ci permise di superare la deriva autoritaria, con cui per anni la popolazione italiana era stata  costretta a convivere.
 E con grande spirito di sacrificio e con  tante vittime si disse basta.  Si disse basta  nella consapevolezza che la mancata affermazione dei principi democratici, avrebbe potuto, per gli anni a venire, compromettere le possibilità di ribaltare, trasformandolo  in assetto democratico e partecipativo,  l’odioso ed odiato regime politico e la sua conseguenza maggiormente  nefasta, rappresentata dalla occupazione fisica del nostro territorio, da parte della ramificazione militare di analogo, indegno regime. 
I valori attraverso cui si realizzò la Liberazione del nostro Paese, resteranno per noi la direzione da seguire, sempre! Ci ostiniamo a tenerli fermi perché  possano orientarci nella nostra attività quotidiana che svolgiamo nel segno della giustizia sociale e nella equità, nel rispetto della nostra Carta Costituzionale, nata ed affermata  come tutti ricordiamo, proprio dalla convinzione di allontanare definitivamente il rischio che  quelle modalità di Concepire lo Stato e le Istituzioni possano ripresentarsi e nella convinzione che in quel periodo  storico si era dalla parte giusta,  perché non è onesto sostenere come qualche revisionista vuole farci intendere, che si era tutti vittime, accomunando i Partigiani ed i fascisti, in un deprecabile tentativo di appiattimento culturale e di semplificazione abietta. Tutti egualmente  incolpevoli, se non i massimi  Dirigenti  del  partito.
Ed invece no, chi aderiva a quel progetto di violazione sistematica di  Diritti individuali e collettivi, lo faceva lucidamente, accettando lo spirito  di sopraffazione conforme  al Regime Fascista e funzionale alla costruzione ed al mantenimento di un ordinamento politico  che aveva escluso, anche nella sua declinazione quotidiana, il confronto ed il dibattito a tutti i livelli istituzionali.
Se oggi siamo qui  e tutti noi possiamo semplicemente e liberamente dire quel che abbiamo da dire, è perché tempo fa c’è stato
quella giornata memorabile che oggi ricordiamo e celebriamo.
Grazie      
Giorgio Simonetti
 
 
 
22-2-2013
PROBLEMATICA AMMORTIZZATORI
Il 13 febbraio si è nuovamente riunita la Commissione Tripartita Regionale per valutare le linee attraverso le quali garantire la fruibilità degli ammortizzatori in deroga al numero più ampio di lavoratori e di settori.
In tale contesto la Cgil ha colto favorevolmente l'apertura ad una platea più vasta di categorie tesa a coinvolgere addetti finora esclusi.
Per la Cgil rimangono comunque aperte criticità di ordine strutturale:
?   limitatezza dei fondi ministeriali previsti per il 2013 (4.930.998,87 che, sommati al primo acconto, non supereranno i 10 milioni di euro ); viceversa, il  fabbisogno regionale risulta essere pari a 31.886.979,34;
?   mancato rinnovo della convenzione tra la Regione Molise e il sistema bancario scaduto il 31/12/2012: tale strumento è di fondamentale importanza, in quanto consente l'anticipazione della Cassa Integrazione Straordinaria anche in deroga. Un provvedimento, senza il quale,  i cittadini colpiti dalla crisi rischieranno di rimanere per diversi mesi senza reddito;
?   mancanza di un fondo di solidarietà per sostenere i cittadini con più di 55 anni che risultano essere privi di ammortizzatori;
?   esclusione degli avventizi che, anche in considerazione del numero limitato, non appesantirebbero eccessivamente la spesa;
?   rischio di emarginazione sociale per i lavoratori di altri settori non inclusi in processi di sostegno al reddito la termine di percorsi ordinari stabiliti dalla legge vigente;
?   formazione debole e non monitorata:  troppi lavoratori in Cig e in Mobilità continuano a non essere inseriti nei percorsi di formazione professionale; si impone, inoltre, un’analisi rigorosa del rapporto costi benefici rispetto agli  esiti occupazionali derivanti dagli interventi posti in atto;
?   auto-imprenditorialità: urge maggiore celerità nell'emanazione dei bandi di auto-impiego; nel contempo, il finanziamento dei progetti approvati, deve essere celere, se non si vuol mettere  a rischio l'attività delle imprese ancor prima che entrino in produzione.
A fronte di quanto sopra esposto si chiede di intraprendere  un'azione che affronti in modo più incisivo la drammaticità del momento.
 
 
 
22-2-2013
CRISI INFINITA
                                                                                                                   
Ogni mese giungono dati sulla crisi sempre più drammatici: nel 2012 solo in Molise la Cig è aumentata, rispetto all'anno precedente, del 101,91%:un dato, questo, che risulta essere in assoluto il più alto in Italia. 
Disarticolando il dato per settore si registrano aumenti altrettanto preoccupanti: legno +302,77%; alimentari +1.159,91%; meccaniche + 182,05%; vestiario, abbigliamento e arredamento + 46,88%; chimiche + 98,32%; pelli e cuoio + 212,39%; edile + 345,31%.
Anche il numero di aziende  che ha richiesto la Cigs è aumentato del 27,78%: il dato peggiore del Paese dopo la Sicilia.
La stessa Cassa Integrazione Guadagni in Deroga, che è cresciuta del 62,77%, ha superato   tutte le regioni italiane ad esclusione dell'area territoriale siciliana.
La condizione del Molise si innesta su una crisi nazionale gravissima e dai risvolti incerti: basti pensare che da quindici anni non  si registra un aumento della produttività, mentre, nel contempo, il profitto è stato dirottato sulle rendite finanziarie ed immobiliari.
Sul versante del lavoro si è raggiunto, in pochi anni, un miliardo di ore di cassa integrazione; le stesse  politiche liberiste hanno consentito l'assolutizzazione della flessibilità testimoniata dalla presenza di un numero  di lavoratori precari, talmente ampio, da superare i contratti a tempo indeterminato. Nello specifico, in riferimento ai rapporti di lavoro attivati nel 2° trimestre 2012, si hanno: 1.965.257  contratti a tempo determinato; 195.302 contratti di collaborazione; 79.757 contratti  di apprendistato. Viceversa i contratti a tempo indeterminato risultano essere solo 473.166.
Dinanzi questi dati l'intera classe dirigente deve acquisire la consapevolezza della
drammaticità del momento: una dimensione che impone di rivedere  le strategie di
intervento rispetto ad un declino che rischia di divenire irreversibile.
 
 
 

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